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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’915Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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Terribil... mente adotterò il silenzio
addizionato a questo tempo avaro
e dato che risulto un vecchio baro
nasconderò la carta mia vincente
tra l’asso di denari e il re di coppe
e come un dio ribelle pronto all’uso
attaccherò la faccia a questo
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Sento più calda e lieve la parola
dove il dolore impregna ogni pensiero,
vi giungo come fossi un forestiero
che abbia perduto il senso di ogni fola.
E’ silenzio fra gli alberi del viale,
e nell’ ovatta, dentro il lungo androne,
scivolano come il
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M’inchino a te anno novo
che sei venuto ar monno
la notte der 31 urtimo scorzo
T’avemo aspettato.
T’avemo preparato un
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 | Mentre il sole tramonta
tra le righe e le pieghe delle ore
si chiude il sipario
di un altro giorno consumato in
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Ti sveglia ogni mattina senza bussare alla porta della tua mente
come voci di corridoio ti annienta le membra
e ti porta ad affrontare la verità dello specchio...
desidera veder cedere i tuoi passi
e qualche volta ti chiama senza volerti
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| Iulia |
05/01/2018 21:15 | 888 |
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Se questo mio tempo gridasse
il mio vero essere,
potrei fare anche una nuova luna.
Non c’è scampo per gli avvoltoi
per noi che sogniamo da soli
coperti dalle tempeste notturne.
Stanchi figli del chiarore
adagiamo i nostri corpi in prati
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Preme la vita
da prima
sente il mondo che annaspa
dalla carne s’infetta.
E preme
dal suo guscio nell’acqua
ché sta
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La stella che videro i Magi:
quella del re Giudeo,
turbò tutta Gerusalemme,
secondo il dir di Matteo.
Mancando del "navigatore"
e della rotta su carte,
ecco, allora, la stella
a guidarli quand’era notte.
Saputo che era Betlemme,
secondo il dir
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Calma di sera
Il regno del
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 | In quella valle
si è perso il tempo, gli anni
passano come il vento; credeva
di essere solo ... nelle sue grazie,
gli gira le spalle non pensando
più i suoi gesti!
Vita romanzesca;
a forza di ripeterle ... solo con
il suo voler dire, anche
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Epifania d’un tempo perduto
che non torna più.
Melodia malinconica nell’anima mia
che conosci soltanto tu.
Le fiabe
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Quaggiù il tessuto spazio- tempo è oramai del tutto sdrucito
e niente e nessuno sarà più relativo, figuriamoci
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Gelido ora il ricordo.
Lei venne a tarda ora
con il volto pallido
e gli occhi scuri dell’inverno
-La morte scrisse il suo nome sulla neve -
con una punta d’argento
e un lampo di ghiaccio
nel duro cuore di diamante,
vergò la sua
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| Sabyr |
05/01/2018 18:23 | 816 |
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Oh Tristano!
Levi a oriente
il capo, ignaro
della sorte che ti attende.
Dagli occhi tuoi,
una spiga di grano
sussulta come buoi,
che da lontano,
tirando tutto il die
assaporano un ristoro
che giammai allenta le cinghie
di un forzato
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Erano stanche quelle stelle
Stranite per il nero del cielo?
Stanche di brillare
Stanche di non saper
scorgere un orizzonte
se l’infinito avesse
un orizzonte
E il mio respiro s’infrange
nella distanza che il tempo
non scorge gli anni della
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e perché sei un essere speciale
fra le mie dita sarai crisalide
e farfalla baciata dalla superba luna
una bianca distesa come fosse neve
l’universo ubbidisce al tuo volere
amore gemmata di arcobaleni
spiaggiati nell’azzurrità degli occhi
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Ho la nebbia negli occhi
mentre il mio cuore
vive nella tua luce
ogni sera io scendo
nella tua valle nebbiosa
che zitta zitta riposa
i tuoi occhi mi accendono
il desiderio di stringerti
e tenerti stretta stretta
la pace della notte
che
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Tre giorni di pioggia
densi di un invisibile peso,
massa argentea plumbea del niente,
una cappa di neri, foschi stilemi del cielo,
metodi occulti del vento
sempre oscuro sul volto di calce morta,
è l’inverno, trino tridente ardente algido vuoto
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Mia madre ha fatto la guerra
senza aver mai imbracciato fucili
col fiato di brina a buttarsi nei fossi
nel gioco imparato a salvare la pelle.
L’ha ricordato sempre quel rombo assordante,
gli aerei bassi sulla piana nebbiosa
e si correva tra stoppie
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Qualsiasi paesaggio io sia
non cerco i viali delle grandi città
propensa ai sassolini dei villaggi
sconfino tra i sentieri più sperduti.
