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Non è rimasto che il fruscio
degli arti abbandonati sui sassi
sull’erba arresa ai tramonti,
mentre il vento
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 | Se di te ho un pensiero
e anche un sorriso nascosto
dietro un falco appena posato
su un ramo e poi già volato
-di
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| Lasciarsi guidare da sentimenti
impulsi soggettivi spesso indefiniti
un immediato effetto sui sensi
come un turbamento d’animo
il sigillo del tuo sguardo
l’impronta delle tue labbra
l’accelerazione del tuo passo
ascoltare il tuo
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 | Chissà se il mio pensiero
riesce ad arrivare a te
così com’è ...
semplice penetrante tenace e costante.
Nasce spontaneo in ogni dove
s’insinua timidamente nella mente
scivola al cuore e poi s’espande
s’intenerisce, illanguidisce
s’infiamma e ti
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| Ricordarti è come riportarti in vita,
rompere il sortilegio del sonno
che per sempre
t’addormentò.
Al risveglio d’un bacio
la quiete di eterno incantesimo
spezza il silenzio funereo.
Ti ritrovo nelle tempeste del cuore,
affannando per
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| D’ogni
conoscenza
che
la complessità di questa vita
arbitrariamente
pretenda di ridurre
per poterla
manipolare
ne ho piene le tasche
e la loro
grottesca presupponenza
ogni giorno di più
insopportabile
diventa.
Ad una
fanciullezza
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Piove solitudine
nella buia notte,
oscura più del freddo sguardo
dell’indifferenza.
Il domani attende
fuori dalla porta,
appena socchiusa,
su scarpe infangate e stanche.
La nostalgia incombe
come un dolore sordo,
su nuvole sbiadite
nel
leggi

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Spogli la mente
se vesto solo di
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Muto le forme
ma non la sostanza del tempo
e resto in attesa
di qualcosa d’antico
Trovo le parole
ma non i riti più oscuri
che mi permettevano di cogliere
l’ombra dei sogni al tramonto
Cambio le nuvole
al mio cielo di cenere
sperando in una
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Mi sentu vacanti
comu ‘na rasta senza sciuri
quannu ti vardu
e senza sciatu restu.
Si iapri u me cori
comu a vila janca ri ‘na varca
quannu ri ‘npuppa ammutta u maistrali
e ti vardu ancora cu st’occhi ruci
senza sciatu e senza uci.
Caminanu
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 | Ogni mattino
L’aurora mi sorprende
ancora sveglia.
E mi domando
fino a quando...
fino a quando?
Perché questa agonia
mi consuma
piano piano
e vado lontano
si, vado lontano
Col mio pensiero
stanco di vagare
volo dentro a un imbuto
piango
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| Esco da me stesso,
seguo il fiume dei sentimenti
che scorrono nel mio mondo.
Prendo la valigia vuota,
vado ai desideri
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| Correva scalzo
un apostrofo gioioso
pensava ad elisa
di vocale gentile
quel gruppo speciale
che sempre cede
in
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C’era la primavera
nel tuo sguardo
colori d’emozioni
mi tremavano nel cuore .
Uno sguardo
colmo
di dolci
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Ti racconterò di come il vento
entra nelle tempie
e scivola sui vestiti spessi
mentre attraverso
crocevia di passi stanchi
e risalgo ipotetiche vite.
Ti racconterò di quando andai
incontro al mio presente
e senza paura alcuna
feci mille
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 | Dipingo
un sogno nel soffitto
e rinserro
dentro il mio cuore gelido
brandelli di suasioni
e pezzi
di like e apologetica:
sospirini di plauso
e di ovazioni al miele,
oltre lusinghe
encomi
evanescenti spruzzi
di riverenze.
Tra osanna e
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 | Giovani fiori di tenere spine,
freschi profumi della carne,
lancinanti ferite d’esistenza,
già vecchi nella speranza.
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| E’ l’alba di un nuovo giorno che muore.
Raffiche di vento gelido lacerano la neve.
Un esercito di foglie morte marcia
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| S’ammanta bianca la neve sugli occhi
e chiude pupille e mani fredde di colore.
Calda, la coltre candida avvolge le fiaccole
di case assolate di luce e di pensieri.
Copre il cielo sereno
e racconta gesti di vita
che riconoscono il sole.
Silente il
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Io non so se
dentro quella ruga
all’angolo del viso
ci stanno tutte le sbucciature
alle ginocchia
di quando ero bambina
o le lacrime degli amori impossibili
nei giorni da ragazzina.
