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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’988Autori attivi: 7’452
Gli ultimi 5 iscritti: Massimo Masteri - Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - Petorto loca |
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Cade la pioggia
al mondo, nuvola densa
libera Divina provvidenza
copre terra brulla
d’un mando di foglie,
e acqua scrostante,
germina ossigeno
nel mondo, arso
dall’incuria umana .
Vola l’anatra tra
le canne del fiume
che abbassano la
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 | Difendo a oltranza il mio romanticismo
...con la rivoluzione, quella forse
di chi non si sente ascoltato.
Parto allora da un bel sogno
per proseguire quel perpetuo moto.
E’ un diritto contro ogni forma
di tirannia e non disobbedienza.
Alla fine
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| Dimmi un po’ cosa aspetti da me
non girare il capo facendo finta di non sentire
lo sai una soluzione dobbiamo pur trovarla
non siamo più dei bambini
ovunque tutto parla del nostro tempo
ricordi quelle tabelline facevano impazzire
eppure oggi ci
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Incantevole atmosfera:
una soffice distesa di nebbia
dietro il solito castello di sabbia.
Sul fogliame di una siepe oscura,
son disteso a rimembrar pensieri
tra nubi di fiato ed essenze floreali.
Un orlo di lieve pioggia
stimola i miei sensi;
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Lasciamoci andare come vele nel vento
nel mare delle nostre voglie in libertà
che i nostri corpi scivolino sull’onda
salpando verso nuove nude fantasie
bagnati di sale e sudore nel sole
Lasciamoci andare come gli ubriachi
storditi, inebriati
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| Sabyr |
17/11/2017 07:23 | 3837 |
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La rinascita,
dolorosa come il primo parto,
necessità di occhi che sanno guidare...
In questo equinozio d’autunno dove il sole
sorge a est della mia vita,
ritrovo l’amore che si aggroviglia nei tuoi capelli...
La mia mente affamata da carestie
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 | Senza fine
è il dolore nel sapere,
che non ci sei più
a colmare il vuoto,
che riempe i miei giorni,
soldati in fila
marcianti all’unisono
verso una meta amara
dolente abbraccio al cielo
e penso a te...
che hai lasciato
questo mondo,
varcando
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| Hanno freddo
le mie mani:
toccano nebbie
e non trovano
le tue emozioni
che palpitano...
Hanno freddo
i miei occhi
quando non intravedono
i tuoi sguardi
e si perdono nel vuoto,
accarezzati soltanto
da un perduto silenzio...
Oggi
ho bisogno di
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| Dal cielo anche gli angeli
ci guardano e sorridono,
perché non siamo uomini
e non sappiamo vivere!
Pensiamo a cose frivole
che spesso non ci servono,
guardiamo troppe femmine
che poi ci fanno piangere!
Non siamo responsabili,
abbiam la
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Amarsi no
che non è abbastanza
Meglio vedersi
toccarsi
entrare nelle carni
l’uno dell’altra
Rinascere
anime fuse e nuove
dall’ebbrezza dei corpi
al mattino del mondo
E il tuo corpo è qui
non farmelo andar via
mentre l’Anima
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Ho visto amore mio
la fragilità delle tue vene
mentre stavi morendo
E la fragilità dei giorni
quando la speranza vola troppo in alto
La fragilità della pace... dei sentimenti
La fragilità nelle braccia
del vecchio marinaio
e in quella ragazzina
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 | Jeune et délicieuse âme;
Ö toi qui a la flamme,
Inscrite dans ces prunelles,
Empreintes de tes merveilles.
Douce enfant féerique,
Universelle et unique.
Chatoyante perle de voix,
Ondoyant minois emplie de joie.
