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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’958Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini |
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 | Soffusa morbida luce
nel salotto parigino
ombelico del bel mondo.
Eleganza raffinata di Signori,
delle dame rosea carne
se ne sboccia biancheggiante
dai bustini stretti stretti
di tolette spumeggianti
di merletti e di ricami
su squisite fini
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| Nevica invano sulla città,
sugli amanti che resteranno nudi.
Le campane si scuotono nere,
disperate di non poter suonare a
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| Zev |
25/11/2017 16:02| 982 |
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| Stamani sono andato
al cimitero dai miei amici,
da quello che visite non ha.
Lui è nato, un mese prima
che quella bomba atomica
sulla terra arrivasse,
mentre io, un mese dopo
che quella bomba maledetta
distrusse le città.
Lui era il figlio non
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| Ecco chi è il poeta,
un viaggiatore smarritosi nei travagli dell’anima
capace di vedere spiragli di luce
là dove tutti
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Solo,
non sarò mai,
tra le tenebre,
sotto il sole.
Lei,
solo lei,
s’accomoda la notte
sul mio letto,
m’accarezza,
culla tra le mani
i miei tristi sogni.
Lei,
non va via,
mi bacia,
mi stringe,
spire di buio,
braccia di
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Mentre cammini
il tempo ti sorpassa,
incurante di te,
delle tue riflessioni,
non dà tregua.
Solfeggia sui tasti
silenti
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 | Lascia che la mia anima di porcellana
brami un tuo gesto sincero
...un gesto vero
Mentre sogno le tue mani sfiorare
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Freddo d’inverno
è gelida l’anima -
chiudo la
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 | Quella gente sono io
che spara
le proprie cartucce
esasperata
da un emblema:
son le carezze
a fare grandi gli
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| Propaggini tese verso il bisogno di un caldo abbraccio,
le paure svaniscono quando due metà irrompono fiere nel grande
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| Marasma ...
da coperta di panico avvolto
e più nessuna lotta
per sconfiggere la paura
solo fuggire
e nel nulla ...
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 | Mendicavi l’amore e
in quel palmo affamato
adagiai il mio cuore,
divenne culla di dolci carezze
e giorni di cielo sereno... e poi tempeste.
Serrasti il pugno
sul tuo inaspettato scrigno nero.
E inventai fiaba che non c’era
dipinsi le tue
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Come potrei mai
dimenticarmi di te amica cara
che ritornasti a mezzanotte
in quella stanza d’ospedale
superando le barriere
che mi ero costruita
entrasti dentro al mio dolore
Tu... la sola ad abbracciarmi
Mentre mi aggrappavo a te
tu sola
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Le sfumature
di colori pastello
all’orizzonte
s’intravede
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guardai l ‘oceano con la vita che sfuggiva
fra le dita battute dalla burrasca incombente
e nei vicoli ombrati dalla nostalgia
rimembravo abbracciato al silenzio
l’indimenticabile follia solo di averti
per un istante ancora per l ‘eternità
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Viva la classe dei cittadini operosi
che io umilmente chiamo pensosi,
distanti anni luce dai pensanti
che ci han portato in queste condizioni orripilanti.
Viva la classe dei cittadini applicati
che son quelli che disdegnano sempre i duplicati
e
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Assetata
dei tuoi umori inebrianti,
sporgo le mie labbra
nel tuo dolce sospiro.
Vivo nei brividi del tuo corpo,
nell’estasi dei tuoi pensieri,
nell’ebbrezza delle tue mani.
Uniamo le nostre anime,
sorprendimi tra le tue braccia,
unico
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Soffi di vento a due passi dal cielo,
una invisibile barriera che avvolge l’animo
un orizzonte a scrutare lontano, laggiù
tra i volteggi di smarriti gabbiani
sul mare ondeggia una lontana vela
e il suo allontanare sempre più.
Un sogno
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 | Sei amico per diletto
magnifico furetto
in questo corsa viva
mutante ed espressiva.
Non conto le parole
se magiche o tagliole
ma i voli da noi fatti
non stringono mai patti.
Ti trovo e poi ti scopro ogni momento
nella tempesta quando ci sei
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Amo, della tua tristezza
il dolce canto che mi arriva
con quella voce da lontano
ed è come l’edera sui rami
che nel silenzio avvolgi
l’anima mia e il silenzio
ogni gemma nata nella notte
ogni sussulto del mare
si ripete in te, si raccoglie
come
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Eri così infelice!
L’amore aveva sguardo per altri,
voltandosi indietro per non vederti.
Eri così sola!
Con pagliuzze dorate
nei tuoi occhi
e metafore di spine di rovi
conficcate nel seno
a renderti affannoso il respiro.
Non occorre essere
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Siamo tre stelle
magiche comete
attente a dare luce ai nostri giorni
unite da un gran fuoco
un caldo effetto
di chi si sente vivo e assai protetto
da quel legame
ricco di dovizia
condito da una rorida amicizia.
