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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95
♦ Pierfrancesco Roberti | |
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La musica delle foglie gialle
non fa rumore quando piove
non accarezza il suolo, cade.
Cade senza tonfi, nel fango
nel tanfo di un letto senza piume
sulla terra melmosa
dove i tacchi affondano,
sul tetto esiguo di un ombrello,
le gocce appese
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ora piovere è il bene
occupare uno spazio dove
qualcuno accoglie la parola
e fuori o dentro è lo stesso tremare
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"A mezzanotte, è festa, ecco lo Sposo!"
-ella, con Lui, le vergini pie guida;
chine van, prone, poi che il Sir Sé
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Risuona nel mio petto
la tua canzone
dove sono le parole
le ho scordate?
Un’alba tenue e chiara
alle prime note
e mi ricordo un bacio
il primo nel vento
ogni luogo è la tua stanza
ogni luce accesa nel silenzio
- e scrivo di te sopra le
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Esiste un tempo
di melense parole
un luogo
per mille acrobazie
“equilibri stratificati”
e il
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Scende come me talvolta a sera
incerta la visuale come passi
nei pensieri meno chiari ad ieri
le case qua e là un po’ sfuocate
sono tra le chiome imprigionate
uggiose di coperte grige nere
le colline pregano un silenzio
di soffici distanze
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 | Quanti bei ricordi, mi hai lasciato
quanti attimi intensi mi hai regalato,
tutto questo non può finire come
i raggi di un bel sole mi devono scaldare
Vivo nel ricordo dei tuoi bei sorrisi,
leggo e rileggo biglietti d’amore
ormai sgualciti, vorrei
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| Chiedo al vento di riportarmi per magia
suoni voci vision profumi del passato persi
da me dimenticati: quel fluir lento delle acque
del Giordano il rumor violento di Iguassu
quelle cascate il placido dondolar della
nave da crociera quel dì
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Col mio passato faccio marmellate
di sogni di progetti e fantasie
per imbastire strokkole e bugie
col seme delle fole
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 | Cade il silenzio
mentre una pioggia
scroscia e canta
la sua canzone,
ma or che confuso
il silenzio tace,
fluttua il fiume
stracolmo
ed impetuoso,
arde senza fuoco,
brucia senza bruciare
ricolmo di pioggia,
una goccia ed altre
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| Si avvicina il momento
per la verità
non tanto atteso
tuttavia non senti timore
seppur il dispiacere
non si possa negare
perché farsi il sangue amaro
la dolcezza del domani
aprirà a nuove spoglie
farsene una ragione è di grande aiuto
non
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| Ho perso il portafoglio alla stazione,
ma mi son premunito di avvisare,
con gran celerità, la direzione,
per potermelo poi
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| Sfiorano cieli
certi gesti
in cerca di afferrarlo,
ma ricadono
solo gocce di pioggia
che bagnano
sognanti emozioni...
Mani
frugano nel passato
per ripassare istanti
di puro abbandono...
Stanno lì,
statue di sale,
erette passioni,
come
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 | Da sempre viaggio fra le stelle
in un sogno tatuato sulla pelle
dal chiaror di luna calante
riflessa sul mare silente.
Come potrà mai da essa svanir
se la notte sarà il tuo nome
una luminosa costellazione
e meta misteriosa da seguir?
Prima o poi
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 | Io sarò,
nel tempo del domani,
dove tu sarai,
nei tuoi occhi eterni ancora.
L’attesa sarà lunga,
in un eternità lontana,
dove sarà premiato
il tuo attendermi,
senza mai arrenderti.
Lacrime nei tuoi occhi eterni
che sanno guardare
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| Eolo |
13/11/2018 03:04 | 1350 |
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| Ti vedo assorto, il capo sulla mano,
si leggono i pensieri sulla fronte;
come crepe di roccia sopra il monte,
bagnate dal
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Cerco in ogni cosa la bellezza,
nello sguardo di un bambino.
Nel silenzio stellato di una sera
nel canto delle cicale: richiamo d’amore.
Nel vento che fa volare i sogni
in un campo di grano: germogli di vita.
Cerco la bellezza in un sorriso
in una
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Al tramonto le foglie
cadendo salutano
i nostri pensieri,
a fili d’oro tesso
ogni speranza;
ma vorrei
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Lassù fra cielo e terra
s’inarca nel suo movimento
la corda lo lega alla terra
e lui ansimante cerca
di andare oltre
cerca il sole
nel cielo azzurro
si perde
sulla sua colorata carta
sull’eterno gioco
fugge
si alza vola lontano
diventa un
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Dimmi tempo
hai per me ancor tempo?
