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♦ Stefano Acierno | |
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 | Scivola su me,
anche se fa male e pesa,
ma resiste il cuore
al temporale che distrugge
e lascia rovine in giro.
Così riprendo i miei colori ...
mescolo il giallo e il blu
e col verde ricavato
coloro la speranza,
poi con l’arancio
coloro il
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| A film più volte visto
assisto attonito
film d’orrore e sangue
ora nascosti
non più sparsi
per campi di
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| Sulle cataste di falò interminabili
colonne di anime frantumate nell’indifferenza,
sulle tradotte stipate come carne da macello
stelle disperate urlavano nel silenzio inutile.
Nel disegno di uno sterminio nato in un segno belluino,
nella paura di
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| E se scavi nel profondo degli occhi
trovi fiumi di emozioni inespresse,
brillio di notti feroci.
E se guardi nel cuore
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| Te ne si gghiuto
e je stongo ancora ccà.
Sto pazzianno
o forse è verità.
’O tiempo scorre
proprio comme primma
a vote
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Saranno forse i riflessi d’inverno
a rendere scura l’acqua
o la cenere
che si è mischiata alla terra
Saranno le gocce di buio
a gelare l’aria
o la neve che cade
rossa come il sangue di Dio
Le rive che piangono
la polvere grigia dei
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Tutte le fiabe raccontano sogni
rubando sorrisi, si nutrono di essi:
come la vela si nutre del vento.
Hai saputo trattenere il bambino che c’è in noi
che vive nei meandri dell’anima
e non cresce mai, proprio come te.
Rimane imprigionato
nel
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Istanti di luna e verità
nell’obliquità del pensiero,
si spezza il vento
sull’innocenza delle iridi
mentre gli occhi
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Zikkaron e parlate
voi, parlate per chi, caligine,
l’iniquità non vinse:
dal pollice a sinistra al poi
di cenere nei campi e nei fiumi.
Pulsate, da memoria rerum, riverberi
nel qui e ora di viscosa turbolenza
- dicotomia d’esistenza, d’anus mundi,
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Lia |
27/01/2019 20:21 | 1067 |
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Ho raccolto
semi di soffici sentimenti
dopo aver seminato
tuoni e lampi
aver divelto manti
di lana nebulosa
in una distesa
spersa
rabbiosa
Ho coperto di rugiada
gemme di luce
nascosto
occhi di giada
Ho respirato
profumo di mango
perle di
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Quanto dolore
nella notte del male
e quanto è freddo il pianto
per i cuori di pietra.
Non ricerca fulgida luce
di albe migliori,
il male.
Si nutre dell’altrui dolo
non vi è martello che ne spacchi il suolo.
Scavi solchi nel mio
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La medaglia c’è.
Sei tu che all’appello manchi.
Ogni giorno è per tutti la convocazione.
E la tua presenza all’appello non risponde.
Dove sei?
Perché possa io correrti incontro
e per nome Fratello chiamarti
e nel mio abbraccio e nel mio
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Baciamoci ora
e pur la luna
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Risplende sul delta
quell’unghia di luna
e bianca sorride alla stella vicina.
Il cielo là in alto si fonde nel buio
trascolorando man mano
e specchiandosi attento
nell’acqua che vive al respiro
salmastro e profondo
della laguna che danza
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La cosa
più bella che c’è
or m’ispira
e fa parte di me
Questo cuore
non ama che te
col più sacro
dei pensieri
e il più bello
dei desideri
Quanto che soffre
se non ci sei
come reclama
il suo sogno d’amore
Primavera che
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Caro cuore tu sei folle,
vivi dentro sogni colorati da sentimenti
spesso irraggiungibili,
solo il destino che sa di caso conosce
il tuo tormento...
Canto che cerca calore in un sole
implosivo,
raggio che fa rinvenire brandelli
d’amore distratti
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Il racconto di una notte
con tante stelle spente
di lacrime perse...
in laghi di piccole anime disperse
come fumi ai venti
di sguardi e sorrisi infranti!
che speri ti porti via fra le illusioni
che in fondo, la morte
quella morte, si può
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Goccia a goccia
si scioglie la nebbia,
i fumi della notte
svaniscono
e nel respiro del giorno
l’ altezzosa tua bellezza
svetta dai lucidi tetti.
Con aria da turista
occhieggi le calli
gli umidi canali,
sospiri sui ponti
e quando il sole
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| Julie |
27/01/2019 16:56 | 1393|  |
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 | Abbandonato ed unto
un cuore rotto
il Cristo crocifisso sulla porta
chiusa da tempo
mentre le campane
non chiamano la gente
alla promessa
eternamente scritta nella messa.
La polvere le scale
in quel silenzio
mi parlano del tempo
ed i
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Sospeso
in una nuvola di pianto
ad ascoltare il cielo
con l’anima di vento
a raccogliere
foglie di rimpianto senza tregua.
