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 | Solo parole stanche
ormai obsolete,
slogan abbandonati
negli anni di vigore.
Ora quiescenza
e un altro spaccato
riempie i giorni
del quotidiano.
Scioperi e bandiere al vento,
immagini offuscate,
ricordi lontani
di lotta dura.
Vigoria di
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 | ’Sta piccerélla d’’a lavannaria
me ll’allicordo ch’era chiattulélla
e mmo nun saccio che ssarrà succiéso
è addiventata overamènte bbella.
Ddujë uocchië nire int’ ’a ‘na faccella
ca lucene mentr’i’ ‘e ttengo mente
e mm’allicordo quanno mmiez’a
leggi

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 | Era lì che mi guardava
era lì che sorrideva
c’era quando non parlava
c’era quando mi diceva:
"Sono qui per te
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| Come il vento
sfioro il tuo viso
con mani tremanti
per paura di farti male
e ti vedo
nella tua luce chiara
quando aliti vita
con le tue parole lontane...
E sembri un fiore
appena sbocciato
nell’aria profumata di te
mentre resisti,
con le tue
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| La luna non ha retto il graffio – stilla
di ghiaccio aguzzo d’ogni giorno.
Miseria- orgoglio
addensa fumo al piatto
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Scrosci di pioggia
solo sibili e lampi
da fatiscenti infissi...
Rughe e dolori
"odore" di nonna
vestiti lisi quanto i suoi anni
sorrisi... come lamenti.
La vita corrosa
impavida scivola,
si aggrappa a un rosario
e s’inventa una
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Odore di macero d’ossa
salsedine
spolpa il cemento
scheletrizza le case
Tra i vicoli ulula
ruba parole
le relega al
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 | Nel silenzio il mio cuore ti parla
senza parole ti dice il mio amore.
Tu leggi tutto e vedi tutto
non c’è bisogno di parola alcuna.
Ti guardo e tu mi guardi,
potrei stare per ore avanti a te
col labbro chiuso e con il cuore aperto,
dirti tante
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 | Sono felice ed infelice.
Vorrei sorridere
e piangere insieme.
C’è in me gioia nel vivere
e tristezza profonda.
Conoscere pensieri
e non voler sapere nulla.
Sono il tutto e il niente
volo in alto e ridiscendo
come fossi su di
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| La vita strappata
corre appresso a uno squallido treno
di corpi stretti nel fiato della morte.
Nel buio l’affanno della paura,
non sapere dove arrivare,
direzione trasversa al normale volgere di eventi.
Esistenze rubate,
estrapolate dal contesto di
leggi