Ho anche perso, isolato smarrito
quel senso aggregante di sociale
indossando sempre più
una pelle al sapor di
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Ricordi del vento
che vestiva le foglie
in un muto parlare,
e fremeva,
quando la pioggia
scrosciava incredula?
E le passeggiate
al margine del fiume,
le fermate
su una panchina dismessa
care alle intese,
quando spettinavamo
le
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 | La prima luce che bagnò
i miei occhi senza lacrima conosciuta
fu azzurra, poi divenne celeste come il cielo.
Riconobbi da subito il paradiso,
il volto di mia Madre.
Vidi così,
il primo angelo di questa terra
tra l’odore del borotalco
e quello
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Stringe la gola
un brivido di morte...
Mi adagio su rovi di pensieri
dove il corpo si separa
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Va e viene un urlo di carta.
Traiettorie parallele nell’arcobaleno.
Le navi tornano dal mare al porto.
Vele bianche si spostano come foglie nel vento.
Raccolti fiori recisi dal gambo.
Corolle ed aurore dai fianchi stretti.
Le mie labbra rose
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Paesaggistiche illustrazioni
al compiersi di un disegno ineccepibile
della mente creatrice
in messinscene turbolente
d’arte viva.
Muore il sole all’imbrunire,
d’un blu spaventoso
che anima la notte
urlante il tormento.
Contrapposizioni
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Si ritorna a casa
amara prigionia dei ricordi.
Gli sguardi sbiaditi
portano dove noi siamo
piccole luci
mai
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Preghiera sussurrata
di fronte al cancello
di Auschwitz.
Indicibile
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Sfavillar di luce
incanta il blu di stelle
Notte di magia
accende speranza
quando
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Son stato da mia figlia
rispondo a tanta gente
che mi chiede cortese
dove sei stato di bello?
vado spesso a
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Il tempo è difforme
avanza e trascorre
muto
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Scappa,
quando il respiro manca,
quando la notte è troppo lunga,
per arginare le copiose lacrime.
Il tempo trattiene,
il dovere rapisce e imprigiona.
Scappa,
quando il respiro manca,
quando la gola si stringe
in una morsa serrata.
E il tempo
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 | Ti parlerò nel vento tra le foglie mosse
sugli alti rami dal mio grande amore.
E sentirò nell’eco della voce il canto
come
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 | Ti scrivo i miei versi
dall’ultima isola del mondo
ti scrivo tra le onde
seguendo un volo di gabbiani
da qui a te c’è solo il mare
e non c’è posto, nessun posto
per stare soli
qui ogni cosa ti assomiglia
gli alberi, le piante
persino l’erba dei
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| Passano i monaci eletti
coloro che senza colpe scagliano pietre
gli uomini e le donne dal cappuccio stellato
che predicano rettitudine ed onestà.
Pentiti uomo senza fede
pentiti che il Giorno del Giudizio è vicino
e saranno alberi natalizi
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Nebbia è d’intorno, e dòmina l’inverno.
Il silenzio del giorno è sepolcrale.
Non trascorre più la Vita
nelle gioie e nei piacèr.
Gelido scherno!...
Frattanto il ghiaccio
si solidìfica e immane diventa,
perenne come quello di montagna.
E io allo
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 | Dottore, la prego, mi aiuti ad uscire,
mi aiuti, mi sento morire ...
che possa, la chimica vostra,
che riesca, mi faccia guarire!
Di donna ho perduto l’affetto, l’amore
lor madre anteposero a inetto i figliuoli;
ma senza l’amore, la fede in un
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| Forse potrebbe
una carezza sladinare un cuore
raggrinzito dal buio di parole
se una bocca amica
parlasse con la voce
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Anni che passano, inesorabilmente, passano
anni che si inseguono nonostante le apparenti distanze
che sembrano modificarsi secondo l’umore delle stagioni
di una vita che va sull’altalena del tempo.
Anni che furono, anni che sono e che saranno
anno
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Non ultimo il lento silenzio audace
dopo il sonno delle prossime ombre
archivio di lucidi solchi dismessi
si è abbandonato il rauco destino
coi suoi ebbri sussulti sincopati
colto come scure dai colpi radenti
infine il nesso illogico di un
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Percorro
grovigli di idee
con ali di piombo,
sospeso entro mura
di mattoni,
fra terra e stelle,
percuotendo
con fragore
foglie di cristalli
staccatesi da rami di ferro...
E’ duro avanzare,
spesso mi fermo
e immagino
che mi sorrida
tendendomi
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Si nasce, si vive, si muore
nell’ègida ferrea del tempo,
ottanta, novanta, cent’anni
per dare alla vita un motivo.
Da giovani siamo impazienti,
giochiamo con la fantasia
creando castelli di sabbia
che spesso ci lascian delusi!
