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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’885Autori attivi: 7’453
Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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Quell’impegno più grande di te
ancor oggi fa sentire tutto il suo calvario
riportando alla mente
quel tempo ormai distrutto dall’irrimediabile
non basta stare lontano dal dolore!
Un niente e tutto riprende forma
causando un vero e proprio
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“T’ho presentato il mio fidanzato
e sei rimasta fredda, imbambolata,
lo sguardo fisso, senza una parola,
sembravi come
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Non sono figlia di poeti.
Mio padre mi ha insegnato
solo a raccogliere le briciole per gli uccellini
morti di freddo in pieno inverno;
a non andare a letto
se prima non avevamo fatto entrare il gatto.
Non sono figlia di poeti.
Mio padre mi ha
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Una settimana,
di politiche divisorie,
che travestono,
le illusioni in promesse,
promesse realizzabili,
dicono,
ma nella
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Se
guardando
negli occhi un amico
con i suoi occhi
mi potessi
magicamente osservare
cosa
riconoscerei
di me stesso?
Se
le mie parole
da lui
ascoltate
e attentamente vagliate
con
le sue orecchie potessi sentire
cosa
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In un’altra vita
ti avrei regalato una rosa
e tu saresti stata una nuvola
libera nel cielo
Non avresti avuto un vento
che ti portava via
e le mie parole
sarebbero rimaste sulla pelle
Avrebbero inciso la roccia
e scolpito il tempo
come fa
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Sole a trafigger alberi e
colori ad investir il sottobosco
a tepor di foglie rosse,
ombre e luci a colorar come pittore.
Vuoto da colmare ed attender che
il ramo le lasci cadere,
silenti foglie attorcigliate
a tesser un manto di tepore,
per
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Sento gocce di rugiada trastullarsi
sulle mie ciglia intimidite
dagli spasmi di un vento,
che mi offende.
Le palpebre cariche di solitudine
sussurrono alle pupille di cercarti ancora
tra le ombre del crepuscolo,
che incombe sulla mia pelle
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 | Lu pinseru,
vola arreti ‘nta lu tempu,
quannu carusu a curriri comu lu ventu.
Spinsiratu, ma puru siddiatu,
picchi ranni n’avia divintatu.
Lu nomi "Picciriddu",
l’avia stancatu.
Cu iddu ogni jornu ‘’
avia furriatu,
ma spissu ‘a porta
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Ricamo emozioni
alla deriva dell’anima:
troppo buio
spegne lo spettro
caleidoscopio dell’intimo.
Accade l’ignavia
di soppiatto ghermisce
toglie il respiro,
annebbia lo sguardo.
Breve invece
è il passo del vivere,
stolto è il diniego,
effimera
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Piange il poeta
piange tra le righe
bagnando ogni parola
con le lacrime del cuore.
Sorride e si fa allegro
solo se il sole l’accarezza,
come un bimbo sparge fiori
profumando ogni dolore.
Come un gabbiano
la sua anima si tuffa
nelle onde blu
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Velocemente sale la frequenza
parallelamente all’ampiezza
sempre più alte
repentine onde saettano da capo a piè.
Tepore puntiforme crescente
si irradia in te
senti rivivere improvvisamente
fibre atrofizzate sensazioni dimenticate
Tensione e
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Per vie traverse cercano proseliti
gridano osanna tra frivolezze
e l’approssimazione di un sapere
vago e scarno. Gettano l’amo
sapendo che abboccheranno.
Gli stolti d’ogni età ed i poveri di spirito.
Nulla di biblico. Un’espressione
ad hoc per
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 | Non luce
o sentiero luminoso
sul limitar del bosco,
ma respiro improvviso
di ipnotica ventura
ti cattura.
Degli umani vissuti
entri a far parte
nulla preparato con arte
si addentrano le linfe
sotto la scorza,
vitali e con nuova
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Livia ch’è sempre attenta co’ l’ambiente,
dice che er Fico d’india è come er porco:
la pianta, er frutto... nun se butta
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Pezzo dopo pezzo
mi riprendo pelle, anima e cuore,
sparpagliati alla rinfusa
tra i tuoi vestiti e i miei.