È oramai novembre
di questo sogno incerto
ch’è il vivere,
pallido chiarore
che rammenta
dei soleggiati giorni,
fluttuano ancora al vento
ribelli i suoi capelli,
e quella musica
quasi un eco distante
mentre
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I’à serà l’istà
fora de la porta de là,
l’éra vecio e sensa fià,
l’è sta ‘n po’ ‘n desgrasià
i pomodori ‘l m’à scotà,
gnanca uno l’è maurà,
la conserva ‘l m’à ciavà,
l’è sta propio ‘n descreansà
setembre caro daghe na peà
e ch’él vaga ia
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Il mondo cambia
ma noi restiamo uguali
e la fine del tempo
è solo un sogno
Claudia la tua pelle
è rimasta così bianca
perché il sole
non ti ha mai baciata
Claudia i tuoi capelli
hanno il profumo
dei frutti d’inferno
colti mentre il
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 | Il mio viaggio
è ancora su quel treno
che vide passare
come soldatini
in fila indiana
tutte le stagioni.
Segmenti
di biancoazzurro
tra il dorato dei fiori,
prati verdi, i boschi
di funghi e rugiada
e le luminose stelle...
Piccole
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Sì come bianca nuvola
si dissolve a un sol rovente,
tu ti
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Coriandoli di laconiche foglie,
di muti pensieri dispersi, alla deriva
nell’inchiostro del mar, al largo, fluttuan le gioie...
di provviste già scadute si riempie la stiva,
l’orecchio teso a coglier l’eco di fanfare
ad incitar, gagliarde, cieche e
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Andrò via da obbligati silenzi
e fiumi di parole
straripando su terre straniere
Nulla qui m’appartiene
la terra dove cammino
e le rose del giardino
E il mare spesso m’insidia
con capricci e moine
Amo questo vivere ad ostacoli
e prendo
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Gocce come lacrime scorrono veloci
sul capo, sul viso, fin dentro l’anima
Freddo e rigido il mio corpo trema
e s’affretta sulla via
seguendo il tremolante scintillio
A casa subito vorrei tornare
al dolce calor del focolare
e di più a quello
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C’è cui ama daveru cù cori,
e cui non vòli a nudu mai beni
c’è cui cerca u grandi veru amuri
quandu u trova, non s’ù teni.
C’è cui si fuma l’esistenza
e c’è cui mori c’ù nà siringa
nc’è cui è amatu e non penza
c’avi a mamma soi
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Che rimane
dentro i pugni e nel cuore
da ruminare verbi
e sintassi di vita
per rigiocare
abusati aforismi.
Ora intingo il pennino
nei tramonti sul mare
o nelle fosche aurore
di vite sempre uguali
ma diversi gli accenti
varranno a
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 | A cosa serve rimanere aggrappati
urlando di fatica a questo cielo nero
di soffocante notte
ovatta sugli occhi e nella gola
a tacitare questo urlo dentro
a cosa serve restare immobili
nell’illusione che tutto sia per sempre
mentre siamo solo
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| Amarilli è il tuo nome,
bocciolo di rosa, docile biancospino,
rondine che fa sempre, puntualmente, primavera.
Sono i tuoi sguardi, Amarilli...
sono i tuoi sguardi, acerbi,
che profumano di papaveri
e rosse margherite bagnate dalla
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| Sensi di tedio s’atteggiano
in questo mattino d’ansia frustrata
a invadere la povertá della mia anima
Assaporo la
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Ho sorvolato l’infanzia
come un giocattolo rotto...
e non l’ho mai detto.
Alla giovinezza
han sottratto sentimenti
da forziere di cuore...
a consolarmi signora depressione.
La primavera mi ha fiorito
tre girasoli e una calla gialla...
ha
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Cerco nell’aria
la voce del tuo respiro .
Tacita
lieve
m’arriva
come carezza d’un pensiero,
come petalo di rosa
che sfogliando cade,
come volo di farfalla
che sul fior si posa
come trasparente luce di un’aurora rosa
come riflesso d’oro
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Ho attraversato valli
e deserti senza nome,
mentre le ferite
han ripreso a sanguinare.
Non ci sono ponti
tra i nostri sogni,
avvolti in volute di fumo denso
e polvere salmastra.
La notte ha valicato i confini
portando pioggia
sopra i volti
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Cosa fare dei loro sorrisi
che dire a quei brulichii di prati
al gioco della campana
disegnato di bianco lungo l’asfalto del tempo?
Con quanta astuzia ancora
inganneremo i sogni, l’allegria l’essenza
imbottita da un sonno sprezzante.
Noi.
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Colonne di solitudini che viaggiano nelle scarpe rotte di fatica
storie di volti tormentati del pianto di un dolore antico
numeri e numeri di perduta umanità che affondano nella sabbia assolata della tragedia
sudario quotidiano di parole salate dal
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Le carezze perdute
non ritornano sui bordi della pelle
come i fiumi che esondano o muoiono
tra gli aridi sassi di letti
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La morte, la rincorsa, la rinascita,
i bambini che giocano,
il tempo che fluisce,
l’eternità sospesa,
le strade dissolte,
le traversate remote.
La rabbia, la tenerezza,
gli inganni i disinganni,
il sogno sospeso nello sguardo.
Gli amori
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| Eolo |
12/11/2018 13:42 | 1515 |
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Resti muta, e l’orologio schiva
la palpebra schiusa
il risveglio, un riparo.
