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Gli ultimi 5 iscritti: Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95
♦ Luigi Ederle | |
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Vorrei parlar stanotte con la Luna
se lei ci starà a farmi compagnia
per colorare di Natale la malinconia
con luce argentea sulla mia spenta via.
Le chiederei di Lei che era il sole
più luminosa di tutte le stelle insieme
adesso che non c’è -
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eau vive du coeur_
ressuscite ma
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Lui il Giusto l’ ha in tasca
la morte
dunque niente
paura: quel che diciamo
il nulla
non esiste
di terra e
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Si posa sul davanzale di una finestra aperta
quel pensiero di te...
a nulla serve la coerenza di crederti altrove
so bene
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La grotta santa, gli angeli di luce;
santo Giuseppe, con santa Maria;
felicità, in grazia da Chi su c’E‘:
le pecorelle
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Si siede intorno al desco
la buona volontà
per dare tempo e luogo
al mitico momento
che con il Bambinello
l’amore porterà.
E tutta assieme in coro
la gente canterà
scortata dall’evento
che scalda case e cuori
e dei bei tempi andati
più
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Siamo figli del destino,
dipendiamo dal potere
che ci impone nella vita
d’esser schiavi del dovere.
Lo dobbiamo contestare?
Non possiamo, siam mortali
che camminano nel tempo
per primordi naturali!
Siamo in mano ad un nemico
invisibile e
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Scende dal ciel la pioggia con la neve
per irrigare i campi ed innevare
i monti, ove germogliano le stelle
alpine. E una lucente Stella è apparsa
su una grotta, nella notte, ove un Bimbo,
con gli occhi suoi, sorride al mondo intero,
Amor donando
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Qualche sogno
l’ho regalato a Natale
e non ne ho conservati per me
che siedo da solo
Ho dato un’ombra
a chi soffre troppo la luce
e una ferita
per ricordare i giorni d’amore
Ho donato una notte
a chi ama le stelle
e un mattino di nebbia
a
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Oh Santa Notte,
di cherubini e serafini adornata
di trombe di gloria contorniata
di celeste annuncio di novella
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e,
oggi a questa eta’ ormai tarda,
e’ difficile non perdonare chi ti tradito,
chi ti ha moltisime volte infastidito,
chi ti ha voltato piu volte le spalle nel bisogno,
chi ti ha fatto irritare per un nonnulla,
chi ti ha preferito ad un altro perche’
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 | È Natale,
adesso veramente,
tocca sentire il suo sorriso
che ci guarda da vicino
così pronto ad ascoltare
le comete più
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Sfreccia la vita
tra i fiocchi di neve
sfiorando le lacrime
del vento.
Un fiocco rosso
ghermisce la soglia
di un
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Invero son io al sol che pone,
or ora a ritrovare passione, a ciò che mi aggrada,
rimirando vó e seguo la mia diletta
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(Testamento di sogni)
Ecco! Cade il silenzio sulle strade consegnate
ad una notte di luci e di colori
Nel pensiero di te incessante
un bagliore nel cielo rievoca la tua assenza
e duole la luce sul buio come una ferita
Una brezza sottile muove
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Notte di fede
di croci appese al cielo
Notte di vento
di stelle al freddo e al gelo
Notte di pianti
di tanti giorni andati
solcando mari
di abbracci ormai perduti
Notte di attesa
di occhi alle finestre
fiocchi di neve
profumi di
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Le strade si dividono
a loro volta
quando decidono
di finire nel silenzio
E il tuo racconto
si fa triste
perché essere
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Ogni soffio d’aurora ebbra di raggi
annaspo tra le coperte nel tuo profumo,
accarezzare la tua pelle è mio idioma d’amore
lieto della tua brace la notte trascorsa accanto,
un’emozione il tuo sorriso tra le stelle del mattino,
un canto le idee
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E’ un’altra promessa
che non manterrai
qui rimango triste
in una solitaria preghiera
sempre ad aspettarti
come in una
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Preferirei non esser nato
e non viver nell’angoscia
di ciò che l’assurda vita
mi ha tristemente riservato.
E ora come potrò respirare
senza più nell’aria
il loro profumo di Natale
sparito nell’oblio infernale.
Mi potesse almeno raccontare
il
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Oggi ho rivisto quel caschetto biondo
sul portone e i massi cari della via in salita.
