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Comandante di una ciurma fantasma conduco la mia fenice
lungo un firmamento di cinabre stelle
ed acque salmastre abitate da oscuri prodromi
che lambiscono lo scafo e la stanca mente
con mestizia il vascello della sopravvivenza
solca lento un mare
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sarà un luogo,
un avanzo di tempo?
un mozzicone di sigaretta dove è bruciata la felicità,
un mostro sconfitto e
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Ed è immobile il verso
come le parole che ristagnano
fuori è la notte
il gelo delle cose
le rughe del tempo che non ritorna.
Ed è ancora il silenzio che paga
e tra noi silenzioso vaga
corre sui sottili fili delle emozioni
baciando occhi
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Vorrei sapere
se quando sono nato
mi accarezzavi
senza farti vedere
E se mi parlavi
(magari)
con gli occhi stanchi
e con il respiro
spezzato dal cielo
Vorrei vedere
come mi guardavi
mentre correvo sui prati
calciando un pallone
E se
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Sto
con parole d’autunno
ingialliti silenzi
a penzoloni
sul ramo
di pensieri grotteschi
ma le emozioni
hanno
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Joyau de plénitude
qui courbe mon regard
sur le silence soyeux
et l’âme glisse sur la nuit
au sacre de nos vies
alvéolée de tendresse
De vous à moi
le souffle vogue
léger comme la plume
pour iriser l’espoir
et au petit matin
il reste le
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Come na vècia caréga
l’è ‘l tenpo che passa,
stràco, te te sènti, ma,
lu ‘te bina parole noe.
’L tenpo, lu no’l te vol
sentà, a farghe ‘l goardian,
ma ‘l te ùrta a moérte, tì
parché te sii mèjo doman.
E lu, ‘l se fa caréga sopa,
senter pien
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L’aurora
custode dei sogni
con la triste luna
che non vede le ferite
del tempo dei vecchi
sulla
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Tu e io,
io e te
fiumi in piena,
come il Nilo,
dopo le grandi piogge
che esonda, si spalma
ammorbidisce.
Tutto si
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Ho visto un corpo immobile,
che si muoveva
solo al ritmo del pianto.
Ho visto un uomo
che ha detto no,
in una stanza senza eco.
Ho visto un cantiere
incompiuto
dentro la sua anima,
che morde senza denti.
Ho visto tutto questo,
in una
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perso nei silenzi di troppe fantasie
muta solitudine di anni incompleti di io
sparso puzzle di sentimenti caotici di paura
devo aprire un mio si al sorriso degli altri
devo aprire al mio amore il mio cuore confuso
io sono la bellezza di un cuore
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e... mi sentii orfano
delle carezze tue
di quando mi baciavi
la pelle d’acqua
riversa nel silenzio dell’orizzonte
sognandoti velata di poesia
e... come piume d’angelo
volai sulle cime
abbracciate dal frondoso vento
che trascendeva
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Tra nuvole rotte dal lumeggiare
quasi un labirinto di un Dio
asceso dalla notte
verso un notturno
di luminarie spente.
Nel segreto del sogno
ammainano l’angoscia
per giochi amorosi, innocenti
nell’intreccio di un volo
verso un cielo
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Non riposa il fiume
nel suo andare verso il mare
né la rosa smette di esser donna .
Vedi anima mia
il desiderio della
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Lacrima scende
dolore
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Cos’è la Poesia ho domandato
ad un saggio incontrato per la via
ed all’istante lui mi ha contentato
abilmente spiegando cosa sia.
“E’ uno sforzo dell’animo fatato
che esprimer può di te malinconia,
gioia, speranza, ed è un elaborato
sincero del
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Erano giorni di sole
quando beffardo mostravi
i tuoi cactus in fiore.
Passando dal giardino,
hai notato le secolari querce,
i rigogliosi alberi di frutta
e nella notte hai depredato
il mio giardino privato.
Quando il sole era già alto,
semi non
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Il buio e le sue forme
in frangenze di specchio.
Aldilà preservate ombre
d’immortalità
prefigurano
il
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tu ferisci lo sguardo
e poi un largo giro fai
cedi nel corpo del verso
per caso per eros
mi sorprendi
- musa -
quando il nulla mi
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 | Potremmo farci bastare le voci
il sussurro dell’acqua che piove
come anime appoggiate allo specchio
apparire nella nudità degli sguardi
nel fiato vellutato delle promesse
con la nebbia che attenua i rumori
dischiudere le mani e raccogliere
la
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Bùttati! rapsodo
sotto le torbide
ombre di tenebre
di sera stolida,
cantòr di nenie
e di prëamboli
e di preludi
di Pöesia!
