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quella che
appare - che luccica o getta
ombre - non è la realtà
che credi
se ci pensi: perfino
quest’essere- soma non è
reale ma in divenire - carne
e proiezione del cielo
reale è ciò che non
vedi - e che ti fa dire
Amore
quando ti
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Eterna ed Immortale
Danza della solitudine
Crepuscolo di vita sommersa
In un vuoto fin troppo pieno
Balla con me
Tra le strade dei miei ricordi
Dove tu riposi e sorridi
E mi tieni al sicuro
Ora è buio qui
Non riesco ad uscire
Tu sei stata
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Mi vengono pensieri strani
dopo la mezzanotte
si entra nella zona dei sogni
e là oso pensarti in riva al mare
con i tuoi
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 | Fiuto la pioggia
che imbeve di sé
il manto d’asfalto,
e torno a flirtare
coi fiori di pitòsforo,
a rimirare incanti,
come ape operaia.
Sfioro a mani in tasca
memorie di tristezza,
mentre respiro il passato,
seduto nel parco;
i ricordi
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Si diceva frutto acerbo ma del marcio aveva dentro
nella mistica paura di mostrarsi e di parere
vecchio e glabro e nascondeva quella faccia giusto al centro
e negava al suo destino d’esser ladro e faccendiere.
Si tacciava per pompiere ma affrontava
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La festa
della mamma
di una volta
era per la famiglia
riunire
e per voler
di anime in rivolta
per mare e monti
si fece sentire.
Per dare gioia
a quei lavoratori
e alla mamma
della casa padrona,
nata per coltivar
giardini e fiori
e aprir
leggi

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Oggi come ieri
ombre bagnate dal piacere
si ritrovano
nel silenzio che profuma d’estasi
sussurri di parole
sfiorano con irruenti carezze
labbra assetate di desiderio
dirigono lingue che osano...
libere da catene
risvegliano il
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Snocciola fremente oasi di calor materno
a scegliere tra i gomitoli di pura lana vissuta
arcolaio di parole, di gesti mai dimenticati
origliando del cuore il batter suo eterno.
Del frenetico richiamo la musica perdura
i passi ovattati s’odono per le
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Nessuno colmerà il tuo vuoto mamma...
Sei luna che rischiara nella notte
sei sole che risplende dentro il cielo
sei l’alba
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Dal fascino, ammiccanti,
sgargianti o in bianco e nero
la grafica li dipinge.
Dalla porta del login
entrare tu ci puoi...
nessuno ti respinge.
Bella casa virtuale:
un salotto letterario
non da tutti visitato.
Navigando, con prudenza,
immediata
leggi
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Vorrei scrivere di te,
del nostro vivere quotidiano,
ma la mente vola verso altri lidi
che mi distolgono.
Non trova riposo
il mio pensare
e il desiderio di fare.
Non è mai sazio il mio spirito.
Ora dell’Eterno
vuole dissertare,
ora
leggi

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A quali culture ascrivere il pensiero...
al binomio mostro- essere umano
coniugando il rabbioso abbaiare
o la feroce forza leonina
all’enigma d’uno sguardo d’uomo
o forse all’intricato mistero
d’una donna sul corpo d’animale
e ad esser completo,
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Non c’è felicità che tenga
nel camminar con le mani in tasca
nel cercare al buio un golfino
e bere nel cuore della notte
una birra ghiacciata
per poi inciampar al buio
e sbatter il piede
contro uno spigolo
e dir tutte le Ave Marie che
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mi ingannano coi loro silenzi
i tuoi occhi hanno le parole
quelle che la tua bocca non riesce a dire
i tuoi occhi hanno le parole
chiuse in un diario segreto
così segreto
che l’unico custode è il cielo
i tuoi occhi hanno le parole
chiamano con un
leggi

