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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’887Autori attivi: 7’453
Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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 | Il tuo viso, inalterato dalla pioggia
annaffiato come una rosa, riposa
e nei tuoi occhi risplende il mare
dove andranno queste nuvole leggere
e le navi, che svaniscono al tramonto
il tuo viso è fragile, dolce come una duna
come la sabbia bianca al
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C’è mestizia
nelle viscere dell’anima
a raccattare perché
senza risposte
e dove e quando
la follia d’una vita
ha ancora sogni.
Assopita
nel volto ingrigito dell’attesa
rivedo il tempo.
Volto le spalle,
nascondendo il viso al ricordo,
e
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Seduto bevo il mio caffè,
ascolto paziente quanto l’altro mi dice,
spontaneamente.
Col tempo apprendo
a dare il buongiorno
al bisogno dell’altro.
Non costa nulla,
serve solo a raccogliere
quanto l’altro ti dà,
quanto io gli do.
Accettare Il suo
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Le frasche spoglie,
un giallo tappeto di foglie.
Camminare sul soffice manto,
d’improvviso trovare la sorpresa,
non pensare né all’estate
né alla primavera.
La luce tenue, il leggero velo
fan capolino nell’alto del cielo.
Si rinnovano energie
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Pensieri appesi
in fila come soldati
Irti, chiusi
dal sole appena baciati.
Mestamente abbracciano
il tempo che passa
nelle ore al morire del giorno...
Come anime in fila
sul crinale della sera
li vedi salutare la luce
che di lato
affoga
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“Non mi funziona più da tanti anni!
Non faccio più del sesso da una vita!
Son vecchio, sono pieno di malanni,
l’età
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Rilassata io,
osservo quella scia dorata,
di una luna che si specchia sul mare,
un sospiro profondo rigenera i miei sensi.
C’è un silenzio nascosto,
voci di uomini e donne
che passeggiano sul lungomare felici
mi avvolge e mi rasserena,
una brezza
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Quando sei andata via
avevo polvere
sulle pareti un po’ sporche
e luce nelle cantine
Dove nascondevo conflitti
e mattine in trionfo
verso le stelle
accese per caso al ritorno
Quando te ne sei andata
ho spento le nuvole
e rifatto il
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Sai quante volte ho scritto con le lacrime?
Ho viaggiato nell’anima mia
quando sola mi ascoltavo.
Dalle mie viscere emergevano
milioni di lettere,
come soldatini, pronti,
a mettersi in fila.
Tu, ombra furtiva,
ascolti e leggi
tra righe
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Leggo i segni del tempo
su questi ulivi centenari,
immobili e fieri
di chiome argentee.
Si imbruna la terra
per mano al suo cielo,
prepara i suoi solchi
al seme prodigo.
Nell’aria sottile
tagliata di fresco,
annuso ottobre
che presto
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 | Sento ancora il tuo odore
sulla mia pelle
che trema al tuo essermi vicina...
carne che trema,
che suda,
che s’intreccia
come una forcina fra i capelli,
che respira,
che trasuda passione.
La passione che ci lega
e che ci fa essere
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Ma le parole naufragano nella mente
e vagano nei giorni vuoti e nelle notti di strane tempeste
quelle parole non affondano mai...
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sono ancore fissate nei fondali, slegate
punti fermi nel silenzio, forme acute
ma le parole sfiorano i segreti,
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Sotto il sole,
i tuoi occhi si colorano di miele,
ti guardo,
i cuori parlano...
Sotto il sole,
prendono vita i tuoi capelli,
li accarezzo e il silenzio si riempie
d’emozione...
Sotto il sole,
le lacrime si asciugano,
una stria di sale tocca le
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 | Con il kantaro incastonato di blu cobalto, aspetto;
vicino alla sorgente argentata di sera,
vicino ai fiori d’inverno, d’elleboro rosa, indugio.
Con la calma di una montatura sellata, sotto i dolci profili di colline, temporeggia.
Con la classe del
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| Vi invidio
tutti voi che credete in qualcosa
che alzate sulle spalle la speranza
e la portate in giro per le strade
di una città distratta.
Invidio
le vostre preghiere
mani giunte e canti d’Alleluia
il sudore che scende dalla fronte
avvolto
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| Lacrime di pioggia
scorrono sui vetri bagnati.
Nel loro gioco ad inseguirsi.
Il cuore non si dà pace
su ciò che desidera.
Eppure ieri era sereno.
Cerco con lo sguardo la tua presenza,
a colmare l’assenza di sole
per il mio cuore, insaziabile di
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svegliarsi da un torpore
e ritrovarsi a fissare le foglie
come impresse in pensieri saltati fuori
da una notte di doglie
avvertirsi in un piccolo cuore
trafitto da un ostile sentire
ignorato da occhi di ghiaccio
nell’indifferenza che ingloba
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Manco du’ giorni e già ciamanca tanto,
er nostro Giggi dar grande soriso.
