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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’957Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini |
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E da me
che lo saprà
che trasalito
nel percorrere
le alture
della speranza
e disperato
dall’infruttuosa ricerca
sotto ogni masso
nella desolazione
del ricordo
e tra le onde
che travolgono la pace
sperando in un indizio
pregando in un
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"Ianua" è la soglia, che varcar si suole
per avvenir di Corte- cortesia;
quando voglian salir l’onesta via,
"ianuario" è
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Nuvole in testa
E vento nei
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Sole scompare
emozione
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Beh ...
forse è proprio questo
e cielo meritiamo
tutto
per quell’escalation,
mai affrontata seriamente,
del perenne sottostare
a prese per il culo
- che ora si
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Nei tuoi occhi
scorgo noi,
l’eterno
dei nostri istanti
e l’armonia
dei nostri corpi.
Nei tuoi occhi
scorgo te,
il sesso,
l’amore inespresso,
il segreto celato,
il peccato inconfessato.
Nei tuoi occhi
scorgo me,
solo,
riflesso,
il
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Sfoglio le albe dai giorni
mentre affondo lo sguardo
nei sogni di sale.
Dove ti nascondi natio respiro
ora sei solo
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Una melodia che torna,
verso il vento di levante
che lancia il suo bel sentore
nel mondo risonante.
Una preghiera che feconda,
sopra il cielo che divampa.
Una favola che sogna,
per tutto quello che mai ci stanca.
Così per consuetudine adagio
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 | Come vorrei frantumare
le tue labbra di alabastro
per un sorriso,
cogliere il tenero fiore
in te racchiuso
e correre felice
nell’alba radiosa
sbriciolando insieme
ore sature d’amore,
donarti liete primavere
nella luce incerta
dei tuoi
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un nuovo raggio di sole
ed un lembo di terra fertile
si ritaglia il suo pezzo di cielo
una manciata di stelle
abbarbicate su un ramo di speranza
aprendosi
chiude il caldo abbraccio di giorni pieni di luce
s’inchina s’accartoccia ma poi resiste
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Gli intrecci dei tuoi biondi capelli
sfavillano come i girasoli
e la spinta di grecale avvolge
il battito sinuoso del tamurè
nell’effluvio di collane di fiori
aleggiano danzanti i sorrisi
che attraversano lampi di luce
come mio lieto incanto
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Scrivere e dimenticarti è la stessa cosa.
Libero un sogno in entrambi i casi.
Uno in un foglio, l’altro nella memoria.
Ma la primavera è giunta fino al mare
ha risvegliato un sole pigro all’orizzonte
qualcosa mi ricorda la tua voce,
forse il vento
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Fonte di vita, era il tuo sorriso
beltà che illuminava
il tuo viso d’eterna fanciulla.
Ed è così che ancora ti vedo
dolce amor mio che in cuore mi vive.
Ora in un caldo abbraccio
stringo a me la tua foto
prima che il pensiero mio vacuo
fugga su
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Nella vita non sappiamo mai cosa ci tocca
in particolare quando siamo costretti ad ingurgitare
quanto non di nostro gradimento
sempre vorremmo poter godere di quei piccanti e saporiti gusti
che fanno salire in paradiso per la loro
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“Ti amo, ti amo, ti amo! ”
Mi sei penetrata nel cuore,
di notte ti sogno, ti bramo,
desidero fare l’amore!
Andiamo a convivere insieme,
non posso più stare a soffrire
pensandoti ogni minuto,
mi sento davvero morire!
Ci soffro a sentirti
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L’ascolto
è ovunque
la primavera di foglie riemerse
la grande creatura
dai lineamenti traccianti
la testa alta e lieve
lo sguardo infinito
e mi viene da soffrire
forse oltre le liete fessure
negli occhi troppo piccoli
per poter assorbire da
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Ad un certo punto la poesia
come zoom arrivato al massimo a ingrandire
torna indietro a riprendersi il quadro
così anche
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Amour enfanté et amputé,
rivière de mots sibyllins,
bercés par une sève
revitalisante et alchimique.
Origami des sentiments forts,
recueil de tes cendres chagrines,
éparses en cette mer amère,
silencieuse et abyssale .
Comme un souvenir
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Basta il cuore per farlo,
movimento di mani
per stringere altre mani.
L’abisso si protende
con identità di miseria,
con gli inganni e l’anima intrisa
di frammenti di nulla.
Coloro le lacrime su un volto
disperato,
non come un pittore,
ma
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| Eolo |
28/11/2017 00:17 | 662 |
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Sembravi in ogni senso quello giusto
il ponte che legava notti e giorni
capace delle andate e dei ritorni
ma m’hai lasciato in bocca amaro il gusto.
Parevi nei precordi il gran prodiero
il fiume che cancella le due sponde
intento a navigare tra le
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E a la séra,...alè
se zuga a salta musséta,
Coatro schéne destése e tachè
a na vècia e stravècia caréta.
