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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’007Autori attivi: 7’452
Gli ultimi 5 iscritti: Massimo Masteri - Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - Petorto loca |
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Solcherai il mio tormentato mare,
tu, nocchiero della mia anima bianca.
Saprai resistere alle mie tempeste
gettando l’ancora ai confini del sole.
Vento si raccoglierà fra i miei capelli
con tante lune spettinate e ribelli
e nebbie di lacrime
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Avete mai guardato negli occhi
chi dedica tutto se stesso al lavoro
un luccichio che ti fa quasi sentire in colpa
pensieri fluttuano timorosi
una mano vorrebbero porgere
affinché ogni fatica possa trovare rifugio
non basta la serietà nel modo di
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 | Veste il mio silenzio ogni tuo perchè
e nei tuoi occhi mi ritrovo e vibro
Non ho ansia di risponderti
Aspetto
Aspetto che i minuti
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| Con gli occhi
sfioro le tue labbra
e subito è tormento...
Le mie mani
vorrebbero pace
toccando il cielo
oltre le nuvole,
il mio io
vorrebbe luce
assaporando quell’infinito...
Ma il vento ulula
e porta grida di altri mondi:
interrompe un
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| E’ buia la strada
che a te conduce,
e presto
non mi attenderai
alla sua fine.
Imprecheranno
i nostri volti
che si induriscono,
nella
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Induce la fiamma
sulle labbra,
s’alza un volo...
Smaniosa sete
di baci proibiti,
denuda i sensi,
in
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Dona l’aura mattutina
alla tua corolla bianca,
la rugiada che rinfranca
con le perle di candor.
Ed il sole ch’è già sorto,
con la sua carezza d’oro,
è per te di gran ristoro
fino al dolce tramontar.
Quando poi la sera scende,
guarda dietro
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 | Strana mi sento,
non so dire esattamente
a cosa sto pensando,
ed ho pensieri impastati di sole.
A un tratto
percepisco un sorriso
che da “dentro”
mi sale
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| Se un fatto o un individuo un istituto
diventano, poi perdono quell’aura
che avevano dal tempo ricevuto,
che tradizione più sincera instaura.
Mazzini, Garibaldi e pur Leopardi,
con tante strade a loro dedicate,
conservano oramai pochi
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 | Ippazia mostrò
il panno intriso di sangue,
della sua intimità,
nel ciclo mestruale che rinnova
la vita.
Con sguardo altero lanciò
la sua sfida,
nessun uomo avrebbe avuto
il suo corpo né il suo amore.
Alessandria è in fiamme,
la
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| Eolo |
11/11/2017 00:11 | 784 |
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Sono qui,
in questa evidenza ad effetto vintage,
votata ai chissà
– per la voce che manca, per i pori nascosti-
se sotto la corteccia,
se, a vista d’occhio,
ramificate meraviglie su ciglia stupite
siano solo il racconto...
Ma tu prendi questo
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| Anna62 |
11/11/2017 00:03 | 1088 |
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A volte parlo di me, guardando la luna.
Guancia a guancia con la sera,
dal guscio di velluto.
Uno scivolare lento,
nella tela del ragno.
Le mani mescolano carte truccate.
A volte sogno ad occhi aperti,
volti conosciuti.
Immagini senza
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Da soli in cammino verso l’incanto
nonostante il buio attorno
sia l’unica meraviglia,
e sentire dentro al cuore
l’accorato pianto di chi in vita
con amore, ha tanto amato.
Camminare ora, da soli, nei ricordi
che rimarranno testimonianza in
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 | Ti sei accorto che le nuvole
non sono mai le stesse?
e queste hanno un colore straordinario:
l’acqua mai ha smesso di
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| S’io passerò
gli anni a salir solingo
ove ognun s’appiglia,
perfino a svanire
in quel ch’è men d’un vano cielo,
questi,
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| E poi quasi un po’ principio
quasi un po’ fine
la tua lucente tenerezza
irrompe nella notte
Mi culla la tua mano
fatta cuscino
le ore si sfasciano di niente
Sto andando al mare
prenderò sigillo sulla fronte
il bacio dell’onda più grossa
veste
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Negli occhi di una madre c’è il cammino
che dopo nove mesi si colora
dei flussi della vita e con la prora
affronta a viso aperto il rio destino.
Negli occhi di una madre c’è il coraggio
del volo che si attarda a preparare
la strada i passi e il
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 | Un cielo che si sfalda,
fregamento degli occhi
in contrazione di pieghe.
Affossamento in curvilinee
fuori dalle orbite.
Rotazioni all’indietro
dove il bianco invisibile
toglie elasticità alle palpebre,
sigillate nel buio.
Incolore
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Questa sera cosa ne sarà delle costellazioni,
quando sul mio corpo si stenderà la luna e
se le carezze saranno assenti o distanti cosa
resterà della mia carne.
