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Gli ultimi 5 iscritti: Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 |
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guitarre vide_
sans véritables
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Ti svegli al mattino
e tutto può succedere
come scrisse Orazio.
La quiete nel respiro lento
guardarsi allo specchio
d’abitudine le solite rughe,
mentre gli occhi del giorno
bene aperti dalla luce
rischiarano i pensieri stanchi.
E’ ancora
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C’è calma in me...
siedo sotto la fronda
di questa quercia, che maestosa
fa bella mostra di sé nel giardino.
L’aria è
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Tenta, millanta, insinua, ghigna, danna;
dagli inferi dà frode in terra e in mare;
saltella, rosso, con perfidia
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Nebuloso, opalescente
ai bagliori d’un sole che appare
e scompare. E’ un fremito
d’argentei guizzi di gocciole e luce
Strie vermiglie sottrae al tramonto
E poi muore nel viola e nel nero
che talvolta la luna rischiara
Così il cielo ... spesso
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Sfiniscimi
bacia la mia origine
la desinenza che ho tra le gambe
non voglio più appartenenza
se non a te
alle tue cosce bianche
al fiume che straripa su di me
e mi disseto.
Sfiniscimi
cavallo imbizzarrito e bava alla bocca
galoppa con me verso
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Grazie sole che oggi
hai colto un raggio
di luce dall’infinito
e l’hai steso
nella mia verde valle.
Mi ridono i colli
baciati da bianche nuvole,
e accarezzati da una leggera
e fresca brezza.
Rimbalza il mio cuore.
Leggeri e nudi i miei
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Tra le scie della neve m’è il silenzio.
Ma l’orizzonte mormora di mute
campane che tintinnano festose.
Tintinnano per il
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e, tu
cosa credi di essere donna,
essere bellissimo di altro tempo e storia,
di un tempo remoto che non ritorna, e
insieme
mangiavamo un panino al prosciutto al volo,
gustavamo un gelato verde pistacchio in due,
guardavamo accovacciati la prima
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 | Così vediamo nascere un inverno
con i gemiti d’ascia sulla luce
il rumore e di colpo quella pioggia
d’ansia di assalto
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| in sogno spio se
riesce a passare "qualcuno"
per la cruna
Dio non è stanco
mai dell’uomo
gl’ insulti gli sputi
gli scivolano addosso
Lui perdona
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E dint’a sta nuttata ammartenata
addò na voce fresca ‘e sbentatella
te porta ‘a cchiù cianciosa serenata
s’arape nu miracolo ‘e cappella...
E ‘ncoppa a stu tiatro umanitario
Giuseppe sona e canta na speranza
‘a stella t’addeventa calennario
Maria
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Santo Stefano oggi a Binasco
nell’anno del duemilaediciotto
è un giorno bello soleggiato
come ricordo lo era allora
nel millenovecentocinquantuno
in quello stesso giorno dopo
quello di Natale lì a Turro
ch’era di Milano una periferia,
sì quel
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Le nuvole nel cielo
svolazzano nervose,
son cariche di pioggia
e sono minacciose.
Si fermano improvvise
sul centro cittadino
e, in modo assai brutale,
lo mandano in declino!
Le strade inondate
son come fiumi in piena,
la gente è
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Nell’autunno
contraffatto da vivaci
e rosse bacche
poggiano stanche caviglie
per ritrovare
l’audacia di corpi
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Il vento pascola le nuvole
le folate sono i suoi cani
che le separano, le rincorrono
le macchie di sereno campi
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Sottratto articolo a pubblica vista
un involucro trovato in affitto
da mali di stagione sempre afflitto
a termini di
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E’ questo tuo restare
su questo declivio di nuvole
azzurre e neve,
è questo tuo restare che ti fa brina,
mentre non mi stupisco
ad ascoltare te
che lotti, cateto tra rettangoli,
e t’infletti ancora, luce
deflessa
sul calendario a
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Oh Luna! amata Luna!... ahi quanto ormai
lontana mi ti pingi in sì buia Notte,
nella qual il tuo saluto ansimando
attendo.
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Qualche petalo di Dafne
è stato sufficiente a causare
il male del corpo
e l’ombra stasera è felice
Di invadere il selciato notturno
provocando conflitti
fra le luci di dicembre
e il cielo sempre grigio
Qui qualche lacrima è caduta
per il
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 | Nebbia nella mente
occulta parole
pronunciate nel sonno.
In quel sonno ho sognato,
solo un vago ricordo
mi resta.
