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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’183Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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riposi nella notte con il lupo per amico
che ulula nella notte il suo amore infinito
Solitario compagno di solitudini giorni
in attesa del tempo di desiderati ritorni
Occhi rossastri nel buio dal profumo del bosco
lacrimanti arrossati dal fumo
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Agnello santo
venuto al mondo per
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Dilagante onda di terrore
si abbatte sulla riva della pace...
non lasciamoci prendere dal panico,
vinceranno la gioia e
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 | Da bambina mi parlarono di un uomo,
un uomo nudo tra le spine,
issato su una croce in cima al monte.
Intorno erano gli ulivi a piangere
e i sepolcri ad attendere un corpo
a lungo martoriato, trafitto, offeso.
Sua madre si nutrì d’angoscia nelle
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Al termine dei miei anni, dico,
che ho tante primavere,
lei che torna e ritorna finché c’è vita
come un giro di orologio è sentita.
Vorrei essere cosciente,
vorrei essere, so di essere...
di quella stessa natura,
immerso nel creato aspetto,
ed
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Parole come sassi,
gli angoli del cervello
nascosti sanguinano,
l’anima sorregge
l’ultima mia volontà,
ancora un passo,
di nuovo una caduta,
un grido soffocato
nell’arida gola.
Fra me e Lui
la povertà del mio:
essere o non essere uomo,
ma se
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Le nubi da sole
non avrebbero potuto
oscurare il cielo
dalla valle oscura fino al monte
E le pietre del Golgota
sarebbero state spezzate
dal dolore del buio
se il tempo non si fosse fermato
Per un giorno
o forse per due notti
prima che
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Nella vita mia in programma
non c’è vita non c’è mamma
più non c’è la pulsazione
di una stupida canzone.
Con i fiori ormai recisi
non ho frutti condivisi
non coltivo che il mio niente
sono un nulla tra la gente.
E se continua il merlo ad
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Mi prendo a volte le tue agili mani
come fuscelli per accarezzarmi i sogni
e a stento decifro segni quando scivola
piano la mente per arrivare al mare.
Come liquido vaporoso che fluisce
tra due scogli e ogni pensiero si fa
incendio che divampa e
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Arriva presto la primavera.
Tra le viole e le primule
bussa e picchietta.
E tira vento,
quasi a strapparne le foglie.
Ma com’è dolce l’aria quando arriva la sera.
Sono nato di marzo
e tengo strette le rondini al petto.
La pioggia
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Le rose profumano di grazia
e portano nel loro coglierle
la speranza di un amore
che vorrebbe nascere
mentre i loro petali
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Ho raccolto un fiore dalla terra
t’ha recato un petalo la brezza
o l’onda dall’apice caduta
Sii gioioso della mia allegria
in questo effimero momento
non porteremo con noi nessuna cosa
slegata dalla memoria del passato
- una tavola senza rughe né
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 | E’ solo una farfalla
un dubbio e basta
che esce dalle labbra
e al cielo arresa
ricerca nel silenzio
dei suoi giorni
un soffio
ancora piccolo
di vento
un ricciolo di vita
e una bugia
che mostrino
alle ali
quella via
sospesa sopra l’onda
da
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 | Come sono belle le margherite del prato
così slanciate,
spontanee,
aggraziate.
Mi ama, non mi ama.
Il vento impetuoso,
dei petali una a una
le disadorna.
Mi ama, non mi ama.
Chissà se il vento,
finito di soffiare
prova rimorso
per
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Che colpo basso, che gran regresso
veder che la connessione virtuale
prevale su quella spirituale.
Nessuno scrive più lettere d’amore,
vedo pochi libri, solo tecnologia
e tanta insoddisfazione.
Ma i nostri avi, i benpensanti di una volta,
cosa
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Scioperano parole
vogliono tornare ad essere
solo se stesse
picchettano poesie
racconti piccanti
e fantasie
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Siam pronti ad aprir le finestre
la primavera è già arrivata
Vento di polline sui prati fioriti
sbocciate son margherite di glicine
sognar una nuova e fresca alba
uomini di ogni colore e razze
Conigli pulcini ed agnelli
si fan festa tutti
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Corpo d’anima e carne:
meraviglia e nulla nell’enigma della vita.
Impasto di ossa e sangue,
ti contorci senza
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Nel silenzio della notte
in mezzo ai versi che m’assillano
scappo veloce
dalle mie tristi meditazioni
per non
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Adoro
quel dolore che dà vita,
vissuto e impresso
tra le gote scarne
della Maddalena;
rughe sul viso,
sfregio incarnato di male.
Dolore
vissuto
e consumato,
nel mistero di Maria;
amore,
senza limiti e barriere,
declinato nel suo passare
tra
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ricordi
ventenne o giù di lì:
pane amaro i primi timidi
tentativi
ti vedi chino
su fogli e fogli fitti
i pindarici voli
le
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Giaceva freddo e
cadaverico il tuo corpo
esangue.