Quel primo abbraccio alla vita
filiale perpetuata e
la
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Spesso il tempo ci rende schiavi
nel crepitio di un’attesa
che allunga le sue ombre nel cortile di casa
e s’infrange sulle aiuole vermiglie
ai bordi del prato
posandosi poi sugli arbusti
di giovani agave, piantate in fila indiana.
Rimaniamo in
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Arde rosso il ciocco nel camino
di caldo tepor gode la stanza
ma freddo è l’animo del vecchio
lì vicino che sospira che non
vi è fuoco che lo possa
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 | Se mi fermassi
e di questa ragione
riuscissi a trattener il tempo
forse il cuore mio per una volta
sarebbe libero di
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Ho abbandonato
quello che cuore era
ancora che pulsante
insisteva nell’esistere
ai margini estremi
della mia felicità
era il tempo
e lo spazio
attorno si torceva
ora nel rimpianto
del passato
che alla sera
volgeva
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 | In anse mute d’estasi nascoste mi chino
a brancolar nel buio della vita, volteggiano
gli occhi a ritrovar la luce, in danze sensuali
e coinvolgenti
Do voce a ciò che tace, m’inoltro tra le corde
dei miei giorni a testa alta, cerco
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Tutto quello che devi fare è fingere
fingere di stare al gioco
fingere di essere vero, di porti le domande
fingere di amare e di odiare
fingere di partire e poi fingere di tornare
fingi di essere importante
fingi di fingere, continua instancabile a
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Discosto” gli scuri” della vita
dallo sguardo
reso impenetrabile
da un forse appena d’un ricordo
E nell’aritmia d’un
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“M’hai lasciato sull’altare
senza alcuna spiegazione,
ho subito in quel momento
la più grande umiliazione!
Dopo dieci
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(ti guardo e volo)
Mi basta
chiudere gli occhi
e vederti accanto
mentre cerchi le mie mani
disperse nel vuoto...
E abbracciarti,
legandoti a me,
con fili di luna
con i miei occhi
immersi nei tuoi...
Poi
sognare
infiniti di luce
e
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Drowning in chaos:
tutt’intorno l’infernale coacervo
di miliardi di atomi di elettroni
di protoni di voci di coglioni
che si scindono
s’incorporano
si riproducono
svampiscono, folli.
Un chiodo affisso nel tapis roulant
del tempo – metafora
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 | Volavamo...
lasciando all’improvviso
la mia mano
mi avresti spiaccicata al suolo
e calpestata
come un insetto fastidioso,
ma le mie ali,
fortunatamente,
mi hanno salvata
spingendomi più in alto.
Ed ho capito che
fidarsi è bene,
ma non
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Quassù è tutto piccolo
il mondo e quella gente
e come su un trabiccolo
si sta precariamente
ma spero che la stella
sfiorata con le mani
sia finalmente quella
lucente del domani.
Tutto laggiù sul piano
tra alberi e cemento
scompare ed è
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Assurdo sienzio
in questi giorni d’estate
dove il coro della natura
fragoroso tiene compagnia
Poche, rare parole
tra noi
Diverse le origini
lontani i Continenti,
strane coincidenze
ci hanno dichiarato sposi
Sciolto l ‘intreccio di
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Piccola mia luna
fammi morire prima che sia vecchio
non voglio rughe
sul mio volto ancora bambino
Non farmi vedere le ombre
calare sullo sguardo
e il dolore dei miei cari
diventare una lunga triste notte
Piccole mie stelle
non chiudete le mie
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Presso un campo giochi passo
oggi così per caso e qui il mio
sguardo cade spingon a fatica
le carrozzine i nonni dormono
beati i bimbi e su una panchina
lì vicina con vigil occhi scrutano
e sorridono le mamme e pur io
al veder questo apro il mio
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Ni vu ni connu,
introduite dans ma vie,
naguère mon amie,
aujourd’hui dans la peau
d’un gourou hibou,
tu hulules tous tes bobos.
Nivèle tes véritables intentions,
insipides comme ton affection,
nichées sous tes actes manqués,
au profit de tes
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noi donne, che aspettiamo sulla soglia di casa il primo canto mattutino
i passi dello straniero che ci libererà dal
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Cerco con lo sguardo
di vedere la fine del viaggio,
nelle lontananze ignote
là dove arriva solo la mente.
In momenti
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Lungo l’incontro
di fiducia d’amore
ninfea inerme scivolasti
nell’immensità marina.
La tua ferita mortale
lenita fu dal bacio
dell’onda amorevole.