En toi, je sus réanimer
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Sull’onda lunga della memoria
c’è un largo richiamo alla coscienza,
un appello degli assenti senza volto:
-Non dimenticate,
che il ricordare vi sia di monito-
S’ alzano canti di viola omelie,
evocazioni di moltitudini sparse
senza più
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| Anna62 |
28/01/2015 01:54 | 2206 |
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 | Ringiovanire invecchiando,
all’incontrario del tempo
che sosta imbarcando la neve.
Svelamento di lucciole
nella notte del disincanto.
Si appropinqua la maestosità del nulla
come di ciò che compiuto
non suscita che l’impressione dell’esistere al
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| Tendi le mani e un amico le prenderà,
avrà cura dei tuoi silenzi,
sarà compagno dei tuoi passi
fedele custode dei tuoi segreti.
Insieme suonerete una sinfonia
unica e meravigliosa.
Si apriranno nuove strade,
il groviglio delle vostre vite
si
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Apparente serenità
di quel momento perso.
Incolmabile settembre
sospeso nel tempo,
in quel binario morto.
Dove le luci
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È così assordante
l’eco del tuo respiro
un coltello e un sospiro
che taglia l’aria satura
di silenzi e vuoti
vibranti
sugli stessi accordi
accompagnati
da un velo di cipria
voce muta
su pensieri di morte.
Spiaccicata mosca
al
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Noi con le ali bagnate
avevamo l’età degli angeli
l’innocenza pura dello sguardo
Amore lascia cadere i petali delle ore
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 | Come fa un gatto
allunghi la zampa
e giochi col topino
appena catturato.
Dopo un poco ti scocci
pensi ad altro o fai finta
di averlo dimenticato,
ma poi ritorni
e ricominci a stuzzicarlo,
mentre lui ha paura,
non si muove
ma vorrebbe
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Lasciami il tempo
di respirare le rose
in queste giornate
con l’ultimo sole
Presto sarà inverno
ma qualche fiore
è sbocciato ancora
fra le foglie morte
Il vento è freddo
ed ho la pelle ferita
dalle stelle spente
che giocano col
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Come una maschera sul viso
la nebbia cala fitta sul colle
Sul primo, il lume degli occhi non vedi
Sull’altro, più non distingui
le case spente da quelle accese
E forse con l’avanzare del giorno
- all’alba svezzato -
a terra cadrà lacrimante
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Siamo polverose falene
che nelle gelide tenebre notturne
spaventate cerchiamo
l’artificiale tepore
di una tremula
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Senti il rumore del tempo che passa
lo sdrucciolio dell’attimo perso
e il tonfo pesante dell’ora infinita
che logora i
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ovunque sei
ti accorgerai di me
respirando le ombre della luce
nei passi affacciati alla luna
e dimorerai accanto al vento
sussurrando le parole che non so
ovunque sei
ti innamorerai di me
cercandomi fra mille anime spente
il bagliore
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S’allunga
il riso beffardo
dell’Inverno.
Par
rida, la morsa, allo strazio
del mio cuore...
Dare
ed esser
dal proprio sangue
odiati
fa male...
Eppur, oggi,
un’ ombra di Luce
m’ è giunta
in dono...
Sì,il Cielo sa
quanto dura
sia
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Gh’era na vigna a pèrgola
là de drìo a casa mia,
la faséa ‘n ua strassa,
bona sola da graspìa.
Péna dopo da la corte,
sconta lì al tramontan:
mai lì no’ mancàa i morosi
parché l’éra fora man.
La gh’éa coatro piére
par sentàrse a parlar,
lì
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Solo o con l’amata
dolci i passi alla riva
contemplando in conversazione
con la natura e lo specchio
com’è il cuore al
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 | Strada di casa
Luce
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| Julie |
16/11/2017 15:27 | 1375 |
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Ricorderai le ore
di un tempo
tra i ricordi
prima che tutto si spenga,
senza respiro
il corpo avvolto
col vestito che
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Brucia, vento,
sii cenere per scaldarmi.
Oltre i boschi, le fosse
scavate, i sentieri rotti.
