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 | Nacqui germoglio
da quercia secolare
le cui radici infisse nel profondo
già si erano intrecciate in nodi indissolubili
malgrado le intemperie e i venti e la grandine degli anni.
Mi feci ramo e da me nuovi virgulti germinarono
belli e rigogliosi al
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 | Quadretto
Din don dan
nel canto antico di una capinera.
Non si usa più .
Io l’ho sentito il cinguettio
nelle serate montane.
Bevevo alla sorgente,
freschi i piedi,
sgombra la mente di fanciulla,
impolverato il vestito,
sotto,
il
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Col cannonau
Ti hanno ubriacato
Rosso rubino
Sei diventato!
È così che io
Ti ho visto in un piatto,
Non ti ho neanche addentato!
Preferisco vederti
In un prato
Con i tuoi pargoletti
Accoccolato!
Ti piacciono anche i Fiori,
Sei affacendato
A
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Solitudine,
nel libro
dove han fine i sogni
e ogni
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Non è il consueto sole noioso
ma un profumato giorno di luglio
l’incanto di una fragranza di gioia
avverto l’odore giocoso
della tua scia
vado verso la cima di un pensiero
che gioca a nascondino
fin su l’ultima foglia
intorno al solitario
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Sincronismo d’amore perso
s’annega nel broncio nostro
della notte chiusa nel silenzio.
Cosa siamo ora noi
se non ostile polverio di freddo
che segna la stessa fine d’un fine e corale dialogo.
E il pulviscolo si dirada
tra le spiagge dei
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Saper aspettare è una grande virtù
trovando in essa quella pace
che aiuta a far crescere le nostre idee
ponendosi quando all’improvviso
qualcosa davanti si prospetta
con tutta la sua forza abbattendo muri
che vorrebbero averla vinta
seppure in
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“Sei stata tu a chiedermi di fare
la pausa d’un’attenta riflessione
ed ora invece ti sei ravveduta
in preda al desiderio
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Ieri una domenica di dicembre
la Milano opulenta e ricca
ma in questa sera umida
d’Avvento vi è chi soffre
una lunga fila come anime
morte lente smarrite vanno
verso l’ingresso ancor lontano
del Pane Quotidiano a trovar
alla fame e alla miseria
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 | Così mentre perdo la ragione
vinta dal desio cieco amoroso,
mentre il cuor si trova in affannoso
stato
qual uomo da passione scatenato,
io divento il sordo che
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Mese di sogno nel cuore ti porto
sole grandioso,
calore e colore intorno.
Nei campi le spighe d’oro cantano in coro
ballano muovendosi nel vento un allegro motivetto,
quanta allegria.
Nel cielo colmo d’azzurro uccelli liberi e felici volano sul
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Hai lasciato le ossa
qui vicino
al cuore che batte
ancora il tempo
e non ho più respiri
intorno al silenzio
che corrode
il fiato della pioggia.
Hai dimenticato
dolore in questo cielo
ed ora guardo
le nuvole scorrere
con il nero
delle
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Affonda piano
avvolta nel suo drappo rosso
senza più attori a piangere un delitto.
Già non si vede quasi più la prua
e le valigie sparse sopra il ponte
sono monologhi che non verranno uditi;
voci in trincea, immagini sbiadite
un film muto che
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 | Certo non sai
quanto ti penso ...
bengala sei
coltre buio denso.
Neanche immagini
mare tuo dentro
cuor senz’argini
fulcro mio centro!
Quando mi tocchi
trepida l’universo ...
fremiti i rintocchi
conciati poi in verso?
Capelli le
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E si resta lì,
fermi,
ad aspettare
che qualcosa si muova
anche nelle ore notturne
con gli occhi spalancati
Si aspetta
che qualcuno si ricordi di noi
di ciò che eravamo
così imbrigliati
nei giochi di parole
quando gli sguardi
erano
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 | Presi, per te, il mio cuore
agitato nel suo battito, ti regalai il senso
un sentiero discordante che arrancava le ore
far presa a un giorno diverso
e afferrai con note di musica la vita
cresciuta nell’aspettare un foglio di te.
