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Strane forze governano
soggiace il genere umano.
Passare oltre?
Come non ne valesse pena
o risaputo alla base
non
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Da qualche parte, nel mio cuore
c’è sempre una guerra,
un giorno di sole, o una poesia.
Mi attraversano nuvole di silenzio
sotto un cielo cobalto, privo di rondini
è il mio sguardo che non basta,
dove si perdono i pensieri
perdo me stesso,
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«Stolto è chi pensa a Dio inoperoso:
l’azione del Creatore non s’arresta
nonostante sia Sabato. Poderoso
è il suo agire e
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gli aneliti del cuor divennero ombre della luce
di quanto sia infelice lontano
dal volto tuo intenso
la pace che ho sentito vicino alle tue mura
non l’ho provai mai in ogni angolo dello spirito
mi mischiai al traffico per dimenticare
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 | Torna sì quell’alito a ravvivare pensieri
impossibile tirarsi indietro
una ventata di calore che cattura
nei sogni non smetto di ubriacarmi
incredibile come quelle zampette ancora trotterellano
e quella coda sbarazzina che tutto si
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| non amo metter punti virgole e interrogativi
mi piace esser anarchico errati i congiuntivi
il poetar è tale perché
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| Cammino inerpicandomi nel Niente
Vuoto alle mie spalle
Vortici
Sorrisi spezzati
Cantilene
Sonagli di ore che s’inseguono in un andirivieni di giorni
uguali
birilli da far saltare con uno strike
con una distrazione voluta
Amnesico è il tempo
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 | e un giorno
inaspettatamente,
si presenta alla tua porta,
mai si annuncia,
indesiderata ospite
ed entra senza bussare,
entra ... lei ... la morte
falciando senza pietà
ciò che più ti è caro
mentre tu rimani lì,
occhi sbarrati,
in un
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Accoglimi nel morbido
sentimento che ospita
l’innocente speranza
d’un candido cuore...
florida amicizia
far fiorire vuole
nello sconfinato
campo dell’amore.
Per chi rimembra
la piacevolezza
della disponibilità
l’atmosfera non
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nel porto la darsena
è un rifugio per barche e marinai,
ristabilisce armonie perdute -
troveremo tracce di viaggi
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Un’insidiosa trappola
fu il suo abbraccio:
il funesto precipitare
da una scogliera scoscesa.
Ma,
al trionfo
della vanità del tutto,
lei distese
le sue bianche ali.
Fu l’immenso slancio
di una pace attesa.
Fu lo sfiorare
la vastità
di una
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Forte,
albero d’inverno
che resiste alla tempesta,
fragile come labbra che
si screpolano all’azione
del sale.
Il definirti amore
perché sei vita,
contadino tra la terra,
bambino nella notte.
Non ti chiedo di restare,
so che sei
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Ricordati
che sono qui,
ad ascoltare il tuo silenzio
quando grida chimere,
quando esplode di luce
tempestandomi di aurore...
Ricordati
che non dimentico
i passi congiunti
ai tuoi passi,
quando mi hai fatto volare
senz’ali
oltre questa realtà
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La vita è un grattacielo
di ben novanta piani,
ci son nei primi dieci
bambini belli e sani.
Nei dieci successivi
ragazzi adolescenti
che sono alquanto svegli,
son bravi e intelligenti.
Dal piano venti al trenta
ci abitano quelli
che pensano
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 | Nel silenzio del cuore che soffre
mentre tacita dorme la notte
un pensiero passato e presente
di un amore ancor vivo ma
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Ribolle nel meriggio
il sol
al grazioso arpeggio
di un usignuol.
Sulle pendici
da lontano
nivei ruscelli
gorgogliano
di verde tingendo
gli ultimi pigri
e pallidi acervi
del tempo che fu.
Oh Primavera,
suadente messaggera,
dai rinnovata
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Sai quello che io so:
la vita è un quadrato di tre lati,
perimetri che spesso restano incompleti...
E tu non sai che dire o cosa fare
per rimarginare, cicatrizzare...
Tu,
figlio dell’età di mio figlio
come ogni figlio, progetti e sogni
che
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 | Pazzianno,
t’aggio guardato dint’a ll’uocchie,
pazzianno,
t’aggio pigliato ’a mano mmano,
pazzianno,
t’aggio ’itto ca te voglio bbene.
E accussì,
pazzianno pe
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| Non ti scordare
di quelle parole
che ti entravano
dritte nel cuore.
Non ti scordar di me
che ogni secondo
ti chiamavo amore
scavalcando mille problemi
facendo finta che tutto andava bene.
Non dimenticare
che ancora esiste l’amore
anche se sta
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 | Parlarono,
interrompendo stadi
ed eternità,
la voce non si udì,
sovrastata da silenzi,
sul sagrato la piccola suora
francese,
mostrava le stimmate alle mani.