Se vela l’occhio, trattenenno er
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Langue la pagina non trovi più quell’input
che tanto ha rivoluzionato l’esistenza
deve pur esserci un modo
onde ritrovare quei profumi persi senza una volontà
scavare scavare sino a spezzarsi le mani
non sempre è possibile
il ménage propone
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O nero o bianco non mi serve un buco
in questo vieni e vai in alto e in basso
è che la renitenza la introduco
facendo tra le stelle ancora un passo
tra i fiori su di un prato e in quanto fuco
fecondo la regina e me la spasso.
E’ lì che sazio in
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Sparàtemi, vi prego, sono stanco
di vivere in un mondo d’ingiustizia!
L’amore? Sono sempre andato in bianco,
le donne parlan solo di amicizia!
Se tento di baciarle ... è una violenza,
se cerco di introdurle in un discorso ...
laddove miro al
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Mi capita di pensarti Clara
quando faccio sogni incomprensibili
che mi turbano per giorni.
Come se un malessere
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Ho ancora sulle guance il bel sapore
dei baci che m’hai dato tu, convinta
di compiacere a quel tuo vecchio amore,
che nel cuore ti porta ben dipinta.
Ci fu nel tempo più di un dissapore,
ma andare via non può quella distinta
immagine di te che nel
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Dopotutto cosa può celarsi dietro ogni silenzio?
Forse solo l’assenza di parole,
quelle non dette ma pensate,
poste nel dimenticatoio e accantonate
Dopotutto cosa rivelano le voci?
Forse un concetto espresso male,
quel momento
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 | Mi hanno chiesto
di dimenticarti;
di obliare l’amore
che vivo per te;
di non sentire
ovunque il profumo
della tua
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| Non dimenticherò niente di te
neanche quando la notte è anima e malinconia.
Non ti chiamerò nel tuo nome
ascolterò i battiti del cuore
nel silenzio di uno sguardo.
Sarò con te
niente può dividere la notte dal giorno .
Ti stringerò sempre
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Tu sei la sola
che si è inginocchiata
a pregare le ombre
davanti al mio altare
Ed il marmo nero
era lucido
della tua saliva
spesa per adorare
I centimetri di pelle
lasciati dalle carezze
più nascoste
nude più del mare
Tu sei la
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E fu così quel dolce sentir
a volteggiar fra mente e capelli al vento e
salir in alto fra nubi a cercar quel senso d’abbandono.
Camminare in punta di piedi ed inoltrar in
altre dimensioni e cercar l’ispirazione in
spirituali sensazioni e indossar
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Indicibili
sono.
Alle memorie
di un altro essere
che in un mondo parallelo
dimori
e
per uno strano appuntamento
con me
suo gemello nel Sentire
magicamente
condivida
ascrivere potrei.
Sono lì
sospese
tra la perplessità della
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Abbandonati
Solo per questa notte
Noi siamo il cielo
Acquietami con
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| Julie |
13/09/2019 17:40| 1019 |
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Madreperla lucente
di trasparente serenità
le conchiglie
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Guardava il mare
mentre il crepuscolo
avanzava felpato.
Nuda di conchiglia
senza valva,
mostrava solo al cielo
la sua perla preziosa.
I capelli al vento
muovevano i pensieri,
piombo e sale
impastavano le labbra,
nubi e cenere
cosparsi sul
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Portate dal vento d’autunno
le foglie rossastre voleranno via
via come i giorni
via come sfuggevoli momenti.
Arriverà poi la neve e il gelo di un nuovo inverno
ma la linfa
non smetterà di scorrere
come il sangue
nelle vene.
Poi la dolce
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 | Mute le voci nell’aria stasera
non nuove stelle né comete
solo uno spento sole
nel mio cuore ancora.
Nell’incerta alternanza
ci sto provando,
errante nel buio vado cercando
ma è difficile trovare
un nuovo amore accanto.
Sfoglio “M’ama non
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Vorrei poter dire di questa gioia
così effimera così vivida
ma la voce risulta muta
e le parole sono fallaci.
V’è un limite oltre il quale
esse non sanno andare.
So che il pensiero è in festa
tra voli e danze crea
artifici
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Grida disattese nel deserto maledetto
si ergono tra demoni con unico precetto
di calpestar selvaggiamente ogni fiore
qui forse nato o giunto per errore.
Orrore il capolinea d’ogni rosa,
schiave in fabbriche prive di posa,
povere e soggiogate dal
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Vulimmu fari li cristiani seri?
sempri ca ni lamintammu
ru suli e ru jornu
chistu nun mi piaci
chistu nun fa pì mia
e st’autru vistitu è strittu e longu
mai cuntenti
eppuri avemu l’acqua e avemu lu focu
mancanu sulu i rinari...
maliritti
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Si è simili al vento
nei nostri silenzi
cosi leggera è l’aria
che ci può sollevare
e noi che perdiamo lo sguardo
in infiniti
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Del cielo, gli occhi hanno ammirato l’azzurro,
della terra hanno gioito del suo fiorire,
della vita hanno adorato ogni respiro, ogni sussurro,
della morte non hanno mai avuto timore.