-
Voglio provare il piacere
di danzare con la tua anima.
Con un passo di danza
io, ti attraverso il cuore.
-
Camminare, nel fosso
invisibili come pensieri
necessarie
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chiamerò ombra il pane dorato,
il vino che rientra nel pergolato secco
l’altra meridiana;
ombra l’incendio invisibile,
la campagna che vi risucchia minuscoli e belli.
Io sono quello che guarda i fiori,
il cane che cerca tra i resti della donna
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Son d’amor parole nel vento sussurrate
eran sappi da non corrisposti amanti
frasi un tempo scritte su fogli poi
da cuori insensibili stracciati in un cestin
a perdere gettati pur al rosso fuoco dati
ma da Venere pietosa raccolti e ravvivati
da
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È ancora buio là fuori
nonostante l’alba abbia già bussato
alle porte della notte e un gallo in lontananza
vanta il suo canto solitario.
Ci sono mancanze che riempiono l’indicibile
e svuotano ogni palpabile senso
sventrando albe e calcando ore
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Un brivido percorre il passato
quando in quel Noi
si specchiava il proprio vivere
ciuffi al vento seguivano
collaborando a farci sentire ribelli
musica d’altri tempi
ormai accucciata in un angolo
ritorna facendosi largo nel cuore
cercando quei
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 | Così che ci siamo guardati
dallo stesso spazio; tu guardavi i miei occhi
che guardavano i tuoi.
Lo spazio era fermo;
la Senna si muoveva col silenzio dei pensieri.
Ci siamo guardati. Ricordi? Quante volte
ti ho portata in quello spazio
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| (carezzevoli pensieri)
Trasportato
in altre dimensioni,
molecolarizzato
e sparso
nell’infinito,
colorato di orizzonti allegri,
alla sognante ombra vaga
di uno sguardo remoto...
Lì
ciondolante e appeso,
attendo un gesto
di viva memoria
o
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| L’annunciatrice disse in tono ansioso:
“Notizia shock, ... il mondo si è fermato!
Non girerà mai più intorno al sole!
Ma c’è un problema ben più complicato ...,
ovvero si è bloccato all’improvviso
e s’è posizionato in pieno inverno,
così
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| Il tempo delle lacrime è lontano,
tenere voci tornano nel cuore
fin dal mattino al primo roseo albore,
quando il
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| Come fosse
attraverso
setacci
sempre più sottili
che
la pula
dal grano dividono
qualcosa
nei recessi della mente
instancabilmente
vaglia
il frutto del mio esperire
ma a tal punto
che
di tutto ciò che vibra
attorno a
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E’ sto col tempo
oppure la intravedo
nel grande intreccio dei passaggi al nord
di questo scontro vivo e manovriero
mentre sorride solo cento volte
con la sua faccia candida e vermiglia
contenta di donarmi la pariglia.
Ed io la sento
la seguo
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Crepe taglienti nello specchio,
insolite alternative agli stupori
iridati.
Spezza lo sguardo la riga del tempo,
cinica smorfia ruga in bianco e nero.
Sui confini laceranti
lucido pàtine.
Strofinare ingannevoli percezioni
è facile come
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Diamoci del tu
Sorpassiamo
disagi della lingua
invasata
di classismo,
l’uso
impone
riverenti
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 | Così forte è questo dolore
così vivo e struggente
da farti sentire
ancora vivo.
Nella tua anima
è entrata questa angoscia
spegnendo la freschezza
della tua vita.
Eri rondine
una splendida rondine
che spiccava il volo
verso l’azzurro
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| Fuggono parole
prendendo altre strade
vogliono essere rincorse
...corteggiate
- femmine -
alcune affascinate
comunque
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| Angoli di cielo
in cui guardare
il lento scorrere del tempo.
Angoli di cuore
da cui nasce
una calma e dolce
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Tempo trascorso
a intrecciare fili
senza nessun ago,
nel silenzio dei suoi pensieri,
pensando a lontani giorni
ai desideri inevasi
e ciò che li circonda;
Tra meandri
di un monte tra fiori
che nessuno coglie,
in cerca d’oblio
trova la
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Rubo stelle
in una notte di luna
e vendo baci
a chi sogna l’amore
nemmeno un fiore
sulla mia strada
solo sguardi invitanti
di possibili amanti
ma l’ora mia vola
oltre le vette
che il cuore vuole
ho vissuto la pazzia
figlia di un rosso
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Lui nero merlo canterino
a raspar tra le foglie in giardino
lei, la bruna merla, dal muretto
spicca il volo fra i cespugli in fiore.
Lui alzando il capino
mentre si gusta un vermetto
vedendola tra i rami far capolino
inizia rapito da estasi
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serrata stiva
empia di foglie d’oro-
non passa il
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In punta di penna
scivolo sul bianco accecante
nel candore di una pagina
aperta da un raggio di sole
leggero e leggiadro
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338343 poesie trovate. In questa pagina dal n° 36271 al n° 36330.
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