La donna sarda canto’
melodie antiche,
con mani nodose di giunco
lasció che la
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| Eolo |
14/03/2018 00:21 | 1808 |
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 | In quest’aria incerta
di un marzo incostante,
ancora con piogge e aria fredda,
osservo spesso il cielo
scrutando fra le nuvole
e sperando che qualche raggio di sole
rifletta nei miei occhi un arcobaleno
che preannunci un tempo sereno,
un avviso di
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 | Come una rondine
vorrei volare in alto
nel cielo azzurro.
Tienimi per mano
nella dolce armonia del viaggio
che in un nuovo mondo ci condurrà
dove nessuno
può conoscermi
come mi conosci tu.
Vola con me
dove occhi fatti di sguardi
e
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Di nascosto al calar del sole
passando sotto gli occhi di carnefici senza mestiere
con un grande sacco sulle spalle
mi avvicino a te, che sei la mia meta.
Non ho cibo da donarti, altri regali ho in serbo per te
che sarai l’uomo o la donna di
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 | E vorresti fermare
ogni istante di vita
vissuto con me
ma come l’onde del mare
in un continuo
e incessante movimento
il tempo scorre
e lascia ricordi
dietro se
lacerazioni
e rimpianti
promesse mai mantenute
e giochi d’infanzia
mai
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Le nuvole nere
rinchiudono per sempre il silenzio
portato da qualche altrove
e fuggono via da un tempo diverso
Riflesso dal cuore alla terra
e vogliono un mondo nuovo
dove poter piangere
gocce di pioggia acida
Il vento può sembrare
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Enigma è il tuo vibrare in me,
luce che risplende anime abbracciate...
emergi tra gocce di pioggia,
caramellate di baci e lacrime congiunte...
scivolano sui vetri cercando i sogni.
Infiniti spiragli trovano i poeti per cantare
l’arsura di
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Povero piccolo scricciolo,
avvolta nel leggero costume,
tu ora cammini lungo il molo,
fremiti lungo il corpo
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 | Spoglio
la voglia
che ho di te.
E velo
il corpus tuo ignudo
col riflesso
dell’esistenza
per soddisfare
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| Tra pieghe, sfagli
e morsure di calcare
i flutti prendono la forma
dei cristalli per seccare.
Da quegli amari spazi
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E si chiama amore,
un piccolo gesto.
A te, il mio pensiero,
una rosa,
o un bouquet di fiori,
non importa
se non sono
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Salici saggi
silenziose preghiere
Nel vento ondeggiano
dita di foglia
Abbandono queste mortali spoglie,
si sfuma l’Ego e il ricordo
di ciò
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Nessuno mai saprà
quante volte
vengo a piangere
su queste acque deserte
Mesto e con il viso stravolto
siedo a lungo
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Entrerò nei tuoi silenzi
come ombra furtiva
respirandoti come l’aria.
Dentro l’anima poserò,
per sentirti brivido
ch’attraversa la pelle.
Vivrò
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Una valigia di sogni
ho tuffato
nel lago profondo
del tuo sguardo.
In quello sguardo
che toglie
il respiro del cuore
ho visto
specchiare ogni mio giorno
ho visto
splendere stelle
di quarti di luna il sorriso.
Ho visto il mio sole
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Quanno m’arzo de bon’ora
e vagghio a Pigghia’ Ju treno
che parte gnisempre
a la stazio’ a le sei e mezzu de matina
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Padre Nostro che stai là in alto
facci piovere un po’ d’asfalto!
Non ci sono più vie di fughe,
la Città Eterna è zeppa di
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Ti lasci alle spalle tracce di vita
in corse affannose su un’impervia salita;
vacue sentenze durante il cammino,
in quest’ultimo viaggio ai margini del destino.
Gli ultimi passi son pregni d’eternità
con ombre impotenti ai margini della
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A trizzezza po’ l’abbraccio
ca me leva ogni turmiento,
so tre notte ca nun piglio suonn
so tre ghiuorn ca me staj luntano.
Quanta fatica a cammenà
senza na meta, senza sapè
o’ sole addò se trova.
E quanta nustalgia dint a stu core,
si
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mi segui con lo sguardo
mi raggiungi
e come un viaggio senza ritorno
mi porti via con te
mi tendi la mano
ad oscurare il buio
come un filo che ci unisce al giorno
e poi sorridi
parole di un’anima
rimasta ad ascoltare il vento
volevo dirti da
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Midesa |
13/03/2018 18:04 | 5445 |
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Lieve soffio
accarezza la pelle e i pensieri
che si rincorrono
attraverso un malinconico passato,
rivedo il cielo nero e le stelle
che tentano d’illuminare la notte.
E’ vano il fuggir l’oblìo,
sempre tornano
ad affollare l’anima
ed il cuor
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Crudele e gelido
mi abbatto
a cielo limpido
per annientare
ospitali fortezze
come le più vaghe abitudini.
