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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’183Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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vaghi e ondosi pensieri
risucchiati in nero gorgo
si fecero sogno- incubo e
il sangue gridò sugli orizzonti perduti
mentre la mostruosa mano dell’oceano
ghermì in un baleno
intere terre sommergendole
e l’antica città sparì
solo un gabbiano
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Fuori nevica di bianco i campi
ricoperti al calor del fuoco
schioppetta il legno nel camino
qui il vecchio contadino
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Stamani scatolina bussa
in maniera tutta sua
accenna qualcosa
difficile è comprendere
forse
un originale avvertimento
dove prendere spunto
onde sentire ancora più vicino
quel tepore ormai distante
chissà
quella presenza
che nel cuore
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Impresse
in forme di plastica
emozioni
di carne...
Sudate voglie
non regalano cieli
ma strazi di parole...
Averti accanto
è avvinghiare radici
in duro terreno
e aspettare l’aurora
che colori di rugiada
la mie callose mani...
Carezze
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Tra le rose profumate,
nel giardino della vita,
adagiata ad un cespuglio
c’è una lapide scolpita
con la triste dicitura:
Sta morendo la natura!
“Non si vedono più i grilli,
le farfalle sono rare”,
ha gridato, tra le piante,
una brezza
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Senza base di rispetto
non si può certo
parlar d’amore:
la fascia è indispensabile
fortifica la strada,
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 | Come relitto
sospinto dalle onde,
pupille acqua e sale
pelle riarsa,
vado alla deriva
in cerca di approdo.
Lo sguardo segue
il volo di un gabbiano,
ma non basta il pensiero
né il desiderio...
mi abbandono alla sorte
e alla brezza.
...il
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Fiori d’oleandro
sbocciati a tardo autunno
quando il sole freddo
non ha pietà dei sogni
Profumo di veleno
filtrato dalle nubi
con la maledizione
delle lune di novembre
Due gocce per stordire
i pensieri nella valle
e il bosco che consola
i
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Ho pianto ogni volta che tornavo da te
e tu non c’eri più...
avrei voluto trattenerti in me
col respiro nel mio respiro in te,
ma tu eri e ancora sei dispersa
in quello sbuffo di vita che nell’aria ora più non c’è.
Desidero viverti, ma solo se mi
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Almeno la notte
lasciami in pace,
lasciami dormire un po’ tranquillo,
so che un augurio a tutti piace,
ma quel che rompe la notte è lo squillo.
Squillo che fonde
il cuore nel sonno
e fa aprire gli occhia a luce spenta
per vedere se è l’amica di
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E se fosse che tutto ciò che il desio ti grava
non vive di deserto?
e che della sorte alquanto brava,
mai t’aspetta e
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Ricomincerò
e avrò un figlio bellissimo,
disse la giovane prostituta,
e d’improvviso
bagliore nell’anima,
chiarore
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 | Flash back di parole,
è più basso anche il sole,
richiama all’appello
un valzer di persone;
Natale è avvolto in un
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Andate piano
il dolore vi piegherà le gambe
le pagine ancor non scritte
rimarranno bianche
chiuse in un cassetto
affondarne fin sotto l’anima le radici
e sul ladro l’attesa si placherà la sua furia
sarà riletta e riscritta la tua breve storia
e
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I facili traguardi non esistono
e le false comete si rivelano
scintille che si spengono all’istante
Non v’è logica o metro che spieghi
il rapporto tra semina e raccolto
incerta garanzia danno le attese
Fasi diverse rivissute in differita
col senno
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Il passato ritorna
canta e incanta
come sirena
confonde il presente
annulla la mente.
Da antri profondi
figure
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 | Sgretola lo sguardo
ed uccide i colori
la luce spettrale
della livida sera.
Nel desolato deserto
abitato dagli uomini
viaggia una malinconia nascente
suggellata in erranti pensieri.
Vagano voci spezzate
nella solitudine nuda
sospese in
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| Quando torno a casa ed è buio
con gli occhi stanchi della stessa storia,
le parole incastrate a forza in gola,
apri il tuo
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| Se, un giorno,
ti domanderai
quale fu
la Melodia
che tu
cantasti,
cosa risponderai?
"Io volli
esser una fuggevole
rondine, che,
senza meta,
su, in alto,
guardava la vita.
Ma
il suono
dell’Armonia della vita, quello,
ancora,
non lo
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| Chiedi al vento di restare tra i rami spogli
tra le mie pagine che sfogli.
Chiedi al vento di restare a farmi compagnia
in
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Il tempo passa inesorabile
come granelli di sabbia
in una clessidra.
Scivola
fra le dita.
Non si può fermare.
Ci sono attimi
che il tempo
non cancella,
restano scolpiti
dentro di noi.