La morte ti colse
inaspettatamente.
Un rivolo purpureo
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 | Pezzi di umore tra le mani,
relitti sofferti e coraggiosi,
emersi dopo un burrascoso lacrimar d’animo.
Dalla lingua appaiono lontani,
quei ricami di parole gioiosi,
collezionati e poi persi per l’astioso panico,
alcuni vittime di cesoie
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| Isha in oriente, "Iesus" dei latini,
il Nome "Cristo" ha, da Suo Padre, in Cielo;
io a tal Reame trascendente anelo,
dove
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S’apre porta
della vita
all’ora fatale
sorge l’aurora
nell’oscurità
del giorno.
Batte il cuore
alla folla
nella via
del calvario
che da secoli
rimembra
“Supremo sacrificio
dell’Uomo”.
Cuore risorge
alla luce
peccato
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 | Neanche gli afidi intaccano le foglie
degli alberi piantati in vari anni
con gesti premurosi e calibrati,
concimi e diserbanti utilizzati.
Neanche aliti sporchi ad appannare
la verde clorofilla che traspare:
quel bosco l’ombra fresca dagli
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 | Cogliere un fiore per donare amore
non ha il suo tempo è nell’eternità.
Né le parole san colmare il nulla
che non si
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 | E mi ricordo ancora
l’acqua fresca delle fontane
la mia lunga estate cittadina
il lungo silenzio di casa mia
era nell’ombra la poesia
la paura del buio, i sussurri lontani
e c’era la tua voce in un sussurro
ed era quieta la notte,
dove posavo lo
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| Salisti flagellato sulla croce,
guardasti da lassù gli uomini grami,
che ti han dato dolore tanto atroce.
Chiedesti a Dio
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 | Ho pregato il ragazzo
col violino,
di diffondere le note dell’Adagio,
come DNA antico lo sento
dentro di me sangue e radici
oltre le radici d’amore della mia
stessa vita.
Il ragazzo sorpreso,
cercò lo spartito,
con mani incerte prese
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| Eolo |
31/03/2018 08:10 | 2072 |
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Rosa non colta
rosa abbandonata
rosa nei suoi silenzi disperata
rosa che senza spine è un’ala monca
arditamente viva e mai raccolta
dietro le notti piccola sepolta.
Rosa appassita
rosa senza vita
rosa col suo domani ormai spezzato
rosa col
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(... occhi di mandorla ...)
(nostalgia profonda)
Vivo di attimi rubati,
di stelle comete
apparse e scomparse
nell’universo delle mie emozioni,
ma orbito intorno a te,
ai tuoi spazi immensi
colmi di speranze
e illusioni colorate di
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Mi piacerebbe avere un materasso
con dentro banconote di valore
ed altrettante pure nei cuscini
per vivere tranquillo a tutte l’ore!
Poter dormir così tra due guanciali
serenamente senza più pensieri
e senza i creditori ossessionanti
che m’han
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Nulla che attornia
che coglie l’attimo vuoto.
Fiore reciso che crolla
al tappeto, nell’indefinibile
regalo del tempo.
Vuoto attimo, tempo andato
fra presente e passato.
Domani che domina il nulla
inenarrabile scempio
del dono, divenuto
vita in
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Ho cercato con la Luna
ciò che è perduto.
Sulla via della seta
al suono di un’arpa,
sulla strada di zucchero filato
dove suonano i tamburi,
sul sentiero delle spezie
con musiche di violini,
su mulattiere gnostiche
nel suono degli organi.
E
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Le altrui strade
non portano
da nessuna parte...
Donandomi a te
rinuncio a me stesso,
e in te trovo
tutto ciò che di
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Sono di chi mi ha rubato il cuore
sono di chi perdona i miei sbagli
di chi affronta le difficoltà con forza e coraggio
anche se l’evidenza gli urla di mollare
Sono di chi mi fa sentire importante
seppur distante
di chi mi ha scelto un giorno
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Non suoni,
ma rumori
furono le sue parole,
fatte di lettere
che si staccano,
si mescolano
e si perdono nel vuoto.
E con loro
quell’uomo
perse se stesso,
tutto ciò che era stato
e che aveva donato.
Salì su quel treno
e non fece più
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Rispecchiandomi
nell’offuscato vetro,
scrivo di ricorrenti sogni,
consapevole di superbia
rimasta ai pochi
e disillusi credenti
del romantico amore.
Nel tormentato percorso
al decantato giardino incantato,
curiosamente m’interrogo
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Il vuoto il nulla
misteriosa... mente
il niente inesprimibile
immanente
mi danna
in questo viaggio
altalenante
e goccia
nell’immenso si confonde
pulsando
nel coacervo universale
in cerca
dell’impronta verginale
dell’io
che si
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Meravigliose notti dal riposo dorato,
nostalgici ricordi del recente passato.
Ti risvegli nel buio più profondo,
le tue forze disperse chissà dove per il mondo.
Invisibili catene frenano ogni movimento,
amara realtà e grande tormento.
