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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’958Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini |
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In loco deserto e silenzioso
talora il mio pudico canto affido,
per ascoltar di Zefiro quel soffio
ch’al core è nutrimento ed alla mente.
E il profumo assaporo di rugiada
mentre l’erba calpesto a piedi nudi,
come solea sovente da bambino
nel
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 | Ho il compito di raccontare di te
e lo faccio con un sorriso sulle labbra
e note di malinconia sul volto,
ho il dovere di proteggerti
dai geni malefici della notte,
lo faccio con mani infinite
di tenerezza,
con sorgenti di sangue
in un
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| Eolo |
27/11/2017 00:03 | 674 |
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 | Parole sciolte
frastornanti, in attesa
appassite
da tarlo dentro.
Vorresti cospirare con promesse
nascere mattino,
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| E’ qui
dove ti ho senso d’edera
tra il pianto e il riso dei giorni sospesi,
altro nome d’azzurro in cieli ciechi.
Sei respiro che prosegue nei quasi occhi d’inverno
nel mormorio di lune assenti, le stesse mani
ad aprirmi, se il vuoto si fa porta,
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Lia |
26/11/2017 22:49 | 1534|  |
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Sono
fuori di me
cado in un fremito
un papavero d’acqua
bevo
nel miracolo della tua pelle
sono
dentro di te
nel giorno
che dimentica le ore
un verseggio di baci
ad occhi chiusi
e lo spazio diventa poesia
la più bella che ho
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Restami qui
dove posso guardare le rose
che odorano di te, di Luci e di Ombre
Di ciclamini e di stanze affollate di sole
Qui, dove aspetto la sera
premere sopra la fronte e i lampioni
quasi fosse la punta del cielo
che emerge dai flutti e le
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In stanza pallida,
ahi, triste camera,
giacque una fetida
ombra, sta muta.
Vladìmir esanime
giacèa, il dispotico,
Fato era Morte;
ed era rorido
del sudòr - l’ultimo.
V’era una giòvine
sua infermïera,
debole e timida,
sguardo perplesso,
occhi
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 | Sono io a darti quel tempo
tracciato da dita in una sola mano
sbocciato di parole in pochi istanti dati
e sono ancora io a veder l’affetto
arrampicarsi al vento
che soffia nel cuore amico.
Non lasciar mai la strada
la mia del dire, e la tua
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Custodisco la tua assenza
nel vuoto che mi hai lasciato
-tempio dei miei deserti -
Ti conservo
quale essenza dei miei giorni
che coltivo fra rocce e caverne
della mia solitudine;
...giorni, da cui traspare tutto di te
come Dio
nelle
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Qualcuno ha cercato
di spezzare l’albero alla base
quasi volesse cancellare
i sogni della terra
Ora nel buio
c’è solo il silenzio del fiume
e il profumo del muschio
freddo dopo il sole
Qualcuno stanotte
non dormirà fra le ombre
e sentirà il
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 | Di che colore sono
le nuvole arancioni
quando il sole
tramonta sul Rosa
l’ultima farfalla
si posa sul mio cuore
un attimo mi guarda
svolazza veloce
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Pensare a
come sarebbe ... rimanere dorso contro dorso
o dirimpetto - pagine che collimano -
senza un segnalibro una piuma un petalo
nello spessore sottile
senza vuoti o bolle d’aria
pensarsi corpi invisibili
trasmigrati in necessarie
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Questo, ti dico,
che cerca il bene tuo, è l’amico;
che sbalza le sue paure, in una notte nera,
per scacciare le tue, d’ogni maniera,
e mentre lui s’ingegna ad aiutarti,
sia l’umore incagliato - sollevarlo -
sia il cuore imprigionato - liberarlo
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Grande grosso e immenso
amico che mi segui anche all’inferno
in questo gioco magico fraterno
con quattro zampe enormi per compenso.