Un tempo dell’infanzia rivive
dentro un suono ancestrale
in un ridente cortile
Dove i rintocchi
di un vecchio
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Il vecchio campanile
ospitava la famiglia
che la guerra voleva morta
nei forni crematori.
L’anziano prete ed il sacrestano
portano nel loro cuore:
gioia, paure e speranza,
in attesa di una felice fine.
Padre, madre e figli
uscivano ogni
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 | Sono nata sulla superficie d’un vento
stracciato sipario
d’una troppa maestosa sofferenza.
La mia anima un ritaglio a loro misura
ed ho paura perché ardo senza fiamma.
Guardo come tutto è buio
come un occhio fra due palpebre stanche
non vuole
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 | Vestirò colori di cielo,
di mare, scriverò poesie
d’amore, cercherò il tuo viso
negli
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| Olocausto di un popolo
un brivido scorre veloce
lo sguardo si oscura
il sorriso si spegne all’improvviso
Anime spogliate della loro individualità
sentimenti che urlano silenziosi
sofferenze che dilagano
speranze svanite per sempre
"Tu" che ti
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Quel tunnel in altezza, approda al Cielo
ed al rintocco che, se anche suona a morto
dà voce nuova all’Anima ed acquieta il pianto
Torna il Verbo
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Dall’altra parte dei colli di questa
facciata, un tempo batteva il mio
cuore. Con le ali della mente
vagavo su di loro, e
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La morte ha mille colori
variegati più di un arcobaleno
e mille i suoi odori
che ti confondono nel buio della notte.
Uno
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Oggi scrivo, domani non so
scrivere è pensare, immergersi
nelle parole, nei pensieri
scrivere mi rialza, mi placa la sete
oggi scrivo e sono vivo
domani non so,
domani è ancora silenzio
un libro ancora chiuso
una pagina bianca, un po
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 | Sacralità rafferma in pane di sale
sfuma nel panorama stanco
d’ombrosi giardini chimici.
Il vento sfrangia le nuvole
e mischia la nebbia
con la rabbia che fa male.
Scale mentali usurate aiutano
vecchi gradini di un campanile
a protendersi
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| sapremo - io di te tu di me dei nostri
scheletri nell’armadio
di ciò che non ci siamo detti
delle ammutolite coscienze nell’ora
alta delle scelte
dove si curva
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| Cercami
dove i rifilessi
di una giornata morente
si abbracciano
cercando a mare
il meritato conforto
sfiorami
con un pensiero
d’amore
ogni qual volta
il tremore del freddo
ti farà vacillare
seguimi
lungo le vie
che portano
ad una pace
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 | Chissà
se anche tu
guardavi al cielo,
bambino ebreo.
Ascoltavi
il pianto straziato
di tua madre,
ed eri
solo un numero.
Volasti
un mattino di Gennaio,
lassù, verso
le stelle.
Fosti
vento, e nulla più.
Tu sei
l’imperituro
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 | Rintocchi nell’aria gioiosi e soavi
donavano al cuore speranza nel giorno
più terso e più vero di quello trascorso
sul buio del mondo che più all’orizzonte
non vede il chiarore di quelli passati.
Ma tornerà il tempo ed anche l’amore
sarà nuova era
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 | Hai l’ansia
di erudite farfalle
che leggono Leopardi
di nascosto dal pappa,
e la mente che elabora il pattume
del giorno
andato sbieco
nella rincorsa al cielo.
Passi il tempo
a calcare
cento penne s’un foglio
a inseguire
mille incroci
per
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| Gocce di pianto fertile
cadono infelici sull’anima
a dar boccioli di poesia
germogliati tra rivoli d’amore
e
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| Mi disse ti amo,
un petto in tormento,
un sibilo sordo non può essere pianto.
Mi disse ti amo,
un volto disattento,
un giubilo tardo non può essere congiunto.
Mi disse ti amo,
all’orizzonte un tramonto,
allora scoprii di avere un’ombra
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| Visitare quei campi,
il filo spinato,
quei letti,
quel che resta.
Nell’aria,
gli sguardi
degli innocenti
parlano.
Il racconto
dei superstiti
conferma
quello che i parenti,
increduli di tanta malvagità,
rifiutano.
Solo la gioia del
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| Solea volger lo sguardo
ove il freddo sol decede.
Cielo cupo e vespertino
ne l’amaro borgo.
Il risuonar delle
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Nella clessidra la sabbia cade,
il tempo scorre via, la vita scade.
Nel deserto assolato solo un fiore
la verità è solo sofferenza e dolore.
Triste la vita per chi si lascia andare,
in un giardino delle speranze perdute.
Se ti piace un
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S’oscura il sole nella valle della morte,
sospirar d’affanni e anime sepolte.
Flebile vocio e coincise preghiere.
Supplizio d’arrendevole castigo e
fantasmi ad apparir negli occhi.