Profonda
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Lei era un’intelligenza triste
lei era così
un cuore naufragato nel silenzio
una notte senza
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 | Sto morendo e la vita
mi ha sognata.
Rinata è una follia,
nel cimitero dei capelli, una bugia.
Spuntano i miei
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| Donne: dove correte
così guardinghe
ancor prima che l’alba
i passi vostri rischiari?
Gli aromi che con voi portate
sono per quel corpo
allo stremo ridotto,
prima dal flagello,
poi dalle spine,
dal sonno, dai chiodi
ed infine
dall’inutile colpo
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| Corpi senza ombra
ci passano accanto,
ogni più piccola cosa
mostra nuovi colori,
ogni gesto o pensiero
appare
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 | Stretto alla Santa Croce,
apri a Cristo le porte del tuo cuore.
A Lui congiunto troverai la Pace
che sconfigge ogni torpore.
Affida a Lui ogni sconfitta e fobia,
ogni tuo dubbio e rancore.
Con Lui scoprirai Verità Vita e Via
nel Suo Sorriso e
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Piove
senti anche tu
tra queste gocce
scorrer
come un ridente canto
e un lamentoso pianto?
Nel mormorio di tante
amene voci
sembra d’udir
i nostri sogni
che ai nostri pensieri
si raccontano
E in ogni gocciolio che cade
e s’ infrange
un
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Vivere tre anni insieme
condividere tutto
con Lui vicino
per poi rinnegarlo.
Quel canto del gallo
a ricordare quanto anticipato
gli rodeva come un tarlo.
E poi trovarsi a correre
sorpresi per quelle lenzuola
piegate messe
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Pensieri,
imprigionati nella carta,
brandelli d’anima esposta al sole,
gocce di intime emozioni,
giocano a nascondino
tra i colori.
Embrionali emozioni,
crescono,
chiuse in grembo,
scalciano,
lasciano intravedere appena
l’impercettibile
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Pesante è il mio fardello
senza sosta.
A passi strascicati
vado avanti
tra ciottoli appuntiti e
strade vuote ...
Ferita
china
la testa
incoronata.
Re del creato
Re sacrificato.
IL corpo stanco
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| Triste |
10/04/2009 22:43 | 1164 |
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C’è più silenzio che parole sulle margherite
La terra si piega alla pioggia che crolla
e ci unisce all’asfalto, come il fischio del treno
che fugge verso lo stesso orizzonte viaggio
Nel giorno che schiara -ma non è luce
se non tra le
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Come passa veloce il tempo.
Mi sembrano così lontani gli anni di bambino.
Ti sarò sempre accanto, mamma.
Sorgeremo alti come il sole quando
raggiunge lo zenit.
Mi dici sempre che sono io il bastone della tua vecchiaia.
Vedo l’autunno negli occhi
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Cosmico dolor trafisse
cuor di Madre,
lacrime bagnarono volto
d’amore,
lacrime esondarono terra
del peccato,
pianse il ciel passione e morte.
Corona di spine
lo proclamò Re dei Giudei,
flagellato, deriso e bestemmiato,
muore crocifisso
il
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Vivono i ricordi su di una pianta senza età
per poi appassire sui rami dei giorni
cadendo giù come fossero foglie prive di vita.
Li vedi i ricordi ai piedi dell’esistenza
in fragili lembi di memoria,
e si riconoscono nelle ingiallite foto
di ciò che
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 | E così recisi ulivo
dalle mani dei domani
pura e tenera era la foglia,
avvolta a pace, l’ascoltai;
un pensiero era il suo nome
come spazio, lì, tra l’albero, pregai
una rondine nel silenzio.
Primavera già nell’aria
pullulanti i fiori,
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| Elettricità nell’aria,
la mattina al risveglio,
ammiro il giardino nel silenzio dell’alba.
La brina che abbraccia
lanceolati boccioli di rosse rose
e teneri petali di margherite,
per pochi istanti,
sensuali alcove
delle magiche sfere
Il
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 | Ambrata pelle, la fanciulla in fiore
poggia angosce su musica silente.
Il tamburello e il ritmo del suo cuore
paiono
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Semplici parole di morte
per non offendere il giorno
che si avvia stanco
verso la sera ingannata
Graffierò appena il foglio
per lasciare il mio dolore
insieme all’inchiostro
scuro come le stelle
Attenderò il buio
per svanire lontano
nelle
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Vorrei affidare al vento
le preghiere e i turbamenti
sconvolgere la ragnatela dei silenzi
lasciarmi andare.
Farmi raggiungere dal sale
urlando le ferite sulle strade dei campi stagionali
schiumando al sole
come una spiga bionda in
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Perché piangi?
È forse una colpa assolvere il compito
a cui mi chiama l’Eternità.
Accompagna la mia fine
con l’inizio di un nuovo modo
di vivere la morte.
Fa sì che alla mia sofferenza
non si aggiunga quella
di saperti addolorata.
Chi mi
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