Immenso grande e grosso
felice di scoprirti primo attore
compagno nella gioia e nel dolore
tu il mio padrone ed io
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 | Non piango, pur umido il ciglio,
e duro, e avvilito il cipiglio;
daffare obbligato disbrigo a rilento.
Respiro nel cavo recluso
rabbioso mi scrosto nel chiuso,
mi raschio il lordume.
Un dì sputacchiere,
che orrore il braciere!
Or rotoli
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| È un segreto
che lega e annega,
è il celato
che addanna e condanna.
Sei tu,
sono io,
il nostro equilibrio instabile,
il nostro mondo fittizio,
le nostre mani,
i nostri sorrisi.
Ma resto ad aspettare il tuo ritorno,
con gli occhi tersi e
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| A volte,
penso che un altro me,
stia vivendo altrove.
E come più desidera.
Ed io che ammiro
e annoto sui miei fogli,
il
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| Così ... inafferrabile
il tempo che sopraggiungerà ancora da vivere
con il carico di emozioni ancora da accogliere.
Come
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Vento
che alle porte dell’ alba
valichi il confine alpino,
recami la voce di chi amo
nel silenzio del primo mattino.
Vento
che eri compagno
nella tenebra di una bambina,
accarezza la mia solitudine
fai fiorire di speranza l’ anima ammantata di
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Amico mio perfetto
esagerato
tu il cane io il gatto
un solo fiato
dolce compagno grande
a pelo duro
mi segui coi tuoi occhi
e con quel fiuto
che sente la paura
e questa vita
la segui un passo avanti
nel silenzio
che sa di lisca buona
e
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Luce del cammino
fonte di vita carità infinita.
Immacolata Aurora dei poveri,
dolce acqua dell’anima.
Al social petto del Figlio
immagine protettrice
dei poveri
furore del prossino
l’eterna via del corpo
alimenta profonde
gole d’amore
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Li ho visti immobili sulle ginocchia
piegati contro il vento
il capo chino ed i pensieri,
neri.
Li ho visti che guardavano il cielo
nei campi spinosi
tra le foglie del Campidano
in un’ora di vento e amore.
Li ho visti con la terra negli
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Mi piacerebbe sognarti, poterti
carezzare, parlare con te di tempi
ormai passati, ti porto nel cuore
con amore
Carne della mia carne, mano nella mano
in voli pindarici in un cielo ricamato da
stelle tramato
Quanto vorrei stringerti,
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Na matina mi susiu do lettu
pinsannu a chiddu c’avia a fari
e mentri mi visteva, nto pettu
ntisi comu mpassareddu cantari,
sintiu na vuci dilicata parrari
ruci ruci o me cori cunfirannu:
“racci na manu, oggi, a passari
sta iurnata senza fari
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Pare come fosse l’America
quella della prima volta,
ecco perché la confusione è tanta
gente che va, gente che viene
e le
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Luce splendente
un fiume di
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In ogni tempo questo vil’ peccato
Par sia il più diffuso dell’umanità
Ognuno sembra apparir ciò che non è
Con una estrema, frequente faciltà.
Riscontrasi per altro questo dato
In tempi odierni, attuali; questo perché
Si copron’ tutti in una cappa
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 | La Tua vita, fugace come il vento,
da mezzo secolo, la tua stella
brilla nel firmamento.
Eroe senza tempo.
La tua figura abbiamo onorato:
“Il tuo sacrificio mai sarà dimenticato”.
Fortissima presenza dello Stato...
Un Paese a chiedersi cosa fosse
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Amore che mi prendi,
e poi mi lasci,
mi stringi,
mi accarezzi,
e poi mi ferisci.
E poi m’abbandoni.
Amore che entri
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Voglio vedere il mondo
oltre la nebbia
che offusca i miei sensi
sentire il fuoco che brucia
nel braciere della vita
e
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Alto è il clamore del mondo
riempie l’aria e ogni altro sito
Tutti pronti a sentenziare,
disquisire e consigliare
senza
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Stringi forte le tue mani intrecciate
alle mie, gli occhi vitrei guardano nel vuoto
il tuo corpo irrigidito si lascia
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Presi i tuoi sensi a fuoco lento,
mentre il crepuscolo calava eri li
che aspettavi la sera, mentre intorno
ognuno aveva da fare.
