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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’954Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini |
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Sono senza vento su fondi limacciosi
Di viaggi serbo memorie
di voli lembi di nuvole strappi di cielo
Memore di sogni
Itinerari corretti arenate prue
Cerco un filo d’oro nel grigio panorama
d’un quadrato. Nel baluginio del mattino...
un
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Preghiamo
per le anime perdute
per l’ombra che scende lentamente
a ricoprire tutte le cose
Per il sole che muore
ogni volta nel cielo di settembre
e non dimentica mai
di colorare le nuvole di nostalgia
Preghiamo
per un’amica andata via
con
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Ci son ruoli che si fan mestieri
lavori appaganti e divertenti
che se li svolgi volentieri
si prestan a far tutti contenti.
Non a scuola né sui libri
sta scritta la tua vocazione
lascia che il tuo cuore vibri
e scoprirai la tua passione.
Crea,
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Racconta ancora l’aria
di quel pane caldo appena sfornato
e di quel sorriso
che parlava di tante cose
e di quei panni da lavare
e di quel desinare da preparare.
Incerto...
del domani era il passo
sulla via di un tempo
che porta via le
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Frullava il vino
perché lo spirito,
frutto della vite
ma dalla terra avuto,
potesse essere
bene assimilato.
Rubava al suo vignetto
l’acqua nella calda estate
e la vite scendeva
con le sue radici
nelle crepe del colle
e lì si nutriva
dello
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Le bianche lenzuola
disfatte all’amarsi
di noi impronta ancora presente
le tracce a svanire
di uno sfinire
lentamente
questo essersi cercati e trovati
non può non deve aver fine
aspettami
aspettami ancora
aspettami sempre
all’uscio
alla
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 | Non ricorderai le parole del passato
né i sogni da bambina
se ritornerai ogni volta a cedere
al peso della solitudine.
Non rincorrerai le farfalle
né ti nutrirai di silenzi al tramonto
accarezzando il musetto di un gattino
con la purezza di un
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| È spuntato il seme della resa,
quante volte spezzerai i teneri ramoscelli
dei miei tentativi?
Resistenze ancora da forzare
sul mio guscio,
cose che non posso fare
senza amorevole sguardo.
Ecco! Sono pronta!
Pronta a sudare
nel timore di
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| Pur essendo distanti
non si placa l’intimità complice
in una realtà immaginaria
ti ritrovo riflesso nello specchio
si può restar lontani anni ed anni
senza una saluto o una telefonata
la vita ti prende a morsi
ti lacera il cuore e
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Piantai mughetti,
si mutarono in lacrime.
Poi piantai e curai rose di tre colori,
queste
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Trattienimi col tuo pensare
e incollami alla memoria,
inceppami nel tuo cuore
così che il nostro incontro diventi amore
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Ed il mio pensiero
vola lontano ...
Tenendoci per mano
tra voli di farfalle
e profumo di fiori
il cuore si vestiva di mille colori.
Nel sol guardarci
volavamo nel vento
ebbri e felici
di quel nuovo momento.
In un cuore da grandi
ma ancor
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Le nostre rughe
evidenze che dicono
della vita e del suo patire
E parlano di sé
e della loro anima
del viaggio
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Vorresti udir un fremito
con la mia bocca?
Di un tocco leggero ma vorace.
Ora sono fragile leggera come un fruscio
mi sciolgo nei pensieri
annego nelle onde dell’amore
nelle attese brune e cupe mi perdo.
Amare è tutto un’ illusione, basta,
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Se le nuvole
spengono la luna
il poeta colma
di sogni il cuore
e
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 | Potranno passare altre ore,
altri giorni, altri anni,
potrà passare la vita,
ma come la luna, il sole
e tutto l’universo che “sono”,
così tu resterai inciso e indelebile.
Sei lì, dal primo istante e lo sai,
hai tentato più volte di
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| Nuovo cammino fiorisce
l’assolato mattino,
freschi pensieri trasbordati dal vento
sollevano progetti di viva cultura,
idee sempre al passo coi tempi,
germogli di legalità e umana coscienza.
Aggiornamento e formazione
infinite rette parallele
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Amarsi, come perdersi
nella stanza
- sostanza -
nel soffitto è un cielo
noi, nebbie inconsistenti
saliamo sulle colline
-
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 | E pensar ch’era un nano,
lo vedo or panciuto come un paguro;
che strano, chissà ... il zafferano!
Curioso e impensato rigoglio
ch’è tutto il mio orgoglio:
robusto e imprevisto un attizzo.
Lo sguardo mi cade
alle povere braghe
che avverto sì
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 | Di ultime volte è la virtù
di sogni e fantasie,
gioiellata da figure retoriche,
strappolata da solitudine.
Nell’assente cuore
un appunto di vita,
valica il picco friabile
dove dorme il verso.
Avanza la figura verbotica,
nel dilatato
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| Dove finisce l’ultima nota del violino?
Dove il silenzio spalanca
le porte dell’animo
e resta in ascolto.
Dove inizia il suono dei flauti,
sibilano i venti del nord,
tra le cime,
nelle gole innevate.