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Mi son vestito d’ombra
a far risaltare
la luce che volevo.
Sono a mio agio
nel rimirare
il piccolo universo
racchiuso intorno al lobo.
E parlo di maree silenti
che neanche coscevo
con la mia figura
nello specchio.
Libertà e rivalsa.
Ego e
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 | Era poesia nel vento, il silenzio
poesia nell’acqua chiara
dove si specchiò il cielo
e nulla disse, immobile cent’anni
era poesia nel fiore, e nei campanili delle chiese
sulle alture innevate, era poesia
e nelle sere fresche d’autunno,
era poesia
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Nelle mani del tempo
ho affidato
il mio guarire
come ninfea galleggiante
dalle radici nascoste
ho lasciato al sole
il mio respiro
la speranza
di non affondare.
Nelle mani del tempo
ho superato le apnee
di acide piogge
dallo sguardo
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Il poeta
è come quel fiore notturno
che germoglia al buio.
I suoi versi sbocciano
nell’oscurità
della sua solitudine.
Il vate è fragrante
come un ciclamino in fiore.
La sua forza dirompente
è custodita nella sensibilità
dei suoi
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 | Quando posso
rido fino all’osso
mostrando il finto volto
del tutto disinvolto
nel salto dentro il fosso
e il suo pirata rosso
intento a rotolarsi
in mezzi ai panni sparsi
tra Marx e il mattino
col tardo biancospino.
Quando rido
non lo so se
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Frammenti di vita nel tuo esser Donna
cresciuta troppo in fretta
nel diventare Mamma.
Poche bambole ben pettinate
nei sogni interroti dell’infanzia,
mille carezze mai ricevute
nella corsa frenetica dell’esistenza.
Fiumi di parole nei tuoi
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E trovi la mia penna più segreta
il cielo nero blu di cioccolata
un sogno carezzato ed ininterrotto
la dea bendata
uguale proprio a me
che apre gli occhi e ti sorseggia un tè.
E trovi un vecchio volo in cartapesta
i tre monelli in basso
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“Non vuoi fare l’amore con me?
Mi sorridi con gran simpatia
e mi chiedo ogni volta perché
questa dolce, ma vil
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Arra d’eternità, gioia perenne
in un cuore bambino e senza onori.
Sempre la beatitudine sorprende
su questa misteriosa e
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Uno specchio bugiardo
rimanda un’immagine ignota.
Vedo, guardo,
mi spoglio.
Mi spoglio d’un corpo non mio.
Da mani violente
che tutto han preteso,
rubato, voluto.
Mi spoglio da silenzi accesi
d’urla angoscianti
ignorate, derise,
al vuoto
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Trent’anni e poco più
e noi lontani, sempre più
allora perché io, perché tu, perché noi
tutto questo, perché proprio a noi...
Domanda senza risposta in un cuore
che mai, ha smesso d’amarti
e che mai ti manca nel ricordo
anzi lo vive come se fosse
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Scarpe,
ne vedo passare tutti i giorni,
ombrelli colorati,
aperti,
chiusi,
neri,
come la vita.
Un angolo di strada,
un cartone caldo,
finché la pioggia non lo porta via.
E la fame...
quella di un profumo di pane caldo,
di dolci,
di
leggi

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 | Non conosco
la tua voce,
né i tuoi occhi
eppure
sei nei miei pensieri.
E’ più forte di me,
della mia volontà
e questo mi sconvolge.
Anche quando dormo
sei presente,
cosa significa?.
perché non riesco
a cancellarti?.
So di certo una cosa,
che
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| Esente d’un valore dentro al cuore
che desta a se e negli altri ripugnanza...
che vaglia la persona come errore
senza dare alla vita un’importanza...
vivendo con un fare qualunquista
portando sprezzo verso l’esistenza...
odiando sè e una vita che
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 | Misera Anima
che non ri-"conosci" te stessa
tracce sbavate, in ogni dove
in nome di ciò che chiami amore
è "l’a- mare", a te ignoto
quello che smuovi
ma tu,
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Al tramonto
lacrime scolpire
e l’orizzonte di stelle
e che mai lascino dormire
nei supplicanti silenzi
che accarezzano il cuore
e l’impavida è l’onda
di felice inconcludenza
nell’anima che muore
di così supplizio ma felice
questo è
piccolo
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Quando ti giungerà
l’eco del mare
tu sarai lontana
e il suo profumo svanito
Non potrai fare altro
che ricordare
il vuoto del silenzio
e spolverare
Qualche soprammobile
lasciato a ricordo
sopra i vasi rubati
dalle vecchie vetrine
Quando
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Cancellai dal cuor mio, il tuo sorriso
usai una spugna intrisa di vita
trovata adagiata sul fondo del mare
laddove tutto era più buio,
come quell’enigmatico ghigno
stampato sul tuo viso.
Non ricordo di una tua preoccupazione
nel capire il perché
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Verdeggianti
pacifiche fronde
confidenti dell’ultima ora
testimoni silenti
dell’agonia del Signore
apriste il cuore e le braccia
annodandole alla Santa Passione.
Lì, nel sicuro orto aulente
i secolari ulivi
ombreggiarono il Re
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 | Tu donna che senza far rumore
ti aggrappi ad un filo di speranza,
tu che con dolcezza
ascolti il tuo cuore nonostante la non voglia di ricominciare.
Sussulti che rigano il viso che bagna per ciò
che gli occhi han visto, per ciò che la mente
leggi

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Sfinge scalfisce
coscienza umana
d’un mondo lontano
ove popoli e regni hanno
visto lo splendore del tempo.
Dal seducente sudore
inciso ad ogni pietra
da secoli
fioriscono le rose.
Al calar della sera
una soave musica
carezza la
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Questo voler frenare,
provare oscurare barbaglio
che timido osa saggiare,
senza peraltro voler scompaginare,
o rivaleggiare
battaglia alcuna.
I reggenti
vestono bretelle consunte,
paventano usurpazione;
agilità di chi sfugge al
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La tua voce s’incendia d’alba
come terra di strada che punge la vita
Trabocca in larghi sbuffi
dai piedi fino all’orlo delle guance
in grumi di dolcezza -che tutto
come un deserto di luce,
anela quell’ombra che il cielo ha perduto
Da qui a sera,
leggi