Presi, per me, le
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 | Luce e calore rivestono ogni cosa.
Così al sole vorrei la libertà
di questo corpo dall’intelletto inutile.
Deporre le ossa
sotto un albero senza radici,
bruciare i peccati
accumulati negli anni
per essere poesia di nuova felicità.
Infine di ogni
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Nel rosso della sera
travaso stille del mio sangue
a goccia a goccia
per un distillato d’amore.
Aspetto te
che conosci le mie vene
assecondi i miei respiri
acutizzi i punti nevralgici.
A occhi chiusi
percorreresti i centimetri di pelle
con
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Nelle storie importanti si porgono mure
ad onde infide
ma non si resta per questo in un porto.
Le vicende si svolgono
in contesti rischiosi e imponderabili
non salpando si è morti.
Per cui proviamoci
apriamo crepe nel muro dei tremiti
pupille
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Oggi solo nella solitudine
nella penombra che domina
la sera vado a cercare
compagnia lì in quel libro
dei ricordi da tanto tempo
chiuso una fotografia
un caro viso di una età
perduta ma debole incerta
è la luce della mente
vana ricerca mi
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Nel silenzio della sera calpestio si fa avanti
nel suo voler sorprendere
chi nel tempo ha condiviso emozioni
quei piatti di portata dove
con la punta delle dita
ancor oggi si percepisce friabilità
sensazioni tenerezze si uniscono
inneggiando ad
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Il tempo passa silenziosamente,
nessuno nota mai la sua presenza,
eppure ha sempre un séguito d’amici
che s’inchinano a lui con riverenza,
e son rappresentati dai secondi
che corrono veloci come il vento,
ogni sessanta tornano daccapo
in un
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 | Carràmba che sorpresa brutta che ciai fatto,
accidenti a stà sera in cui è strappato er tuo contratto.
Sei volata via, hai cambiato palinsesto... ossia er canale,
e ahimé purtroppo, da lassù, nun c’è segnale.
Co’ er Tuca Tuca ciai toccato pure drento
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Ti ho lasciato
fra le ombre
perché la mia luce
era niente
e non ho inverni
da dimenticare
nel buio
che ho dentro.
Ti ho sepolto
con le cose
antiche del cielo
che nascondo
dentro allo sguardo
quando la sera
sembra morire
con i
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Li piscatura, sì!
’Iddi sunnu li riordi,
ìddi sunnu la Storia
ri stu ranni Mari Nostru.
Talìali,
talìali ‘nta ll’occhi
ascùta lu cori,
ascùta lu cantu.
Lu sciloma,
cantu ri mattanza,
léggiu comu ‘na cantilena,
cantu ri milli priéri!
Lu cantu
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Respiro,
all’imbrunire in un giorno d’autunno,
e come luce tra le luci
il sole torna alle sue acque.
Ed in lontananza,
voci indistinte
di relitti arenati,
sopravvivono alle onde.
Basterebbe avere tutto
un po’ più chiaro,
ma c’è del
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E mentre il corpo invecchia
nel tempo andando avanti
lo spirito
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Addò ‘o mare nun tene onne
addò ‘a terra s’annasconne
addò ‘a ggente è zinfunia
addo ‘a vita sape ‘a via
enno propio ‘a casa mia!
Addò ‘o mare è na tempesta
addò ‘a terra nun fa festa
addò ‘a ggente è ‘nchiastaria
addò ‘a vita è purcaria
enno
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Cerchi sull’acqua
si espandono al soffio
del primo autunno.
Il fruscio delle foglie
scorre come il tempo,
mentre incerti pensieri
viaggiano con quel suono.
Per un attimo hai sentito
chiamarti la sua voce,
una finestra socchiusa,
un profilo
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Potresti camminare
scalza sul prato
e non sentire l’erba
sotto i piedi .
