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♦ Stefano Acierno | |
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E’ a sprigionare grazia pronto il gatto
in qualunque occasione: insegnamento
pare che voglia
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Sono trascorsi lustri
e il mio paese è ancora lì,
la stessa campagna
con il sole rovente
che accende gli occhi
mentre gli alberi regalano
l’ombra a passerotti
che non hanno più voce.
Cosa resta del mio borgo
così tanto amato:
la fontana di
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Solo per Te
che leggi i silenzi
sull’arena del Cuore
e sciogli tormenti
come neve
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 | Collina a me cara che segni
l’orizzonte dal mio affaccio,
dove miro vestire stagioni
sul dolce declivio di coccio
Trafitta da tre croci di vento,
spettri su un Golgota spento,
impalate a corrompere il cielo.
Solo la nebbia col pietoso velo,
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| Vedi questi nervi,
sono corde di vecchie ancore adagiate sul fondale,
eredità di nodi che non sanno più legare.
Non è più tempo di servire alle vostre tavole senza sedie,
non sarò più io ad imbiancare i vostri volti scuri,
non guarderete più a me
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| Sembra tardi, a volte, per desiderare
o solo troppo tardi per ricominciare,
ciascuno prigioniero di confini
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Voglio il dominio su tutta la mia vita
per poi volare di fiore in fiore
e salire su ogni nuvola
sempre più in alto, come fossi un aquilone...
Conto su di te affinché mi possa indicare
quella via che dalle alte vette scende
come neve a valle, o
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Tra le ombre
il canto di un corvo smarrito
lontano dal bosco
dove la città nasconde silenzio
Tra i rami di rovo spezzati
ricordo di un dolore
le punte di spina
in cerca di nuove carezze
E le foglie argentate
che l’inverno ha
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La parola vita ricorre,
rimbalza sul cuore,
come eco dell’anima così è il suono delle tue ferme parole
agli occhi che provano nostalgia e s’intrufolano in mezzo al cielo che ti accoglie.
Ogni data di compleanno, ogni festa che ritorna,
riporta
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Suona
come una parola
che taglia e cattura a metà
il cielo e la città.
Suona, un altro rintocco
che prende e ama
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Lo sguardo proteso
sospeso nel tempo
immagini stagliate
e meravigliose trasparenze
nei riflessi di sole
dispersi nella luce
del quieto tramonto.
E al confine della notte
quando il pallore della luna
si perde nel chiarore
della nascente
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Annidata su quel vecchio campanile,
di quell’immensa città di New york,
il suono della campana stonata,
s’innalza al di sopra dell’inganno.
Squilla oggi la tua coscienza;
non è più al riparo di quel lampione,
di quella morsa al cuore,
che
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 | Trovi tutto
anche il destino
tra le pietre unte e smesse
frasi colme di promesse
il sudore della vita
il silenzio dell’attesa
le sue scale all’infinito
verso il cielo
in braccio a Dio
col suo antico scampanio.
E’ sicuro che domani
ci saranno
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Sarebbe troppo bello spazzare via l’inutile
archiviare percorsi come pratiche
dentro cartelle gialle
e rinominarle in modo chiaro
(un oggetto caro un animale
un petit mot a ricordar l’amore
o un evento un po’ particolare),
per non sforzare
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Il lavoro delle suore è pregare
nella chiesa che è utero di Dio
il corpo dell’ebreo Cristo.
Ogni grano si sente coccolare
come sentissi il fruscio
di un cuore che sfiorisce.
Movimento lento è pregare
movimento studiato è pregare
movimento
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Ti amo nel tuo essere interiore
amo il profondo segreto che sei
amo l’oscurità nei tuoi occhi
il mondo che
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‘Sta storia narra, de ‘na Merla bianca
che a Gennaro, stava rintanata,
in de la nicchia de ‘na quercia stanca
che
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fiore del sogno
ricamato di nonsensi
su sbavature di ossimori
sequenze di figure
daliniane
uscite dalla bocca della
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La prima rampa
sale verso il sole
la seconda verso il mare
la terza verso l’incertezza
che il vento trasforma in
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È lunga e violenta la notte
della tua giovane vita
con la tua stella ferita
per l’alba che non sorgerà più.
Piccola cara adolescente
hai lasciato ai posteri
le tue emozioni e i pensieri
d’un rifugio senza la luce.
La testimonianza d’un
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Questo è il Tempo de’ Morti sofferenti,
la nebbia delle lugubri Messe,
il cielo delle rondini lontane.