Occhi che non hanno più avuto lacrime,
che non hanno saputo più
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Sono vecchia e sono brutta,
non mi vuole più nessuno,
ma se avevo tanti soldi
certamente più di uno
si sarebbe fatto
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Sulla carta fermo il mio pensiero,
ricercando il soffio d’ispirata Musa
che mi accolga nella casa di adombrato silenzio.
E’ una musica quieta,
accanto a un boschivo rifugio,
immerso in naturale e accogliente riposo di parole.
Queste nascono in
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il vento di settembre
si infila tra i rami degli alberi
fa volare tutto intorno
le foglie che si lasciano andare
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Un fiore morì,
il più bello nel campo color
verde primavera.
Una pietra a custodia della sua radice .
La terra smossa, l’urlo della pioggia.
Il tempo e la sete di rinascita.
E fu miracolo.
Ancora più profumato e vivo
nacque quel fiore.
Ancora
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Nessuno deve parlare
quando ti spogli delle emozioni
e resti senza respiro
fra le rovine di queste sere
Nessuno deve sapere
quanto hai pianto
prima di strisciare nel vento
in cerca di qualche carezza
Ed è solo la verità
della neve prima
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Guardi lontano l’orizzonte infinito
sperando di poter fermare il mondo.
Chiedilo al sole di non spegnersi mai,
urlalo al vento di soffiare più forte.
Dillo alla luna di addolcire la notte,
respira il mare dal salmastro profumo.
Prega il tuo Dio che
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 | Nelle notti d’estate
l’ala gentile della notte
riconsegna respiro ai
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Il tempo
prato ricco di fiori
con stormi d’uccelli
torri e terra sassosa,
piante di rose
il rumore del mare
con qualche conchiglia .
La vita è pagina scritta
senza si possa fare una scelta,
una stanza priva di mura,
con la luna per
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I me scarponi
de coan’ séra alpin
ghe iò ‘ncora sul granàro
e i ga l’udor del vin,
ne la caserma
là ‘ndo ò fato ‘l soldà
gh’éra l’usànsa
de bearar ne i scaroni
col vin, la pianta del pié.
Solo i congedanti
i gh’éa ‘sto prevelejo,
e mi,
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 | Cattedrali di miele
nel cielo di settembre,
coronano il sole
che fugge al tramonto
partorendo sogni che sfiorano
le ali d’uomo.
Nati sono nel pensiero
sfumato del vespero
i mille e tanti desii,
con forza si donano
ai ricordi macchiati
di
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L’orme, ricordi amari qui tra l’onde
persi, che il tempo ha cancellato ormai
da questa riva; con dolor risponde
l’eco lontana, che non tace mai!
Nel gorgo giro, sì come errabonde
foglie in balia del vento, che giammai
si fermano, se ancora il
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Dietro uno specchio
rubo istantanee
distratte e folli di me
sotto la luce impietosa
della pelle rigata.
Accolgo l’età matura
dei miei anni impolverati
mai stanca,
e mi siedo accanto alle mie abitudini
nel rumore calmo di nuovi giorni
che
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Ammazza che bona che te sei fatta Carolì.
Me so messa a dieta Teresì
Hai fatto bè, quanti chili hai calato?
N’a cifra
come hai fatto?
Basta strigne la cinta
pè allargasse ce vò n’anticchia
a strignese bène.
Ce crèdo io nun ce la faccio a nun
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Di me ricordate
che ho amato scrivere
di vita e amore.
Di me ricordate
che ho amato di più
i miei figli e il dolore per essi.
Di me ricordate
che vive tormento d’amore
nel sangue e nella carne.
Di me ricordate
che sono morta
e
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Ti vedo offrire
Il tuo specchio al mondo,
il tuo petto all’uomo,
la tua gioia al mare.
Ti vedo soffrire
dietro lo specchio, nell’oblio,
dietro l’uomo, nascosta.
E nel mare,
ineluttabile,
mentre sprofondi.
Tu costretta
unica a non
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La chioma sa della vicinanza delle radici
eppure si dirige verso il cielo
mentre altri intrecci, irti e nodosi,
s’estendono nel terreno.
Anche noi sappiamo del nostro ardire.
Ma siamo agli antipodi o su vie parallele.
Il pensiero è un ponte
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Se nei tuoi occhi ci fosse il mare
cercherei l’isola più a sud del cielo
dove cadono le stelle sull’orizzonte delle onde
e nel silenzio che solo l’amore possiede
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Scorri nelle cose
come acqua
diventi esse.
-
Vorrei abbracciarti, mentre dormi
immaginare dove sei in quell’istante
e sentire
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Talora m’illudo
che ancora molto mi resti
di questo incerto vivere
che mai concesso ha sconti.
Prigioniero di forzate illusioni,
il tempo ha costruito apparenze,
inganni forse,
ricostruzioni distopiche
di vita rarefatta.
Se ti riesce,
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A volte mi abita la strage
così elargisco falsamente candida
a piene mani, argomenti cupi
e attendo repliche vacue, virtuose
da scuotere come uno straccio.
Perché, perché lo faccio?
Forse per ascoltare smentite
conferme o fiammate
soavi
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338048 poesie trovate. In questa pagina dal n° 27181 al n° 27240.
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Cara/o Poeta Mario Arena,
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