Oltre tutto. Sii
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 | Lo immagino un risveglio
che non somigli a niente,
solo volare sul fango soffocato
è partitura che fa musica,
come c’è
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Ora
che sono rimasta indietro
e i giorni tutti
somigliano alle notti.
Ora
che mi hai voltato le spalle
perché non incanto più
senza il brillio negli occhi.
Proprio ora
che i sorrisi sono morti
e la nostalgia mi assale
penso a me ormai
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Volge al desio la parola
interminabile a prostrarsi alla ognun visione
figlia d’una grande emozione
cesellata tra le virtù e non una sola.
Poiesis
culla dell’arte a poetare
una voce, il diffondere suo nel cuore
tra gli orizzonti il navigo a
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Ho visto i suoi occhi
sfiorare la forza del drago
mentre fuggiva le mani.
L’odore del pianto
invadeva l’ aria
tralucevano le paure.
Tu non puoi ...
non sai baciare le notti
non sai parlare allo specchio.
Tu non puoi...
ho visto i suoi
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Sono un gatto,
gioco con un gomitolo di lana,
faccio le fusa alla padrona,
sto al sole,
disteso, senza pensieri.
Perché no,
graffio gli intrusi che entrano in casa,
gioco a nascondino con qualche topolino,
esco di nascosto
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Era al terzo appuntamento
con la bionda prosperosa,
profumata come rosa,
ma estrosa ed esigente.
Lui ben poco
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La piazza della di città di Favara,
un tempo piena di coppole storte,
da cattiva gente, dipendeva la sorte
ma or, i giovani onesti, son l’avvenir!
La prima pietra, castel Chiaramonte,
ma quel maniero, fu solo il principio
poi i baroni, i palazzi
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dimmi Nina: che vedi
tu che hai casa nelle nuvole
tu che sai il linguaggio dei voli?
forse
la giovinezza spezzata
che ora in lampi di déjà vu ritorna?
o
rivivi nel cuore
verde dell’acqua
che ti vide sirena emula del canto
di
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Se anche tu vedi
nel riflesso
di quegl’occhi
un miracolo inatteso
e le sfumature di grigiore
fondersi
in arcobaleni
di stupore
le mani
tendersi
oltre quella coltre
che ti annebbia
la ragione
e ritrovarsi
nel calore
del tuo
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E quando non avrò più le parole
io ti darò il silenzio della pena
vissuta come l’alba che, serena,
si svestirà l’ argento al nuovo sole.
Ma non mi scorderò della novena,
le gonne frettolose sulle scale,
lo scialle avvolto fino al fondo schiena
e
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 | Resta il respiro
nella stanza
rimbalza, nelle pareti
della gola
ai graffi delle tue mani
stringevi forte un suono
un gemito lontano
e sul balcone bagnato
si accesero i gerani
solo la pioggia è vera
sotto i passi della gente
fuori è il mondo
e
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È inutile arrendersi,
non c’è alternativa,
fuggire il pericolo,
se vedi che arriva.
Studiare una tattica,
per come affrontare
la parte cruenta
di ogni battaglia.
Nessuna alleanza,
tu contro te stesso,
che vinca il migliore,
si inizia
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 | E’ abile la lusinga
...della lode.
Qual fatale bella donna
che in penombra, fra pelle e veli,
seminuda, raffinata e seducente
che soddisfa cuore e mente
così... l’elogio crea quell’equità
senza invidiare o lusingare.
Almen così esser
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E mo’ ca tengo ‘a chiocca lesiunata
n’arricordo chi songo e addo so’ nato
nun saccio si so’ scuffo o farfariello
oppure piezzo ‘e carne p’o maciello.
E no’ ca tengo ‘o core pampanuso
nun schiatto pe’ st’ammore guallaruso
ca ‘e sera cchiù nun fa na
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Arriverà sì arriverà quel coriandolo
un alito di vento capace di sollevare il morale quando
all’improvviso quel qualcosa
farà di tutto onde accelerare il battito
non sentirti pronta
il peggio è sempre in agguato
un capitombolo da
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Sorge il sole da dietro l’alto monte
oppure sulle onde in fondo mare
la fioca luce di chiarore è fonte
a illuminare.
