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È la notte regina delle notti
mentre intrepidi viaggiamo
verso il figlio del Signore
che l’umanità salverà
e si chiamerà Redentore!
Il freddo non ci fermerà
né il deserto dell’oscurità
in preda a demoni in tormento
per celare il lieto evento
ai
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Sull’uscio appena fuori
subito con gli occhi
rivolti al cielo
vedo chiazze d’azzurro
sotto cui aleggiano
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Grande è la città,quanto non si sa,
quanti vincono, molti perdono;
io vorrei non perdere e vivere,
in un mondo più
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e,
scegliersi per non lasciarsi,
unirsi per poi sublimarsi,
dirsi ti amo con gli occhi spenti,
baciarsi ancora e poi baciarsi,
finché sonno non ci divori, e
toccarsi per sentirsi vivi,
annusarsi per ricordarsi poi,
pelle su pelle,
corpo su
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Il panettone è pur sempre il panettone
ma oggi per me da tempo vecchio quel
profumo quello antico più non sento
forse perché lo si vede nelle vetrine
tutto l’anno or ricordo che bambino
allora dopo il pranzo di Natale
aspettavi che il nonno come
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-Anche le parole, vene sono-
conducono emozioni come arieti
sanno spaccarti il cuore, mentre
accogli stringere una mano assente.
Così come vane sono le parole
sussurri tra i petali di rosa, dischiusa
nei giorni distratti a primavera
che i primi
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T’ho cercata dentro il letto,
ma ho trovato solamente
il tuo rossetto.
Come in preda alla follia,
sono sceso tutto nudo
per la via.
La gente mi guardava e non capiva,
il dramma che celava la mia vita,
la donna che mi amava, questa notte,
ha
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baluginio di luci
dietro ricordi intermittenti
fra un intervallo e un altro
tenebre avvolgono
come un’onda
confondendomi in un turbinio di parole
a ritroso nel tempo
è un albero di Natale il presente
dove i volti amati sono un anelito
che
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Il razionale impianto architettonico
(nato verso la fine del Ventennio)
della mia cittadina mi portò
da bambino ad usare la ragione,
quando scrutavo il mondo circostante.
Gli impulsi irrazionali si arenavano
spesso nel contemplare quelle
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siamo geroglifici
sul quaderno a righe
storte dall’umido
caduto alle palpebre
sul grembo incerto
senza madrasse,
candore tra tepori
di
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Il battito spento del dolor,
nel passato momento,
a carezzar cominciava
le sfumature di grigi color.
Ma or si è acceso
un fulmine dal tuo ciel
a romper finalmente
il vetro della malinconica mia campana.
Or si è acceso l’amor,
come ardor
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Ti aprirò una ferita
per i giorni cupi
in cui il sole non sa
se sorgere o morire
La pelle sarà segnata
solo per un momento
dal mio cuoio scuro
che fende l’aria in volo
Ti inciderò un ricordo
di questi giorni freddi
come il vento
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Ho contemplato il cielo
stanotte,
brillante di stelle dorate
danzanti.
L’universo tutte le ha adunate
per annunciare
col più grande splendore
la nascita del Re dell’Amore.
Lo sfolgorio dell’eletta Cometa
guida alla sacra Betlemme
l’umiltà dei
leggi