La scuola, il
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Scruto l’orizzonte,
osservo luci nel buio
bagliori nella notte,
timidi pensieri s’intrecciano.
Immobile, a tratti, chiudo gli occhi
per rivedere un po’ di luce,
immaginando gli occhi a me cari,
e riprovare quella dolcissima sensazione
di quando
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 | È un lusso
lasciar che penda
frugale e chiara
una stilla, una nuova
dal fondo.
Si sporge un viso
malgrado non
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 | Presto arriverà
quel giorno in cui
tra il riso e il pianto
ci riconosceremo
e avremo sguardi
di stelle
e sapremo ogni cosa.
Anche quando guardo
quel cielo di notte
così scuro eppur così luminoso
ti riconosco
perché la vita fluisce
e dona
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 | Digli quel che vorrà sentire,
di me che amavi nel non amore,
negli sguardi trafitti dal nulla,
scintillanti nelle passioni,
del tuo seno offerto alle mie labbra
salvo pentirtene dell’averlo fatto,
non dirgli mai che mi ami ancora.
Resta in
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| Eolo |
05/01/2018 00:02 | 670 |
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Regards innocents,
jetés dans des tourbillons,
par des bourreaux immondes,
spectres de ce monde.
Regards absents,
ignorés des gens,
ensevelis sous les décombres,
là où l’espoir sombre.
Regards perçants,
voyageant dans le néant,
en quête
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E così giunse,
sul primo giorno del nuovo anno,
l’alba agognata!
Fece partire, con la settimana,
il mese d’inizio
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Poche foglie sul viale,
e la notte avvicina il suo fiato
sulle querce, sui pini e sul prato
questa sera che chiude il Natale.
Ho trovato nell’ aria pungente
il silenzio che scaccia il fragore,
e la festa, fuggita dal cuore,
resta solo un bijou
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 | Un tempo suonai
la mia voce notturna e partorii albe vive nei passi.
Sparsi estati d’amore in un giorno di vento e
scrissi le stelle sulle strade
sulle finestre
sulla riva del mare
sui sassi
sugli alberi.
Imparai anche a contare i
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| C’è un ingoio
nelle nostre mani
una voglia così assoluta di deglutirci.
Ci sono due venti
che a minuti si divulgano in noi
e ci spiegano
come arrivare alla voce del fuoco.
Dapprima siamo nazioni
con le frontiere, le dogane, la polizia:
"Altolà!
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E’ mezzanotte,
muore un anno.
un altro nasce.
Per un attimo il mondo
sembra fermarsi
a riprendere fiato,
vuole
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Non sento più il tuo profumo
il tempo ha cancellato
quell’esile traccia sul cuscino ...
Nell’abbraccio della nostalgia
risento le tue parole
“Quando il cielo
mi vestirà col suo colore
e aria sarà il mio corpo
non piangere
ne soffrirei
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Lasciatemi narrare
delle ombre nella terra
di quella tomba dimenticata
nel bosco vecchio a tarda sera
Lasciatemi ricordare
il dolore delle fate antiche
e il sangue che scorreva
sul marmo prima della luna
Il buio ha giurato di coprire
per
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’N fondo la piassa i brusa stasséra
la vècia cotolona e sgonfona: la Strìa.
La ga do balaustre de rara belessa
’nvesse tuto ‘l resto: l’è na schiféssa.
Apena ‘l stroo ‘l colma nostra la val
davanti a tuti i bociasse del paese,
col capucio fracà su
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Fra nuvole diradanti
ecco apparir un arco celeste,
nel ciel vien avanti
di lucentezza in veste
Di bei colori sprizzanti
l’etere tutto riveste,
sventra i nembi davanti
e ricopre il paese agreste
Ognun l’osserva in bellezza
che trae l’occhio in
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È tutto finito,
mi dicevo convinto
mentre guardavo lo specchio di cielo
e ciò che vi scorgevo
era un sogno lontano.
Non sono una nuvola
né pioggia né vento,
non so chi sono, né dove sono e dove vado...
Tra l’essere e il non essere
c’è sempre uno
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Indarno scivola il pensiero
intorno alla bolla dei ricordi
sembra facile entrare
in quella trasparenza
ma pagine e
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Sembra allegro quell’uomo
che invia delle stampe
per l’anno nuovo, l’arte
di amare l’arte, una poesia
che col pretesto
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Credimi, oggi,
forse non lo sai,
il sole mi ha parlato di te
scaldandomi il cuore
attraverso foglie
stanche dal vento
mi ha raggiunto
e scavato gli occhi
strada maestra
del nostro amore
in attesa costante
nel manto della
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Rampollo sono
nella rosa dei venti,
col mio pietoso suono
tra sogni marciscenti.
Mi sento uno straniero
dal tremulo
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338073 poesie trovate. In questa pagina dal n° 47881 al n° 47940.
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