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♦ Thomas Rivolta | |
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 | Le due Frida solcate
da un solco solo,
la regina in tehuama
in unione carnale
con la creatura del dolore.
Lei che
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Dove si abbracciano i rovi
si sente ancor più forte il rumore del vento
ed è scuro... il colore del cielo
il sapore aspro degli sparuti frutti.
Spine conficcate nel costato
sopra i talloni fradici di pianto
è dunque lì che muoiono i
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Vienimi a cercare
ora che non ho energie
e non potrò rispondere
con le mie parole di cera
Vienimi a prendere
e danzeremo la luna
in questa notte buia
con il timore alla porta
Balliamo il dolore
e la canzone del vento
portata da lontano
per
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Lo senti ancora
lo scorrere della pioggia sul collo,
un attimo che fugge
e una foglia sbattuta dal vento.
Ambigua immagine
gioca con le tue incertezze
se sin dall’inizio il vostro libro
è rimasto aperto a metà...
La fatica di un amore
forse
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Legata con lo spago la valigia
da te partono Italia bella
l’odor di mare, spighe e fame
in un grigio angolo di nudo
si persero
terra con profumi diversi
di lingue sconosciute
addio casa
terra mia dannata
ti saluto
vado in miniera a
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 | Corsa di anime e corpi,
lungo la storia
suoni di trombe,
tonfi di volti
caduti nella polvere,
con gli occhi a sgranare
nelle oscillazioni temporali,
scie di calore d’amore,
silenzi avvolgenti di luce.
Un nome,
miliardi di gocce
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Piccole fratture per correrti dietro
prima di lasciarti andare per sempre.
Oggi mi alzo,
senza dolore è il
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Sei quel limbo
dove illusione e realtà
si fondono scontrandosi
ed ogni logica svanisce
nel tentativo di comprendere
ciò
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Alla notte parlerò di te,
che ebbro di passione attendi,
tra le dita un calice di vino,
il corpo illuminato
dalle fiamme di un camino.
Spiegherò di te,
centellinando le parole,
goccia a goccia
come vino rosso,
come fiume in piena,
dalle labbra
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Non è per tutte le stagioni,
sempre attento alle previsioni
ma il caldo lo commuove
e si scioglie quando piove.
Con la sciarpa e il cappello
non ha freddo ma è più bello.
prende forma con la neve
e il suo aspetto è più lieve.
Due bottoni per
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Volare lontano
verso l’ignoto
su spiagge bianche
lambite dal mare.
Il viaggio,
avventura misteriosa
evasione
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Il silenzio è un pennello invisibile
su di una tela nera
All’apice del vuoto _io_ ignara
dell’abissale profondità
E non ha suono la voce
Gelo al timor del nulla
quando il mio orizzonte scompare
ed ogni cosa muore
Il viale l’albero un campo
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Ciò che farò di qui ad ogni passo,
è talmente mio, che nemmeno con la voce del silenzio
ne farò sussurro, né lo affideró a una canzone,
appoggiandomi ad un sospiro,
né sarà tempo, né sarà attesa.
Ogni passo sconosciuto
finirà la sua impronta
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 | Dunque un minimo coinvolgimento ammetti
-Sei sempre molto bella- dici.
Amico mio, mi curo
dei tuoi avverbi: sempre e
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Pianse,
supplicò il suo nome
col cuore
che neanche il sole scalda,
incendio dove solo il vento
sembra prender forma,
tutto rende muto.
Notti prive di luna
con gli occhi arrossati
l’amore è freccia
che nessuno ha visto,
un frutto non colto
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L’odor d’amor
non sbiadisce mai
al mar con te
tra giorni andati e futuri.
Il sorriso che dai
al cuor non m’abbandona
come la sete
di questo crepuscolo.
Nella tela del ciel
non si scolora l’aurora
e l’innocenza di ieri,
e la passione
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S’è persa ogni parola
e il caldo abbraccio della sera
- quando mi ascoltavi ed io ascoltavo te -
S’è perso ogni
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La sua buffa figura
nel costume di stracci
ha geniale bravura
in capriole audaci
e il dono di natura
per scenette
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Sono stati fiocchi
di neve silenziosa
a farmi nascere
epoche di meditazioni
vaste pari a illimitate
immaginazioni
facenti vivere il nucleo
della mia
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Verde il prato di fiordalisi pieno
in distesa infinita d’intenso ciano,
laggiù si perde tra dolci colline
nel quieto paesaggio senza confine
ed io in silenzio basito ammiro
si tanta beltà con profondo respiro,
m’illumina l’anima tale
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 | Ho in mente una figura
di un elfo verde
in una città pesante
mentre sono sul mio letto
e lievitano visioni
ma
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A vita è u’lauzzello sé sdeluppa e
cò l’anni sé rin’deluppa.