Questo è lo
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In quegli amari graffiti di silenzio
aggregati a realtà di filo spinato
s’attardano
in composte file
brandelli di carne
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Giorno di pioggia
oggi
intensa
ininterrotta
a dar alla mente
momenti d’abbandono
nel suo vedere
al di
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Ritorno per le strade dove ho trascorso
gli anni più belli della mia vita
e non solo perché si era giovani.
Per nostalgia, per il tempo che passa,
per quello che ha costituito nel mio crescere.
Per i legami affettivi, gli amici di
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Se il buongiorno si vede dal mattino,
alle strade romane manca lo spazzino!
Col suo laborioso lavoro manuale
teneva
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 | Ritorna nell’aria eco del deserto,
l’odore acre dell’Olocausto
trasborda ancor l’onda incancellabile
di sangue e orrore.
Non s’arresta fiume di dolore,
pieghe della buia stagione
rinnova ferite mai ricucite dal tempo.
Rimbalza l’incubo nel giorno
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C’è una festa in paradiso
tra le alghe in mezzo al mare,
non v’è il frutto del peccato
solo anemoni da salvare,
ma il serpente tentatore
sulle onde sempre è agitato.
Non ci sono invitati
nè tavole imbandite
sulla porta il divieto,
qui nessuno
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 | Seguo nell’infinito
il richiamo del silenzio;
di un avvenire pieno,
di emozione e affetto,
nuova possibilità per il domani che verrà.
Stanotte sorge per tutti quanti
con riverberi di sole e di brina
la Fortuna dal colore della neve,
che sfavilla
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 | Hanno raccontato di ore che stordivano rumore
di fumi neri nel vento soffiati dal tormento
e del nulla che sembra vero dentro allo sgomento
come accaduto! E sguardi caduti prima dell’azzurro
Di ore mai trascorse, ferme sul correre del
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| Duro il colpo, dura la terra:
il corpo non urla, giace.
Ancora la luna
ne è testimone, sempre
la luna che non parla.
Svanisce l’ombra,
nel profumo
che copre la tristezza,
il fastidio della presenza.
Questo è il coraggio!
Fuggire nel vuoto
che
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| Indaffarato finché duri la neve, finché
non spunti il pupazzo con l’occhio di vetro
scavi una cifra.
Sono stato bambino e coniglio,
la talpa con i crampi alle ossa
ho sanguinato dal culo di mille infermiere.
Vorrei soffiare sul letargo dei
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 | E da lassù il niente e il tutto impari
col mondo intorno nudo inginocchiato
il testimone del mio tempo amato
ricordi tra le pieghe straordinari.
E quei scalini baldi legionari
salgono tra le nuvole nel vento
di un grande sogno fiero monumento
di
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| Ma quante ne vuole l’uomo
nella sua incompiutezza
fare a piacimento e disfare
ragnare, avvalersi poi
della facoltà di
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 | Di meraviglia è il viso appena rinato
ne’ cantori de la musica de l’anima
chiamo amore, un bisbiglio ne’ giorni
come un segreto dire, poi ritorna
là dove di me scrissi poesia.
Gelida la parola nell’attesa
piccola di ieri, è ormai sopita
e
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| Oggi dopo la brina la galaverna
la natura per biancheggiare
il verde di alberi siepi erbe
ha cambiato maestro di
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| Oggi il vento
nuovamente
mi ha parlato
di lei
e ha sussurrato
tradendo il silenzio
le parole che amavo
sentirmi
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 | Solo un destino tragico brutale!
Ho colto dietro i fili dell’orrore
Oltraggio nell’infamia del dolore
Accuse che
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| Da piccolo credevo che la vita
non fosse un’avventura transitoria,
bensì una gratifica acquisita
da casta familiare meritoria.
Invece col trascorrere degli anni,
vedendo tanti amici e conoscenti
morirmi accanto, in preda a dei malanni,
o
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Chissà se mai avreste pensato
che sareste diventati così conosciuti
in un giorno qualsiasi della memoria
perché allora eravate filo elettrificato
pane raffermo, ammuffito, scheletro
ed un numero, una sequenza di numeri
da gridare
nelle ore
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(misurando inutili spazi)
Attendo
che passino
queste lunghe ore,
sempre uguali,
sempre monocolori,
con l’idea fissa
di sfogliare ricordi
intrisi di te...
Metamorfosi di sogni,
involuti in drastiche utopie,
meravigliano ancora
gli
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Non ho più sogni
nella mente
che possano accarezzare il cuore
Il silenzio mi avvolge,
muta,
osservo
il nascere del sole e della luna
lungo questa brulla strada
che percorro non sapendo
dove i miei passi
mi condurranno.
