Nel cortile di casa mia ho galline, molti galli e parecchie anatre.
E, come se non bastasse, nascosti tra i nidi, ci sono anche scorpioni velenosi.
Di quelli che non fanno rumore, ma quando pungono… si sentono.
Disperata, chiamo lo zio Juanes per chiedere consiglio. Arriva poco dopo, carico di enormi sacchetti di cipermetrina, come uno che porta con sé la soluzione definitiva a tutti i mali del mondo.
-Ma zio Juanes, che roba è questa? -gli dico spaventata-. Con quello morirà tutto il pollaio! Galline, anatre… e pure io, se non sto attenta.
Lui mi guarda infastidito, come se fossi io il problema. Senza dire una parola, fa uscire gli animali perché corrano liberi nel cortile e comincia a spruzzare angoli, crepe e fessure con entusiasmo missionario. Nessun buco resta senza veleno, nessun dubbio senza fede nel prodotto chimico.
In quel momento irrompe zia Omaira, rosario alla mano, che prega san Francesco affinché stermini le bestiacce velenose. E, nel caso il santo sia impegnato, invoca anche san Isidro. Non si sa mai.
Io comincio a pensare che, tra la cipermetrina e i santi, qui non sopravviverà nessuno. Corro in casa a cercare un rosario -per sicurezza- e lungo il corridoio incontro la nonna, seduta molto seria, che recita un Padre Nostro.
-Nonna, che succede? -le chiedo-. Ti ha punto uno di quegli scorpioni?
Lei mi guarda e scoppia a ridere.
-Ma che dici, figliola matta? Lo scorpione che conosco io non è mica un animale.
-Ah no?
-No davvero. È quell’ uomo che chiamano ratacrá n.
La fisso.
-E quello punge?
-Macché! -dice-. Quello non punge neanche un fiore. Fa di peggio.
Secondo la nonna, quello scorpione non vive nei cortili, ma entra nelle case del vicinato. Si siede in salotto, promette di tutto, raggira gli ingenui e, quando li ha ben ammansiti, chiede loro di seguirlo… e di votarlo.
-Perciò siediti qui con me -mi dice-. Meglio recitare il rosario o fare un esorcismo. Non sia mai che ci pungano scorpioni, ratacrá ni o pipistrelli, e poi ci ritroviamo come matte a pregare quello che chiamano “ Mortadello” o quello che “ vede l’ uccellino”.
Io non resisto e scoppio a ridere.
-Nonna, ma che dici?
Lei sospira, si fa il segno della croce e conclude:
-Eh, figliola…
per gli scorpioni del cortile c’è il veleno.
Per gli altri…
stiamo ancora pregando.