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Sereno è lo spirito
nel giorno della Tua nascita
o mio buon Dio.
Luci di stelle
canzoni e parole
ed una soffiata di vento.
L’anima mia si ghiaccia,
ma subito si sgela
nella tua luce
luce chi mi invita
ad essere uomo nuovo
nella vecchia
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Stormi di rondini e corvi volano
intrecciandosi nel cielo turchino .
Non conoscono ancora
la loro dimora,
e privi di
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Il vagabondo si è assopito
sotto la linea obliqua
d’un bel raggio di sole.
Appoggiato sereno
alla sua cara tromba
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 | Campanelline di rame
nella sera,
quel movimento del pensiero
che si espande
a misurare il tempo del ricordo.
Forse la vita distoglie
le emozioni e richiama
note sopite d’amore,
il tentare di fermare nel cuore
melodie inutilmente composte.
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| Eolo |
25/12/2018 15:52 | 1710 |
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| e,
poi capita, ti capita
all’improvviso, d’incanto, a bruciapelo,
mentre torni a casa nella nostra casa,
di ascoltare una canzone bellissima,
quella canzone che ti piaceva da morire,
che cantavi piano piano senza far rumore,
la sillabbavi, la
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Ed è bello naufragar su quelle rive
orfane di un mare silenzioso
io ti apprendo o voce, tu conduci
e seguir il navigar di quelle vele
sulla linea di orizzonti, e mani
e amo perdermi nel niente
evanescenza perpetua di una vita
come un battello alla
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Affronto il mare aperto
le ire di Poseidone
e di Nettuno
fratello suo straniero
e il cosmo
la sua assenza
d’aria che
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C’è qualcosa nei versi, girovagano, inebetiscono,
strabiliano, poi amano, amano ancora amano,
lasciati abbracciare prima
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 | Senti e’ il vento
che urla nella notte,
dove una luna d’inverno
splende come non mai,
e la notte magica
annuncia una
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| Le illusioni
non son durate poi tanto... una notte
Aspetteremo un altr’anno
nel risveglio dei giorni in cui
tutto
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| Aprire vorrei con chiave d’amore
il tuo mondo delicato e discreto
per inondarlo d’affetto
e liberarti saprei
dal grave fardello
che Natura t’impose,
additarti dei fiori
i colori più splendenti
inebriarti
con i profumi più intensi di zagare
su
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| Sei la più bella donna del pianeta,
sei ciò che ogni uomo desidera al fianco
alla sera, chiudendo la finestra al
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Vorrei parlar stanotte con la Luna
se lei ci starà a farmi compagnia
per colorare di Natale la malinconia
con luce argentea sulla mia spenta via.
Le chiederei di Lei che era il sole
più luminosa di tutte le stelle insieme
adesso che non c’è -
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eau vive du coeur_
ressuscite ma
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Lui il Giusto l’ ha in tasca
la morte
dunque niente
paura: quel che diciamo
il nulla
non esiste
di terra e
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Si posa sul davanzale di una finestra aperta
quel pensiero di te...
a nulla serve la coerenza di crederti altrove
so bene
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La grotta santa, gli angeli di luce;
santo Giuseppe, con santa Maria;
felicità, in grazia da Chi su c’E‘:
le pecorelle
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Si siede intorno al desco
la buona volontà
per dare tempo e luogo
al mitico momento
che con il Bambinello
l’amore porterà.
E tutta assieme in coro
la gente canterà
scortata dall’evento
che scalda case e cuori
e dei bei tempi andati
più
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Siamo figli del destino,
dipendiamo dal potere
che ci impone nella vita
d’esser schiavi del dovere.
Lo dobbiamo contestare?
Non possiamo, siam mortali
che camminano nel tempo
per primordi naturali!
Siamo in mano ad un nemico
invisibile e
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Scende dal ciel la pioggia con la neve
per irrigare i campi ed innevare
i monti, ove germogliano le stelle
alpine. E una lucente Stella è apparsa
su una grotta, nella notte, ove un Bimbo,
con gli occhi suoi, sorride al mondo intero,
Amor donando
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Qualche sogno
l’ho regalato a Natale
e non ne ho conservati per me
che siedo da solo
Ho dato un’ombra
a chi soffre troppo la luce
e una ferita
per ricordare i giorni d’amore
Ho donato una notte
a chi ama le stelle
e un mattino di nebbia
a
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Oh Santa Notte,
di cherubini e serafini adornata
di trombe di gloria contorniata
di celeste annuncio di novella
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e,
oggi a questa eta’ ormai tarda,
e’ difficile non perdonare chi ti tradito,
chi ti ha moltisime volte infastidito,
chi ti ha voltato piu volte le spalle nel bisogno,
chi ti ha fatto irritare per un nonnulla,
chi ti ha preferito ad un altro perche’
leggi

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 | È Natale,
adesso veramente,
tocca sentire il suo sorriso
che ci guarda da vicino
così pronto ad ascoltare
le comete più
leggi

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Sfreccia la vita
tra i fiocchi di neve
sfiorando le lacrime
del vento.
Un fiocco rosso
ghermisce la soglia
di un
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Invero son io al sol che pone,
or ora a ritrovare passione, a ciò che mi aggrada,
rimirando vó e seguo la mia diletta
leggi