Dove finisce l’ultima nota dei fiati?
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Forse non senti per le fronde oscure
l’araldo che si avvicina... che porta
il mio nome a’ la tua Luna... che ambisce
farti mia Notte, Tramonto di Gioia...
non senti i trilli
della mia arpa... Non senti, forse, i passi,
i pàlpiti furibondi di
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Tornando a casa sul far della sera,
guardando il cielo viola che si oscura,
vedo sfrecciare rondini su mura;
tra loro vola
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Io vivo di poesia
di quel labile sussurro d’amore
in un verso che sa di notte e nullità
quando i passi non hanno più
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un intrico di rami
fitto a mo’ di tetto -quasi
a contenere la dolce indolenza
d’un meriggiare montaliano
vastità di te solo
a
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e, come sarebbe bello,
lo stupore di essere io te,
davvero te, e
come sarebbe bello,
con i tuoi occhi vedermi
per quel che sono, e
come sarebbe bello,
percepire che ti amo
essendo te e sentirmelo dire, e
come sarebbe bello,
allora sentire
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Echeggiano risonanze di memoria
striano l’aria con tracce indelebili
per lasciare al pensiero la via
il cammino raccolto tra i passi.
Auree ascensioni s’apostrofano
pennellando le ascese
tra le raccolte palme
con briciole di vita racimolate.
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Caro ai ricordi quel lontano
Tempo antico, dei nonni la casa:
Ancor nel letto appisolato,
Bucando del legno la finestra
Del nascente sol i raggi dal
Sonno incerto ridestavan,
E del gallo il canto, qual inno
Suo alla rosata Aurora
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Ove poni lo sguardo
quelle parole dette e non dette
prendono forma in un susseguirsi di emozioni
quando tacitamente si scontrano con la realtà
ma vale la pena vivere per soffrire
eppure un sorriso si specchia nella vetrina
rimembrando quei
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Un giorno il Tormento incontrò la Pace
dimmi chi sei tu così audace
rivelami il tuo segreto
ed io in un te sarò tramutato.
Ella rispose con fare insolente
a colui che sempre le fu irriverente
non cercare vano aiuto
poiché cambiare ti è
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Pane di grano
pane quotidiano
Pane eterno.
Un tempo,
d’inverno,
sul braciere,
poi unto di olio e pomodoro.
Pane di merenda bagnato
cosparso di zucchero,
per i più fortunati.
Diversamente pane fresco
di solo olio.
A pranzo,
pane
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Ho infinite carezze
da regalare
a mani che mi cercano
nel buio
che avanza,
ho tante tristezze
da sconfiggere
se mi regali
un tuo sorriso...
Fra sogni ripiegati
nelle strettoie
di una memoria antica
cerco il tuo volto,
l’unica certezza
che mi
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Dammi un bacio sulla bocca
chiudi gli occhi e non pensare.
Apri l’anima ed il cuore
e così potrai scoprire
la bellezza dell’amore
come fecero una volta
sia tua madre che tuo padre,
tanto, tanto tempo fa,
e mio padre con mia madre,
...è una cosa
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 | E’ dolce la tua carezza sopra il mio viso
è chiara quella tua voce nel giorno presto.
Tra battiti accelerati di cuori amanti
un bacio tenero e lungo dentro un sospiro
rivive del nostro amore il suo tempo andato.
Gioioso sul mondo ancora seppure
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| Mi parli dalla penombra,
sempre vigile,
attendendo dietro l’invisibile ristoro.
Sei là, dal pulpito della luce,
effondi il silenzio acuto
che pervade l’anima.
Eppure non sento che il bisbiglio sonnolento,
la parola che si trascina
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Faire de vos différences,
un poème vivant;
faire de vos différences,
un jeu d’enfant;
faire de vos différences
une douce célébration;
faire de vos différences,
un parchemin de sentiments;
faire de vos différences,
un amour sans pareil;
faire de
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Si tace l’aer in questi giorni afosi
e il mare un manto di velluto appare,
pur le cicale han smesso di cantare
sui rami dei vicini boschi ombrosi.
Coi suoi lamenti fiochi lacrimosi
l’estate l’usignol vuol salutare,
e pago ormai del dolce suo
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Di un altro sogno
nel sogno
elusivi particolari
mi sforzavo di rammentare.
Tra me e me
la distanza
vertiginosamente
sentivo
aumentare.
Mentre
un filo di coscienza
dall’uno all’altro
alacremente
tessevo
al canto incessante dei grilli
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Ammore pe’ truva’
‘o meglio ca ce sta.
Ammore pecché mo’
nun pozzo di’ cchiù no.
Ammore ‘o cchiù azzeccuso
ca spisso fa ‘o ‘nciaruso.
Ammore cu nu re
ca cerca sempe a te.
Ammore c’o zuzù
cchiù doce d’o ragù.
Ammore pecché io
so’ pazzo ‘e
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Crollano gli ultimi angoli di cielo
dove nascondere i desideri...
Coloro la pioggia
sotto la pelle.
Ardo viva
nell’oro caldo del grano.
