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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’924Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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 | Attendo la notte diradi
e lasci un sorriso sul mondo
nell’aria d’un caldo settembre
finestre ancor chiuse sul sonno.
Ascolto il silenzio del
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Dolore...
Amore
struggente pensiero
presenza silente
ferisce,
batte come un martello
sull’incudine,
lascia attese
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 | Deliberar non so, se ai monti, o al mare
conciosiacosaché, mi par tal quale
e poi, senza di te c’è un putaffare:
Se non so valutar, che penso a fare?
Di conquistar mi sento la Bastiglia
ma chiederò alla strega che consiglia:
quella che veste
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Ora che sono malato
ho la morte qui al mio fianco
la nera Signora vestita di lutto
mi accarezza e vela ogni cosa
Ora che i giorni sono al tramonto
il sole è stanco di brillare
e la notte con le sue ombre lunghe
non mi vuol lasciare andare
“Io
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C’è una quiete nei siti marini
soltanto nel silenzioso con sé ritrovarsi.
Possibile scoprire in lunghe solitudini
dell’anima dell’efficacia nel rilassarsi
dinanzi alle meraviglie incontaminate
della natura dono prezioso nell’Universo.
Silenzi
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La tua macchina scomparve
nella pietra
ricevuta in dono
nera quaderno
che satura assorbì
dolore
e ancora s’inumidì
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Il tempo che scorre
dona sempre meno
occasioni in cui
ci si ferma a riflettere
sui propri meriti
e sul proprio
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Stamane, al primo raggio d’oro,
ho riempito di baci le tue guance
lambendo la tua dolce seta.
Ogni aurora dall’aria sottile
amo salutarti con una carezza delle mie labbra,
tu timida e confusa rispondi, rosse le gote tue.
Tra un bacio e l’altro
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Bocca di Maracujá,
incerto sorriso fuori schema,
torni ad aprire
l’uscio del tuo prodigo salotto;
brigata di proci
lusinga delle tue brame
di compagnia,
lasciandoti sola
in mezzo a una folla
di vocianti
sconosciuti.
Nell’agorà domestico
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Sono silenzi
di lame taglienti,
di cose non dette,
d’illusorio segnato.
Sono false realtà auspicate
di un lungo tempo sprecato
che, prima,
annienta
e poi,
fortifica.
È Araba Fenice
che risorge,
la mia anima minata
dalle intemperie della
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Apparecchio soave un illuminato desktop
appuntamento al lume di candela
appaiono brillanti e gioiose sul laptop
apprezzate
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Oggi la vita ...
croce e delizia
è solo ricerca
di giusta spinta
per il domani
domani di vita
perenne attesa
d’equa
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Graffi del tempo
crepe scure
tra sprazzi di ancor vivi colori.
Vite vissute
decenni di amori incisi
perduti
lontani
finiti.
Ricordi assopiti rivivono.
Bruma leggera
come lacrima
sosta
in quel cuore
da innamorate mani
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Aveva sedici anni la mia mamma
e un cuore di farfalla.
Quando al petto mi stringeva
dolce melodia d’usignolo la ninna nanna
ed io contavo ogni respiro e nutrivo il cuore.
Si fregiava del titolo di donna
ma era ragazza e sposa dal candor di
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 | Arriva veloce la tempesta
Incide lobi di luce e sfonda
La porta dei ricordi.
S’amplifica il dolore, urla dal mare
Note senz’armonia.
Il sale taglia l’arida secchezza delle labbra.
Ma l’Anima sa come si cavalca la marea
Sa come si domano i
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| Jibi |
16/09/2018 20:18 | 1073 |
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| Pur se giorno abbracciami Morfeo
ch’ancor vorrei dormire
perché non voglio da
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Quel che vedi
non è quel che credi,
nel profondo di ogni cuore
è sempre nascosta la verità.
Come una eclisse
nasconde il sole,
cosi la
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Chi nascerà troverà un cielo non suo
e un sogno per mascherare la vita
gli anni sempre presenti nel dire
siamo vivi.
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L’orco gremì l’aria
d’ira e paura
e le mani divennero falci appuntite
che tagliavano l’aria.
Un ferro rovente nella carne,
un gran dolore nell’anima
e tanto pianto
da ricoprire di notte ogni momento.
Non può adombrare il sorriso
la malvagità,
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Io fremo nell’intercalare della notte
sotto vesti ingombre di sensi adunchi
Muove il respiro quel desiderio
fatto di
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Ora
sulla scogliera
il pensiero si attarda
analizza le parole
che mai si son dette.
