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♦ Patrizia1973 | |
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senza capo né coda
come lanciarti da una rupe
per spiaccicarti come un moscerino
contro il bianco del foglio
il sangue- inchiostro a formare un ghirigoro
alquanto strambo e
da una certa prospettiva
vedi crearsi i volti del sogno
chi
non lo
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 | Parlami con le parole del cuore,
apri la tua anima a un dolce sentire,
lascia che l’amore si sprigioni
in sfumature di mille colori
Spettina i miei capelli come fossi vento
ed io ti lascerò fare senza alcun impedimento,
accarezza le mie labbra con
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Due passi nel giardino dell’amore
quel filo di luce ad accarezzare dolcemente
obliando tra i silenzi d’un cuore
con l’ansante palpito che unisce
Un raggio di sole,
un raggio di vita a illuminare
che non conosce soste, fermate
col trasparire nei
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Quel sapore di Primavera nella bocca
in cui mastichi cielo e nuvole.
È cosi stamattina
tra sportelli di luce che si aprono
e suoni cristallini che arieggiano
come lenzuola stese
modulanti allo zefiro del vento.
C’è uno stordimento leggero di
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Ho ali di farfalla
per volare nella fantasia
che un tuo sguardo
accende...
Rilascio emozioni
se poi mi sorridi.
Stringo
con forza
le mie mani
nelle tue
e incontro infiniti,
quei respiri
che mi fanno vivo.
Spazi e tempi
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L’aria accoglie le note più acute e più gravi
più leggere o sonanti, brevi o più prolungate
dai voli dai nidi dai rami e dalle chiome
dal rumor di grondaie. Dall’onda e dal vento.
E’ armonia se pur in presenza di specie diverse
che dànno al silenzio
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Passeggio sulla spiaggia ormai deserta
e penso a quest’estate quando lei
prendeva il sole stesa sulla sabbia ...
ed ora è
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veloci dal cielo tre amici diversi
stretti per mano due Acca con un O
tempesta di vento son
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Arriva la pioggia, anche dopo il sole.
Lenta e costante dall’inizio alla fine.
Sento il mio cuore affondare in un pantano immane.
Qualcuno ha spento la luce delle stelle,
questa notte.
Potrei immaginare di saltare da un punto all’altro
ma mi sento
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Intreccio le dita con un quadrifoglio
e del cavallo, ne conservo il ferro
mentre un piccolissimo cornetto rosso
mai manca nella mia tasca
così come una magica noce dai quattro canti...
Eppure non è nella buona sorte, il mio domani.
Esco presto la
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 | Quell’unica di certo è mamma mia
di poi tutte le madri e le sorelle
con forse mille e cento più zitelle
e questa non mi sembra un’eresia.
E inoltre chi si veste da faria
regine cortigiane e damigelle
dei fatti della storia pavoncelle
unite da
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Tu dovevi sapere
che questo cielo era finto
e che la pioggia notturna
era oscura come la morte
In assenza di luna
le ombre avrebbero coperto
ogni cosa che fosse amore
o lo stupore delle prime foglie
Spuntate per caso
come gemme nel
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Guardami negli occhi
chiudendo i tuoi
immagina il possibile
il fantastico, l’irraggiungibile
cerca a tentoni
le braccia in avanti
scruta le vibrazioni
raccogli quel che vuoi
stringi nell’ insieme
i miei pensieri con i tuoi
Guardami negli
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Su
dimensioni multiple
sento
scorrere la Vita
come una nostalgia
inspiegabile
che tra due
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quel suono di foglie e di legno
l’odore che sparge di novella
e di seme e di fiore -pregno
imbevuto-
lì lì per sbocciare
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Chiusi nodi aggrovigliati
di sussulti ansiosi fraintesi assurdi
cuore arso di padre prosciugato di tutto.
Camminare da solo non è facile
poiché il tuo andare è lento
e spinto dal tempo che veloce scorre
e consuma quel poco fuoco.
Quel
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Questo pensiero
è la mia casa,
il buco
dietro la lavagna in cui scrivo.
A turno,
con i polsi
pulisco il gesso:
le
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Ascoltando la voce
della sconfinata solitudine,
non avverto la serenità
delle nobili intuizioni,
sento soltanto
il grave disagio
di uno sporco mondo
che mi sta sempre
addosso.
Lottando contro
i demoni dentro,
non riesco a lavare
il sudiciume
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Aspetto che il meleto fiorisca,
perché son stanco del duro inverno:
sfinito d’attender che tu capisca
qual dolor mi porta il tuo inferno.