Su aspri sentieri camminai per ore
sembrava un balzello quella sera
stetti per un po’ fermo sul tetto,
poi guardai
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 | Cercavo una stella,
nel silenzio della notte
una mano silenziosa
che si posasse qui sul cuore
una foglia, che cerca ancora il vento
un silenzio senza odore
e sono un ramo triste
un pugno chiuso, sul suo dolore
la terra che germoglia
sotto la
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Sei la mia gatta splendida
a due zampe
devota un po’ scontrosa
e un po’ ribelle
mi metti dentro il piatto
la tua pelle
nel gioco di una vita
condivisa
disposta e sempre pronta
all’occorrenza
ragion per cui
non riesco a farne senza.
Sei la
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A tutti è assai noto il mio punto di vista
non sono mai completamente persuaso
quando devo calcare la scena.
Anzi mi sento più come un martire nella fossa
seppure personalmente nulla mi manchi
non sono poi un granché altruista.
Anche se a dire il
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 | Corpo sinuoso
su note d’oriente
in simbiosi
con fluide antiche
reminiscenze ...
I fianchi ...
Ondeggiano ...
Con leggiadre movenze
dentro morbidi ritmi
ben cadenzati,
or scattanti
su forti percussioni
si scuotono
con colpi
e
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Quando t’ho vista
reclinare il capo sul seno
seduta su una fredda sedia
con le ruote che affondavano
nelle sabbie essicate dal tempo.
Quando t’ho vista
sorda alla voce della vita,
mentre le ore si dilatavano
nel cono di vuoti silenzi.
Quando
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Avrei voluto festeggiare insieme a te questo dì
rimembrare tutte le vicissitudini vissute
onde poter vedere brillare nei loro occhi
quella felicità che ancora sprizza
un giorno come tanti direbbero altri
ma non per noi
quando la fiamma si
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Possano le tue ceneri
riposare in pace
nella terra dove parlano
anche le pietre.
Laddove i ricordi gessani
inorgoglivano
il tuo amore per l’Italia.
Quando la gioventù
impreziosiva i tuoi sogni
adolescenziali
nei vicoli abbandonati
del
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Non voglio più sentir parlar di soldi,
son loro che avvelenano la vita,
ci rendono arroganti ed egoisti
e l’anima diventa più sgradita!
E sono sempre i soldi che purtroppo
rovinano la gente che si trova
in condizioni gravi e disperate
da
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Sei
quella luce
che abbaglia,
tramortisce,
avvelena dubbi,
rincorre,
cattura
le idee che nascono
quando il mio io vaga
nella più completa solitudine
e ascolta
la voce suadente
dei silenzi,
l’eco riverberata
in un ricordo
di quella frase che
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I miei anni senza tempo,
quando sentivo dentro di me
le essenze astratte del cuore
in un divenire di luce e ombre.
Il sentire le forme indefinibili
che l’anima riusciva a rendere,
restando nascosta nella memoria
e nel pensiero,
rinnegando il
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| Eolo |
26/11/2017 01:36 | 596 |
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Prendimi nelle tue emozioni
libera incoscienza di ieri
truccati pure di ali
e incomincia volare
dove la vita è amore.
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 | Céleste ange lunaire,
écoute l’écho de ma voix.
Clameur d’une mer solitaire,
inspirant l’hymne à la joie;
love- toi dans nos cœurs,
enclins au juste bonheur.
Enfant de l’amour,
navigue sur mes flots soyeux.