Un piede dopo
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Desiderio della tua voce
delle tue risa in festa
che d’impeto infrangevano
il beccheggio dei gabbiani
sulle sponde
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 | Passano i mesi l’un dietro l’altro,
passano gli anni
e a passeggiar nell’anima... pensieri
sempre gli stessi
profumati di te, delle tue parole
a tappezzarmi l’anima.
Era di maggio che nacque la mia storia,
nata e cresciuta
con carezze colorate
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Quei giorni non ritorneranno
il sole avrà un’altra luce
ma il veleno delle parole
resterà nel sangue
Non avrò più il tuo sorriso
perché il cielo non ha voluto
abbandonare le nuvole
in balìa del vento
Quei sogni non vedranno
il mattino e il
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Chi viaggia nell’ombra,
senza vera identità,
senza un filo di rispetto,
né un briciolo di rammarico,
che gli rodano la coscienza
e sprigionino la saggezza;
chi fa del suo volto,
un inganno scaltro,
mille trucchetti biechi,
da servire agli
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L’alato vascello ti porta nel vento
fra nubi e tempeste, fra cirri ed orago;
ritorna veloce, di te mi alimento,
ritorna
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Ho visto un uomo cadere,
rialzarsi
e tornare a cadere
per non rialzarsi più.
Giovane emanazione di altri esseri
detriti e peso
il tutto in bilico misurato che sporge
sul bianco abisso insondabile.
Anima e corpo
rosso melange d’una cometa
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Oltre la finestra
osservo gli alberi d’inverno.
Misere creature nere,
accartocciate e doloranti,
sotto la silenziosa danza della neve.
Cristallizzate lacrime piange
un altro giorno,
mentre il tempo passa
e tutto ha fine e un fine.
La notte
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Ondeggi
in un mare d’erba,
turgida spiga
Impeto d’onda
plasma armoniose dune
E’ amalgama di lava e
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 | Ci sono occhi vispi
attenti e maliziosi
ci sono quelli dolci,
languidi e sognanti
Ci sono quelli avidi
indifferenti o tristi
quelli stupiti e allegri
come farfalle in volo
Ma quelli che mi piacciono
sono i tuoi occhi neri
profondi e
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| Amo questo tempo brumoso
di salice piangente
e letture alate in occhi fumanti
tra il rosso fuoco delle case e
il cielo
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 | La pallida amica intona,
un canto soave.
Arriva alle orecchie
dolce melodia
portata sulle ali
di uno zeffiro
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| Inatteso venne
improvviso da oltre le nubi
nel pieno della sera
il vento gelido del nord
che scombinò ogni parola
del libro che era scritto.
Malinconie d’autunno, forse,
brumose nebbie indecifrabili
a mezz’aria fluttuanti
tra le periferie
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| Poi scompari nel pallido mattino
come un alito che si dissolve al gelo,
e un ricordo sbiancato come un velo
solo un
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 | Cu metti ‘n’mpratica giudiziu
e saggizza,
nu’ significa essiri di menu
a ccu ti sta vicinu,
u salutu l’ha lassatu Ddiu,
và datu ccu surrisu e rispettu.
Nu’ s’accanza nenti ccu l’indifferenza,
nu’ duna putiri o ‘mpurtanza,
saluta sempri l’amicu e
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Un giorno ho visitato la mia città.
Ho visto i colori della sua stagione,
appena sveglia, appena uscita dalla
grande trapunta della notte.
Ne ho captato la meravigliosa essenza
fatta di voci e rumori che ti seguono
tra portici ospitali e piazze
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S’alza al mattino la palpebra lenta,
entra la luce nello spiraglio e canta
l’alba, vibrando nell’orizzonte rosso,
l’inno alla gioia del viversi addosso.
Si riempie il cielo di porpora e rosa,
svegliando il mondo che più non riposa,
inizia il
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Cento sentieri
mi donano la vita,
mentre uno solo
mi porta alla morte
e nel tramonto
di ogni giorno
me li vedo
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Passata è la tempesta,
nell’acqua che stagna
si lavano i passeri,
gli alberi grondano argento
nel sole che chiaro
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O Tu Pace, fidente, che tutto lodi,
su quali anfratti le tue membra posi?
Decorosa, la mia anima oppressa, umida
di stille di mari in tempesta, con timida
creanza ti cerca tra i dipinti dei miei sogni.
Tra le ripide dei fiumi scorri e ti celi
o
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338308 poesie trovate. In questa pagina dal n° 33511 al n° 33570.
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