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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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“Non mi mettere più le mani addosso!
Ti vado a denunciare, hai capito?
Ricordatelo bene, m’hai percosso!
Non ti conosco
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Con gli occhi perduti nel vuoto
sei un fiore con stelo reciso
e nei recessi della mente
decifri i codici del tempo.
Come una marionetta rotta
hai paura del pregiudizio
cerchi conforto nella musa
che ti fa volare nel cielo.
Riscatto sarà il tuo
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E sei sempre lì
con i tuoi tormenti,
il cuore a pezzi...
lo sguardo spento
di chi non spera più
E sei sempre
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Non s’ode vento
nel cuor or notte
anelito canto
speme la sorte?
Muti albori
rievocano ancestrale,
stanotte nuovi amori
sapranno raccontare?
Rugiada sui fiori
melodiosa pace
oscuri chiarori
pianeta tace.
Note d’usignolo
insolito
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Aspetta dietro l’angolo
il tempo infinito che basta,
inchiodata al silenzio pesante,
impugna la penna.
Alacre profumo s’innesta di subito,
prende piede soave ogni forma dimenticata,
linee curve percorre la mano,
di nuovo aggrappata al ramo teso del
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Sento una piccola goccia
scorrere sulla pelle
e non ho che il tuo sguardo
da perdere ancora
fra le poche cose
che ho disegnato nella polvere
di questa stanza vuota
dove i ricordi muoiono
di nostalgia
senza emettere un suono
né
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Falò acceso, tu.
Io, arbusto sempre verde.
Fiamma incandescente
dentro l’abbraccio circolare.
Corpi che ardono
nel braciere dell’amore.
Smettila,
di pensare fuori dal letto.
Amami ora.
La pasqua è alle porte
con i suoi orgasmi
di pace e di
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Quello che sei
è più di lunghi istanti
fatti di onde,
dove s’adagiano i ricordi
maestosi pensieri negli abissi del mare
compenetrar nel cuor sentimenti
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Sorge il sole su cima del monte
ove brilla lucente la croce ancor macchiata del sangue innocente di Cristo.
Uccellino svolazza la inquieto,
cinguetta piano,
si posa su croce, poggia la testolina il petto su legno intriso di dolore,
tinge le sue piume
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Come un’ape che ricerca
quello che nessuno trova
sfilano i pensieri stanchi
e senza musica si posano
fra una nuvola e un cirro sospeso.
Corrono i fotogrammi delle ore
stampati in un canone divino
e mentre scende la sera
cantano attimi smarriti di
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La tua prima poesia
certamente l’hai scritta il giorno in cui
hai tessuto le lodi
di
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Rotola tra gli anfratti cupi
il dubbio di un tempo esteso
tra lasciti di uno spirito ribelle
e inganni perpetrati
da una memoria labile e sconnessa.
Ritorna tra le spire rosso fuoco
il barlume di un sapere antico,
il profumo mai dimenticato
di
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Alto, biondi i capelli
che calano da ambo le parti,
come un Nazareno,
non come un Ebreo.
E viene la morte,
perché doveva venire,
e venne la resurrezione,
così era scritto.
Il dolore, era vivo
e vive, e rivive ancora.
Si spacca il pensiero
del
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Sopra i miei sogni fiumi di stelle
nei viali del cielo il blu dei tuoi occhi
tu sei mare e orizzonti del mio sguardo .
Parlami di te quale magia c’è
quando il tuo corpo
è oro nel cielo dei tramonti
e il silenzio scende nel cuore
cercando di te
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 | Cari bambini di tutto il mondo,
siate felici,
Gesù era morto
ma poi qualcuno
ha detto che è risorto.
Morite contenti,
senza lamenti,
chi di fame (uno
ogni cinque secondi),
chi di guerre scatenate
dai potenti, chi di abusi,
chi di odiosi
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| Aprile
lo ricordo sempre piovoso
con il sole che faceva capolino
dietro le nuvole.
Ma questo Aprile
lo ricorderò per la pioggia di lacrime
per i caduti di questa guerra invisibile
per i tanti anziani
che ci hanno insegnato a camminare
a
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A dir si voglia, quel giorno amorfo e misterioso,
va ad inciampar la vita per divenir un numero,
numero di letto e di cartella,
ed attender la fatal sorte,
ove echeggiano preoccupazioni
davanti al tribunale del Signore.
Minuti ed ore, un dormir
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In risposta ad un mio libricin di nugae
a te mandato ed alla sua lettura qui persone
luoghi visioni del mio tempo antico vi narravo
così tu mi racconti in bello stile ricordi
e momenti alcuni cari della giovinezza tua
caro compagno del liceo nostro
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La legge non protegge mai le donne
che vengon vilipese e maltrattate
per mano di mariti o fidanzati
e troppo spesso pure
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Sarà mai possibile essere sempre in allerta
onde non farsi prendere in flagranza
il minimo sbaglio non è più ammesso
pena dover lasciare il piatto di portata
sono tutti saccenti e pieni di sé
non ammettono errori
si va proprio in un mondo
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Patrimonio dell’universo
se ne avrà da decantare
d’un poeta verso
inchiostro astrale!