Vivi lampi scintillanti
vibranti d’energia
lucciole
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Guardo il sereno cielo blu
e immagino il vasto infinito
che vien prima dell’eterno.
Piacevoli e graditi pensieri
porto
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Passo il meriggio ne’ Sogni sconvolto.
Guardo la nebbia che viene e svanisce.
Siedo appoggiando le spalle a un
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Un raggio di sole
che riscalda il Cuore
le tue parole per me ...
l’aurora più bella che c’è.
Lumi eterni i tuoi occhi
e l’infinito con labbra ritocchi
quando sorridono al mondo
colorando il tramonto.
Inebria vita il seno
nel mio giorno così
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Intelligenza scolpita
nessun’ onta la impedisce
quasi come un’onda
sei emozione e passione,
risultato ancora gradito
di
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Momenti di svolta
mutuano diretti rapporti
con l’umanitá monotona e grigia
a donarle desideri di allontanamento
dove
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Diluito ad un passo
da Te
postura del niente
prendo per mano le nuvole
basse
in un dì perenne
“giro girotondo”
nella casa del tempo
un pezzo di cielo:
e scruto e libero e urlo ... il canto
lascio cadere il mondo
intorno
filtrando
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Sei bello quando dormi
quando ridi nel sonno
quando apri gli occhi.
Amo osservare
il tuo seguire le voci,
i nuovi rumori,
la musica.
Mi piace il tuo guardarti intorno
il tuo curiosare,
il tuo scoprire.
Il tuo aprirti alla vita.
Mi emoziono nel
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Oh! fobia,
ho tremore della tua assenza
della tua luce
delle tue labbra.
Cerco la tua mano
il tuo respiro,
inesorabile
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 | s’avvicina l’inverno e la porta resta chiusa
la luce riflessa sul vetro e noi, che ci abbracciamo nella solitudine
assopiti i sensi, abbiamo sentito l’eterno addosso
incarnato di bianco, come un cappotto che viaggia da solo
(se solo mi avessi detto
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 | Si è spenta una luce,
l’ultima, che mi teneva acceso il viso.
A volte
te ne vai prima di arrivare;
altre, accendi la notte, quando è notte
e ti rifugi dentro le parole.
Io,
mi respiro nella stanza
e non ci sono, poi ti scrivo e resto,
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Nel viavai di circostanza
s’adombra il velo ultimo
leggiadro
nel posare un fervore trasparente
Dolce allusione d’un trasporto
percepito vero
nell’attimo di torpore
risonante come l’eco d’un vento
Si cede all’ebbrezza delle mani
svuotate d’una
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S’attarda il respiro che più non cerco parole
da questa introversa vita
che s’imbarca e sbarca dove finisce la burrasca
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Il tuo corpo mi sussurra l’amore,
desideroso di carezze e voglia di
amare, di essere scosso dalla mia foga.
Sentimenti che crescono e il tuo
respiro sul mio corpo aumenta,
la passione trasborda e il gusto della
tua lingua nella mia bocca
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Esuli, siam, da la Città del Fiore:
araldi andiamo, mistici, imperiali;
lieti viaggiamo, lungo i divi strali
da Cielo in
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Il tintinnar di pioggia dal
cielo espande la sua mano e
rigoli di acqua a purificar terreno,
la notte silenziosa cammina
nelle ore di un’anima serena...
T’ascolto pioggia e
fra lo scrosciar tuo inseguo il mondo fuori
mentre un’anima sorride di se
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Novello è il vino e anche l’olio è nuovo;
Ora semi di vita riposano in cantuccio caldo
Venti da nord portano pioggia e forse neve
Echi lontani, restituiscono il ricordo di care persone
Memori del tempo trascorso e della sua illusione.
Bimbi
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I fatti lo dimostrano
che Achille lo spretato
cadendo sul tallone
si unì con suo cognato
il figlio del dio Apollo
vissuto in Macedonia
in casa della zia
la stupida Peonia
già fiore della dea
amante e lussuriosa
scoperta per miracolo
nel
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Queste navi silenziose
che sfiorano l’abisso
occhi senza luce -
immersioni di un grido
di una parola fredda
e senza pena
-
scaldami il
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Parla al telefono con mia moglie
l’anziana amica oggi amorosa nonna
un tempo giovane maestrina vesuviana
che son passsati più di sessantanni
dal Sud mandata in Lombardia quel
povero paesin di contadini e così
nasce l’onda dei ricordi al mattin
la
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Quando si dice il destino
inutile fare tante previsioni
è questo un amico da legarsi al dito
onde non tralasciare
il ben più piccolo particolare
.
in ogni dove si rispecchia
parole problemi viaggiano
come un treno in corsa
allertando quanto
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(sfida all’amore)
Vivo in te,
sospeso
tra sogno e realtà,
illusione e speranza,
sguardi e palpiti,
respiri, sussurri,
parole e promesse...