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(Testamento di sogni)
Ecco! Cade il silenzio sulle strade consegnate
ad una notte di luci e di colori
Nel pensiero di te incessante
un bagliore nel cielo rievoca la tua assenza
e duole la luce sul buio come una ferita
Una brezza sottile muove
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Notte di fede
di croci appese al cielo
Notte di vento
di stelle al freddo e al gelo
Notte di pianti
di tanti giorni andati
solcando mari
di abbracci ormai perduti
Notte di attesa
di occhi alle finestre
fiocchi di neve
profumi di
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Le strade si dividono
a loro volta
quando decidono
di finire nel silenzio
E il tuo racconto
si fa triste
perché essere
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Ogni soffio d’aurora ebbra di raggi
annaspo tra le coperte nel tuo profumo,
accarezzare la tua pelle è mio idioma d’amore
lieto della tua brace la notte trascorsa accanto,
un’emozione il tuo sorriso tra le stelle del mattino,
un canto le idee
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E’ un’altra promessa
che non manterrai
qui rimango triste
in una solitaria preghiera
sempre ad aspettarti
come in una
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Preferirei non esser nato
e non viver nell’angoscia
di ciò che l’assurda vita
mi ha tristemente riservato.
E ora come potrò respirare
senza più nell’aria
il loro profumo di Natale
sparito nell’oblio infernale.
Mi potesse almeno raccontare
il
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Oggi ho rivisto quel caschetto biondo
sul portone e i massi cari della via in salita.
Il cuore mi è balzato dal profondo
e
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Sono questi passi
sussurrati di Natale
che alimentano voci e
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 | Mi aspetto
il suo vivere incolto essere colto
come un’intimità
propizia ad arretrate albe
di quando il cuore non era
un
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Alle prime luci s’insinua in me un raggio di sole
che soffice, si intrufola dalla finestra del cortile
in questa casa che mi è anima e vita...
È qui che i miei pensieri trovano sbocco,
è qui che ogni ricordo s’annoda
con tutta la luce che all’alba
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Notte santa celare verità
tra terra e il cielo la carità,
il freddo che cola in cuore
non ha la gioia l’accusatore.
Segni mirabili a me donati
disegni dell’Io mai realizzati,
udì la voce e scia di una stella
indica la strada sempre quella.
In
leggi

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Nello scuro della deserta stanza
mi trovano pesanti pensieri,
che fanno tremare la testa.
Sul gelido cuscino pigiano
leggi

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α Danza, oh Silfide... danza!... Danza e canta!
Oh spirito dell’aere incantato!
Oh soave brezza d’un’araba
leggi

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Tu che vibri al cuore
come le foglie al vento
-
odissea di stelle e di pensieri
oltre la notte si incammina
l’anima mia urbana, divina
-
tu che
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Quaranta sette
ne son passati
l’amor cresce
all’attimo sfuggente.
Gioisce cuor nel divenire
grande il gene proliferato
partorendo
quattordici amori,
nella coreografia
d’angeli danzanti.
Famiglie rispettose
camminano insieme
lungo
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Tu te ne stai, sberleffo del tempo perduto,
tra grigiori d’una festività che si sbriciola.
Scaltro sciamano dalle mani bianche, muto
rotoli i tuoi pulsanti pensieri nella ridicola
luna piena, che passa e ripassa in un cielo
proiettato da vivi
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Nel giorno degli abbracci,
nella festa delle luci,
fra cento e cento auguri
il tuo sorriso mi colma
quasi assente ti guardo,
ti sfioro la mano,
mi appoggio alle tue labbra,
mi scende una lacrima.
"E’ il freddo" tu mi dici,
io non lo so, ma
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Avanti, prego accomodatevi
il tappeto è steso
il pranzo è servito
versi impiccati al lampadario;
chi per sfogo e chi per solitudine
sfila a capo chino sul palco di un teatro
lercio e raffazzonato.
Si nota un filo, una piroetta, un ladro,
e pure
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Cristalizzi in me,
immemori ricordi,
per quando mi affaccerò,
alle porte della notte.
So che dietro ci sarai,
e fra le tue braccia mi cullerò,
poi serena m’addormenterò.
Ma or non è tempo
di lasciare questa sfera,
le mie ali non sono
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E’ un mattin d’inverno, un cimitero:
negli angoli più freddi e bui lì tombe
con visi gelati che della bianca brina
non sentono il rigore e lì dove il sole
comincia ad irraggiare visi piangenti
ma quelle che scendon non son lacrime
di dolore e poi
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 | Eccotelo tiè
er mercatino de natale
tra oggetti vecchi e novi,
luccichii e lampade de sale.
Giranno e rigiranno
tra i
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338325 poesie trovate. In questa pagina dal n° 34711 al n° 34770.
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