Nelle acque profonde
lacrime silenziose
scivolano instancabili
accarrezzano il dolore
Poi una forza travolgente
annienta gli ostacoli del cuore
i
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Ingrossano ancora il mio cuore
i ricordi delle domeniche passate:
il vestito bello, le scarpe lucide,
la brillantina sui capelli
e poi tutti in fila ai vespri.
Ascoltare canzoni sacre
e cantare al Dio della gioia.
Poi, la piazza, le belle
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Frenesie amorose
fatte di effluvi sagaci
di fugaci pensieri.
Intrecciate passioni
soddisfano quei desideri
di sospirate carezze
scivolate in luoghi proibiti
ove l’eros
viene assecondato
fino a placarsi
ed a seguire, sublimi,
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 | È bello aprire le finestre,
stare,
non pensare,
lei ancora ti stringe,
lei ancora ti sfugge
mentre un sogno
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| dirò di quella volta
che l’ondata mi strappò
come una gigantesca mano
dallo scoglio
pensavo fosse finita
mentr’ ero sballottato
come una
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| c’è sempre quest’acqua nella voce, un dire che porta residui
di terre, qualcosa che resta di sotto a sopire; si aspetta
un gesto del corpo, una mano che scenda nel buio, tenga nella corrente
il suo piccolo covo dove farsi scoprire.
Parlarsi piano è
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| Col pensiero, vedo il magico
significato dell’amorosa vita.
Nei tuoi occhi, in nitida luce,
le celesti, lontane
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Sveglio di notte
guardo gli abissi
del cielo
immobile è la vita
nel respiro dei pensieri
l’asse tra di noi vacilla
è cadere, nei tuoi occhi
come lacrima d’argento
luce fredda dei lampioni
trattieni le ombre,
il sigillo è nel silenzio
prima di
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Etichette
clichè
vuoti a perdere
io non appartengo sono
affronto partenze
venti contrari
mari in tempesta
deserti aridi
labirinti
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Midesa |
16/09/2018 08:44 | 1395 |
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Ti credevo eterno come l’amore
ma sbagliavo
soltanto oggi mi accorgo quanto sia cruda la vita
il silenzio il vuoto
qualcosa di opprimente
veri pasti indigesti
ovunque stordiscono quei cristalli
che un tempo hanno brindato
cinguettando come
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Tormenti e silenzi
devastano anime...
Tu non ascolti
le mie parole
ma si perdono
in mille ricordi...
Vorrei sfiorare
i tuoi voli
e tarpare le mie ali
per non seguirti,
ma la fantasia galoppa
e ti sta vicina...
Non posso
non amarti:
mi
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Ho venduto la mia anima
al diavolo per scrivere
i miei perfidi versi.
Ho venduto la mia anima
al diavolo per indossare
la maglietta rossa.
Pur non essendo
un garibaldino.
Ho venduto la mia anima
al diavolo per rimanere
un uomo
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Non sono delle bambole di carne ...,
le donne sono esseri mortali
che oltre alla bellezza femminile
posseggono valori
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Imparare a vedere dentro i corpi
non nei corpi sodi e integri
non nei tanti corpi che sono stati
sani o malati e sono
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Sorretto in una timida incultura
vivacchia la mia vita da ignorante
e l’intelletto cieco di clausura
trascorre un’ esistenza dilettante,
rasento il posto mio con la sporcizia
e nullità in qualunque pertinenza,
crollando in una fragile
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 | Sembra toccarlo con mano
questo cielo che, come un lenzuolo,
copre tutta la mia visuale
e resto a guardare
il trasformarsi continuo
delle bianche nuvole
che con lievi movimenti
mi offrono immagini sempre nuove.
Fra di esse vedo un soffice
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| Là dove vivevi tu
ora nascono i fiori blu
ed io vedo ancora
i tuoi occhi azzurri
ed in questi esplodevano i sogni,
quelli della mia gioventù.
Il prato grande
è diventato un bosco
e ai limiti c’è lo spazio soleggiato
dove nascono a mille i
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Dietro carche some d’asino
lungo gli scoscesi dirupi
tra ululati e ringhi di lupi
stanco cammina lento e chino.