Bùttati! oh rapsodo!...
Su ripe ágili
all’imbrunire,
di sera a’ i pallidi
aliti, udire
l’onde mi sembrano,
sento che
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Distinsi tra la folla
un piccolo spazio,
un piccolo cielo
due labbra chiuse
e i tuoi occhi stanchi
che cocciuti, davanti al tuo caffè
ti leggevano le mie poesie
ti portavano più lontano
oltre la città degli uomini
nel
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 | Se guardo dai tuoi occhi
vedo l’uomo che non parla ma che dice;
la linea d’orizzonte, il suo guardare ai giorni.
Il disquisire segreto, spoglio rivestito.
Se guardo dai tuoi occhi
vedo a posteriori il cielo, le nuvole
il suo giudizio bianco
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 | Adoro la tua perfetta
combinazione armonica;
colori forme e occhi.
Caduco essere, di fronte
al mondo intero, tu sei
ma... per me eternamente
bella, gioia di quello specchio
che è il mio cuore .
Cresce la tua bellezza
con il nostro amore
e
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Gaiezza e virtù
trasmettono i nonni ai nipoti
spasimanti degli anni .
La storia ne riporta la saggezza
esulta l’Immenso universo
al sciame d’amore che emettono
tra file di un mondo
sommerso dall’inciucio
e veracità di esso.
Sentirsi nonno
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 | Nella tenue luce dell’alba;
quando i nascenti raggi solari
stendono sulle cose il loro tepore,
talora gli occhi tuoi;
dolcissime fulgide gemme,
si stemperano cangianti
come purissime gocce di mare:
ora azzurri, ora verdi,
e i capelli,
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| E’ la grancassa, fonda, al corteo innanzi;
"mea culpa"-peroravano- i dottori;
il Sacramento avea, da tutti, onori,
e il
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| Mi racconto,
mentre parlo con gli occhi di te.
Malinconica poesia
nasce dal desiderio di volerti
ma quel pensiero sfugge,
oramai sopito, nascosto
in silenzi masticati insieme ad emozioni,
si intersecano al sapere di una
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| Dimmi
che senti
quando ti sto vicino?
Anche tu provi
quello che sento io?
Farfalle e arcobaleni scalpitano,
come mandrie di bisonti infuriati,
in tutta la pelle
e cercano pace
a ciò che la tormenta...
Ma dimmi ancora:
ascolti i miei
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Si solleva la polvere
nel silenzio tombale
cammino...
felpando i passi
per non disturbare
per non disturbare
la
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E tu con affannoso imbarazzo
parli.
Esprimi ciò che la forza dell’amore
che nutro per te
aveva già svelato in silenzio al mio cuore.
Un abbraccio umido di lacrime felici
svuota la criticità della trepidazione.
La duttile leggerezza
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Sento il fiato fermo,
tacito ed immacolato
come un equilibrista che oscilla lieve tra le nuvole
in punta di piedi su un
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Guardando la luna
nel buio deserto,
la luce si accende
dentro l’immenso.
La mente si espande
e congela
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E’ l’Iberia un uccello, ed ha due ali:
da un lato c’è quell’ala portoghese
che in tante si tuffò marine imprese,
con perizia e coraggio senza uguali;
dall’altro esiste l’ala catalana,
verso Francia ed Italia ben rivolta,
un’ala commerciante e
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 | Col tono lieve del cuore,
con frammenti di silenzio,
con i movimenti dell’essere
che raccontano la vita.
Solo parole di miele,
frasi d’amore,
sussurrate dalle labbra,
brusii nei pomeriggi,
come rumore sordo di foglie
cadute o pioggia
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| Eolo |
05/10/2017 00:17 | 709 |
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Penso alle incursioni
dei tuoi occhi
nell’anima mia
quando la sera si tinge
di rosso.
Ti bacio le palpebre
e niente ti chiedo
perché niente
si può chiedere al vento.
Petali di memorie
nella notte lunare
senza consolazione
e squarci
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Otto o ottocento sai non cambia niente
è solamente un canto e la sua voce
il gioco delle parti che non nuoce
l’entrata sulla scena alternamente.
Otto o ottocento è il vecchio col presente
da Troia fino a Nola pieveloce
in bici sopra il carro o
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È da tempo che sono senza penna,
forse da troppo i miei altipiani verdi
non planano alti a far di stella la loro terra.
Ho sudato ogni carta, fotografando
ogni ruga, della vita d’ognuno,
amando quel tuo sorriso, che fecondo
nutriva un pane,
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Quanti ‘’mi piace’’ hai sulla stampa del tuo essere
fra identità e identità che vesti e spogli, che ti crei, ti inventi .
