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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’924Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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Genova nel cuore,
sul ponte brillano
le stelle più diverse
Libratevi nel cielo
senza più dolore
voi anime terse
Libere
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Sai quelle cornacchie fastidiose?
che scivolano da cielo a terra
che si poggiano sui rami
che prendono in giro i gatti
che svolazzano defecando sui prati?
Ecco la mia tristezza è così.
Pieni di ali e polvere di gesso
che sporca i polmoni peggio
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 | Punto zero: “ la meta.
Navigo a vista,
tranquillo,
tra le pieghe del mare
sospinto dal vento e dalle increspate onde.
Capitano di me.
Lasciai alle spalle il porto del nulla,
i colori dei sogni,
i picchi emotivi,
gli stupidi conflitti le unitili
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Il tuo profumo stesso è giglio
annidato nel desiderio, nel destino.
Essere gioia delle farfalle.
Quando la notte chiude le palpebre
appari candido nella carezza nella passione.
Poi lentamente ti pieghi
sulla nuca dei sogni
e te ne vai leggero
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Stai in guardia bambina
amico nemico è sulle tue tracce
attenta a non cascare nel tranello
prima o dopo verrà fuori
con tutto il suo savoir- faire
non farti trovare impreparata
scartabella sì
lasciando il suo zampino
ieri oggi e domani
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Invisibili energie,
creatrici senza posa,
fan reali le utopie,
plasmano ogni cosa,
emanate da pensieri
che in sé ognuno ha,
li fa, concreti e veri,
diventare la realtà.
Si rimodula il presente
così in ogni istante
col lavoro della
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Quando la brezza del mattino
increspava il mare,
e i pescatori con le braccia
conserte attendevano il mio arrrivo.
Pulcino mio diceva mia madre
stringendomi al seno!
Nato dal mare, dalla poesia,
nelle sinfonie diffuse da un organo
che
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| Eolo |
15/09/2018 07:41 | 1787 |
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Gela l’anima
la guerra dei poveri
voluta dai potenti.
In questo giorno
muore il cielo dell’alba
e tutto si fa buio.
Notte profonda
pianto senza lacrime
lamento senza voce.
S’è spento il cuore
di uomini alla deriva
sepolta è la
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 | Rotto è un silenzio
dove trema la goccia
l’alito di vento è divino
l’istante deviato, ora si spande
libera spazi dal nulla
- risonanze d’oriente -
cerchi piatti come nel sole
echi più lontani, sottili diaframmi
di bocche vuote, incantesimi
tutto
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| (discesa da lune impazzite,
esplosa di bellezza...)
Dimmi il tuo nome,
vorrei darlo a quel sogno
che ha devastato
la mia realtà...
Di salsi odori pregna,
vestita di luce e speranze,
ti muovevi nel tempo
come nuvola
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| Drammatica notizia sul giornale:
“Davanti ai figli, ha ucciso la consorte! ”.
Un’altra divergenza coniugale,
conclusasi,
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| Cadono capelli e foglie
e il vino tenta di riportarli
al loro posto
Le rondini partono
senza biglietto, senza
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 | E poi finalmente nel sogno stanotte
e tu la tua voce il tuo viso il mio MONDO...
Nel suono parole dapprima indistinte
e presto schiarite nel pianto
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| Questo cielo diventa sempre più ampio,
la cupola stellata tutta intera,
risplende sopra quanto è fatto scempio
d’un cuore
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| Tu dov’eri quando piangevo
coperta dalla neve?
Dov’ eri quando gli occhi stanchi
si chiudevano fra le coperte?
Dov’ eri tu quando le mie mani
chiedevano carezze e sguardi?
Dov’ eri...
Dov’eri quando si spense il lume
e le farfalle volarono via da
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 | Sfidando la furia degli uragani
ho camminato sull’onda degli oceani
ove giostra d’incoscienza
era pietanza per fiorente giovinezza
Ora che nel silenzio l’anima vola
e le stelle brillano ai miei occhi
connubio sorge d’emozioni
tra un saggio
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Più tardi
cercherò di respirare qualche ombra
di questa sera maledetta
e probabilmente mi addormenterò
Senza pensare
al sole pallido di domani
né agli ultimi mattini
che nascono tentando di mutare il giorno
Poi chiuderò
le finestre per tenere
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quando ti vedevo arrivare
era sempre un giorno di sole
e se pioveva
ogni goccia era musica
e la pioggia cantava.
Ora non ti
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Implose d’improvviso
la lunga attesa estate
sudando avidamente
liquide file di formiche al sole
sminuzzando le
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Lasciami sedere qui,
dove il mondo ancora ascolta
il tuo respiro,
dove le farfalle ancora trovano
fiori bianchi per riposare.