U’lauzzello ar giorno ce potemo fà a fabbrica de lana...
De colori nu né parlamo! Cè ne so pè tutti gusti!
Rosso vermiglio combacia cò l’inferno.
Celeste cò manto da Madonna.
Rosa pè chi
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Ha occhi grandi il guardiano dell’inferno
e bocca famelica
che addenta e strappa carni
poi si pulisce la bocca con la
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Ali
di fantasmi,
rose nere senza vento,
agitano arie membranose
come spoglie mortali
nell’essenza del silenzio delle cose;
la notte sgretola livida, pian piano,
i suoi cristalli di quarzo cupo,
un quadro noir
che fissa con il suo tema
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E vi dirò di un me
che io sono ...
e sono tutte
e quelle sante
le volte
che ho pianto
le miserie
e non solo le mie
sono i sorrisi
strappati
alla luna
e gettati
alle ortiche
nell’indifferenza muta
alle mie flebili grida
sono le
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Ricordi il poema lasciato a metà
senza strofa finale
che insieme avevamo vergato
eccellenti poeti d’amore
a quattro mani?
Si è completato da se’
col passare del tempo.
Né tu né io potevamo chiudere meglio
quell’incompiuta.
Troppo perfetto
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Confusamente,
riscrivo - i tuoi occhi -
nelle nebbie del mattino
-
Amo questa voce
che accarezza d’infinito
-
Un sassolino nello stagno
muove le onde - crea le onde -
disegna curve e spazio nel silenzio
fermo alla riva,
aspetto il suo
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Stamani vicino al Castello
di Binasco vi è stato per me
un incontro breve con una
signora che poco conosco
direi quasi
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La donna
fa rima con amore,
qualcuno
la usa come oggetto,
nel mentre
è degna d’ogni onore
e merita
il massimo rispetto!
La donna
è bella e intelligente,
ma l’uomo
ch’è solo cacciatore
ammira
il corpo seducente,
invece
di renderle onore!
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Ascoltavo
cuori di plastica
mentre ricucivo strazi:
parole nascevano
ma non abbattevano menzogne...
Oggi
non credo alle nuvole
ne a cieli disuniti:
rinchiuderò nel tempo
quel bacio rubato,
condannandolo
a vivere per sempre...
Così
vivrò
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Siamo luce e tenebra
manfestazione di fatto
d’amori e d’odi
nel loro riconoscersi amici- nemici
Siamo noi
ognuno
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Oltre il recinto
dove fu cancellata
ogni traccia ... d’umanità
e varcato il confine
aprendo la
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Ebbro di toni amici,
compassato, assorto
da tripudi di piazza, porto
di vicoli affollati di voci...
Tu, colombo mio, gonfi il petto
mendicando briciole di affetto!
Le tue piume conoscono le lingue
dei venti e mimano traiettorie
verso i
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L’abito che veste la mia anima,
trova una camicia fatta di giorni
diversi,
il contrasto è forte...
Due mondi opposti si abbracciano.
La mia pelle,
segnata dal vento freddo che solo
stazioni deserte conoscono,
si lascia cadere su un cuore
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Ti darò
e sarà umile carezza
che libera fuoriesce
dal mio cuore
una nenia
cantata
all’ultima
luna d’agosto
prima che i venti
si ricordino
di accompagnare
a noi
il più triste
degli autunno
e poi saranno
e chiuse
le porte
e
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 | Embrase toute ma sphère,
Mon doux univers;
Brave tous les vents,
Rivière des amants.
Aurore boréale,
Senteur florale,
Sentier des mille lieux,
Emplissez mon
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Non credevo sarebbe stato addio
quello sguardo rubato
ai tramonti di mare alla sera
e quel gesto distratto dal vento
Le parole accennate
ma mai portate alla fine
di un discorso senza carezze
e con qualche graffio sulla pelle
Forse ho
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Sono questi cristalli di neve
che si dissolvono
sono questi cristalli di neve che si dissolvono
mentre urlano la loro morte
dimentichi dell’oblio dei sogni
- madre
quando la nebbia canuta discende
e ormai
gelida scende la notte
su queste
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Sono allora più vera, unica e disponibile
quando fra le righe d’una canzone ti ritrovo,
fra il lento scorrere del tempo una lancetta s’inceppa
e nell’addormentare la ragione
mi asciughi le lacrime;
quando fra mille duelli la voce non mi
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Invisibile
impalpabile
mi segui
ogni dove
con me piangi
o sorridi
o mi spiani
la via.
So che ci sei
come uno
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Dietro quel muro grigio
circondato da filo spinato
e l’acre odor di morte,
nasce una rosa,
una rosa per ricordare,
una per non dimenticare.