Zéphyr d’un retour,
offre- moi tes
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Caldi brividi,
pensieri irrefrenabili
ardono la pelle vogliosa
labbra invadenti
nelle umide pieghe...
s’alza la
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Dicembre sulle porte
E la pioggia è già sul muro
Ritorni così
e di malinconia
nel tumulto della neve
sembri scomparire
Madre dolcissima
e notturna
ritorni a bagnare di te
solo le pietre
Ritorni ad abitare
gli alberi
ma non le
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 | Donna,
quanto era calda la tua pelle
e il tepore che nasconde
vi sono scorciatoie per il cielo
oppure tutto questo,
non è vero
sei contesa,
corpo del tempio
nel diluvio universale
alga marina
tra le rocce,
canto alla raccolta
persa nella
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Muore il cielo
uno schiaffo
sul suo volto azzurro
e diventa nuvola tumefatta
a tramutarsi
in un tramonto di sangue.
Se
arriva la notte
è così umida e fredda
bagnata di lacrime aspre.
L’alba è un rantolo
sotto una mano di fondotinta
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Se uccidi un angelo
non aspettarti odio.
Se uccidi un angelo
non ci sarà vendetta.
Se uccidi un angelo
non avrai
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 | Ho perso il ritmo
dei versi
lungo la strada di casa.
Non ho parvenza
del come
sciogliere il gelo.
Si rigira una nuvola
al cielo che langue
nella sua veste grigiastra.
Oscuro è lo sguardo,
ma non piange.
Mi volto
per non guardare
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A quest’ora la strada
non si vede
e il buio ha invaso
l’ultimo sentiero
Laggiù
dove a volte
si incontrava qualcuno
in cerca di risposte
Lontano
si sente ancora
il rumore della città
e il silenzio
È solo un ricordo
dei giorni
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Chianciunu i figghi ri ‘ll’arba
suli e scunsulati,
sunnammuli ‘ntà notti niura e fridda
essiri suli è
comu aviri ‘na lama ca ti tagghia r’intra
e ‘ddi stiddi sannu sulu taliari
a labbra stritti e senza cori.
’ntà strata sulu
’ddà luci fridda ri
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Non tradirò l’amicizia
in me riposta,
lasciami stupire all’incantevole
tocco,
mano amica sulla dolente spalla
sana ferite e cuor felice vola.
Un abbraccio fraterno
vale più di mille parole,
un dolce sorriso
accende l’anima di tersi
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C’erano striature rosate qua e là tra le nubi
Ieri
Erano essenza di bosco
Confini
Divisa in minuscoli assaggi
nascevo rotta nella tua bocca
quando dicevi mia sposa
ed io rigata di rugiada
affondavo nella tua carne
le mie spine di rosa.
Ho bevuto
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C’è la risposta estrema
in quel sorriso
allucinato e tragico
l’elevazione e l’ abisso,
nasconde i dolori nascosti
e le ferite camuffate
da false risate
quel profumo da sentire,
si spande sul lezzo del mondo.
E’ la più alta maniera di vedere
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Hai sviscerato tutto un canzoniere
con centomila mille e più parole
condite col profumo di viole
con i tuoi fiori come un giardiniere.
Hai messo in mostra tutto il pentagramma
con crome le biscrome e venti note
coi suoni e con gli accordi avuti in
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Disperano alla nebbia
le tracce dei baci del vento
sulla memoria
di foglie vive. Il destino
feroce naviga l’inverno
a
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Facisti na nuttata sana sana a chianciri ‘nsilenziu:
no pû vrazzu ca ti turciu cu forza,
no pi ‘dda manu ca ti tirau pî capiddi
e ti sbattuliau la testa ntâ spaddera dû lettu,
ma p’astutari ‘a so’ vuci
ca ancora ti rintrona nt’aricchi;
pî mali
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Sorridi, corri t’angusti al non far del tanto abbastanza,
Al giorno che saluta il suo passare scurendo la sera
Li quando il sapore tace,
Il dolore s’accende, ti torce
dilania un sorriso che non spegne la voglia
gli artigli s’aggrappan al candido
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338110 poesie trovate. In questa pagina dal n° 49081 al n° 49140.
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