Lasciami guardare
il rosso di un tramonto,
mentre le foglie stanche
dondolando mi sfiorano,
mi circondano.
Poggerò i
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Io non rincorro il tempo
né metto i piedi sopra le tue rose
e tanto meno ascolto il divenire
acciottolato invano
nell’ombra che mi attende premurosa
accanto al ponte in basso sul destino
tra il picco inconcludente
e il saggio intrappolato
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 | Com’è il deserto dentro
dentro il vedersi al fondo
dentro l’istinto esposto al vento
di molecole
in riva a
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Placide onde sulla sabbia lente
lambiscono le tue molli labbra,
la tua pelle lucida quale ambra
e di vaporosi effluvi
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Ascolto parole zitte
nel cuore,
il tacere di ogni gesto
brucia di dolore.
Il sorriso non è che
un rossetto rosso
oggi c’è fuliggine nella bocca
non so dire nulla.
I pensieri sono piombo
nello stomaco
non c’è più pace né gioia
il
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 | Metti la penna nell’astuccio
tutto pronto
la colazione fatta
un saluto alla sorellina piccola
lo zaino in spalla molto più grande di te
con su stampata l’immagine del volto di Moana
il cartone preferito che ti assomiglia così tanto
la
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| Ascoltami
quando le mie parole secche
feriscono, quando i miei occhi neri
tradiscono, quando le mie grida
ti graffiano e le mie unghie stridono.
Ti chiedo
ascoltami
quando ritrovarmi sola mi annienta
quando sentirmi piccola mi spegne
Ti
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Corre il pregiudizio,
della diversità ignora la grandezza
e non asserisce il proprio nonnulla;
la follia, la limitazione e il colore vario
la forza e la bellezza della natura hanno mostrato;
la bestia, invece, feccia di se stessa è
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 | Se ti vedessi
riflesso in uno specchio,
lampo improvviso agli occhi,
tornerei a guardare il mare.
Ad ascoltare
le onde
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 | e acceca, non vedenti fa
laddove acuta più la vista serve
vedi Niobe disperata
sulla triste via piangente
tra sette e sette suoi figli morti!
e Briareo, trafitto su dal cielo
e disteso al suolo morente!
e Nembrot sotto la sua torre
tra
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| E così
che nell’Indissolubile ci evolviamo,
stringendoci al nodo della fedeltà.
Amore che non disdegna amore
e ripaga della fermezza del dono.
Inappagato boccale di un vino dolce
che bagna labbra di miele
per addolcire le notti
in cui ci
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| Raccolti
sul fondo
di un’immensa clessidra
milioni di giorni
pesano
sulla mia vita di Uomo
soffocano
il mio respiro.
Umori
ancestrali
di sofferenza e paura
che come un rosso sudario
ottenebrano
la mente.
Come colui
che
al patibolo
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| Un fiume non avrà mai
la forza di una lacrima
Il vento più freddo
non dà brividi all’anima
L’emozione non si
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| Ruppi l’ampolla della follia
urlando alla luna piena
il dolore del tuo andare oltre
nei sentieri impervi dell’Ade.
Raccolsi l’ultimo alito di vita
in bende cosparse d’aloe
con il tremore di un fiore appassito
e colato sulla fronte del sacro olio
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| Scrivere
molte volte mi ricorda
quanto sia solitaria la mia anima
racchiusa
tra le ingiustizie del mondo
E
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| Regalano emozioni d’immensa intensità
i silenzi del mare, riflessivi
istanti che si trasformano in eternità
ogni volta, non solo nei momenti estivi.
Dono che più grande non vi è
per il cuor sensibile è pura poesia
che emana e trasmette per te
se,
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| svelarsi alla brezza sfuggente
animata di sospiri
tra le nuvole sospese
in un cielo terso di pioggia
mi avrai tu donna
incatenato alle grazie dell’anima
per tutti i giorni che seguiranno
senza paura di rimaner nudi
accanto a te mia donna del
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 | Non c’è voce nella notte,
manca al cuore, manca a me.
Anime abbracciate nei sospiri,
nelle nostre emozioni.
Tu da sempre e per sempre,
fino alla morte
e non sono solo parole.
Niente è come te e me insieme
stessi pensieri e
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raggi di sole
balenano sui rami
ancor pieni di vita
avanza il tempo
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Finestrini di un treno
di sera, dove si specchiano
luci di case...
scorgi tavole apparecchiate
che aspettano rientri.
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Lei percorreva
sentieri
di roseti
e lui donava
al suo cuore
il profumo
di un fiore che germoglia.