Il cuore mi è balzato dal profondo
e
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Sono questi passi
sussurrati di Natale
che alimentano voci e
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 | Mi aspetto
il suo vivere incolto essere colto
come un’intimità
propizia ad arretrate albe
di quando il cuore non era
un
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Alle prime luci s’insinua in me un raggio di sole
che soffice, si intrufola dalla finestra del cortile
in questa casa che mi è anima e vita...
È qui che i miei pensieri trovano sbocco,
è qui che ogni ricordo s’annoda
con tutta la luce che all’alba
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Notte santa celare verità
tra terra e il cielo la carità,
il freddo che cola in cuore
non ha la gioia l’accusatore.
Segni mirabili a me donati
disegni dell’Io mai realizzati,
udì la voce e scia di una stella
indica la strada sempre quella.
In
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Nello scuro della deserta stanza
mi trovano pesanti pensieri,
che fanno tremare la testa.
Sul gelido cuscino pigiano
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α Danza, oh Silfide... danza!... Danza e canta!
Oh spirito dell’aere incantato!
Oh soave brezza d’un’araba
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Tu che vibri al cuore
come le foglie al vento
-
odissea di stelle e di pensieri
oltre la notte si incammina
l’anima mia urbana, divina
-
tu che
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Quaranta sette
ne son passati
l’amor cresce
all’attimo sfuggente.
Gioisce cuor nel divenire
grande il gene proliferato
partorendo
quattordici amori,
nella coreografia
d’angeli danzanti.
Famiglie rispettose
camminano insieme
lungo
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Tu te ne stai, sberleffo del tempo perduto,
tra grigiori d’una festività che si sbriciola.
Scaltro sciamano dalle mani bianche, muto
rotoli i tuoi pulsanti pensieri nella ridicola
luna piena, che passa e ripassa in un cielo
proiettato da vivi
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Nel giorno degli abbracci,
nella festa delle luci,
fra cento e cento auguri
il tuo sorriso mi colma
quasi assente ti guardo,
ti sfioro la mano,
mi appoggio alle tue labbra,
mi scende una lacrima.
"E’ il freddo" tu mi dici,
io non lo so, ma
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Avanti, prego accomodatevi
il tappeto è steso
il pranzo è servito
versi impiccati al lampadario;
chi per sfogo e chi per solitudine
sfila a capo chino sul palco di un teatro
lercio e raffazzonato.
Si nota un filo, una piroetta, un ladro,
e pure
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Cristalizzi in me,
immemori ricordi,
per quando mi affaccerò,
alle porte della notte.
So che dietro ci sarai,
e fra le tue braccia mi cullerò,
poi serena m’addormenterò.
Ma or non è tempo
di lasciare questa sfera,
le mie ali non sono
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E’ un mattin d’inverno, un cimitero:
negli angoli più freddi e bui lì tombe
con visi gelati che della bianca brina
non sentono il rigore e lì dove il sole
comincia ad irraggiare visi piangenti
ma quelle che scendon non son lacrime
di dolore e poi
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 | Eccotelo tiè
er mercatino de natale
tra oggetti vecchi e novi,
luccichii e lampade de sale.
Giranno e rigiranno
tra i
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| Vorrei correre senza fermarmi,
attraverso il deserto dei sogni,
fino a quando raggiunta la meta
si rinnova la pace nel cuore.
Sto nuotando tra l’onde in tempesta
nell’oceano oscuro ed immenso,
la fatica mi rende sfinito,
ma il traguardo risulta
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| Timor grande della tua assenza,
per mi’ animo scevro da paura
dono sol della tua esistenza.
Timor di perdere vita
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| Li dove il muschio accarezza le viole
uno spicchio di Luna timido appare;
solitaria, s’affaccia e va a carezzare
il dolce pensero che la mira e la vole.
La candida neve ricopre le aiuole,
e nel bianco ricamo la terra scompare;
tutto scintilla
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| In un silenzio
che tra i campi respira
alberi infreddoliti
odore di pino
e cristalli di neve
fanno di questo tempo
il sogno del Natale.
S’illuminan le strade
di lucine,
di abeti colorati
con brillanti palline.
