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 | Si tingono d’Argento i capelli,
si accende lo sguardo,
nel volto del viandante.
Sessanta battiti da amare e
sessanta storie da
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“Freddo e gelo
sul monte c’è la
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Dimentico il tuo nome.
Lo lascio fra la paglia raccolta sulla siepe.
Mi giro
fra le sterpaglie dismesse
e guardo indietro
alla ricerca di mani.
Disfatto è il peso dei pensieri
giace sopito il riposo
che la memoria famelica
nega ad ogni incontro
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Fremeva
l’alba
tra le palpebre chiuse
e nel Sogno
che sogno non era
l’impersonale vastità
divenne volto.
Da
profondità insondabili
una voce
che
di suoni e parole
adombrarsi non poteva
sussurrava
il mistero stesso di
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M’hai scelta
o sei inciampata?
Mistero senza volto
statua di carne e fiori
bisbiglio fresco di vento.
Rugiada nuova disseta il mattino,
nei colli morti d’ ombra
sei labbra sporche d’acini di vita.
Spiga argentea
come l’ astro
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In quel buon leggero profumo
tra gli specchi nello stagno
la libertà volteggia in assoli
curvando nel tempo di getto
Ed esplora al caldo tra i sogni
le passioni nei volti vicini
come più in lingue distanti
l’etereo respiro di ciò che non s’è
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Le donne accarezzano i loro defunti,
strofinando i panni umidi sulle tombe.
Sono loro che riempiono la casa dei morti.
E pieni sono i loro cuori di dolore,
con cui masticano preghiere e ricordi,
con il freno a mano sulle lacrime
che vogliono
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 | Manchi dentro il respiro della mia aria
manchi qui nel mio cuore colmo di te.
Manchi dentro un tramonto nuvole rosse
e
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 | Come odora di sorrisi il glicine
in questo giorno chiacchierato dai ricordi
intrecciati ai nodi del traliccio e ancora
al fiore delicato, disegno dei tuoi occhi
col verde che scioglie d’ambra e miele
nel contemplare le fantasie del cosmo.
Vorrei
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Ignoravi che dietro l’angolo appena fuori dallo sguardo
si riscrivevano le storie cucendo opposti frammenti
E si tingevano le albe d’inchiostro perché le vespe
apparissero leggiadre come farfalle. Il ronzio
poteva essere un suono o un’invenzione
per
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 | Oggi eni la festa di tutti li Santi.
Ogni paisi avi ‘nu Santu
da purtari in prucissione.
e dumannari ’nu miraculu cu discrizioni.
Cristiani nurmali,
da lu fari spiciali...
Ogni jornu a girari
e la parola du Sigburi purtari.
Ma lu mali, chi nta
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| E la mia vita
è un sospiro alla finestra, o una vignetta o un passo aperto
dallo Zibaldone
o a tutti insieme
seduto sul
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 | Amor mio, allontanandomi da te,
l’opalescente e graziosa luna
stendendo sulle case
morbido velo di malinconia;
oscurava i
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La notte
Sono angoli ruvidi
dove inciampa la notte
che non guarda
al cammino disteso
se osserva le volte abbassate
più
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abbracciati in un sospiro di poesia
ti dedicai il rossore dei cieli
che trascende rapiti dell’immane desiderio.
e dal modo tuo d’ essere cosi speciale
piccola stella del mattino
nata fra i rami di pesco in fiore
ti colsi con sospiri
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Mefistofele ... in salotto?
S’è introdotto in mia assenza,
son rimasto esterrefatto
per l’ignobile presenza!
M’ha sorriso e poi m’ha detto:
“Devo chiederti un favore,
dammi l’anima e stanotte
ti regalo un grande amore! ”
Gli ho risposto: “Non
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La salsedine, il tempo corroso hanno la cornice,
il tempo, il sole scolorita hanno poi la fotografia,
nel tempo, tanto
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Quanti eravamo non ricordo più,
mi sfuggono i nomi, non i visi.
Ci siamo dispersi e vissuto vite
intense, noiose, silenziose, urlate,
dolorose e gaie.
Di noi tutto ignoriamo.
Reduci di mille esperienze,
ci lega la giovanile fiducia,
raffia per
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sorbetti ai gusti di panna, pistacchio, cioccolato,
sogni di carta per scordare notti insonni
in stanze
sconosciute,
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Navigare senza lasciarmi fiato
solco onde di pensieri...
dov’è l’orma della speranza
il volo del gabbiano
che plana sul desiderio?