Eppure,
quel fiore
sarebbe sbocciato
troppo in fretta
e lei
sarebbe rimasta sola
ad annaffiarlo.
Sarebbe sbocciata
una rosa,
ma di
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Scompaiono, nel corso della notte,
quei versi che venivano alla mente
prima d’addormentarci, quando psiche
oscilla tra la vita e finta morte.
E la mattina le troviamo morte,
quelle elucubrazioni della psiche
tanto rimuginate nella mente,
e che al
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Trattiene
anche nello svenire
al fianco insiste
bussa fino a levigare
l’altra parte
d’occhi profondi e persi
i capelli tersi
spinge verso
mai oltre
sposta a non coprire
allunga a far spazio
punge di delicata forza
illumina topazio
l’altra
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Scrivo quel che sento,
l’amore che rinasce dentro
di me.
Non pretendo che gli altri
capiscano i miei testi,
solo che possano recepire un messaggio,
di luce o di speranza.
Io sono questo!
Tutto o niente,
prendere o lasciare!
Scrivo,
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| Eolo |
14/09/2018 11:15 | 1730 |
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Triste mi rende questo letterato
Amòr; e questa sublime e informe insonnia,
del par suo, mesto mi pinge; e questi àttimi
interminati e vasti, e tanti versi
allòr avvèngon che mi ùrlano... e queste
pene, e i rimpianti, e questa Idea, e costoro,
truci
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Alzo lo sguardo,
Guardo una luce,
Forse è una stella
La vedo brillare
Scende una goccia
Mi fermo a pensare...
È una Lacrima?...
Forse è rugiada
Si ferma sul cuore,
Si posa come una piuma,
Si imprime come un attimo in bianconero,
Si incastra
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Entrare in te, con le mie labbra
scoprire il tuo corpo, il tuo sapore
nudo e solo
-
e sentire- la tua
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Quanto vorrei poter sigillare quell’attimo
quando per motivi di cuore
palpiti corteggiano
come clessidra centellinano emozioni
frutto di un amore sempre in auge
non basta il ricordo a sopravvivere
ben altro esplode nell’animo
veri fuochi
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Superba fu la caduta in quell’universo
e tacqui per un lungo verso, poté
sospirare l’anima mia e la tristezza
volò via.
Avvenne che l’emozione correva per
raggiungere la mente e si dissolse la magia,
provai pianto nel non fare niente ero
fermo lì
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Ascolta
le forti voci
di dentro
che mi urlano
parole
di sangue,
di fuoco...
Ascolta
il rumore sommesso
del mio cuore
incendiato
da troppi fuochi,
da troppe illusioni,
irrigidito
da troppe ferite
ancora aperte,
ancora
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Il direttore di una grande azienda,
chattava sul computer dell’ufficio
con una donna, nome finto: “Zenda”,
trovando un
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Progetti, scadenze, sogni...
astrazioni d’un pensiero
rapide meteore
in un cielo dubbioso...
Incerto è il dì a
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 | Nell’inconsueto d’un settembre ancora
unico e solo perché io da sola...
e non vorrei ma non mi è dato ardire
né so ridire senza te se vivo.
Devo
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Ho visto ogni angolo della mia vita,
il recinto dei miei pensieri,
la paura di essere vivo
e la
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S’ode l’onda
sulla strada
nel sole l’ora assale
il passante,
aah, se’l piè avesse l’ale!
E il tramonto,
pare,
carezza
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Dal Pincio la sera ammiro stupendi tramonti
e Roma è la città che non teme confronti!
E’ unica, originale,
chi ci vive non
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Siamo granelli di sabbia
raccolti dal mare
dispersi agli angoli del mondo
lacrime che riconoscono il dolore
e
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Sulla piazza della festa
odora il vino santo
che per la gioia che porta,
si mette in testa un cerchio
si dice che è di mamma botte,
ma lui già si sente grande
e di far miracoli ci prova,
agli occhi dona luce sconosciuta.
C’è chi canta e si
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Tutto quello che muore
un giorno ritornerà
ma avrà un’altra forma
come le nuvole dopo il vento
Tutto ciò che ritorna
avrà una nuova voce
ed il colore delle illusioni
nella stagione delle piogge
Stanotte non ho ricordi
ma solo rimpianti
per
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Scarmigliati vapori
da madeleines di fiori, soffondono
umori d’antan.
Noi che a vent’anni inspiravamo Proust
tra agguati d’attimi e dettati di ciglia
- lieviti di sole poi peschi nel sonno di neve -
Da dove giungono le aporie d’inverni?
Se da
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Lia |
13/09/2018 20:55 | 1056 |
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338079 poesie trovate. In questa pagina dal n° 38251 al n° 38310.
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