Oh dove andaste stipati come bestie da macello?
Che pensaste
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Fioccava la neve, fioccava
imbiancava col suo candore ogni angolo
ogni punto raggiunto dai graffiti dell’idiozia
fioccava silenziosa, fioccava
a nascondere la vergogna, l’ignominia.
Non più voce s’alzava in quell’andare,
in balia dell’inutile era
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 | E sei rimasto come una sentenza
ancora in piedi mezzo sbrindellato
a rammentare il tempo mai scordato
della tua ombra viva all’occorrenza.
E richiamavi con la tua presenza
la mia coscienza spirito malato
sospeso dalle spine del peccato
nel segno
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Le spoglie foglie
cadute nel campo umano
ricordano le grida
che soffocati nel cuore
spalancano vie dell’amore .
Oltre la morte
Degli orrendi forni
crescono gli alberi di pace.
Chi ha sparso le anime
sul campo arato?
Cuori di ferro
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 | E’ il campanile della mia città
incastonato a mente dentro il cuore
festoso nella sua profondità
dei giorni di marea accompagnatore.
Anni trascorsi invano
giocondi ed armoniosi
vissuti a mano a mano
a volte velenosi.
Che salti e che
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Un vento,
un unico urlo
ed il pianto
mentre le fiamme
consumavano
nei forni
sotto il cielo,
sotto un cielo di fumo.
Aggrappati al raggio di sole
si spegnevano
asfissiati
credendo di essere arrivati
dopo un lungo viaggio.
Ed i musici
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C’è l’impronta del tuo piede
sul mio cuore calpestato,
perché il nostro grande amore
l’hai tradito e sotterrato!
Avevamo un bel rapporto,
ma non l’hai più rispettato
col tuo folle tradimento ...
l’hai di fatto cancellato!
C’eravamo tanti
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(parole sfuggite a mente sconfitta)
Ripenso
al tempo che ho perduto,
alle promesse non mantenute,
agli incontri mancati,
alle incursioni mai fatte,
a quelle bugie che irretiscono,
al bene non fatto,
al male che ho dato,
ai cieli mancanti
alle
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E
quella soglia
più volte oltrepassata
non sembrava
più la stessa
perché
qualcosa in me
era mutato.
Non
aver compreso
sino a quell’istante
l’essenza
di quei dolorosi andirivieni
difficile
da sopportare
era.
Eppure
solo
una
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Voci che tornano, a sconquassare il pensiero
che forte, si credeva al riparo.
Voci che dileggiano la sofferenza
e si espandono nei quattro canti
di un mondo, che ahimè, ha perso il ricordo.
Voci che parlano strano, una lingua,
un dialetto così duro,
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 | Profumo di pop corn
ma perché la vita quando certa
si mantiene così salata?
Quante cose da buttare
al mio ritorno dal
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Non chiedermi perché
ho indossato ali di farfalla.
Muoio di desiderio
di posarmi sulla tua linfa
e di tuo nettare nutrirmi.
Non domandarmi perché
voglio possedere la tua bellezza
baciare petali vermigli
mentre musica di tramonto
delimita
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Caccia lontano i pensieri cattivi
illuminando come fosse un faro
anima e stimola l’essere vivi
con avvolgente e fasciante riparo
genera all’anima il suo batticuore
che fa pensare che tutto si aggiusta
con tenerezza che esorta il fervore
dando
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Come schegge scintillanti sulle cime dei sassi
proiettiamo luce,
di lune e tramonti,
accoccolata la notte nega l’amore
annegato tra le strade di New York,
così familiari, ormai
- Central Park oggi è neve -
Sulla quinta strada cortine di
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Oggi di quel dolore, gigli nella terra.
Del tuo abbandono accecano gli scheletri.
Ogni prigione una fossa nella pioggia.
Raccontami ancora delle tue allegrie,
della quiete nei giardini d’Europa,
dove si spaziava dal mare alle praterie.
Quando
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Sento il freddo della morte
ho nel petto il tuo terrore
odio e morte senza senso
atto immenso di dolore.
Hai distrutto
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 | Impresa ardua coltivare l’amore puro
quando la vita piena
di stereotipi illusori
governati da Pluto
ne minano
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| Nell’aria frizzante della sera,
mi lascia il giorno,
agli immaginari pensieri
che non tutti provano.
Mi vedo
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| E’ a sprigionare grazia pronto il gatto
in qualunque occasione: insegnamento
pare che voglia
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Sono trascorsi lustri
e il mio paese è ancora lì,
la stessa campagna
con il sole rovente
che accende gli occhi
mentre gli alberi regalano
l’ombra a passerotti
che non hanno più voce.
Cosa resta del mio borgo
così tanto amato:
la fontana di
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Solo per Te
che leggi i silenzi
sull’arena del Cuore
e sciogli tormenti
come neve
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338305 poesie trovate. In questa pagina dal n° 33451 al n° 33510.
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