Spero anche che ‘l mio amor perisca,
soffocato dal tuo mentir eterno,
spero che ‘l cuor di sanguinar
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Candida Albione lucente,
con capaci occhiate rassicuranti,
un tanto al chilo;
sostanziavi il tuo sorriso,
di contrabbando,
con spiccioli di carineria a buon mercato,
fregiandolo di porpora e carminio,
cornucopia dilettevole,
in una sintesi
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Scolorasi la terra,
lontano fumiga acre
sotto quel plumbeo cielo.
Cade, sul molle fango,
nera acqua schizzando
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La finestra si illumina di accenti
l’alba ripete sogni desideri
che hanno vinto la notte,
i miei pensieri prendono le
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Se tu non fossi canto d’uccello
e occhi di cerbiatto impaurito
Se tu non fossi suono di violino
tango e sole del mattino
Se tu non fossi tana d’inverno
e caverna per il mio letargo
Se tu non fossi unguento
acqua, rosa e falena
Se tu non fossi
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fulgida essenza di primavera
sciogli le lingue degli angeli
discorri con l’animo che ti ebbe foresta
nel giardino mio dissolvi i confini
che separano me dal tuo desiderio
Inchiodami alla tua anima
prima che questa sete di vita mi porti
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Distratta dal mio piccolo cielo vorrei raggiungerti
mescolarmi all’odore d’aria aperta
scrivere la semplicità nata in noi.
Nutrimento tracciato nei rami
io so che tu hai braccia profonde, fresche di foglie
pori d’argento dentro gli abissi
punti e a
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Pura e lieve
discendo
da grevi arie
per arricchire
questa landa avvilita
da eccessivi anni di solitudine.
Ideali di
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Sia puro e libero questo Amore,
come luce del sole
al primo mattino.
Si conservi innocente,
casto e mai invadente.
Mai ti leghi questo mio sentimento,
ma abbia il coraggio
di accompagnarti umilmente,
senza attaccamento,
e quandunque le ombre si
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Non ci saranno più
promesse al vento
tutto si scalderà al primo sole,
si rischiarerà il cielo e il firmameno
e torneranno a fiorir rose e viole.
È quel che dice
l’anima lasciata
che non si rassegna di esser finita,
quella partita incerta e
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 | Mi porterai con Te
negli abissi dell’Amore
a ristorare il cuore
negli anfratti delle viole,
passeggeremo il sole
sull’ arco del destino,
fra sorrisi e
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Nonna
mio rifugio
com’era bello con te sognare
quante meravigliose fiabe
hai ricamato nel mio cuore.
Di te
mi è rimasto un ricordo indelebile
che mai dimenticherò.
Ero sempre a far domande
ad una sola, sempre tergiversavi
“cosa c’è in quel
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Non basterà l’alba a schiarire la notte
neanche il pensiero nei passi malandati delle ore
Siamo onde di mare che non
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verno tardivo
ferisce vita nuova
capo reclino
timido
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Rosse corolle
nell’imbiondito
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Nemmèn di tua ombra nudrìr potei il cuore,
oh Luna! Tu eri assente in sì atra sera,
e non alluminavi la riviera
dov’io sedetti in tanto tenebrore.
"Forse" mi dissi "Forse il suo madore
tarda. Ma vièn spedìto. Vièn sua cera".
Eppùr la Notte si fèa
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spegni la luce impazzita
o agli ingorghi di ingordi
o straniato nel cervello
o risorto senza forme
col sesso al piede
nella fogna
votato, al referente
si fa da solo chi supera la morte
fissa pazzia
avvicinato ai vivi
non vede
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Sdraiata nella penombra
di un rosso tulipano
ti accarezzo l’anima
con sguardo inquieto.
Arde il mio desio
sui petali della passione,
ti sfiorano le labbra
e come ali di farfalla
vibrano ad ogni tuo sospiro.
Nel rossore di un crescente
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’A strada mia qual’è...
so’ quarant’anne ca ‘a cerco e nun ‘a trovo,
t’’o sto cuntanno a te...
passione ca nun more
Te l’aggia raccuntà
e m’aggia fa’ cchiù male,
scavanno fino a ‘nfunno...
addò te manca l’aria
E annanz’ a me ‘a paura...
nun
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La sera appena accesa
aveva ancora addosso il profumo dei ciliegi in fiore
e un mormorio di vento... sull’erba ruvida di aprile.