La linea dell’orizzonte
scompagina il viaggio...
dal fiato di luna rotonda
vertigine d’emozione
molla gli
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 | Così tutto tace, silenzio assoluto
avverso destino di chi è sordomuto
La nebbia più fitta nasconde ogni suono
persino il tonante vociare del tuono
La musica intorno è un filo vibrante
sospesa nel nulla, crescente o calante
Eppure nell’alma
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Io ti cerco, nell’adagio
di un suono lontano
dove muore il torrente
dove, s’apre la terra
tu ti nascondi al mondo
come le radici,
che cercano nel buio
la forza della luce
ti cerco nella linfa
nel silenzio della foglia
quando trema l’estate
e la
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Con le tue parole
pennelli cieli,
colori attese...
E io intreccio luci
facendone corone
che porgo ai miei sogni
perché diventino foglie
trascinate dal vento
e raggiungano te
che vivi
osservando i miei tormenti,
le mie speranze
di volare
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Eppur sei nata
nell’aria d’autunno,
fra animelle crespe
arrese alla fine
inaspettato dono
fuori tempo...
Di mirabile
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Tra stridule zampogne
avamposto di esche
sonda d’abbocchi
per rifornire magazzini
Regia di selfie
prove di profili
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Inizio con la festa d’Ognissanti
e il ricordo dei Morti tutti quanti,
Novembre son, l’undecimo fratello,
mi chiaman triste, ma son pure bello.
Va il contadin nei campi a seminare,
contento è veder loro germogliare,
e poi gustar del suo lavoro il
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Amico del tempo
funesto il pensiero
che avvolge la mente
certo risente
di trascorsi irrisolti
frastuoni
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| Wilobi |
18/09/2016 19:36 | 4504 |
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Nulla di premeditato
le parole
coltelli invisibili piantati
tra il cuore ed il pensiero.
Un delitto perfetto
compie la poesia
quando mi trapassa l’anima
con versi d’amore.
Perdo il tempo
sminuzzando le ore
tra quei bagliori
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Latte di spuma accogli, oceano infinito,
lo spirito ribelle nel pozzo liquido
del silenzio ovattato che sale dal
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Tra le righe sbiadite degli anni
verso dove si perdono le foglie
gli occhi vogliono andare più lontano,
ma nebbia fitta
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Sfumano le ombre sul mare
di un addio che sa di certo,
mentre il cuore danza sull’onda
di un tempo creduto amico
e va nell’incerto cammino
nonostante l’anima si bagna di sé.
Si spegne la luce del poeta
laddove rimangono le sue parole
come
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L’è rivà l’ora de le castagne,
de i maroni grossi e dolsi,
del novo vin de nome:"Novelo."
Sémo ‘n mèso al tenpo pì belo
Coel vecio e caro filò
l’è tornà de noo a la moda;
ganbe al caldo e soto la tola
e par finirla: vin bon e pasta fròla.
No’
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 | Passa parte a parte la nebbia
lascia verbi all’infinito -sono
grani incompiuti a stringere le bocche.
Gela il silenzio,
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| Assurdo spenga il silenzio
nel buio ogni desiderio e
a nere trame gialle,
l’orecchio teso assista.
Sospesa nell’aria
come fosse
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Scialba luce del nascosto sole
tinge l’alba di delicate
sfumature,
nebbia sospesa tra cielo e terra
scende gocciolante sulla grigia serra.
Sommerso è il mar
d’un silenzio immenso,
non odo frusciar di foglie,
non vedo gabbiani volar verso
il
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 | Giace umida.
Un conduttore pessimo ha strappato l’immagine,
e bagnato lo stampo.
Un caos percosso,
è microcosmo di muffe funghi e spore,
o solo nuda trama
nel suo punto più umido e malinconico.
Semisepolta in miniera liquida
una cellula
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Nella variopinta Val d’Orcia
lo sguardo si empì di bellezza
tra distese verdeggianti
e cipressi allineati come soldatini.
I rintocchi delle campane
a scandire gli istanti
e a fermare gli attimi
da fissare nel cuore.
Nelle chiese il
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Qui nessuno ti ha dimenticata
e la luce della sera
è una lanterna appesa al cuore
che brucia nel ricordo
La porta è aperta
e tre candele segnano il tempo
nel fuoco del tuo nome
scritto con le ombre
Qui qualcuno lascerà lo spazio
per
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Ci consumeremo nel fuoco
per sfuggire al gelo,
ignari di trappole diverse
illusi la luce ci risparmi
il tempo della paura
e della morte
voleremo tra falene e fenici
e assomiglieremo chi alle prime
chi alle seconde
attratti fatalmente
dal
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| Sabyr |
31/10/2017 19:15 | 887 |
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Ti guardo senza parole,
i tuoi occhi ... come calamita.
Impercettibile sorriso
conferma
quello che gli occhi dicono
e ciò che la bocca tace.
Unico interlocutore,
senza alcun dubbio,
il cuore
col suo personale lessico.