E stelle anche soffuse
nella platea del cielo
ammalieranno Muse
per esso scevre velo.
Pur (eterno) momento
t’invito a sognare ...
non credi sarà incanto
con
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Quando passa
la Nera Signora
resta solo il silenzio
e il dolore
si ferma nell’aria
per lunghi istanti
come in un tramonto
privo del sole.
Quando ogni cosa
sembra finire
solo i ricordi
rimangono vivi
e niente importa
più di una
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Con tutto il lor fragore, i megatoni
dell’arma distruttiva nucleare,
di fronte alla tempesta degli ormoni
si ottundono, si appannano; e affrontare
la donna mia mutatasi in bassaride,
(se mai qualcuno me l’avesse detto!)
richiede molto più che
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Ed ecco il Cristo, il volto insanguinato,
le spine conficcate sulla fronte
e rivoli di sangue raggrumato;
parole volte al popolo già pronte:
- Ecce homo, davanti a me Pilato!
A voi, la vita o morte su quel monte!-
La folla, aizzata, grida a grande
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 | Guardi alla vita
Più non c’è gioia né aspettativa
di futuro sereno.
Il presente veste scarpe infangate
gli stessi errori,
noi che graffiamo come una puntina
sopra un disco rotto.
Poco lontano un asino raglia.
Due note di sconcerto
verso un
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Ner mezzo de ‘sta brutta pandemia,
m’aritrovai in un appartamento,
a fa’ da guardia a tutta la famìa
sfruttanno li
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Passo dopo passo sento i grilli cantare
cammino nel ventre di un bosco incantato
scivolo piano fra i rami di un faggio
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Ove assorto spesso
non me ne volere
son solo connesso
universo astrale!
Vieppiù perso
fra onde del mare
ma pur sempre terso
t’ascolterò chiamare!
Forse predestinato
con mere parole
a render svelato
celato sognare?
Tra silenzi decanterò
-
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Te sì scialato a scrivere ‘a Cummedia
facenno nu casino universale
Inferno e Priatorio int’o funnale
cu ll’aneme scamate e che traggedia.
Zuzzuse ‘nchiavecune mietteannante
masto ‘e puteca femmene e palliste
princepe perepesse e camurriste
na
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 | Dammi la mano, soltanto una mano
nient’altro chiedo
proverò a sollevarmi
dai puntuali e implacabili spaventi:
in questo modo
cammineremo con passo più agile
ci aggrapperemo ai palpiti
nel nostro volo che anela un’unica stella.
Tu prendimi per mano
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Oltre quelle sbarre vedrai l’azzurro
e come un fumo che galleggia sul fiume,
un vapore acqueo che aleggia, una bruma.
Al di là di quelle sbarre il
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Sull’onda arruffata da zuffe di venti
sperdo intricati solipsismi,
mente torchiata, ventre in tumulto.
Comincia da un
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Ogni giorno che passa
un fulmine
che avvicina a quel traguardo seppur triste
non riuscendo fare a meno di pensare
a quando il desiderio si avvererà
piccola cosa che rende sempre più fragile
seppure lo stesso non demorda
tra due fuochi sei
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“La mia consorte sta per partorire,
stasera l’ho portata all’ospedale,
non posso accontentarti, mi dispiace,
mi sentirei
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Il tempo vola
sui sogni e sognatori.
Briciole di pensieri
alle spalle,
nel silenzio che attende, invano,
occhi negli occhi,
sguardi mai perduti davvero.
Un giorno, mille giorni senza luce.
Sorriderò, sorriderai,
quando le note suoneranno
la
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Ho letto di qualche male
che colpisce
il cuore degli amanti
e forse nel buio
non c’è traccia
di altre nubi
appena sconfitte
dai cieli senza pioggia.
Ho sentito di un dolore
che avanza
nella tenebra fra i sogni
e di una goccia
che scava
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Topazi scuri al sole.
Ardenti tombe di sabbia.
Le tue mani fredde.
Ti avvicini senza sforzo,
ti lascio entrare senza paura.
Continua a guardarmi.
Voglio strozzare
e mangiare quella voce
che blocca le tue mani
e serra i miei vestiti.
Un gradino
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Non so se un giorno tornerai a questa storia
come facciamo con un libro che ci colpisce
e mentre cercherai lì la
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Avrai la gratitudine di questo cuore,
per quanto mi hai insegnato
consapevole che senza perun sforzo
hai la dolce capacità di adattarti,
tutti gli uomini del mondo desiderano
ardentemente il mio posto,
sei semplicemente il mio colpo di fortuna,
il
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Sentirsi vivi dove il cielo respira
così è il sogno tra le braccia del destino .