Raccolgo le ultime
scintille di desiderio
racchiuse in respiri di malinconie,
mentre il vento porta il tuo profumo.
Tra passi frettolosi e
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Parla la neve
come la piuma
ondeggia il fiocco
e cade
ovunque guardi cade
visita il sonno
cede dal cielo nella notte
si
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La notte non riposa
con la sua luna illumina
le ombre che in me vivono
il tempo andato della gioventù.
Sono malinconie
i silenzi nei riflessi del mare
e io ascolto l’onda
che muore sulla riva e svanisce
per poi ritornare a essere di nuovo
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È elevazione dello Spirito
questo sfondo oltre la finestra.
Tutto è miracolo
quando ti svegli all’alba
vestita di poesia nuova.
Sono sola
innegabile evidenza
ma non sento refoli di vuoto
trapassarmi le ossa.
È il calore di una verde
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Sento il tuo respiro
passa quel muro che ci divide,
mi porta anche il tuo profumo,
che mi incanta, ma,
l’incanto è tutto ciò che provo.
Cerco l’uscita
o una finestra, canto
leggera una canzone d’amore,
poi sento i tuoi passi,
l’ombra della
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E correva a perdifiato
con il suo cavallino di formaggio
nell’aria lo faceva galoppare,
il nitrito, imitava dei suoi zoccoli, il trotterellare.
Tutto quanto aveva appreso nella stalla
dal cavallo, quello vero, del suo amico Gianni.
Ora era felice e
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mi attirarono le note dell’organo
il tempo si era fermato e
fu come uscire fuori da me
uno sconosciuto luogo di pace
mi accolse
non era sogno o visione: quella musica
sacra era divenuta parte
di me del mio spirito
mentre mi avvolgeva una
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Su, dammi la tua mano
e fammi immaginare
che al mondo c’è qualcuno
che mi vuol sollevare
da questa depressione
che soffoca il morale
e giorno dopo giorno
mi fa star tanto male!
Se pure tu mi neghi
un gesto d’amicizia
cadrò completamente
in
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Annebbia menti amore, e le riduce
ad occuparsi solo di una cosa,
ad unica funzione le conduce,
a progetto di vita fascinosa.
Annebbiamenti in cui non più riluce
il raziocinio, facoltà radiosa,
provoca l’imperioso e estremo duce,
con dittatura sua
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È gelo dell’anima
celato tra le fessure,
è aria viziata
quel che si respira.
Un corpo passivo
e giorni che scorrono
tra pagine scritte in
bianco e nero.
È un gioco acrobatico
su fili avvinti,
poderosi si infrangono
su flebili emozioni
si
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Non ho voglia
di piangere ombre
perché la notte è breve
e presto tornerà la pioggia
Non ho spazio
per sentire i respiri
e oltre il confine del male
c’è sempre un rimorso
Che incide la pelle
fino a riaprire ferite
dimenticate da tempo
nel
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Ingoio giorni di vita impazzita
sfuggita di mano
e ferma in divieti di sosta
su strade a senso alternato.
Le ferite rimarginate
con l’abulia dell’incuria
non cicatrizzano mai
indolenti scivolano
alla deriva dei cuori.
Eppure sento pulsare
negli
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 | Confesso,
le mie segrete.
In rotoli di pergamena
che non ho ancora srotolato
segnate da parole in filigrana
e ricucite con fili d’oro
delle mie emozioni.
Canti nuovi e canti antichi
che si rivestono di tanta beltà.
Un effluvio che sgorga
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| l’alba radiosa
illumina greve l’immagine della luna
che supina sorride alla terra
come madre di tutti gli amori
raccoglie a sè l’immagine delle sensazioni
nel rinverdire di nuove emozioni
mirabile è la volontà di vivere
nelle venerate passioni
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| Mi sento abbastanza
sola per frugare in fondo al mio vuoto,
infilarci,
non la mano ma il cuore e la mente
e ritornare in superficie
senza nemmeno un granello di grano.