...e messaggero è lo
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Ossessivo e allo stesso tempo compulsivo
questo tran, tran quotidiano
un baccano virulento
e con sforzo sovrumano
lo prendo per mano
e, lo accompagno lungo il grossolano godimento
di chi non ha più carte in mano
per giocare l’ultimo ramino,
o
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Tanto tempo fa un giovinastro brioso
che non faceva altro che divertirsi,
a scuola altresì bullo, era pur noioso;
scocciava le ragazze allo sfinirsi.
In un vespro, con gli amici in segreto,
si fece convinto di andare immune
nel cimitero; ad aprire
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Bello eludere al giorno
la via verso l’unico Dove:
eroi al turno mancato.
Intanto,
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su foglie spente_
sgorga la linfa
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Vejo a luz da madrugada anunciar o dia
E a noite cansada tentando adormecer
Busco o etéreo palco pleno de estrelas
De onde escuto o som da última valsa.
No imaginário onde moram os sonhos
Por um momento me despeço de tudo
Entrego- me ao som que
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Ho percorso la strada di parole
immaginate pronunciate scritte
ho raccolto vittorie e sconfitte
e con loro m’accompagna il sole
l’ho cercate nella pura fantasia
dove sogni sorreggono il mondo
danzando con loro in girotondo
come stelle mi indicano
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Dalle sorgenti schiuse
alle feconde falde
pur non essendo concesso
occludeva l’accesso
con ostentata follia
del naturale
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è brulichio di peschi ad ottobre
questo amore affacciato alle strade
dove tu percorri il mio cuore
assolato di
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Cammino
su aride zolle
eppure
tra l’erba alta di una calda estate
la mia mano
dolcemente
scivola.
Vivido ricordo
di un giorno di sole
o intima brama
che le dimensioni attraversa
alla ricerca
di perenni
paesaggi
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nuvole a stracci nell’azzurro
curve ariose di voli
vastità di te solo: figura
inespressa lacera ombra
ti aspetti una eco un suono
in questa sospensione
inquieti fuochi son gli occhi dell’anima
mentre guardi
un gabbiano staccarsi dal
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Il vento smuove le cime dei grandi alberi
timoniere stai attento a quei rami
non investire scoiattoli o uccelli
timoniere mantieni la rotta
la nave non deve soffrire.
Ci sono tre donne nell’equipaggio
e quattro cannoni a pallini
ci sono due
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 | Vibra nell’aria
evocando
rinnovata tenerezza
l’aprirsi alla vita
che pulsa nelle tue
più recondite fibre,
e tu appari
sulla soglia del tempo
nella calura d’Agosto.
Deserta è la via
e un brusìo sommesso
s’ode felice intorno a
leggi
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Sono uscita lentamente
senza fare rumore.
Rumore simile al vapore, che
si scioglie nell’aria,
del tutto indifferente
all’indifferenza del mondo.
Ma c’è quel lato romantico
regalato dalla vita,
la poesia celata
nelle piccole cose
anche
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Animo buono
armoniosa
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ti vedo sai, anche se tutta ti adombri
sembri venuta dalla notte di Gerico:
sento il rubinetto che perde in cucina
ed è il tuo cuore
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La brezza bassa
a portata di mano
ancora calda di frenesia
dentro pareti
di colori rinverditi
strati di giorni
mai più tornati
In questa casa abbiamo sfinito i cuori
mai cercati allori per dormire
parole ripetute
come chiodi
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Leggo, sulla tua pelle
le poesie che mai scrissi
e nei tuoi occhi,
vedo, le terre che sognai
sei il mare calmo e silenzioso
quando dormi,
levo l’ancora di notte
nel silenzio di un respiro
scivola la mia mano
sul tuo corpo, ora assopito,
ti
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Niente più allieta il giorno
non rimane che sperare che questo silenzio duri poco
campane a festa rintoccano nel cuore
desiderio irrefrenabile scalpita
come destriero pronto a vincere la partita
ovunque aleggia quel tepore
colmo di colori e
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In ossequioso timore della morte
su cammini di breccia c’inoltriamo.
Marmi gelidi come l’eterna pace
allineati nel tempo senza visione.
Nell’umido di lacrime e di bruma
fra rintocchi lenti s’aggira più forte
nell’eternità un’ombra che dimora
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 | La liceale di Agrigento...
una donna innamorata,
qualcuno l’ha sognata
e la tiene nel suo cuor!
E’ nata ed abita nel borgo
purtroppo lei ora è sposata,
ma ha la pelle vellutata,
perciò un bacio devo dar!
Di raso nero ella è vestita
ed ha le
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338164 poesie trovate. In questa pagina dal n° 50281 al n° 50340.
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