S’accorcian le
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 | L’angelo sopra il tetto
lucente come il sole
vivo il ricordo ancora
ché non vedevo l’ora
di raccontare al mondo il mio Natale
coi sogni inerpicati sul camino
nei voli immaginari di un bambino
che si godeva magica la festa
con la famiglia unita sul
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Sapore
nel rimanere scalzi
al limitare di affilature
mai provate prima...
eppure impronte
che immobili al tempo
folletti dei boschi
s’inventarono in armoniche
per altri ora irripetibili
Il mistero sovrintende
lasciti spazzati
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Posso ricordare tutto
ma non la mia gioia di vivere
quando la luce di dicembre
riempiva il cielo
E la nebbia sembrava un gioco
e i baci una nostalgia
rubata alle albe d’altri tempi
con il mare che tremava
Il mare che moriva all’orizzonte
con
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Occhi aperti a scrutare
il primo filo di luce dalla finestra.
Rumori lontani si perdono altrove
nel sapore di un nuovo mattino.
Non so da quanto tempo
la mente si è svegliata
come se non avesse bisogno di me.
Riprovo la vaga sensazione
di un
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Il tempo non ha potere
sul respiro
avuto in dono
venendo alla luce
il mondo prigione
priva di sbarre
da cui si evade
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Fuggire fuggire per incontrare
finalmente la battaglia di specchi
di maghi inaspettati fratelli perduti
morti risorti
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Celeste âme torturée,
Aurais- tu ressuscité parmi les morts?
Regarde dans ta conscience
la laideur de ton acte sibyllin,
odieux et inhumain.
transpercer mon frêle cœur
t’aurait- il rendu la vie?
Enfin, puisque tu es libre ...
Je me dénude de
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Correte correte arrivando sta il Natale
arriva sempre piano ma puntuale
per tutti i disattenti c ‘ è speranza
per gli
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Si fermo‘,
la bambina.
Soffice, era d’intorno
il manto di Neve
nel Bosco.
Udi’ un lieve rumore.
Un fiocco di neve
su una rosa
fiorita d’Inverno
s’era posato.
Fece silenzio,
silenzio
del cuore.
Prese la rosa, ringrazio’ Dio
di
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Il tempo...
è stato un percorso ad ostacoli
e ad un tratto, nessun bivio di fronte
Ora...
ho imboccato l’unica
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Alleviare amore con altro amore
e poi perdersi in un abbraccio.
È prigione e sollievo
questa unione
che traccia linee sterminate
e travalica distanze.
È perdersi
per poi ritrovarsi
a contemplare l’infinito
nel tempo finito
della nostra
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E se gli istanti avessero parola
nessun di questi, quant’è vero Dio
affermerebbe che una cosa sola:
Mai ne trascorse
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S’ingozza alla sua mensa
la gola d’occidente
seduce labbra ai calici d’argento
con lingua di diamante.
Dentro la
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E c’è il Bambino nudo nella stalla
aspro il destino trascinato in spalla.
E c’è una stella complice celeste
sua menestrella candida la veste.
E c’è Giuseppe uomo e falegname
quando si seppe non spezzò il legame.
E c’è Maria madre del buon
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e,
buone feste a te che non sai,
sto arrivando di corsa da te,
ho gettato a mare i miei rancori,
espulso i miei risentimenti
scaraventato a terra la mia falsità,
espulso dalla mente ogni brutto ricordo, e
spinto dal mio desiderio di
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È buia la Notte e silenziosa e fredda.
La nebbia, infatti, sovviene; e nel suo
regno spettrale il guardo si
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Ramo reciso
come il silenzio
e negli specchi, soli
da reinventare
ci si spoglia vuoti
di qualcosa
di qualcuno
di un po di sole.
Si appare,
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Nell’assenza di parole,
vicini
non importa quanto lontani,
ti ho sentito:
gli occhi di notte bruna e colori blu,
l’eco
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Jim27 |
23/12/2018 17:16| 1111 |
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 | Per strade animate da sorrisi a festa
allegro vociare d’echeggianti cuori
m’attrista
Ma fili di luce nel riflesso argenteo
di una stella illuminando
il cielo buio di una fredda stanza
accendono dolce ricordo di un’attesa
che -come carezza
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| La stanza del buio
me la ricordo bene,
fuori c’era il sole
ma dentro le catene.
Il cuore imprigionato
nell’oblio
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338151 poesie trovate. In questa pagina dal n° 34561 al n° 34620.
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