Ma a volte...
Mi sento così felice
che il mio essere donna
è un’appendice
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 | Argento liquido,
prezioso circonda,
l’isola dei desii,
nido di bramosia,
culla di voglie.
Solida calda roccia,
ha
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Anche ottobre si maschera, burlandoci.
Sorride. Ardente è il sole che pare luglio
nelle ore avanzate del giorno
e d’un tratto la luce intensa discolora.
L’ora del tramonto ci rammenta
che il tempo è mutato.
Ormai è l’autunno.
A sera un velo
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Gli ultimi giorni
della tua travagliata vita
si sono consumati
nel buio totale
della tua solitudine.
Il silenzio
ha scandito la cadenza
del tuo declino.
Poi, dopo aver sofferto,
circondato dall’affetto
dei tuoi cari,
sei morto nello
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 | Come nuvole, placide - silenziose -
Noi ce ne andremo.
Saluteremo l’alba
le sue sottili parole
si sciolgono al sole
nelle stazioni deserte
noi ce ne andremo
fermi nello sguardo
occhi fissi al niente
noi ce ne andremo
come le domande
rimaste
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| Aspettami in quel posto assolato d’agosto
in cima a quel prato, con sguardo dritto sul mare.
Aspettami alle spalle d’autunno
dietro l’albero di castagno e a Dicembre in quel casolare sperduto
dove sostammo
madidi di pioggia, in cerca di un
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| Seduti davanti al tuo negozio
raccontiamo il nostro passato
sereni in gaudente ozio
di fronte al muro assolato.
Ieri e l’agostano presente
si fondono, amico mio, nel nostro
narrare accondiscendente
nulla lascia di inchiostro.
Dei nostri figli
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| Il pianeta che ci ospita
non è che una labile parte
dell’universo intero.
Il decoro del silenzio
che si apparta discreto
è dettato dal sorriso
per la felicità,
dal pianto per la disperazione
di ancora tante persone.
Quale sia la verità
chi
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| Eccomi ragno
ad intelaiare
ragnatele di pensieri.
Volo invisibile:
è un’illusione,
credo,
ma non meno
delle vite di plastica.
Mi alleno a morire
ogni giorno.
Mi cibo di rovine,
mai sazio, espando vita.
Mi cullerete
nei vostri
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 | Let me see your eyes
and sink into them now
to find out what you feel
when I’m beside you
to understand the truth
when they look at me.
Let me lean against your chest
for listening your heart beating
because I want to know
if your love for me
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Abbracci coi tuoi baci le carezze
sapendo di fandonie e di sconcezze
Baci carezze e abbracci
sommati alle moine di un falsario
altro che sillabario
finito per procura dentro i lacci.
Carezze abbracci e baci
li conti strettamente sul
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Su vicchiareddu assittatu o suli u viriti
veni ogni matina cu passu leggiu e miti
iavi nu trimulizzu nta na manu e ‘mperi
e ‘ncagnuleddu niuru ca ci passia darreri
gnionnu mi scuncicò ca so vuci stintata
mi rissi oggi ma godu sta bedda
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Sui tacchi a spillo ancheggi sinuosa
alla carezza d’alito di vento,
lasciando scia inebriante ed odorosa;
per ogni uomo sei sospiro lento!
Sei donna sensuale e bene amato,
plasmò il tuo corpo, Dio, flessuoso e morbido,
con valli e curve da mozzare
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“Vanessa, non ti mettere paura,
son tuo marito, sotto la sembianza
d’un tenero fantasma, son venuto
per aiutarti in questa
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Ma cosa aspetti non vedi che il mondo va tutto a rotoli
segui la tua strada lascia perdere quanto corrode il fegato
non farti il sangue amaro più di quanto sia
cerca nell’infinito quanto più ti aggrada
non essere invadente non superare i
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Dai colli scende
pesante la sera,
col buio cerchia
la mia vecchia contrada.