Forti
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Ricordo ...
anche controvento
pregne d’affetto
sventolavano alte
bandiere
ricolme di fede
e prive della paura
di
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 | S’esprime una sorta di arida stagione
digradando verso un cupo autunno
come un luogo senza tempo
nel capriccioso vento di
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| Piccole dosi di emozioni
a lungo rincorse,
farcite di desiderio e di risorse,
relegate in un angolo di quieta
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Ho i difetti del mio tempo
sono lento
a riflettere sulle cose
e nel silenzio vivo immerso
Sulla pelle
ho i segni del mio volto
sono ignoto
alla luce ed anche al giorno
Ho i riflessi del mio orgoglio
nella notte
trattengo ogni perdono
sono
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Viene Settembre e muzzica il Cioccone
che nelle fresche frasche mirungana
fracca, bagutta (come una puttana)
anche se
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Accostati alla porta e sbotta
penetra e devasta
saziati e fuggi.
Le solitudini si presentano
fiere di moine mai paghe.
Quindi, seduci
perché il rimpianto non sia disprezzo
dimenticando l’occasione curiosa,
comprimendo il viso sui ciuffi
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Saluta la luna dal cielo,
con deboli segni di luce
nella nera notte di nubi.
A volte, s’ode un canto,
sulla sventurata
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Lo creò a sua immagine e somiglianza
di carne e di pensiero di rettitudine e lealtà
Diversamente dal modellare un’anfora
_le mani ad infondere respiro_ ali nella levità
e nell’intento nobile sublime cera calda
e seme scivolato nei solchi del nero
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Potèa fermàrsi un àttimo soltanto,
la Luna... la Gioia a sentire il mio canto.
Potèa parlàr de’ i serotìn suoi fiori
a’ i miei dolori.
Potèa parlàrmi, e dirmi dell’Autunno,
che sotto il suo occhio io sembro un bruto... un Unno;
che de’ i Poeti non
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S’accendono
i colori nella valle
virando
verso il rosso scarlatto
di un fuoco
che dall’intimo
tutto
sembra consumare.
Come dita
delicate
dagli occhi mi protendo
a carezzare
dei campi incolti in lontananza
la morbida
apparenza.
Forse
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 | Eri tornata,
coi semi nel pugnetto,
a maggio, dall’asilo,
e li hai piantati col nonno
nel giardino.
Ier l’altro li hai rivisti
ed innaffiati,
alti e slanciati steli
verso i cieli,
le corolle ancor chiuse,
non concluse.
Hai dato un bacio
a
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| Storna il tempo della discordia
in scie di vento scardinanti
il mare dei pensieri.
Se torni e poi te ne vai
dall’innevato monte di nuvole soprastante i giorni interminabili,
più non aspetto nei meandri dell’anima che si veste d’oblio.
Sono un po’
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| Non so chi sono
nè so chi fui.
Il mio viso è una maschera di emozioni,
una girandola di sentimenti,
un mare di come e
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| La mia città è un mare nel cielo immenso
fragile come una donna
canta la malinconia vestita da sirena.
Non fuggire via
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| Nel buio della notte e nei silenzi da solo
dentro alla distesa azzurra del mare,
rilassato dopo tante fatiche, piccolo
si sente quell’uomo ormai non osa pensare
la sua mente assorta nell’aldilà,
quel sorriso fisso penetrava negli occhi.
Ora non
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| Foglia silente in balia del vento
carezza ondeggiante allo sguardo attento
come rimando ad occhi profondi
sì dolci al cuore.
Rima imperfetta ed anima orante
osservando un filo d’erba
difender formica che avanza
sotto il sole cocente.
Riportare
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 | “Devo andare, vado via.
Più non torno, non cercarmi ...”
"Si lo dici, ma che aspetti?
Non richiesta, a me venisti:
“Qui rimango” mi dicesti, con te resto ...
E or: “Vado, non resisto!...”
Non mi secca, l’esser mia
ma non nuoce il tuo
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Spesso ci tuteliamo con il fiele
per preservare esultanze di fiori
che un giorno muteranno in disincanto.
Ascolta il
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Selva e rose fra pini marittimi,
dove intorno è declivio e più riarso è il grano,
era il primo apparire del ritorno
con i piedi ancora levigati
dall’asciutto Ofanto,
premessa dell’arrampicata sinuosa alle case.
Da abbozzato oltraggio di
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Un cane di pietra
mi morde la lingua nella notte
aspro leviatano
Dio nero del sonno malato
figura retorica terrifica
munifca estensione del male
che sorge ignoto
da un’ipnosi trascendente;
un cane di ferro
mi morde la lingua nella
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 | They grind words
but it is not wine
which speaks to me,
it is not the wind
which brings them,
it’s an
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Ci sono limiti al dolore.
La montagna che frana
porta con sé i declivi
che non hanno altra colpa
se non di farne parte
e i detriti
che
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338079 poesie trovate. In questa pagina dal n° 38191 al n° 38250.
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