Di te ti denudi, ti rivesti, ti trasformi, ti nascondi, ti esponi, ti proponi?
Quanti ‘’mi piace ‘’ ti servono per guarire il
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I giorni sono vuoti di profumo
dolce delle notti,
sembra che tu non senta
il cuor che anela ancora
un qualche verso
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Ho sentito nel buio dei sussulti,
lacrime amare inondano quel volto,
per ciò che ha perso e ancora è stato
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 | Senza vederti mi accinsi
ad amarti all’impossibile
fin quando un giorno allo specchio
m’apparve una corolla
Fu generosa la natura a darti in dono
sulle oscurate mura di una stanza
e che tutt’ora ancora luce emani
nel controvento degli anta
Tu
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Ti vedo dopo il tramonto
quando le ombre
scivolano via nel buio
ed il respiro è scuro
Come le tracce di un gesto
che sfiora e poi
rimane per accarezzare
la pelle gelida
Ti sento a mezzanotte
con il cuore debole
che spera in una danza
delle
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Non ci sei più...
una canzone triste
ricorda il tuo nome
stonata tra le note
storpiate le parole
ed io
che credetti
ora libero
dalle tue prigioni
il
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 | Non ho più pianto
e sono passati molti anni
da quando salpasti precocemente le ancore
da una vita prodiga d’inganni
in
leggi

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| Ad incontrarti son pronta
or che un bagliore
nei tuoi occhi tramonta,
mentre mi tieni le mani
e mi sorridi con la tua fierezza.
Il mondo
ancora una volta
ti piace sfidare .
Avvolta
nel tuo alone di pace,
in te mi par di vedere
un passero
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Su ripe ágili
all’imbrunire,
di sera a’ i pallidi
aliti, udire
l’onde mi sembrano,
sento che dicono
quasi che fremono,
le Ondine cantano:
"Bùttati, rapsodo!
nei nostri vortici,
immergi gli occhi
nei nostri abissi,
scruta l’essenza
del nostro
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fu edificato nel secolo passato
sul finir degli anni cinquanta
il tanto amato civico mercato:
e gli acquirenti che esso
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Non fu l’addio
a inscenare la partenza.
L’intenzione
non seguiva la ragione.
Mi voltai
senza guardare,
la strada verso casa
sembrò eterna.
La notte
coprì gli sguardi,
- temevo il peggio -
ma quella lacrima
non cadde mai.
Fu poi il
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La mano destra di Giovanni Arnolfini
è perentoria decisamente allusiva
impassibile dice che ti farà il culo
se ti avvicini
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rubo d’autunno
sapori
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Mutevole stagione
saranno lunghi singhiozzi
sul vento ingrato pungente
morde il languore sulla foglia secca
e muore il sole sulle pietre
soffocate da mosaici di luce offuscata
son radici di bellezza arcaica
si sperdono oltre le nuvole grigie
e
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Amo la pazienza di non fermarti
in superficie.
L’andare a fondo per capire
l’altrui pensiero.
Il non stancarti di provare
le mie onde governare.
La gentilezza che usi nell’accarezzare
le rugosità del tempo.
E il giocare a innamorarti
della vita e
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Hai negli occhi il colore delle foglie d’autunno,
luminosa lanterna che di vita si accende
sul tuo viso compare come giocosa sincronia,
l’espressione gioiosa simile alla mia.
Ti ascolto, mi ascolti
mentre tutto è fuori dal controllo,
siamo
leggi

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spunto timido nella radura
e guardo mestamente il cielo,
non odo più sussurri d’amore,
ma boati e spari
triste mi
leggi

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Tu che sei senza essere.
L’anima mia di te si ciba.
Insieme ad una luna d’agata
sorgi da corde di fulgido crine .
Nell’ebano di pensieri arruffati
come pettine di balsamo nuoti.
Carezzano le mani mie vivaci
le tue dita armoniose avorio.
Gote
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 | Sento l’aroma d’ottobre.
Profuma di buono.
Vado e vengo
per gli angoli più strani
della mia giornata.
La
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| pareti spesse piene di muschio
sostenute da archi lanciati
verso nuvole
che coprono riflessi sbiaditi
di sacro
sparsi
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| La pioggia
d’autunno
si ribella
per
la prolungata
estate passata
e quando arriva
la sua
ora fatale
scarica l’ira
su terra,
mondi e strade.
E più volte
la furia
non perdona
e trascina tutto
a valle e al mare
lasciando
detriti
e ferite
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338178 poesie trovate. In questa pagina dal n° 51481 al n° 51540.
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Cara/o Antonella Borghini Anto Bee,
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