Sull’ultima perla
di dolorose lacrime
viaggiò e, come per una figlia,
le fu culla fino
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Mi parli dei tuoi ricordi,
ti parlo.
Di capelli rossi tornati castani,
dei quindici anni che non ho veduto.
Raccontami
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Jim27 |
28/01/2019 18:25| 1109 |
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Parca di parole quando il pensiero
colora immagini crea intese allontana dissapori
Così si è all’avvio di un nuovo giorno_ il primo_
se il viaggio aggiunge tappe e sposta la sua meta
Il mondo ha un’altra dimensione _se può averne_
soffiando via la
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 | Immersi nella notte
come solchi di luce
scintillanti
e udendo tetri scricchiolii
nel silenzio
poggiamo le ali per terra
Il nero con l’occhio di luna
scruta come un padre.
Tutto è al suo posto
e il vento raccoglie
gli sguardi firmati
dei
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| Non è stato mai facile
vivere senza di te
anche un solo giorno
mia infinita amante.
Non so come ho fatto
a
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 | Ombre estinte di cose
tormentate in gabbia,
tra cancelli socchiusi
inchiodati con rabbia.
In pensieri confusi,
di palpebre pesanti
bruciano
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| Sotto il rosso tramonto
quegl’occhi intensi
sono il rubino corallo
dentro il manto di seta
d’un mar.
Guardo il viso
e i lineamenti d’una mano
per scrutar il futuro,
candido e più puro,
e il desiderio suo più profondo.
Una visione s’accende
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| Resto in corsa verso il destino
al di qua dei vetri
che mi separano dai miei fantasmi
gocce di pioggia
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| Mai una lacrima di sudore che non ti avesse ascoltata
tra il sentire amaro e dolce d’ogni tuo sguardo distratto
come tutti
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| Adesso che da me il tuo cuor s’è allontanato
è solo il tuo ricordo che accende la mia luce
ogni stella è sbiadita, il mio
leggi

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| Sta, piccolo
nella valigia
al buio dei lamenti.
Laghi le palpebre
si svuotano delle carezze avute
e bambino
culla non
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Il cielo s’oscura ancora
la tempesta s’avvicina
e nulla abbiamo capito
della scorsa lunga notte.
Ora non spunta più l’alba
è perduta la memoria
d’un secolo alla deriva
con l’odio nei nostri cuori.
Ancora nulla è mutato
se restiamo
leggi

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 | Note dell’Ave Maria
camminano l’aere trafugando
ogni spazio dell’anima e del cuore.
Rifiorisce mio sentiero ad ogni
rintocco del vetusto campanile,
e gli occhi incantati da quel fascino
antico,
perforano possenti mura
al sorgere di sensazioni
leggi

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 | Etereo avvolgersi
dei nostri corpi
del nulla,
è bello incontrarti
dove trema il vento.
Quello che i tuoi
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Un giorno smise il vento
di salutare il mare
e il mare pianse
le lacrime...
le più amare
chiese aiuto al sole
che si potesse fermare
ma il sole potè solo
che scaldare
la piatta superficie
di tristi parole
chiese allora al fondo
di
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Piccola Anna fragile e forte
dalle domande immense
scritte fra righe di spine parallele
e incomprensibili confini:
Dove fuggì la ribellione
dove si nascose la dignità?
Fra condizionanti profezie, ingenuità furiose
nella folle paura di sfidare
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Avrei steso un tappeto di viole
addobbato il cielo di rondini in volo
un viale di rose a contornar la vita e
un tuffo dal trampolino di una piscina
ove colorate libellule danzavano la vita...
Avrei steso un tappeto per farti volare
come gabbiano
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Quei fogli bianchi hanno perso ogni sfumatura
inutile gettare barattoli di vernice
colori non riusciranno a detergere
impera il bitume accartocciando ogni vena
passione volontà coraggio
in discesa senza fine
risalire diventa alquanto
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Non si apprezza più la vita,
questo dono sacrosanto,
non riusciamo ad esser vivi,
né a sentirci più giulivi!
Siamo in cerca disperata
di arrivare sempre in cima,
ma una volta sulla vetta,
discendiamo in tutta fretta!
Desideri e sogni
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Sei bellezza,
puro candore,
occhi di cielo
nei quali mi ritrovo
e m’invento strade
su cui camminare
sicuro...
Non voglio altre stelle
ma il tuo sguardo
di lune impazzite
che danzano frenetiche
ad un tuo gesto...
Cerco nell’aria
il profumo
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338305 poesie trovate. In questa pagina dal n° 33391 al n° 33450.
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