Siamo tre lune
in terra
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Giullare dei sogni
Vertice raggrinzito d’attese
Pomello che apre porte d’incantesimi
Terra fertile di distese immense di fiori
Girasoli che abboccano al sole
Fervida corolla rivolta alla vita
Petalo disperso al vento
Mano che culla l’amore di
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La tua mano
vale l’oro
che non scende
sulle rive
Mare calmo
sei
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C’è ancor ... chi dice donna, dice danno?
Ma senza donne morirebbe il mondo,
son loro che ci hanno generato
e noi non
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Frammenti d’infinito
quei tuoi sguardi
quando sollevi emozioni
come onde
che desiderano la spiaggia
per trovare pace...
E io m’immergo
profondamente
in quella luce,
trovando delizie,
respirando spazi aperti,
ascoltando silenzi...
Mi sento
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I poeti non vanno mai in pensione
e quando il tempo ce li manda
vivono a cottimo forfettario
Illusi realisti vivono nel
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Questo tempo,
dal sapore del sale e del mare,
di pioggia improvvisa,
di un settembre dimenticato,
di vento di tempesta,
di ricordo e rimpianto.
Questa eternità sospesa,
di silenzi in frammenti,
di sussurri e grida,
di canneti antichi
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| Eolo |
25/11/2017 00:24 | 664 |
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Ha una donna sovente mille amanti
(e spesso il suo compagno non lo sa),
perché cerca negli uomini varianti
di tutto ciò che offre umanità;
non s’accontenta delle rilevanti
doti che l’uomo scelto certo ha,
ma col pensiero a caccia va d’istanti
da
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Tu sei la mano aperta sul profondo
il giorno mio dannato più rotondo
il vuoto che ricolmi senza invito
col tuo bisogno al dente ben nutrito.
Tu sei il vento che scaccia via le nubi
il coro della fede che mi rubi
il genio della lampada
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Sotto le ali
di una nebbia fitta,
vedevo in te scritta
la parola: fine.
Povero e solo
non avevo voce,
nemmeno il freddo
mi sentivo: in quel gelo.
Né fari, né luci
e nemmeno voci
mi davano una strada:
sognai il vento.
Ma ero solo,
tu eri
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Chrysalide de nos cœurs,
éclatante de bonheur;
carrefour de nos destins,
inscrits sur ce parchemin;
linceul de nos âmes troublées,
emplies d’un frisson inégalé.
je me souviens de toi,
origami d’émois;
subjuguant mon esprit
inexpert en amour.
Au
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Avevi detto di essere preoccupata
per i giorni vuoti
che si susseguivano indistinti
e non per le parole
Appena accennate nelle sere
senza alcun sogno
da dipingere
sulle nuvole basse del cielo
Avevi mostrato la tua pelle
ma non i
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Fosti balsamo e manna
la preghiera esaudita
La cura che si fa dono
Unguento dolce sul cuore,
preziose le tue dita
da allora tu, una fonte
mai inaridita
il profumo di un’offerta sacra
bevo amore dalla coppa
delle tue mani
con
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| Sabyr |
24/11/2017 19:56 | 719 |
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Filo d’ambra,
sospeso amore
sovrano appeso
al cuore,
istante degli attimi
di un timido amore,
voli radioso
fra le mura
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 | Quel sentiero che arriva al vecchio pontile di legno,
e’ una breve deviazione dal percorso.
E’ dolce l’aria verso sera, colorata di rosa di varie sfumature
Ed ecco lo vedo,
il coniglietto,
mi attraversa la strada proprio mentre sto passando.
E poi
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| Sdrindule,
Sdrindule biele,
dove vai, se Mattino
è greve?
Che l’aria
è briosa e forte, ma tu
non hai più forze.
Ricordi, bambina mia,
frute frutine,
le carezze di tua nonna?
E i canti, che ti furon compagni?
Svanita è
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| Amico mio, dove sei?
Viviamo nella stessa città
nello stesso isolato
ma mai ti vedo, mai t’incontro
per raccontarti di me
di questa vita idiota
che consuma e ci perfora.
Amico mio, dove ti nascondi
esci fuori, parliamo
o vivi anche tu
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Sono ricordi che rischiarano il cuore
i paesi del lago
che s’accendono a sera
e dall’opposta riva
splendono in tremula
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C’è chi coltiva in pace il suo orticello
chi ruba dalla terra del vicino
chi coglie mirtilli e more sopra i rovi
che son di tutti al ciglio delle vie
c’è chi parla sempre schiettamente
e a forza di dire il vero resta solo
e chi si vanta di avere
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Un lampadario che oscillava
come polvere sulla testa
quel vecchio stereo che adoperavo per amante
nelle serate dei miei soliloqui.
Era bella la conta
delle piastrelle scardinate
e dei fili di malinconia cuciti sul pavimento
come coperte
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Sono figlio del fango di terra stuprata
calpestata da vacche e buoi che fuggono da stalle.