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Fantasia e melodia
sette note spesso in giro
con la voglia in armonia
che gioconda io respiro.
Melodia e gran finzione
ogni giorno con coraggio
una splendida occasione
per segnare il mio messaggio.
E dietro il nuovo volto il falso accludo
il
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Sospeso tra
sogno e
realtà.
Tra un battito
del cuore
e un sussulto
dell’anima.
Scorre veloce il tempo
passano le stagioni,
e mille prigioni
mi dividono da te.
La chiave di esse
sta nel tuo
essere
e la tua presenza
distruggerà
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 | Non diresti il passato irredentista
sfilando fiero e beato per Trento
perché quello che si offre alla tua vista
è tutto
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Non v’è concesso oltrepassare il valico
non è che un ghigno un orizzonte vacuo
una curva accennata nel celare un groviglio
per chi non è avvezzo a districare matasse.
Un guardare oltre ogni visibile assenza
V’è purezza nel cuore che vorreste
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Lungo il fiume
respira l’acqua fonda
non so parlare con lei
anche se lei mi invita
dietro ai miei passi
la notte mi segue
anche lei sussurra
vuole sentir la mia voce
ma io incantato
mi perdo e mi ritrovo
nei meandri della storia
e non so
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 | Qual rancor porti
dentro il cuor tuo,
scheggia restia
di vicissitudini lontane.
Trascinano i tuoi sensi
immaginari paradisi
laddove sovvengono,
ma albe bruciano i tuoi sogni.
Muta lapide marmorea un giorno
ove nessun scritto giace,
né
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Taciti silenzi
s’inchiodano al trasognato
pensare della gente
si erigono castelli
immantinente.
In antiche segrete
di anime sensibili
ricchezze mai donate
sepolte in bauli di parole
figlie di emozioni celate.
Sorridendo
alle apparenze
leggi
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 | Tripudio di colori sono occhi
di Madre,
specchio riflesso nel lago
di Maggio,
rosa dipinta sulla tela della vita
donata a Te ...
oggi ch’è la tua festa.
Profumo d’amor spandi nell’aere,
musa del tempo che sguardo
incanta,
edera di strette mani,
leggi

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Sfinge o non sfinge
non lo dico a te
a questa tua paura nuda alata
felice di mostrarmi
con tutta la sapienza indaffarata
nascosta tra le nubi
di questa giornataccia
come una carta straccia
sapendo e non volendo dimostrare
cara la mia
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Vorrei dirti
ciò che l’Amore in cuor mi pose
nel mese in cui sboccia la speranza
e ombreggia il glicine tra i miei sogni,
il risveglio sospirato di un giardino e segrete rose.
Vorrei dirti del verde nuovo
di una ridestata primavera
e regalarti
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Cercare di trovare la strada giusta
in questo ginepraio non è da poco
quisquilie si trasformano in mostri volanti
capaci di coinvolgere in un girotondo
dove se non usiamo tattica
il peggio non sarà mai abbastanza
lasciare al fato ogni
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 | Carnevale!
Sul viso poggiata,
la bautta di cartone, dorata,
dona la realtà trasfigurata,
emergono enigmi irrisolti,
dipinto, sulla cartapesta,
La tua immagine attesta:
vero soma o finta maschera?
Risolvi l’arcano, sfinge donna, leone
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| Vago
appeso al tempo
come
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Tremola la fiammella
nella lanterna ad olio
I muri di una vecchia cucina
emanano odore stantio
e il camino porta ancora tracce
di legna arsa secoli fa.
Scricchiolano le assi
di una scala di legno
sotto i passi leggeri di bimbi curiosi.
Si
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“Basta è ora di finirla!”
Nessuno ha la forza
di gridare come un fanciullo
nessuno sorride più
come un
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Viaggio nell’amore
di un giorno,
nell’altrove degli anni,
nel mistico sogno
di una carezza,
ti ritrovo nel sorriso del
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Ogni verso, il tradimento.
Quando prende forma,
spicca la mia laura dipendenza:
da la pelle liscia come
buccia
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Ho un orgoglio stupido
di mani aperte e bianche
colori di geranio sul ricordo
di unghie rosicchiate ai tempi della scuola,
eppure mi sembrano accessori inutili
oggetti da tenere in tasca all’imbarazzo
la posa per la foto, lungo i fianchi,
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Avvolto in un alone
di mistero
lo sguardo sghembo
sfugge a ogni mio
“Perché”
Lontane le labbra
umide,
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Tutto di te ancora mi attraversa
e il passaggio è linea e solco.
Leggero incide la mia vita
quel "sempre"che incauto ti sfuggì
alla svolta del nostro
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A pensarci bene,
è vecchio questo ritmo,
vecchie le parole nuove
falsi questi accenti
dal colore stinto di
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Che le rovine siano polvere
è dato da un miscuglio semantico
i più diversi tratti
le asimmetriche figure geometriche
sento il fragore
il concerto dei suoi sordi tonfi
i rossi contorni
le ustionate dita gelide
un incessante sovrapporsi
lo
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 | Sfinge,
che scruti i millenni
col tuo impassibile sorriso,
tu vedi i nostri miraggi
per quel che sono:
luce che nuoce.
Faraoni dell’aria
alla conquista di dune
disfatte e sgranate
per ricomporsi altrove
immemori...
Uomini di sabbia
senza
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