A volte non le percorro per intere le strade
dei miei sogni e che ne sarà dei versi
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Ti ritrovo assorta
anima muta e sorda
ad ogni mia domanda
Tu non ascolti gli urli
che invano ti rivolgo
e il vento se li porta
Né profferisci verbo
al cuore mio che gronda
di sangue e di sudore
Ma in viso tu mi guardi
col far di chi non
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Vivo nelle stanze impaurite
date per morte
prima dell’inverno
senza nemmeno una nuvola
Esco solo quando la rabbia
non può essere rinchiusa
ed esplode
nella sua prepotenza informe
Conto le stelle
fino a tarda notte
quando il buio si fa
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Ho un traguardo irraggiungibile nel palmo della mano
che richiudo con violenza per sfogare la mia rabbia
lungo un’arida battigia tra le nuvole e l’arcano
dove un languido ricordo traccia un solco nella sabbia.
Sento l’eco del silenzio nell’abisso
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Nel silenzio del corpo
solo il battito del cuore fa rumore.
Si contrae si rilassa questo muscolo di carne
come i passi dei pensieri senza piedi,
come il trotto dei cavalli nell’arena della corsa.
Mai si annoia,
non si chiede,
pompa sangue.
Prende
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 | Siccome il cane è docile il maiale;
capisce e apprende tutto, si affeziona
ma all’uomo coda muove accanto il cane
e l’altro, infante, spesso vien scannato.
Che dignità divida, non c’è grado
maial da cane, e questi dagli umani:
perciò sangue
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 | Davvero
hai mai vissuto
il sortilegio
che ti ha tenuta
in vita
eppur sei parte
ed integrante risulta
melodia delle più belle
e visione
che mai scompare
tu... musa
che tutte
le mie passioni
hai reso
figlie devote
al tuo
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Or ti palesi nell’arte prediletta
Un suono di zufolo il gregge mena
al pascolo noncurante se infetto
Sei dove l’acqua imputridisce dove
anche alle ombre non serve che uno spiraglio
per smascherare ogni travestimento
E nasce storpio il suono
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Nella Storia le pagine dell’orrore accompagnano,
prendendo per mano, la creatura concepita da Dio
a propria immagine e
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Apriremo poi le porte
di quelle anime infinite
sul tramonto, nude, assorte
come lucciole impazzite.
Scopriremo i vuoti del tempo
inseguendo ciechi pensieri
per le strade scoscese del mondo
sussurrando dell’oggi e del ieri.
Spenderemo parole
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Udite, udite! Oggi qui in Italia
ci son diciottomila centenari!
La vita s’è allungata a dismisura,
pensiamo positivo,
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Mentre passeggio con te al chiar di Luna
nell’ora nasce un desiderio forte che Selene
i suoi lampioni spenga e che ci avvolga il buio
solo così il mio
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 | Affascina la tua storia
un percorso,
ove brandelli di cuore
sospesi fluttuano nel tempo.
Affascina il tuo sorriso
seppur amaro
da una finestra
verso un infinito cielo.
Son luoghi e pensieri fissi
che d’improvviso fioriscono
quando
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 | Raccolto nei miei pensieri
mi sovvieni e mi par d’udire
talvolta la tua voce
sull’altare dei sogni
in assenza di
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| Il Limidario in alto si protende
innevata la vetta, e il suo biancore
capovolto nel lago si riflette
e mi trasmette un grande moto al cuore.
Tremolante è l’immagine sull’ acque
mosse appena nel soffio della brezza
mentre i paesi dell’opposta
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Lontano dalla tempesta del tradimento,
al riparo dal vortice del tormento,
il mio cuor si ribella
ad ogni singolo sgomento.
Idee che si riverberano in spazi infiniti
tramando nell’attesa bramosia
d’un cuor senza limiti.
Rapito
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Giunge improvviso il risveglio,
e del mio sogno non v’è più respiro.
Onirico abbraccio m’abbandoni,
lasciandomi in eredità
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Non essere tu la sera,
che aspetto nel torpore di disegni malinconici.
Non essere tu la veglia della luna.
Il facile gioco
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Una sempre viva immagine di te
ha colorato ogni angolo della mia vita
spulciando ogni pagina tra gli scritti
con la penna dell’ardore.
Hai lasciato l’impronta sul mio cuore,
indelebile posta e mai cancellata,
d’ogni attimo vissuto e rivissuto
in
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Voltarsi proibito gli era
per assicurarsi davvero
che dietro Euridice veniva
l’amata del cantato pianto
per cui l’Ade commossa
ne consentiva il ritorno.
Troppo la brama premeva
Orfeo di riaverne il sorriso
e viva carezzare lei bella
a sè
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Tu sciogli la neve dei miei inverni
timida luna a rischiare, in cammino
com’è sola la notte, ricoperta di neve
tutto riposa, è silenzioso, è altrove
anche l’ombra ha chiuso gli occhi, si ritira
e le tue umide labbra, si posano sulle mie
ore stanche
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A’ miei occhi, adunque, ancòr risplende un’alba,
e la nebbïolina retrocede
così dal guardo mio; ma ripetute
ansie, e funeree cure non mi làsciano
tuttora. E sorge l’Inquieto, e la Vita
nel cuòr suo pur si trema, esausta forse;
donde l’imago sua e il
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Tendre toutefois,
tendre malgré toi,
tendre autour de la soie,
là où l’araignée ne voit
que des filets de proies.