Le tue mani non colgono
una rosa senza spine
acchiappano girasoli di notte .
Non c’è campo più arido
di un estate nel cuore .
Anche la pioggia
è rimasta appesa
a nuvole
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Al tramontar del sole ed in lontananza
affiorano gentil ricordi
di un passato a rincorrer la vita...
I pensieri voglion riposar in quel corpo ed anima
mentre silente vaga la nostalgia a
rimenbrar attimi e persone
ove or han preso diverse
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Nuove possibilità nella vita
si soffermano dove meno ci si aspetta
insistere in quanto più crediamo
è qualcosa che un domani
ci farà sentire soddisfatti
avendo ottemperato
a quanto più era nostro dovere
tralasciare quanto in nostre mani
non
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Il colore della pelle
è una pàtina esteriore,
quand’è scura, col razzismo,
si rifugia nel dolore!
Lui è nero, lei è
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 | Presto una donna
delle Ande volerà
accanto a me,
si chiama Nely
e non ha le ali.
Ma lei è come un condor
vola sola in libertà,
è come un sogno
che non sai se si realizzerà,
se t’amerà,
se resterà o ripartirà.
Con lei vivrei per
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Resterò appeso alle ciglia
come il dolore
che non passa per anni
e si riflette nello sguardo
chiaro delle iridi
sfumate di cielo e distacco
quasi il tempo
abbia pregato il perdono.
Sognerò scivolando sul nero
dei tuoi capelli
a metà fra
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Capriole magiche di un giocoso capriolo
acrobatici volteggi di un cavallo a dondolo
salti aggraziati di un agile gorilla
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Verità
fantasia
non lo so
ma
che ne sarà di me
se non sentirò più nel cuore quel tuo sorriso
che scorre ruscelli di pensieri
che fa danzare tra nuvole di vento
sopra un mare di colorate emozioni?
Tu
poesia
mi canti nell’anima
tra le
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Ritorna dopo anni a rivedere le sponde del Ticino
luoghi amati della giovinezza sua e come del fiume
azzurro le acque corron verso il Po qui corrono
alla mente partendo da lontano ricordi visioni
qui da lui vissuti e nell’animo sorge e la
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La voce del canneto
mosso dal vento del mattino
risorge dal mare.
Quasi somiglia al respiro della notte
come l’andare dolce dei nostri occhi
nell’aurora violata dal nostro canto.
Ricordo così quella mite stagione
di anime inquiete
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Candela e brindisi di vino,
elisir di nuovo lume e agitazione,
chiamano l’ebbrezza d’un ennesimo bacio.
Implosione d’adrenalina
di un’esuberanza nuova dei nostri cuori
battezza le fondamenta d’una passione vera.
Ticchettii del desio
per
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Il mio paese è una venere triste
è terra di frontiera,
è il nodo in gola, è la spina nel petto,
è il silenzio da bere.
Non rimane che struggermi d’amore
nell’autunno dei sogni:
le stelle sono diventate croci
e a ogni rumore tremo e fermo all’orma.
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S’ì fossi in salute preso
farei questo e quello
e per nulla al mondo
mi riterrei offeso
S’ì fossi d’umor in lietezza
ancor amerei ogni bellezza
e senza ritegno piacerei
ad ognuno sulla terra
S’ì fossi d’Amor rivestito
allor a tutto
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La notte incanta
disarma utopia ...
alma spettinata canta
fervida poesia!
Affidai al mare
intimo segreto ...
percorro litorale
mentre poeto?
Raggiungerti spero
se ne sarò degno ...
par ora invero
d’Amor tal disegno!
Ci diremo tutto o
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Prendere le cose con calma
senza farsi suggestionare da quanto accade
dovrebbe essere ottimale sempreché
si riesca a gestire il tutto
purtroppo a volte sono solo parole
che niente hanno a che fare con la realtà
inutile quindi prendersela più di
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“Sia per l’attaccamento sul lavoro
che per la serietà professionale,
domani sarà qui nel mio ufficio
promossa a segretaria
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S’addensano oscure nubi
ed un vuoto incolmabile riempie il cielo.