Adesso il giorno vive sotto i raggi
e tutto è chiaro e splende nel dintorno
la campagna ti dà pensieri saggi
nel quieto
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Vale la pena
pensarti,
vale dannatamente la pena...
Così
navigo tranquillo
nell’oceano sconfinato
dei tuoi silenzi,
quando guardi oltre
e fantastichi voli...
Azzurro
è il mio cielo,
misterioso grido
in eteree speranze,
dove la chimera
è
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Tu stai in Cielo, tra gli angeli ...,
eri magica e splendida
con quegli occhi fantastici,
i tuoi baci mi mancano
e mi sento morir!
Non posso piangere,
non ho più lacrime,
mi sento inutile
senza di te!
Non ho voglia di ridere,
perché ho
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 | Scrivo del rimpianto e del dolore
scrivo dell’amore che si nega
scrivo della vita dura e ostile
e del mondo sordo alle
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| Si scongelano le trame
s’involano i respiri
pipistrelli appesi
sotto l’arcobaleno
gobba del diavolo ad asciugare
piume
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| Vorrei sentir suonare un pianoforte
e adagiarmi su note melodiose;
vorrei che rifiorissero le rose,
sul mio percorso, fino
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Vecchio deluso e stanco
dici:"Non ho nessuno a cui manco".
Seduto davanti al fuoco
pensi che il tempo
sia ormai poco.
Vecchio solo e abbandonato
sono passati tanti anni
da quando sei nato.
Quando non avevi paura degli ostacoli
dove non
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Come nodose radici
affioranti
dalla soffice terra dei millenni
di una immemoriale
aspirazione
palpitavano
la vie ascendenti della carne.
Frusciavano
al vento di fresche emozioni
le verdi foglie
di un’avvolgente speranza
mentre
tra
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 | Si nasconde il male
pronto a colpirti alla schiena
col suo artiglio nudo,
deciso a recidere tutte le parole amiche
e cibarsi di lievi rintocchi d’aiuto...
Rimane, il male, nell’ombra della scena
dietro a pareti di falsa bontà
e mellifluo ti
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Ma certo!
Posso non dirlo forte
e tu puoi anche non ascoltarmi,
ché tanto ho di quelle certezze
rintanate in gola
e il timore a deglutire
per i succhi gastrici in subbuglio.
Avessi almeno uno sputo di verità,
bianco come una certezza
sul nero
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SA SURBILE
Mi mancaba s’alenu in nottes de de traschia,
cando sos coettes c’apperian su chelu.
sa surbile a inghiriu e sos laccheddos innossentes
mujiata che- i su bentu disisperada.
In cherta e coros birghines pro poder bentulare
maghiarja
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Ed eccomi
al varcar della soglia
sette gradi
tra destra e sinistra
gradi, sì non sono gradini
non sono piccolini
e nemmeno gradoni.
Al suo cospetto
istintivo ... mi genufletto
di volto né chiaro né cupo,
ma linee perfette
anche quelle
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 | Azzurro è il cielo,
seta tra le mani,
profumo di talco e argan
a purificare il corpo impaziente.
La maschera di lapislazzuli e oro
del faraone bambino contrasta
con il mio volto,
di asceta senza rughe né eternità,
mentre osservo il tuo corpo
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| Eolo |
16/11/2017 00:01 | 568 |
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L’ultima notte di luna piena
vento non ci sarà
terso il cielo
la pioggia attenderà silenziosa dietro le nuvole
che timide impallidiranno
ammirandovi
l’ultima notte di luna piena
sarete ancora lì
a riflettervi i cuori
come specchi
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338139 poesie trovate. In questa pagina dal n° 49561 al n° 49620.
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