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«La dignità è una prerogativa per l’essere umano, non solo per se stesso, ma anche per chi gli sta vicino. La distinzione morale, civile e professionale dell’uomo sta proprio nella sua dignità, in quanto solo con essa riesce a spiccare tra la massa. Ciò che nobilita l’uomo è il lavoro, perché indispensabile sia per una sua posizione sociale sia quale espediente che possa procurare benessere per lui e per la propria famiglia. Anche la Costituzione italiana è una Repubblica fondata sul lavoro, per cui il Governo è tenuto a non far mancare un’attività lavorativa a tutti i cittadini, perché solo così ognuno può essere fiero di andare a testa alta.» |
Inserita il 07/11/2017 |
Nisciunu pó llivà' la dignitati
a ci si senti t'essiri ommu veru,
shtima iddu shtessu e l'atri comu frati
ca tennu puru l'ànumu sinceru.
No' vvollu mai cu sso' tisonorati,
percé loru so' tueshti comu cueru;
fign'a quannu no' ssontu cunsumati
fatìünu cu cori battaglieru.
La dignitati voli l'ommu e crita,
cá la fatìa no' nc'hava mai mancari;
lu Guvernu no' pó llivà' la vita
a lli piccinni sua ca hannà manciari.
Cuesht'è la cosa pi iddu cchiù pulita:
a capu azzata, hava caminari.
Traduzione
Dignità
Nessuno può toglier la dignità
a chi si sente d'essere uomo vero,
stima se stesso e gli altri come fratelli
che hanno pure l'animo sincero.
Non voglion mai essere disonorati,
perché loro son duri come cuoio;
fino a quando non sono consumati
lavorano con cuore battagliero.
La dignità vuole l'uomo e grida,
ché il lavoro non deve mai mancare;
il Governo non può toglier la vita
ai suoi piccini che devon nutrirsi.
Quest'è la cosa per lui più pulita:
a testa alta, deve camminare. | 

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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.
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«Sonetto classico in vernacolo sanvitese (alto salentino) con relativa traduzione. Schema: ABAB/ABAB, CDC/DCD.» |
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