Con il primo respiro del giorno
tra fiori di vento e nuvole dense
rivelo il mio sogno
di
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Ti ricordo
fra le nubi di un giorno
mentre la pioggia piangeva
piano come foglia d’autunno
Ti ripenso
quando le stelle morivano
e restavamo in silenzio
per non disturbare la notte
Nessuna parola
è stata dimenticata
e forse il tramonto è più
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E qui stiamo e qui sto
a dire di noi di me
sorta di diario impersonale
pugni nello stomaco
allegria ironia vanità
intanto il cielo si oscura
e poi rischiara
meteore impazzite
anime in fuga
si chiude
come nodo di forca
e strozza
la parola
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 | C’è un altro sguardo
dietro il tuo
che si affaccia
sul
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| Con la mente quasi vuota di pensieri,
come in nascosto sereno sogno, vedo,
il mondo, il semplice segno del
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| Porto sicuro
non è più l’umano ormeggio,
nodi alla gola
depositi di sguardi oppressi
cime nascoste dai mercanti di
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| Tavolini vuoti come il bicchiere davanti a me,
foglie morte galleggiano nel vento autunnale,
spettri dell’estate appena terminata.
Pensieri ruotano nel gorgo di un liquido ambrato,
lo vedo scendere dall’alto,
passa da un abbraccio vitreo ad un
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| S’incontrano gli indici di diverse mani
nella stessa direzione di un domani
vanno, spinti da forza interiore
di anime che cercano medesimo bagliore.
Sentimento di pura e semplice positività
induce all’incontro di affettività,
muove il mondo
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| Fra tre laste scarcagnè
buta i fiori a capelè,
’l par che i créssa a dispèto
’nvésse i fa belo ‘l dosséto
no’ i’è tuti stessi,
i me par de tré fameje:
la prima la ghe i’à sgonfi,
la seconda e la tersa longhi.
Chì ‘sta maravéia de colori,
i se
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Nuvole nere sopra il mondo
un forte temporale sta arrivando
tuoni e lampi sta portando
e la paura invade fino in fondo
Nessuno lo potrà fermare
la pace dell’anima è finita
affannosa ricerca nella vita
di qualcosa che ci può salvare
Niente ci
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Antiche sere
raccolte ad un tavolo
Spoglio, dove solo un piccolo
Lume rifletteva su muri
Sorrisi e sguardi,
Di noi piccoli con i
Nostri genitori...
Adesso solo mense
Con fragori metallici
Attorno, oppure bar
Fumosi ed affollati...
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Passeggi sulla riva,
gli andirivieni del mare
lavano i tuoi piedi della sabbia,
levano i pensieri indesiderati
dalla mente.
Segui lo svolazzare di aquiloni
tenuti da fili invisibili
da manine di bimbi festanti.
Sorridi alla tua compagna
in un
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Stento a decifrare
amore mio
i tuoi segnali di fumo
nella notte.
Quanto dovrai ancora penare
per non aver saputo
percorrere indenne
il tuo crinale di
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Sei tu usignolo che mi canti
e fai battere i tasti del cuore
...mi vieni incontro ad ali spiegate
come farfalla poggi sulle labbra
assetate di nettare e miele
mentre lo sguardo ruba l’istante
mi trattieni il tempo.
Con orme dei tuoi istanti
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Tu mi sorridi
e il tempo blocca l’ore
in questo mare infranto
dai tuoi baci
coi sensi inascoltati
che vibrano di te
e di due occhi vivi
famelici e
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E’ lindo il giorno, e il vento sa di sale
che condisce i suoi cieli di cobalto,
Andalusia lustrata da uno smalto
d’ ocra nei campi, e bianco nelle scale.
Sento nell’ aria, ovunque, una sirena,
richiami ad una storia che accomuna
i luoghi dove
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Nel mutismo che acceca
in brevi singulti
la luce del giorno
c’è come di fionda
uno schiocco dal sibilo corto
nella tastiera del vento.
È la voce del dolore
di giovani braccia bucate
da incubi vestiti di sogni
è la voce della violenza
della
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Una lacrima
Una voce
Un sorriso
Uno sbaglio
E poi un fiore
Un sogno
Il rotolare dell’emisfero della vita
raccoglie pezzi di me surreali sconosciuti
ma anche veri
E quando
non conti gli anni tutto sembra eterno
Ma dietro
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Ti vidi nei rosati margini della sera
quando l’aria si faceva rossa e il mare era una tavola
mentre il cinabro sole era pronto per quell’ultimo tuffo.
Tutto appariva vero, come lo eri tu, sincero pensiero
di un grande cuore, troppo a lungo compresso
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 | La circostanza degli occhi alla luce
che preme da una curva,
un’aria di domanda
che non dice niente. Prende la
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Se nessuno ti capisce
nessuno potrà contraddirti.
Caro poeta, che semini versi
come un contadino nel campo
cosa raccogli che già non hai?
Forse un po di sole, più chiaro
come i mattini d’inverno
e l’aria più sicura, stretta
cosa ti manca, che non
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338107 poesie trovate. In questa pagina dal n° 38851 al n° 38910.
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