Un profumo, un tocco
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| Ierunu rumuru senza strascicu
e senza banneri
paroli ritti ò ventu,
paroli chi s’avevanu a stirari cu ferru
tantu erunu mmugnuniati.
Comu nu rusariu
avevanu a cantilena
e ognuna d’iddi pisava quantu
l’acqua d’un sciumi ‘n china.
Vuleva bbeni
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| Abbiamo parlato,
raccontato nel tempo dei cristalli,
abbiamo sorriso, pianto
riconoscendoci umili,
chiamandoci per
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| Eolo |
26/12/2018 18:35 | 1557 |
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Il giorno mi fa male e la vita m’annienta
finché non fermo il vento e arresto la bufera
il riverbero d’un lume mi scalda la sera
nella fiamma che arde e lenta si consuma
Recido ricordi _distratta_e non a caso
La memoria è un giardino,
ha un
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Si spedisce denaro, si compilano schede
e la notte tace.
Lo spazio delimitato tra due mani
si può valicare.
il mondo conosce mille rimedi all’ansia.
Mi hai guardato con l’anima a nascondino
impaccio, luci timide negli occhi
nessuna astuzia o
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 | Verrà la speranza e avrà freddo
questa speranza che rinnova
nonostante il grigiore di una vita
continuamente
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Profezia è il tuo corpo sinuoso,
alfabeto della tentazione mi seduce.
Tracollo guardando il tuo décolleté...
rallento il tempo intriso di sospiri,
isolando gli attimi di un secondo.
Zucchero denso cola dal tuo sudore...
iconoclastico è il tuo nuovo
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Siepi che crescono
sui sentieri in salita,
la visione della vita
si restringe a primavera
e tutto mi si fa più ombroso.,
Trascino vecchi tronchi
di alberi che avevo curato,
non mi servono
nemmeno per sedermi
e la stanchezza sale.
E’ inverno
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Oltrepasso con le parole
il pudore degli sguardi - entro nei tuoi silenzi... -
dove la luce è accesa
- dove scrivi le tue lettere d’amore - e poi -
ne fai barchette, abbandonate al mare.
-
Un pensiero erotico, dalla forma delle tue labbra
- un
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letterina di Natale
anima festosa
alberi e presepi
una cometa ci guida
il bambino è nato
canti di angeli
felicità e commozione
cade la neve
fantasia e sogno
famiglie in festa
bontà e perdono
latte e miele
Maria è con noi
vedo oltre le
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parlami dei bambini, dici, ed io ti nomino le voci
dei morti poeti, le ore bagnate di pioggia e il salire
di vecchie stradine di paese, nel primo pomeriggio.
Ti parlo e mi sento toccare i capelli,
una mano ad occhi chiusi che s’infila
sotto la
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Cadranno lapilli e cenere
nera polvere e fuoco ardente
alzai occhi al cielo e accecai
"fuggite tra i ruderi e le macerie
sconsolati pastori del
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 | Notte, dolce rifugio
visioni di ricordi
notte buia e impalpabile
un file colmo di illusioni
un file di visioni
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È la notte regina delle notti
mentre intrepidi viaggiamo
verso il figlio del Signore
che l’umanità salverà
e si chiamerà Redentore!
Il freddo non ci fermerà
né il deserto dell’oscurità
in preda a demoni in tormento
per celare il lieto evento
ai
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Sull’uscio appena fuori
subito con gli occhi
rivolti al cielo
vedo chiazze d’azzurro
sotto cui aleggiano
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Grande è la città,quanto non si sa,
quanti vincono, molti perdono;
io vorrei non perdere e vivere,
in un mondo più
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e,
scegliersi per non lasciarsi,
unirsi per poi sublimarsi,
dirsi ti amo con gli occhi spenti,
baciarsi ancora e poi baciarsi,
finché sonno non ci divori, e
toccarsi per sentirsi vivi,
annusarsi per ricordarsi poi,
pelle su pelle,
corpo su
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Il panettone è pur sempre il panettone
ma oggi per me da tempo vecchio quel
profumo quello antico più non sento
forse perché lo si vede nelle vetrine
tutto l’anno or ricordo che bambino
allora dopo il pranzo di Natale
aspettavi che il nonno come
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-Anche le parole, vene sono-
conducono emozioni come arieti
sanno spaccarti il cuore, mentre
accogli stringere una mano assente.
Così come vane sono le parole
sussurri tra i petali di rosa, dischiusa
nei giorni distratti a primavera
che i primi
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T’ho cercata dentro il letto,
ma ho trovato solamente
il tuo rossetto.
Come in preda alla follia,
sono sceso tutto nudo
per la via.