Sono figlio di terra ove non vi sono
inchiodati alla croce
penzolanti cimeli su pareti da foderare.
Sono "IO" il crocifisso.
Il sacrificio innalzato da
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Abbandonato nel rimestio di me,
lascio che una lama di luce
scavi tra le ombre
e i pensieri sbiaditi dal tempo.
Con maestria,
questo sprazzo di vita eterna
rischiara le vette della mia anima,
pendici corrose dai venti,
imbiancate dalle nevi
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siamo corpi chiusi in involucri d’inchiostro
nuvole aspre in scorribande senza tempo
siamo la percezione di
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 | Sento un tumulto come di cascate
che giù dal monte impetuose scendono
a valle, un tintinnio di sonagli si avvicina
alla mente di sera.
S’avvicina costante come cane che latra
e straccia le carni, brividi nel corpo
scuotono come vento le foglie
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 | E lasciami andare
dove il sole
non ha che il nulla
in suo potere
dove il respiro tiepido
del vento
non sussurra
che a se stesso
coraggiose litanie
e dove il cielo terso
d’amore ed armonia
riveste nuvole gioiose
pronte al divenire
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| traballi allegra nel fondo di un bicchiere
di bollicine allegre in risalita
di tutti i mali
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| Bisogna essere sinceri
gli angeli non hanno nome
si nascondono nei cieli
nelle lacrime degli uomini
quando cercano i sogni
tra le nuvole
diventano aquile
raccontano favole
e nel fiato sospeso di ognuno
disegnano anime
Tutto ciò che ricordo
è
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| Cerco qualcuno che mi parli dal vuoto
senza echi di lontananza
ma con univocità d’essere
Celato da un muro
ma palese al cuore.
Conosciuto da sempre
anima
senza incroci d’intoppi
Sentiero
Essenza di me palese agli occhi
Digiuno
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V’è un’ombra che di Notte vuòl, mi chiama,
nel silenzio mi mostra due pistole.
Mi chiede: Dov’è il Testimone?... A noi!
Qual è il Demonio, la possa tua arcana
che le gesta tue muove e le parole,
che mi fa destàr dal sonno?... Che vuoi?
Berti il mio
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 | Non è di pietra il mio e son sincero,
come d’altri italiani è pien d’amore,
ma colorato o chiaro, non sopporto ...
con insistenza il reclamar danari:
Leggendo alla panchina:” Ehi capo!”... e insiste:
dato non m’è svelar se urgenza vera,
non lo
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| Ora il poetare ha preso un nuovo corso
e finalmente trova eccelsa via,
non c’è più quello stile tanto bolso
finora adoperato, mamma mia!
Un tempo si scrivevano sonetti
ch’è un ridicolo modo a verseggiare,
e le terzine, dove mai le metti,
a
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Su una collina giaceva il mio paese,
di fronte alla dorica Agrigento.
Allora non c’erano stipendi a fine mese...
vivevamo con pasta e pane di frumento!
La vita scorreva lenta e poche spese,
ma eravamo sempre in gran fermento!
Sognavamo altri
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saltavano senza comando le parole
le buone atlete le compagne, mie gravide rane. Quante lunghezze
millimetri e fondali sott’aria per dire:
ho girato l’ombrello, vi ho raccolte, mie paure;
capite: quella pioggia che scoppia prima di cadere, quel
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è icona soltanto
dell’essere il primo moto
ciò che sta per se stesso,
ma il secondo resistenza
è resistenza iconoclasta
che ci vuole, e lo spirito santo
ch’è funzione di relazione
e poi precomprensione
e poi fa e rimanda e poi...
(pertanto
se
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Avvolti di solitudini, i campanili
come un vuoto d’aria mancano
le rondini nei loro nidi
occhi di silenzio sotto le grondaie
dove la pioggia scorre, ignara
sopra i tetti si sfiorano le nuvole
che sembrano grandi navi
senza un porto dove
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Senti i rintocchi
con ognuno una parte di loro si materializza
lasciando una scia dove catapultarsi
cercando di rivivere quelle sensazioni
persino addobbate da tormenti
quando piccola vedevi
facendo finta di non sentire
sì proprio
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Ho vissuto sino ad oggi
oltre ottanta primavere
ed in tutto questo tempo
non ho mai trovato un giorno
somigliante al precedente.
Giorni belli, giorni brutti,
giorni amari, giorni dolci,
non c’è un giorno uguale all’altro,
fanno parte della
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Basta pensarti
per disperdere
in briciole di nostalgia
questa triste solitudine,
per allietare un cuore
lacerato da antiche ferite...
E volare
con ali di cieli azzurri
al di là di ogni limite
imposto dalla realtà,
sentire l’ebbrezza di vita,
il
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338110 poesie trovate. In questa pagina dal n° 49141 al n° 49200.
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