E respiro i tuoi brividi
quando labbra si sfiorano
e dettano emozioni
a volontà lacerate
da
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Il sole risplendente
non c’è più,
le stelle son cadute
giù dal ciel,
la luna s’è nascosta
in fondo al mar.
Dev’essere successo
qualcosa d’imprevisto,
perch’è cambiato tutto
in questo strano mondo
che giorno dopo giorno
precipita giù in
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Ti vedo da lontano navigare
tra le stelle e i pianeti nello spazio;
io nel sogno mi sbraccio per nuotare,
mentre ascolti
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Preziose parole le giungono con l’eco del vento
sussurrate dal suo cuore speciale,
ed ora invece son divenute tormento,
anela essere un angelo gioviale
dalle bianche ali che custodiscono passione,
quella che un tempo ardeva nel cuore, ora è
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Parole d’amore,
dette, sussurrate,
fiore impresso nel tempo,
dolore nelle ossa.
Raccontare ancora!
Mani che intrecciano
movimenti in vimini
e ricami e ancora abbracci,
radice di sangue.
A fior di labbra riesco sempre
a parlare d’amore!
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| Eolo |
20/11/2018 00:04 | 1524 |
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Lettori miei, parliamo del sonetto.
Col suo gioco di rime, ripetuto,
esso assume carattere perfetto,
avanza con un fare risoluto.
E’ il migliore poetico progetto
per dire in modo chiaro e provveduto
ciò che dell’uomo s’agita nel petto,
e che poi
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Io ti amerei,
in punta di piedi al di la del respiro,
oltre i pensieri,
ti sentirei sulle tue labbra stringermi il cuore.
Come una carezza impalpabile appena sussurrata
saresti dentro la mia pelle come un velo da sposa,
ti seguirei dentro le
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Voi credete davvero
che io non abbia mai sentito
le ombre sussurrare
segreti nel profondo del bosco
E che le mie inquietudini
siano solo fantasie
e non parole maledette
dettate dalla terra al crepuscolo
Voi pensate davvero
che io non sia mai
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e sunnu vacanti sti strati
né spiranzi e mancu fuvuri
sulu cimentu e ierba sarbaggia
sutta stu celu c’un sapi chi fari e unni iri.
Pari chiummu sparatu
e sacciu iò sulu quantu pisa supra st’arma
arma di timpesta quannu ‘nfuria u maistrali
cu
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Lei era bella, dolce e gentile,
lui pazzo, abbelliva e demoliva
nel giro di un’ora, urlava,
ma lei, ancora lo amava.
Consumava i suoi giorni
tenendolo per mano
e gli sussurrava:"Ricordi?"
Il tempo fece il suo dovere.
Nasceva un bimbo,
biondo
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I giorni stretti all’orlo
mi annodano la gola,
come la luce fioca del lume
che accende l’attesa
fuoriuscendo dall’ombra dei miei ansimanti respiri.
E non tace, mai!
Parlando un silenzio che conosco:
domande senza una meta... nel prolasso
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Dopo la notte
ardente di passione,
consumato il piacere
in sereno abbandono
allo sferzare del vento
dei più accesi desideri
il mio è solo sognare
dell’incanto della tua grazia,
tu invece confusa
nell’iride d’un arcobaleno
di sensazioni di
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Sei la nebbia che avvolge
ogni mia buona volontà
rigido come l’inverno
mentre tutto appare morto
intorno, l’inferno brucia dentro
e tu ancora non sai dove sei
il declino una strada intrapresa
nella sera che si addormenta
seguita dal bacio di
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I miei versi non hanno
vento
o pioggia
o arterie di miele.
Hanno il senso del ruvido
a fine pagina
ed anche
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 | Corpo e ombra io ti seguo
ma al tuo fare non mi adeguo.
Sono l’orma dei tuoi giorni
neri e grigi nei contorni.
Nei
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| Quelli che suonano
son sentori di vita,
echi d’indescrivibile presenza
nel meriggio delle
assolate assenze.
Lampi d’evocazione
con fragranze
di steli di fieno
stropicciati dalla brina,
iconici baluginar
di mela fuji
sotto il sole
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Cala il nevischio allo svanir di nebbie. E
mi sovvien allor la sera; e m’è d’annunzio
del verno che la sua labbia a me volge.
Oh nevischio... nevischio mio candore!
Figlio conteso del verno e dell’Autunno,
illegittimo il tuo nome sacrato
alla
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Opportunitá volute
veterane della mente
intrinseche
al piacere di donare ció che amo
nel contagio che
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338339 poesie trovate. In questa pagina dal n° 35971 al n° 36030.
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Cara/o Michele Aliberti,
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