Strucar i denti e sopiar come vento,
ai ai... che pàche che bòte
urtoni e pestoni par no’ topàr do,
ma a la fine se fenéa a mòte.
De far ‘sto
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 | Va in giro
con quattro nodi sullo sterno
sentitamente scarna
perché nessuno l’avvicini, la ravvivi.
Non la si muova
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 | Palesandosi in logiche disquisizioni,
all’attenzione si mostra l’ingegno nascosto.
In sotterfugi di parole
addomesticate alla lingua vigile
così fluisce elegantemente.
Un fiume edulcorato
raddolcito agli argini contenuti nella piena
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 | Potrei dirti la magia e crederci
che se scrivo è la voglia di sognare
o d’incontrare in viaggio ciò che cerco
un albero d’argento, un filo rosso e poi
la luna. Un gioco d’equilibrio perfetto
coi piedi in punta e il fiato trattenuto
godermi lo
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Vivrò di poche finestre
aperte verso sera
quando la luce arranca
un filo di pena
Vedrò vecchi fantasmi
pallidi come l’ombra
che nel ricordo
portano via ogni stella
Non avrò nulla
per cui combattere
tranne i mattini
con il loro vuoto
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Verde edera
ricopre il muretto
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Ti ho cercato
tra i ricordi di bambino
nel sorriso spezzato
tra i balocchi
conficcati nella gola.
Ti ho cercato
tra i volti sconosciuti
nelle voci di una preghiera
e gli scuri chiusi
di una chiesa.
Ti ho cercato
nei miei passi lenti
tra i
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Era l’autunno d’oro
nel sereno respiro delle colline il tuo sguardo
malinconico e mite.
Era il bacio d’ombra
conforto nell’infanzia a rovinose cadute
lungo impervie salite.
Ora che di solitudine e di nostalgia ardo
i tuoi occhi
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Al grigio del tramonto
depongo
nostalgie di tepori
nudo
non ho parole danzanti
non attendo più albe
al freddo della
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Vieni.
Ti porterò
nella stanza dei sogni infranti
dove un debole spiraglio di sole
riverbera dal battente dell’anima,
e illumina,
speranze distrutte
stipate in un angolo
come cimeli di guerra.
Seguimi.
Ti condurrò
nella stanza dei ricordi
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Le nostre voci si spengono
nell’eco di un sogno
perse per strada
gelano nelle notti d’inverno
senza un suono che riempia
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 | Vivo di te
e della tua voce e del tuo respiro,
vivo di me e di questo cuore che non ha amore.
Vivo di noi
delle nostre
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 | Non si sfugge al tempo
pur senza le rughe
o le discromìe
o con il ritocco sul grigio
Si ripercorre il lido
d’una memoria allegra
quando non si temeva
l’ira funesta
d’intemperie
e ci s’illude d’essere
invulnerabili
gli stessi fusti verdi
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Se il vento dei sogni
non t’ avesse portato a solcare il mare
avremmo potuto volare come rondini?
Destino avverso ci ha divisi
cancellato i volti che
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 | Che cosa davvero m’interessa
nel tempo tanto o poco che mi resta?
E’ una delle domande
che chiedono risposte
che io non voglio dare.
Direte voi: "Perchè?
Su, apriti a te stesso!"
Dove sarò da solo
quando verrà il distacco?
E proverò
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 | La voce era piana sulla collina.
Io a margine,
eppure dentro ogni sillaba di stagione.
Conoscevo il fiume, il vento
riconosceva il fiume; la mia casa.
La poesia che mi vive intorno, io nella poesia.
Un volo che si libera dai passi.
Sospeso
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Il vento soffia sulla prateria dell’ Amore
mentre gli amanti ne percorrono i sentieri
cantano lieti lasciando che sul
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mi svegliai con il tuo sorriso addosso
attorniato da quei sussurri tatuati
nelle gocce di memoria e che mi spinse
a scriverti sui fiori dipinti
dalla brina del mattino
misi le radici dell’anima sul cuor tuo
mescolando con i piccoli frammenti
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Inventai un presente
alle pendici spoglie
di un ricordo
ormai stanco
consumato da tempo
in un remoto vivere
nell’essere rimpianto
e per sempre
e dal nulla
mutò se stesso
in quell’idea certa
di futuro nuovo
pronta da tempo
a prenderne il
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Ho sempre pensato
di scrivere poesie,
ma l’ho sempre fatto
con la mente o con i sogni.
Il libro che ho dentro
non potrete leggerlo mai:
è fatto di silenzi,
perdite e mancanze.