A volte uno si libera di un sorriso
quando le rondini ritornano
nel loro grido di felicità .
La primavera è in fiore
e io non ho mai capito
in quale cuore
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Nel silenzio
delle eterne montagne
travaso a fiumi
i miei mille perché.
Nelle notti di vento
le bianche vette
mi donano risposte
e mi sento più vivo.
La valle incantata,
mi aspetta, mi accoglie,
vestita di fiori.
Avevo pronte le lacrime,
la
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Di più, continueremo.
Sempre più, superando adagio
un sole nero.
Lo vedi?
Quanto stringe l’urgenza del
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 | Il senso della vita io non capisco
ma tutto intorno a me miro
e delle meraviglie mi stupisco,
questo immenso io respiro.
Il suo senso cerco dentro
il pianto di un bambino,
nel sole che ogni mattino
spunta tra i fiori d’un giardino,
in quel cielo
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Come un film rivisto senza tregua
che non sazia mai,
nel rivestirsi il giorno della festa
per qualche ora della nuova prima,
le luci spente o al più nella penombra,
in un rettangolo dietro la mia fronte,
sequenze sfocate si compongono
sempre più
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 | Cuscino
senza impronte
pregno di sogni
Silenzio
che scivola
come
un serpente
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| Solo carezze di esili steli
fioriscono silenziosi .
È tempo di lasciarsi andare
come slanci di nuvole.
Vera è questa dimensione
accesi germogli
dipingono sogni abbandonati.
Mi costringe il vento
a razzolare tra i pensieri
nel tempo pungente di
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Tra pagine ingiallite di un vecchio album,
accesi sguardi caldeggiano una cara foto
che tenero tepore m’infonde.
Una giovane donna in anni ruggenti,
poggiata sulle fragili cuspidi delle sue radici
scava nella dura roccia in una terra lontana
per
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Quadro incompleto è il giardino
una grande tela che manca di colori
solo in qualcne lato i verdi
del nespolo del pino e degli oleandri
degli ellobori qualche fiorellino
due puntin di bucaneve sullo sfondo
qua e là margheritine sonnolente
ma ora
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Di nuovo in attesa che tutto finisca
organizziamoci al meglio affinché il tempo
non debba nuocere al nostro vivere
non resta che trovare
una ragione di vita
che impegni la giornata
essendo il momento
capace di neutralizzare
tutto ciò che passa
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“Mi stringi troppo forte, mi fai male
e non mi sembra questa la maniera
per dimostrarmi la tua gentilezza,
così mi fai
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 | Amami! Amami e basta! Stammi accanto
e riposa sul cuore
senza cercare alcuna spiegazione
al tuo nobile slancio.
L’amore è questo
è il più antico mistero che si compie.
E non dire nient’altro
cercando un senso logico a ogni cosa
e provando a
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| Guardo l’albero che perde le foglie
e la luce che pian piano si spegne,
vedo l’autunno che cede il suo passo
al freddo inverno che incede con forza
nel suo cammino.
Primavera, lo so, tarda a venire
e la lucerta rimane in letargo,
di lor gemme non
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Sola
immersa
nei miei pensieri,
ritrovo quell’attimo
della mia libertà:
nasce e poi
muore.
Sola io
Ancorata e
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Quando ho aperto gli occhi quel giorno
ho provato invidia per il volo delle farfalle,
per il tuo tempo metodico,
intangibile e lontano da me,
per chi non sciupa i doni
che la vita ha voluto riservargli
ma li rincorre per afferrarli.
Poi ho
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Ho ricordi di sere
spese a fermare il pianto,
quando il grido
di un gabbiano
annunciava la tempesta.
Ho ricordi così forti
che spezzano gli argini
di mille e mille pensieri
persi nel rincorrersi
notte dopo notte,
quando a chiamarti,
nel
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 | Nei sentieri del cielo
col suo fuoco
che infiamma il cuore
tramontato è ormai il
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Ove pur non mi vedrai
cercami al tramonto
se al sole affiderai
tuoi pensieri d’incanto
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Aspetto solo
una tua parola nuda
per chiudere
fuori il mondo.
Attendo solo
una lacrima
per non rimpiangere
l’alba più scura
e per non morire
di nostalgia
nelle primavere
piene di dolore.
Esisto solo
negli spazi vuoti
fra due
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Profondi inciampi,
tra nodi e radici esposte,
mentre il vento colma
il silenzio della notte.
Preghiera sottile sale dall’anima
e le labbra la rimandano
ad una volta cupa,
brulicante di silenziose stelle.
Tumulto di un cuore avido
di quiete e
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Al varco della luna
c’erano tre stelle
una era scura
l’altra chiara
la più lontana
trasparente.
E il pescatore
si trovò nel contempo
avvolto dal dubbio
dal pianto e dal freddo.
Quella notte
il mare cantava
la nenia
dei naviganti smarriti
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337900 poesie trovate. In questa pagina dal n° 16381 al n° 16440.
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