La gente mi guardava e non capiva,
il dramma che celava la mia vita,
la donna che mi amava, questa notte,
ha
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baluginio di luci
dietro ricordi intermittenti
fra un intervallo e un altro
tenebre avvolgono
come un’onda
confondendomi in un turbinio di parole
a ritroso nel tempo
è un albero di Natale il presente
dove i volti amati sono un anelito
che
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Il razionale impianto architettonico
(nato verso la fine del Ventennio)
della mia cittadina mi portò
da bambino ad usare la ragione,
quando scrutavo il mondo circostante.
Gli impulsi irrazionali si arenavano
spesso nel contemplare quelle
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siamo geroglifici
sul quaderno a righe
storte dall’umido
caduto alle palpebre
sul grembo incerto
senza madrasse,
candore tra tepori
di
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Il battito spento del dolor,
nel passato momento,
a carezzar cominciava
le sfumature di grigi color.
Ma or si è acceso
un fulmine dal tuo ciel
a romper finalmente
il vetro della malinconica mia campana.
Or si è acceso l’amor,
come ardor
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Ti aprirò una ferita
per i giorni cupi
in cui il sole non sa
se sorgere o morire
La pelle sarà segnata
solo per un momento
dal mio cuoio scuro
che fende l’aria in volo
Ti inciderò un ricordo
di questi giorni freddi
come il vento
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Ho contemplato il cielo
stanotte,
brillante di stelle dorate
danzanti.
L’universo tutte le ha adunate
per annunciare
col più grande splendore
la nascita del Re dell’Amore.
Lo sfolgorio dell’eletta Cometa
guida alla sacra Betlemme
l’umiltà dei
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Sereno è lo spirito
nel giorno della Tua nascita
o mio buon Dio.
Luci di stelle
canzoni e parole
ed una soffiata di vento.
L’anima mia si ghiaccia,
ma subito si sgela
nella tua luce
luce chi mi invita
ad essere uomo nuovo
nella vecchia
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Stormi di rondini e corvi volano
intrecciandosi nel cielo turchino .
Non conoscono ancora
la loro dimora,
e privi di
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Il vagabondo si è assopito
sotto la linea obliqua
d’un bel raggio di sole.
Appoggiato sereno
alla sua cara tromba
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 | Campanelline di rame
nella sera,
quel movimento del pensiero
che si espande
a misurare il tempo del ricordo.
Forse la vita distoglie
le emozioni e richiama
note sopite d’amore,
il tentare di fermare nel cuore
melodie inutilmente composte.
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| Eolo |
25/12/2018 15:52 | 1704 |
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| e,
poi capita, ti capita
all’improvviso, d’incanto, a bruciapelo,
mentre torni a casa nella nostra casa,
di ascoltare una canzone bellissima,
quella canzone che ti piaceva da morire,
che cantavi piano piano senza far rumore,
la sillabbavi, la
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Ed è bello naufragar su quelle rive
orfane di un mare silenzioso
io ti apprendo o voce, tu conduci
e seguir il navigar di quelle vele
sulla linea di orizzonti, e mani
e amo perdermi nel niente
evanescenza perpetua di una vita
come un battello alla
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Affronto il mare aperto
le ire di Poseidone
e di Nettuno
fratello suo straniero
e il cosmo
la sua assenza
d’aria che
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C’è qualcosa nei versi, girovagano, inebetiscono,
strabiliano, poi amano, amano ancora amano,
lasciati abbracciare prima
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 | Senti e’ il vento
che urla nella notte,
dove una luna d’inverno
splende come non mai,
e la notte magica
annuncia una
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| Le illusioni
non son durate poi tanto... una notte
Aspetteremo un altr’anno
nel risveglio dei giorni in cui
tutto
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| Aprire vorrei con chiave d’amore
il tuo mondo delicato e discreto
per inondarlo d’affetto
e liberarti saprei
dal grave fardello
che Natura t’impose,
additarti dei fiori
i colori più splendenti
inebriarti
con i profumi più intensi di zagare
su
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| Sei la più bella donna del pianeta,
sei ciò che ogni uomo desidera al fianco
alla sera, chiudendo la finestra al
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Vorrei parlar stanotte con la Luna
se lei ci starà a farmi compagnia
per colorare di Natale la malinconia
con luce argentea sulla mia spenta via.
Le chiederei di Lei che era il sole
più luminosa di tutte le stelle insieme
adesso che non c’è -
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eau vive du coeur_
ressuscite ma
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338149 poesie trovate. In questa pagina dal n° 34501 al n° 34560.
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