È il dominio del caos
nel buio che disorienta
e nella divergenza
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Io ‘l credo! che il mio Fato è non amàr,
che il cuore vive le follie del Sogno,
che un Titano m’osserva, e sen gìa
a scrutarmi dovunque. Che odo il màr
dove annega l’onirico mio sonno,
che oltre i Sogni, c’è sol la Pöesia.
Che m’è pegno con Dio
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Chi è il bastardo senz’anima
l’abominevole mefisto
quell’aborto schifoso
il rinnegato malvagio
l’insetto viscido e
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’O cielo nuosto ha da essere ‘o cchiù bello
é ‘nu regalo che c’ ha fatto Ddio
ce so’ passate ‘nu miliardo ‘e stelle
ca sulo chi è ccunosce po’ capì.
Totò, Eduardo, Massimo Troisi...
sulo pe’ ne cità qualcuno e chisti Rrè
so’ stelle ca mò
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 | Son belle le onde azzurre, spumeggianti
vi si riflette cielo luna e sole...
ma che ci posso fare ... ”A me non
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| Senti lo struscio d’anime agitate,
lungo le strade sfilano gremite;
stanche accalcate, dure ed impaurite,
muto grido,
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| Finestre
azzurre
bianche gialle
stan per scivolare
cartelloni pubblicitari
smunti dal restare
occhi timorosi
attenti nel preoccupare
foglie come fango
buio dal peso fondo
sulla strada che porta
al pio avello
colori comparsi
fra siepi
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| Esasperazione confusa,
che a mio dire non è una accusa
solo una esagitazione di un indecente fraseggio
che vive nella continuità della sua fragilità
assumendo la consistenza dirompente e devastante
di una epica impresa,
mi sia concesso di esprimere
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La tua voce
è una barca vuota, senza remi
viaggia verso la notte, è sola.
Ci sono treni nella notte
che non conoscono stazioni
sono fasi del tempo, proiezioni
hanno un senso, uno solo
quello dell’oblio.
E nel silenzio del mare
scrivo le mie
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Sì, mi piacevi bimba e il cuor cercava dolcezza
ma disgusto tu provavi, e a quel solo amaro fiele.
Sì, ti giravi allor e
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Eravamo affacciati sulla stessa balaustra
stessa ringhiera, tinta di rosso dai sogni.
Avevamo la stessa andatura del vuoto.
Stessa alterigia del niente.
Le mani in tasca imbiancate di nuvole.
Gli occhi velati in misteri non detti.
Leggevamo lo
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Come è possibile riuscire a cancellare una vita
ogni piccolo anfratto pulsa ad oltranza di quel calore bambino
quando per la mano accompagnava
in quella valle dove tutto era solo un dipinto oscuro
parole si sforzavano onde cancellare ogni
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E se succedesse a me
d’aver tempo contato
insufficiente
per dir d’amore
di storie
di dubbi e pensieri.
Che
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Quieta la sera scende lentamente
ed ognuno alla casa fa ritorno
mentre il sole tramonta dolcemente
e così si dilegua il nuovo giorno.
C’è pace intorno, ci s’appresta al desco
e si ragiona insieme ai familiari,
e in quel momento pure io
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 | Che imbroglio la Vita:
da quando sei nato
ti mostra il suo viso
nasconde il costato
Si adorna di luce
si trucca le labbra
allunga le ciglia
con nero mascara
colora le gote
col fard s’imbelletta
si tinge le labbra
per esser perfetta
Così
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| Sono seduto
in quest’oceano di solitudine
niente passa
niente va
e mi manchi
quando il tramonto diventa rosso
ed e’ nel pieno
del suo fulgore
ripenso alle cose lontane
ad amici in comune
devo attraversare il mondo
adesso o mai piu’
e mi
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| Mancino, imperfetto e sbagliato.
Cuore mancino con sinistra sorte.
Diverso che spaventa.
Ti spaventa la mia pelle,
la terra che calpesto
e la lingua che uso.
Ti spaventa lo spettacolo dell’infelicita’
che sporca ogni angolo della tua strada.
Ti
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Erosione che tutto spazza,
come muffa dell’età che avanza
portando con sè malattie e proclami.
Se t’abbracciassi ora che diresti?
Che sono folle o forse ti stupiresti
dell’accadimento e della passione?
Lasciami andare che il tempo
scorre come
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Anche dentro questo spazio
così freddo così fermo
che ci lascia senza fiato
Sappi solo che la notte
non si scorda
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Tra non molto gli italiani,
oberati da malanni,
si vedranno la pensione
rimandata a settant’anni!
Con gli scatti che
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In loco deserto e silenzioso
talora il mio pudico canto affido,
per ascoltar di Zefiro quel soffio
ch’al core è nutrimento ed alla mente.
E il profumo assaporo di rugiada
mentre l’erba calpesto a piedi nudi,
come solea sovente da bambino
nel
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338109 poesie trovate. In questa pagina dal n° 49021 al n° 49080.
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