Le tue labbra stanche raccontavano il giorno
con parole sussurrate a mezz’aria
che si spegnevano tiepide
dietro un
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Elegante è quel fiore
che s’apre nei miei sogni
te ne faccio dono e sacrificio
reciso dalla terra e portato
nel tuo oblio,
ogni notte s’apre, e m’ama
come un silenzioso bacio
che mai tu mi donasti
la prossimità di una stella
è l’infinito
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La scintilla è sempre un disincanto,
una cocente delusione
inconsciamente cercata da un villanzone,
un maldestro
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Non so se riuscirò ancora a scavalcare questo momento
impossibile chiudere gli occhi
non cercare in ogni più piccolo anfratto
tutto pullula tutto vive di sua luce
è passato il tempo sì
ma a cosa è servito
falsi sorrisi ingannano
sotto sotto
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 | Vorrei essere una conchiglia
e nascondermi tra la sabbia,
per apparire solo al chiarore
della luce stupenda del sole
Lasciarmi cullare dal mare
ascoltando delle onde il fragore
che spumeggianti s’infrangono
di continuo su grossi scogli
E un
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| Sogni
colorati di cielo
dominano
da una torre
appesa
a dei riverberi lontani...
Dormo
sonni agitati
in attesa di profanare
quello scrigno
da dove provengono
raggi di luce,
ma è pura utopia
connettersi al reale
e volo
su libere
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| Immenso! Forse più dell’universo,
è il grido di dolore che si alza
dall’animo del popolo ignorato,
perché si sente spesso abbandonato
da chi dovrebbe invece tutelarlo!
Tremendo come possa un nostro affine
salire sopra il carro della gloria
e
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| Palpiti azzurri di piccole farfalle,
da fiore a fiore volano leggere,
sugli anemoni, crochi e nigritelle
danno gentili il
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 | Un sogno ricorrente
mi visita nel sonno
e ti ritrovo all’alba
che mi vibri nel sangue
e, ancor carica di te,
resto in ascolto ad occhi chiusi,
mi lascio attraversare e m’inebrio
mentre occupi ogni angolo
ogni vertebra
fino a scivolarmi
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Ti chiedo di starmi lontano.
Ti chiedo di amarmi
come il fuoco vivo.
La rabbia di un’aquila
che vuole rubare il sole dal cielo.
L’oceano va su e giù
oltre la linea della tua mano.
Non credere alle mie parole.
Non guardare il deserto che
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Oltre l’impossibile
oltre l’immaginabile
oltre un punto senza ritorno,
l’insistenza che esiste
siamo ciò che non fu vissuto,
più che mai sentito, tangibile, vero.
Ci si aspetta così tanto
da rimanere increduli nel trovarsi.
Malattia del
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oscillai per dimenticare le assonanze
di deserti silenzi
mi addormentai in compagnia
dei libri che non lessi mai
siano le fluide musiche arcaiche di nostalgia
nelle vuote stanze colme di energia
di quando amoreggiavi
con la parte oscura
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Vièn marzo a’ gli occhi miei co’ suoi candòr
di miti nubi, e il fàscino suo bello.
Ma intorno geme la pioggia il suo umòr.
Nel meriggio mi pàr udìr augèl
cantàr, stornìr su un ramo non lontano,
e la ròndine un volo spicca in cièl.
È l’incanto
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L’anima di sera
ha voglia di partire
meglio di sabato
tra vecchi e nuovi amici
che sembrano tutti
allegri e felici
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Te ne sei andata troppo presto
per vedere
gli ultimi inverni
e la neve tremare di ricordi
Troppo veloce
per leggere le parole di seta
che la notte suggeriva
ai confini di qualche rimorso
Il giorno ha troppo dolore
da dare alla
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Radice. Genesi di congiunzione,
ponte sepolto, quasi antico anello,
colleghi i Mondi in contrapposizione
unendo con
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Svuotate,
vuote di luce
solo acri guizzi
parche le ampiezze
le tue pupille di mota
nelle mie notti
interrotte,
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Con te o senza te non è lo stesso
il cielo ricolora i turbamenti
le nuvole si perdono coi venti
il corpo che mi dai sottende il nesso.
Con te o senza te il giorno appresso
mi adagio sul tuo letto tra i lamenti
mi adeguo di riflesso ai
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La vita è sogno
inesplorato luogo
che spesso invita al gioco.
Amore è il suo compagno
che con
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 | Il dolore si spoglia
davanti ai miei occhi
e scrivo...
.
Scrivo di tutto e di niente
mentre parlo con me stesso
per dimenticare,
per dimenticare le ferite
che i malvagi
hanno inflitto nella mia carne...
.
E il cuore sanguina,
sanguina mentre
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 | Sono onde rabbiose
eppure l’aria è malinconica
spuma in tempesta
che lentamente all’orizzonte
il sole pallido ingoia
E
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| Non canteranno gli usignoli
sui rami del tiglio
e cieli nuovi non porteranno
luce di stelle.
Io mi perderò nel pianto,
tra fili d’erba di una spenta estate
fatta d’attesa...
Solo il vento fremerà fra i capelli,
stormir di fronde vuote
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338275 poesie trovate. In questa pagina dal n° 45211 al n° 45270.
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