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| Soméno sospìri
e remo col pensier
fra le frosche
de ‘sto senter,
’ndo scàpa ‘l sol
a scondirola
col vérdo che sgòla
tuto de’n tòco
e ch’el se ranpéga
fin lassù ‘n brasso
a le nebie ciàre.
Su’n praesel
se ‘nbriaga de capriole
’n useléto
dal
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Ho chiuso la porta
lascio fuori la mia vita
rimango sola dentro di me
non vedrò la luce
voglio sentire il cuore
piangere di dolore
sanguinare lacrime d’amore
affogare le pene
nel buio delle radici
cercherò di trovare la luce
per rinascere
e
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rifletto dentro
vivo volo
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Camminando lungo la strada
mi rendo conto
di quante parole ho sprecato
parlando col vento
E non ho finito
di contare le nuvole
lungo i bordi del marciapiede
dove tutti sognano
Una stanza affollata
e forse un cielo prigioniero
di troppe
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Basterebbe un tozzo alla fame agguerrita
che si traveste tra miraggi e deliri
ad una mensa guarnita di colori
che inebriano la vista. I coriandoli piovono su chi sazio
si sollazza in strani labirinti tra specchi e gomitoli
Assaporo l’odore del
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Figlia,
figlia mia,
fosti colei
che mi salvò
dall’ Oceano
del dolore...
Figlia, non ho
che te...
Ti
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 | Prego l’esorcista dei fiori
di espellere un graffio
mentre la nuca si copre di ascolti
fianco a fianco al brusio degli
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| C’era una volta un bel carretto a bovi,
alti, devoti, nella processione;
cari alla chiesa, e pure alle persone,
miti e solenni, come a intender trovi;
l’evo era quello di stil soavi e novi,
che, verecondia, è accanto a religione;
ciascun volgeva
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| La pluie tâtonne
et l’ombre douce de tes mains
sillonne mon regard
dans la brûlure éternelle.
Les enfants de l’automne
n’oublient jamais l’étoile
qui naquit sous le ciel
foudroyant leur destin.
Ils se posent irréels
sur la rose des vents
et
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| Sulle tacite note di un Notturno
mia leggiadra, t’osservo volteggiare
e in dolci trilli ti vedo giocare
mentre il mio
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Sei qui che ascolti
qui per farti sentire.
Non batti il dito al vetro
come l’invadente ramo di sole
non rubi alle falene fuochi d’oro
non sfidi il tramonto con pretese di Re.
Sei neve d’ambrosia
trafitto con lame di quarzo
sorseggi vino per
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Eppure ritagliavo da un viso
il dramma e la calma
e qualcosa si univa alla bocca, un
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 | Quando il sole fuoriesce dalle nubi
la mia vita si ritempra
fino alla fine del giorno
riflettendosi sul labbro tuo
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 | Prezioso il giorno
si fa cogliere.
Di noi adorno
vuole sorprendere.
Sbocciano promesse.
Inestimabile è il
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Erba d’autunno
è ricamo di luce
Nuova stagione
Arriverà
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L’acqua torna
nello schiacciar d’orme
spugna di sabbia
il cuore in una gabbia
d’immagini senza muri
reticolati
dai fori arrugginiti
dalle intemperie segnati
allargati dai momenti
che di battiti
eran lenti
docili
nessun luccichìo
quel
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Questo mattino preso in mano
come un fiore eretto nel suo stelo
bianco di brine e odori vecchi
in quei comignoli svuotati verso il cielo
le strade che parlano di fretta e d’altro ancora
e la mia voglia o la paura di guardare ...
a volte sai è un
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Quali orizzonti hai cercato?
Tra tante lampare sparse,
forse il giorno
che ti darà la luce
in quel buio infinito.
E ritroverò le tue mani,
i tuoi occhi, la tua bocca,
dentro un altro infinito,
e poi ancora, tutto di te.
Ogni cosa, ogni
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 | E scoprire
nel piccolo suo
il mistero
del traboccare nettare
ora che come ginestra
del sole prediletta figlia
è divenuta amante
rapita dalla luna
che bacia la rugiada
del suo essere
dischiuso fiore
io vento astratto
sfiorai
il suo
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| Erano i tempi duri del conflitto
all’inizio del secolo passato
quando il compaesano era partito
alla crudele guerra
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| “Vorrei invitarti a cena questa sera! ”
le disse Federico ad Eleonora,
che invece gli rispose: “Son sincera,
...stasera devo andare ... a farmi suora! ”.
Il giovane, ridendo di gran gusto,
rispose: “Ma ti neghi a tutti quanti,
oppure io non
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| Rosse candele
sopra un nero tappeto,
le case
ardono la notte.
Cera cola
tra la terra arida,
scivola nelle valli,
dipinge la
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Il rifugio per un buon whisky
ogni domenica al saloon;
bottiglie ben allineate
come birilli da bowling,
la birra nel calice sembra agitarsi,
i pensieri man mano inebriarsi.
Fisso il fondo del bicchiere
come fosse un televisore,
l’audio è
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L’eternità
chiuderà il cancello
al giorno
per spalancarlo alla notte,
volerai con ali d’aquila
ogni suplizio avrà fine.
Sbocceranno le rose
tra stormi
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Venezia, il sole,
quelle parole d’amore,
voltate sul mare e rapite dal vento
parlano ancora dentro al mio cuore;
come un’onda di salsedine fresca
sei entrata serenamente nella mia vita,
crocifissa nella povertà della notte
in un giorno
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A piccoli passi
nel dedalo della mia mente,
cammino con cautela
cercando di non svegliarti
rischierei di ritrovarmi
in un altro tempo
in un mondo che non è il mio
che non mi appartiene più.
Ti vedo,
adagiata su un altare di marmo
leggi

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Con sempre maggior fardello
idee trascino meco e pensieri
pesi crescenti o forze cessanti
in l’uno o l’altro dei casi
leggi