Tendre par choix,
tendre dans mes émois,
tendre au cœur de la poix,
dans un monde parfois,
sans foi, ni loi.
Tendre à demi-
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Pensiero vestito di cielo sereno
tra stelle cadenti
sulla barca di sogni in alto mare
non hai raggiunto l’isola del
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Lenta scende neve
tutto cambia
in un magico silenzio,
i verdi prati son scomparsi
Lassù in alto
non esiste alcun tetto
ove ripararsi,
“solo il cielo.”
Verso il basso,
non c’è più la terra
ove posare i piedi,
“lascio impronte sulla
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Ormai quello che bolle dentro è difficile da annaffiare
non esiste estintore capace di diluire simile sentimento
che da millenni arde
un amore verso quei piccoli batuffoli si rinnova ogni attimo
lasciando tracce indelebili
dove non resta che
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Vivo di mattini
Mi apparto sempre dietro un se
Navigli di desideri
Mari in burrasca
Cammino scalza su scale inerpicate nel vuoto
Sono nel vuoto estatico di miniature infinite d’essere
Marcio è l’addio disseminato nel vento
mai raccolto
mai sentito
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Vieni con me,
mano nella mano,
andremo al limite della fantasia,
dove il sogno
insegna alla realtà
come fare
e scopriremo insieme
che sapore ha l’eternità...
Sai,
già conosco quell’aroma,
quella fragranza di cielo,
da quando vedo il tuo
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 | Adesso non voglio che
chiudere i miei occhi.
Lasciare che il tuo sorriso
sia l’ultimo mio ricordo.
Non voglio che restare qui,
dentro questa stanza
piena di ricordi che mi parlano
dolcemente di noi.
E’ qui che attenderò che si svuoti
la mia
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| Era d’ Aprile ed io ti dipingevo
sul foglio della vita e si colora
nel cielo rosso fiamma dell’aurora;
nel tepore
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| Venti di primavera.
Si scuote il mandorlo dai suoi inverni.
Le perle dei giorni legate ad un filo.
Come macchie in bianco e nero,
si alternano.
E’ venuta la neve
ad imbiancare il mio viso.
La mia pelle è un vestito
che cambia colore.
E
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| Occhi
che altri occhi cercano
mani
protese
a colmare la distanza.
Fragili ponti
sospesi sulla vacuità
di infiniti
ripetuti gesti.
A sfidare la protervia
a riscattare
generazioni
di incorreggibili narcisisti.
Oltre
dottrinarie
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Eppure sarebbe già abbastanza bastarsi,
ritrovare la voce più vera
quando le ombre son lunghe carezze
e mani buone a risalire
su un’altra stanchezza
lungo la fronte.
Bastarsi e rimanere
nel suono di una sillaba sola
e su tutti i quadranti del
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Sarà una lunga notte
e prima dei rintocchi a mezza corda
respirerò il male
che han portato le nuvole
La pioggia nera
colma di fango e terra
bruna col suo carico di polvere
che sporca ogni cosa
Il segno sulla pelle incisa
con i colori a
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 | Se le parole
potessero parlare
il loro real suono
sentiremmo
dentro
giù nei pressi del plesso
ognuna sarebbe vibrazione
ognuna sarebbe vera emozione
ma chi esse pronunzia
ne falsa intenzione
ne viola armonia
ne soffoca l’eco
vere non
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| Ora che la luce è vinta
anche tu speranza
non sei più quel sangue
che di fiume pulsa e invade il cuore.
Fugace
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| Adesso sto nel silenzio
mi specchio nel tempo
in un respiro ovattato di sguardi.
Non sei più la collina virtuosa
il rumore del vento
la notte tempestata d’ attesa
l’allegra brezza sospesa
tra i sogni dai pugni di ferro.
E’ ricordo
non sfugge
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| Matri ‘un ti scantari
‘A campana purtau ‘a notizia ê quattru venti,
‘a vuci curriu pi tutta ‘a cuntrata,
‘ na pricissioni d’amici e parenti
ca finiu sulu ora a tarda sirata.
Sinni eru tutti quanti matri mia
e mentri ‘a notti avanza lentamenti
ìu
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Vividi ricordi sfilano
come petali d’autunno
nei viali ingialliti dal tempo...
fotogrammi di memoria
in campi di papaveri rossi
a raccogliere brivido
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Già da tempo
il sole ha lasciato
l’ombra del suo ricordo
sui muri screpolati
sui tetti scuri
come coperchi
sui cuori
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Si io Angelo sento scendere il velo
di questa nebbia assaporandola
e ne devo indossare il mantello
di questo strano matrimonio.
Mi sono dovuto accendere dentro
mangiando il mio stesso cero
freddo di cielo di questa speranza
simile a coperta di
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 | c’è un ritmo innato che scansiona le mie giornate
a volte sembra rallentare, altre - accellera il passo
è proprio quando sento sgranarsi la terra sotto i piedi
che l’aria si fa leggera e il passo sicuro
(ho un dono, un dono grande)
ho divorato il
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338160 poesie trovate. In questa pagina dal n° 49861 al n° 49920.
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