Un intimo
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È stata mai scritta una poesia
sull’adrenalina?
E sull’aspirina?
Non vi chiedo sulla cocaina
quello lo so bene
droghe e canne
esaltano ispirazione
e immaginazione
anche bere
confonde le idee
anestetizza
e diventiamo d’incanto
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Ma ce pienze che vo dì...
io e te... e nisciun’ato,
‘na vita pe’ campà...
Mò sta sulo a nuje,
verimme c’amma fa...
putimme avè ogni cosa,
ma amma sapè cercà
Tu guardame int’ a l’uocchie,
ca nun te può sbaglià...
io pure ‘o sto facenno,
‘a
leggi

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Scivola lento il giorno
e allo stesso modo
diviene lamento la gioia.
In questa immensa voglia di vita
morbidi colori accarezzano
il girovagare tra vecchi ricordi
dove mi perdo.
Instancabili gli occhi
si adagiano tra felici sfumature
nel timore di
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 | Un pugno di ricordi
nella mente vacua
prendono forma
e, si trasformano in sogni
cullandosi come erba docile
nella brezza
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‘Nu sulu ranni pinseru,
la fimmina, lu so piaciri veru...
Nu veru focu ‘ddumatu,
nun c’è fimmina
chi nun avi corteggiatu
Posti e orari sfasati,
‘bbrazzati, vasati,
e cosi chi vannu ‘mmaginati...
La fimmina è lu veru generali,
iddu, ‘nu
leggi

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Nella nuda realtà,
non sono perfetto.
Non sono quel che credi,
ma semplice,
silenziosa illusione.
Una passione, che
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Odore intenso,
buongiorno del mattino
nuvoletta che si sprigiona nell’aria
e colora ogni angolo...
stilla
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Forse dovrei trattenerti
stringendo forte gli
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Assonnati colori
tinteggiano
un cielo tenue
d’una primavera
ancor lontana
da quell’inverno
che a Lei si oppone.
Preparo
lo sguardo
ché tuffarsi possa
in un Marzo
non ancora definito
come usuale
regolare stagione.
Semi ibernati
sospesi
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Ora che hai già passato il vasto Lete
mi sovviene di te, del tuo sorriso,
di quando insieme trascorrevo il tempo
che ti tolse ancor giovane al mio affetto.
Quando penso al tuo volto che emaciato
divenne per i sintomi del male
sperai sempre che
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Anche le ombre si sentono sole
e quando sono alla luce del sole
appaiono sempre un po’ sbiadite
come se fossero intimidite.
S’aggrappano disperate alla vita
non come farebbe un parassita
ma per dimostrare il loro valore
ed apparire con un altro
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 | Nella scarna voce di chi non sa parlare
la misura dei tuoi occhi che ci unisce. Il vento
sulle guance rosse che non dice.
I fiori
che ricordano il profumo
delle tante volte a Primavera che tornavi
e non sapevi il giorno della neve
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| Sei tu donna ... meraviglia
in slanci vogliosa
nel bagliore della vita,
disegni pagine indelebili
in quel tuo diario
e
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 | Ci sunu cristiani
ca nesciuno cu scuro
comu li scravagghi s’ammuccianu
comu n’ancelu niuro
senz’ali ma ca cura
addummanu lu mali...
iddi
nun sannu cantari
l’amuri nun cunta
raggia e ‘mmiria
scurrunu nu sangu.
Ci sunu cristiani
ra
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Ho addosso la mia pelle
e tutto il vento che conosco
e delle onde ho addosso il sale
ho il silenzio del mare nelle tasche
e i sassi che non ho mai lanciato
ho queste mani, ora più chiuse
e ho capelli che sanno di vento
ho navi nella mente, che non
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Sono sempre le stesse stagioni, giorni, settimane e mesi uguali,
nulla cambia,
all’orizzonte il sole sorge e dietro le
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fammi carpire l’avidità immorale
odorosa di erotica traspirazione
virile essenza trasudante, di sangue
che scorre nel cervello in pappa
divenni adulatrice del corpo tuo
che mi trascina verso l’oblio lacerante
rendimi schiava del peccato
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Stradde e sentè in ti boschi pe –ö legno
feua de man ch’emmo traversou
lasciando con e lese un segno
in te un scheuggio in sce- ö prou
Stradde e creuze a-ö gusto de sâ
aïa de sambùgo e rosmanin
ödo de polenta e fainâ
profummo de castagne e de
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Quando l’uomo consuma
radical sentimento
non ci sono giudizi
ai valori di cambiare
moralità di vivere .
Scontro tonificante
nasconde compiacimento
dell’atto che svuota la ragione.
Colui che regna come un lupo
cambia il pelo segue la
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338275 poesie trovate. In questa pagina dal n° 45151 al n° 45210.
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