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Siamo acqua di fiume alla ricerca del mare.
Sdruccioliamo fin dall’ inizio del viaggio
con forza sui ciottoli dell’alveo,
con impeto naturale,
come formiche
impazzite cerchiamo la strada,
il percorso più o meno lungo o breve.
Spinti dal tempo e dalle
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può piacere quel po’ d’intontimento
in banchetti interminabili
col capotavola
che devi urlare per farti sentire
due parole per darti un contegno
col tuo dirimpettaio
non toccando temi impegnativi s’intende
controllando i freni inibitori
una
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Pazzia è il suo vero nome
e, distesa sul marciapiede
ella, questiona con la sua parola
che altro non è che la sua voce silenziosa.
Traccia con le mani segni indistinti
altro non sono
che scritture di pensieri
che non possono essere compresi.
La
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S’anima l’alato cavallo tenuto dalla fanciulla
lì fermo in rilievo candido decoro al palazzo.
Lo ha trovato con rosee
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 | Quale migliore espressione
-la follia!–
Interessante genialità, accosta intelligenze
-vive –
capaci di cambiare il mondo per davvero
-in –
totale disaccordo con una cieca umanità
o, forse troppo savia.
-Ognuno di noi –
non ha forse mai
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Amore il vedere di un cieco
abbraccia il corpo illusorio
e lo trasforma in festa
una Grazia il rivelarci d’ essere un tuo sogno
ed al
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 | Posso tracciare a matita gli alberi
nei tuoi occhi di fiume. Sottile la strada mi conduce.
Hai forse un sogno da vivere che non ha vissuto?
- Scrivimi.
La cartolina
ha l’indirizzo della mia casa.
- Io che non ho casa -
dicevo negli anni
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Immagina
la nota che hai
prima di sentire
immagina
il dolore calmo
della rosa,
quando si apre
nel silenzio
e immagina
di sapere, la ragione
di tutto questo amore
immagina, in te
che scorra questo fiume
questo fuoco amico
che scalda e non
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ramo sempreverde tra gli alberi
fiore che colora i prati
perdendo gli occhi
tra la prima e l’ultima
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 | Gioie e dolori nella vita
Ondeggiano
Costellando di alti e bassi
Chi più e chi meno tra noi
Esseri mortali.
Della vita il cammino
Intrepido destino.
Sognando che l’amore
Ognuno può regalare ...
Le mani l’un l’altro
Intrecciando tra
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| Sentimi
nell’aria che respiri,
nei battiti del cuore,
nei silenzi che urlano
parole d’attesa,
nelle nuvole che corrono,
nel tempo che passa,
nei cieli azzurri
e in quelle che brontolano pioggia,
sulle montagne,
nelle pianure,
nei profondi
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| La croce che sul monte accolse Cristo
dolente e dilaniato dal dolore
è quella nostra stessa quotidiana
che il mondo alla
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| L’Italia
profilo di cane bastardo
con la testa fracassata sull’Europa
e bordello promiscuo
ove prostitute popolane
a
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E’ il grido inascoltato dell’agrore
che s’alza in questo cielo nel clamore
di chi aspetta invano che il cantante
non stecchi e si dimostri confortante.
Si copre di catrame quella faccia
di chi nel buio stilla una minaccia
convinto a modo suo di
leggi

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 | Ti riconobbi nel tempo
antico della mia rinascita,
i tuoi occhi erano i miei,
come il tuo volto e il sangue
delle nostre radici d’amore.
Tu sei in me come io in te!
Ti ho raccontato fiabe,
narrato le leggende della nostra
terra,
mostrandoti i
leggi

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| Eolo |
24/10/2017 00:06 | 530 |
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Sogghigna il cielo,
su quella penna blu,
che induce i superbi,
ad insegnare virtù.
Illusi verseggiatori,
con manie di
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 | L’intera estate canta e infine schiatta,
e previdente, l’altra al suo futuro.
Cicala conoscevo, che partita:
“lui che era sempre a spasso e indebitato”
poi ricca è ritornata e benvoluta;
mentr’io, sempre lavoro e sacrificio,
e non ricordo mai
leggi
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Resto a un passo dal cielo
distante
come le lame di diamante
che sfidano la luna
Quando spira il vento
e tutto sembra lontano
anche le ali del demonio
che corrode le sere
Vivo nell’ombra di un sogno
angelo nero
che vola sul mio
leggi

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Scrivere ancora. La penna è sola.
Non sa che quella mano che la guida
si sente proprio come lei ora.
Ma cosa guida la
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C’è chi apre falle nel terreno perché un altro v’inciampi
Ma il vento - sapiente - di polvere inonda le crepe ed altrove ...
sparge il seme... dove un cielo benevolo lo nutre e ristora
C’è chi è avvezzo alle ombre e non le teme
e ad ogni passo il
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Quando le stelle erano occhi d’infinito cielo
e luna piena festa alla luce della giostre
notte d’agosto fece promessa d’amore
agli innamorati dentro lo stesso respiro.
E i sogni dormienti dalle lunghe ciglia
fitte di celati desideri si aprirono al
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 | Non posso scrivere d’amore
se non tra gli scherni del mio stesso volto
perché tengo il conto
(non bastano le mie e le tue dita...)
delle foglie di cicuta
che hanno avvelenato sguardi ...sorrisi
E dimentico che stavo frugando
per scovare parti
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Chimera, che nel sangue ti bagni
di amanti pronti all’estremo gesto
anche di lasciar la testa nel cesto.
Guerre e passioni le tue insegne,
al vento gonfi vessilli di battaglie
pronti alla conquista delle guglie
Allontani i vinti con crudo
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338169 poesie trovate. In questa pagina dal n° 50581 al n° 50640.
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