Poche luci
e qualche cammino
lottano contro il buio
come lotta il mio essere
contro il male oscuro
che ruba la vita,
quando questa è,
ancora verde e bella.
Ma
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Per ricordare le tue mani
avrei bisogno
di un altro bicchiere d’incenso
e forse allora ingannerei
Il tempo che scorre impietoso
qui nel buio profondo
di questa stanza vuota
a danzare le ombre da solo
Rammenterei il profumo
e il respiro che
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E cosi lascio socchiusa la porta,
mentre il sole tramonta lento
e il freddo piano si insinua
tra le coperte e il cuore.
Mi cullo,
stringendo le ginocchia al petto
mentre lacrime silenziose e ruvide
trovano nuovi ostacoli
sul viso stanco.
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La buona gente canta
quando suona la campana.
La buona gente si segna
quando s’intona l’inno.
La buona gente si genuflette
di fronte al benemerito
ma non guarda i suoi calzari lordi
della melma in cui ha sguazzato.
Crede ancora alle sue
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Come il cielo stamane, frammisto alle nubi
incerto è anche il mio giorno,
il suo evolversi lento, seminato di ostacoli
circoscritto da freni intrappolato in morse di ferro.
Il suo passo pesante la schiena spezzata,
la meta lontana.
Ascolto il
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Argine irto di spine
che il vento veste di foglie,
le pietre sembrano fiori
nel ruscello
con un letto di fango,
la pioggia sui rami
denudati dal
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In controluce
si diradano le nuvole
e svelano le stelle
silenziose testimoni
dei nostri passi.
Il vento sa tutto
ma ora tace
per non stupire
questa vita che sbanda
e strappa
sorrisi e lacrime
alle ore distratte
e freddolose.
È ancora
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Forse sarà pura illusione
pensar di svegliarmi un giorno
nel pianeta davvero migliore
ma ciò non finirò di sognare.
Ove una mano ognuno darà
a chi senza colpe grida pietà
per sentirsi reo d’esser nato
in un mondo sbagliato.
Dio, mi sosterrai ad
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 | Sullo specchio
d’acque calme
taglia silente l’onda il cigno
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| Le poesie sono mie
solo nel momento in cui le scrivo
poi sono vostre
ve le regalo
però fatene buon uso
potete ingoiarle
entrarci dentro e viverle
ma vi prego
non ve ne appropriate
prché sono la mia vita
le mie emozioni
le mie elucubrazioni
i
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| Il dolor si spegne
quando siamo occhi negli occhi
e il destino di luce li sostiene.
Con i rintocchi suoi
il tempo d’ogni suo passo
plasma la terra di noi,
e il futur lontano,
che di buia incognita è intenta,
col desider più non si
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| Storie di cose,
di uomini e di donne,
di vecchi e di bambini,
di pensieri e di parole sussurrate
al vento, al tempo
a lei che non vuol sentire
di sogni sognati e di sogni da sognare.
Gli anni incominciano a pesare
come la neve che scende
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| Eccolo, è giunto l’amico autunno:
con i suoi profumi,
con i suoi colori,
con il suo incedere armonioso.
Trasforma le
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Al mistero appartiene un silenzio,
fermo e saldo come la bellezza.
I petali sono pagine di un libro mai scritto,
che a nessuno è mai dato di possedere.
L’odore del canto di un cigno,
e del cielo che lo saprà rapire.
-
La vita ha mille volti,
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Era la mia assenza a farmi compagnia
guardavo dentro me e ti vedevo nostalgia
fasciarmi il male che morde il cuore .
Tu eri prima di me
e non potevo fuggire dalla tua presenza
parlavi senza parole
sei voce che rapisce l’anima senza un perché .
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E vedi lente scendere le foglie
appese a un filo di malinconia;
ritornano le more, da raccogliere
rubandole ai cespugli; e la foschia.
Intorno, la natura cambia in spoglie
vuote di scopo e piene di poesia,
alberi dai colori spenti, a
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338040 poesie trovate. In questa pagina dal n° 26761 al n° 26820.
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