Folle... folle... folle idea
di un belzebù incarnato.
Pazzia omicida!
Ha ucciso, trucidato,
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Strabiliante sognare
tra un pezzo di cielo
e barlume lunare!
Mentre la voce del vento
arroventa
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Del viaggio tra perdizione e malinconia
v’è debole traccia ormai nella memoria
E’ tempo di rinascita e del discorrere
_ in solitudine _ dei mali della vita
Ora io amo. Non più chimere.
E l’Anima sempre escogita mille acrobazie
per fuggir timori ed
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Un ansimare breve dietro l’angolo della vita,
uno scontrarsi di bottoni non sempre nelle asole,
uno stridio di freni deviati all’ arresto, un’alba scura e
un grido di dolore per una umanità defraudata,
un incontro di anime pronte alla sfida,
un mare
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Le peregrinazioni della mente
quand’ella vola libera da sola
a volte mi sorprendono talmente
che resto senza neanche una
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Stride il fiume di maschere, e la piazza
si gonfia di scintille e di profumi
intorno al fuoco il carnevale impazza
con
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 | Guardo l’immenso infinito
passando da silenzio a silenzio.
Luccicar di rugiada,
stelle del mattino catturano
gli occhi
distratti da pensieri.
Mi incanta magica natura,
mandorli a gemme
sprizzano soave fragranza,
l’aria s’inebria di profumata
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| Affiatati in un volo d’amore che non teme ostacoli,
siamo parte di un infinito crescere tra i ramoscelli di una vite immortale.
Sfioriamo il tempo nello spazio di attimi conseguenti al nostro vivere,
un po’ zoppicante,
quando sopperiamo all’ala
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| Ho scritto di te, di noi,
gocce di musica e luce,
mentre la pioggia batte
sui vetri opachi.
Lenta nenia
che concilia il sonno,
mentre l’alba spunta
e una valigia mezza piena
attende il suo posto in treno.
Si innalzano uccelli in volo,
in cielo
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Corri per il bosco
lasciando tra gli alberi ricordi.
Senza voltarti neanche,
senza darti vinta,
scappi veloce, in silenzio
da ogni dolore.
Senza rallentare o riposare,
per trovare la pace ideale,
risanando ciò che s’era disfatto,
riacquistando
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Invecchia bene il tuo sorriso,
tiene ancora quel vizio di nascondersi
dentro una guancia,
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Un sussurro nell’anima
si posa sul cuore
mentre senti pian piano
lenire il dolore.
Non è un’ombra, che lascia la scia,
ma una voce nel silenzio,
una mano che consola
una presenza silenziosa, che fa compagnia.
Forte e sicuro
è il suo
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 | Adesso tocca a voi giovani leve
l’ambiente triste e torvo a districare.
Aveste scarso il nostro patrocinio
negli anni in cui sfilammo presto innanzi.
Poi giunse intelligenza artificiale:
quell’artificio che recò la scienza
portava a ben sperare in
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| Cosa è rimasto di noi?
Ci siamo divisi i mobili, i piatti, le fotografie
Ti ho lasciato la trapunta
forse avrai freddo...
Mi hai lasciato l’auto
potrei raggiungerti velocemente se...
Non abbiamo separato i conti correnti,
lo erano già
come gli
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Venne quella notte
con leggiadria danzando
e gli occhi suoi
gareggiavan con le stelle
dalla sua bocca
un canto sì
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Circondami di gesti e di parole e
con le stelle scolpisci la mia fede,
di carezze intense profumami di te,
e con il vento in poppa naviga con me.
Raffina la fragranza e cantami una
nenia nella valle addormentata,
esulta per il privilegio
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Un tempo all’orizzonte scorgevi il tuo futuro,
che affrontavi con grinta e a muso duro.
Ora sulla linea del tramonto
vedi riemergere solo il tuo passato,
fatto di effimeri successi e cocenti delusioni.
Tutto è silenzio,
nemmeno il mattino,
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Attenti al tempo
stona di tanto in tanto
qualcuno muore
e gli si da un perché
per altri ancora
ci si chiede ...
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Occhi velati assenti non
vogliono vedere ciò che
accanto a loro sta per
avvenire.
Cuori di madre doloranti
figli strappati dal loro
grembo, crudeltà umana
senza discernimento
Fiori recisi, bimbi innocenti
pianti sommessi,
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 | Sulla collina, dormono
le greggi di viandanti
sorda la notte al suo silenzio
s’intravvede il sogno
come una pietra oscura
la terra s’addormenta
- quale scrigno è la memoria? -
dove ai pascoli c’è neve, più lieve
in questa fredda valle
è il
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338308 poesie trovate. In questa pagina dal n° 33631 al n° 33690.
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