Addio o arrivederci Raffaella Carrà!
Monumento d’attrazione ed
ironica saggezza,
donna dinamica, effervescente,
guerriera della libertà umana.
Addio anima in volo,
prato verde e
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i colori del cuore
sono foglie stanche
adagiate sui cordoli
di mura antiche
gialli, rossi, verdi, marroni
attorcigliate, avvizzite, stropicciate
come quadri impressionisti
di rara bellezza
immobili istantanee
di calde giornate
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Ascolto in silenzio chi non è più
l’amore vive nel suo giardino di rose
quanti sorrisi hanno un nome
ma il suo è sulle
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Domani queste parole
saranno morte
la terra avrà un colore
diverso nelle note
di malinconia sfumata
ad arte fra le foglie
e le lune distratte
dalle rare stelle nere.
Domani qualche battito
si sarà già spento
e nessuno ricorderà
i momenti
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La strada è manomessa
il cuore non si sente
e tu che vai a spasso tra le nubi
non conti le certezze che mi rubi
con quel tuo fare a zonzo di maniera
che alza in basso e avanti la bandiera
col fiore riscattato pronto all’uso.
Il sogno in te è
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Il ritratto odora di muffa
lo sfondo è cupo
ma lei, l’antica, ha un’aureola
e un dito che regge la guancia
riconoscimento dell’elite
delle finte rassegnate.
Lo sguardo ironico
sconfessa vecchie fragilità
solitudini, forse l’ amore vero
quell’
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Sempre ritrovo
quest’ombra indefinita
che mi affianca
e che, inconsapevole compagna,
racchiude ciò ch’io vivo
e che ho vissuto.
Ora che in cielo
la Vergine si è fusa con l’Aratore
dalle larghe spalle,
per me solo, reinventa
realtà mai
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Se mi manchi... quanto mi manchi.
Certo non è un buon motivo
per rinunciare a vivere.
Il tempo passa
ma il tempo è relativo
miliardi di secondi o poche ore
un istante d’infinito o l’infinito...
Ogni mattino partorisce profili luminosi
ma mi manchi
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Sono quasi uguali gli anni
della nostra amicizia
e quelli del tuo bel vivere.
Sei sempre uguale!
È una fortuna:
lento e riflessivo era il tuo fare.
Lo è ancora adesso,
il tempo non ti muta.
Solo alcuni acciacchi ti sopraffanno
ma il tuo incedere
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Belle di notte fiore delicato
profumato che si apre al calar
del sole e nell’ombra della sera
la sua essenza addolcisce l’aria
poi alla luce del sole si spegne
s’addormenta belle di notte donne
che si vendono e per danaro offrono
l’amore quel falso
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Inutile continuare a guardare immagini
una frazione di secondo e
calamita entra in azione
facendo svanire il tutto
inutile insistere
insopportabile la vista
incomprensibile penitenza
inutile cercare strade diverse
inverosimilmente tutto si
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“Non mi devi corteggiare,
t’ho già detto che non voglio!
Sogno solo il grande amore,
lo ripeto con orgoglio!
Son
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Dove sei? Divise le nostre mani!
Al di là dei confini del nostro cercarci.
L’incerto ci trascina
oltre le foschie dell’anima,
distanti i giorni che ci appartennero.
Le nostre ambiguità, nuovi orizzonti,
arcobaleni, tramonti, profumi,
sono
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Aprendo le porte al piacere
l’intrigante pensiero avanza
e con la mente in volo
corre verso il desiderio
pura ed autentica passione
nell’enigmatico sentiero
che cattura labbra e mani
con il brivido che diventa goccia
e dentro un ansimante
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In grembo a silenzi bollenti
i rumori vagiscono a luglio.
Prati roventi di asfalto addormentato
raccolgono gli esuli
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337884 poesie trovate. In questa pagina dal n° 14941 al n° 15000.
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