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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’880Autori attivi: 7’453
Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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Sono la nuotatrice imperfetta.
Mi portano via i venti, galleggio in bonacce transitorie,
bevo acqua salata durante i momenti in cui il vento porta in alto cristalli di sale che mi ubriacano gli occhi.
Sono la nuotatrice che ingoia acqua
ma sorride
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È un cuore che si è perduto, la vita.
Smarrito nel labirinto delle idee.
Tra strade strette e vicoli di luce.
Cani che abbaiano e mani dentro tenaglie
strette di schiavitù, pendenti.
Fossi molli e brividi di freddo. Morte.
È sazietà di vuoto. Fame
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Quand’anche il tempo avaro
concedesse al mondo oramai
impazzito un po’ di tregua.
Una spina conficcata nella carne
pur
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Mentre ti guardo
ti spoglio del tuo ultimo barlume
di pudore e
resti nudo
di fronte al tempo
che non attende,
alla vita che non accetta
ripensamenti.
In un attimo afferro
l’eterno dilemma,
la semplicità dell’essere felici.
Nudo e
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Guarda come brillano le stelle
a tutti noi regalano l’emozione
che si riversa nelle vene.
Osserva il cielo nella notte
e, la vibrazione entra nelle tue corde
come una canzone senza dissonanze.
Siamo un quartiere dell’universo
e, spesso
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in questo giorno stordito di luce
il mio lavoro incessante
di sole
per gli ultimi
i senza voce
i perseguitati che Lorca cantava
per i bambini scandalizzati
dal prelato
-meglio per lui dice il Vangelo
legarsi una pietra al collo
il mio è
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Statuato corpo su soffice porpora
s’adagia dolcemente nell’incanto
così raccolta recita il respiro ad ogni ora
il silenzio ovatta il gradevole canto
nell’incarno delle albe a venir ancora
ed il cuor avvampa col suo ammanto.
L’amor che sempre
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Oh credendo di creder
credetti alle favole,
ahimè in disuso come
l’ordito di una tela logorata...
Credendo, credetti e credei
più della ragione stessa e
ne ammirai la fantasia,
e credendo mi feci male...
Ahimè la tela s’è strappata e
le
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Non è facile chiudere gli occhi quando il dì
ha esaurito tutte le sue forze
quell’andirivieni di situazioni tornano ad oltranza
come se la loro vita non volessero abbandonare
sarà per il caffè saranno i pensieri
ma quell’impedimento risulta
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Parlar delle bellezze dell’Italia
e farne un testo alquanto razionale
con versi che rispecchiano il valore
...per un poeta è cosa naturale!
Le Alpi, gli Appennini, i laghi, i fiumi,
città, paesi e piccole frazioni,
montagne, valli, fertili
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E’ una fame diversa, che non si placa
che stringe nodi, s’oblia stremata.
Domando quiete lontano dalle turbe
scavando in fondo fino alle radici
e ancora bramo note segni gesti.
Rinvengo sogni sui fogli ingialliti,
tra le grinze strani
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Se le nuvole del cielo
fossero state meno scure
forse non avrei visto
il vento giocare coi capelli
E lo sguardo nel mare
che indugiava al tramonto
quando la sera è un presagio
e il sole un ricordo
Se la pioggia nel bosco
fosse stata meno
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I colori di ottobre
travasati nella vite americana:
un grido rosso
sulla pietra paziente,
un volo aggrappato
per sguardi profondi,
un arabesco cucito
tra polvere e fronde.
È cosi provvida la natura
in questa estate
che non se ne vuole andare
in
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Italia |
22/10/2019 20:34 | 1267 |
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Ombre lunghe leniscono le pene di creature stravolte
che si agitano nel cosmo mentre la fatica di membra
contratte evapora tra le novole sfilacciate.
Sei cara quando la quiete scioglie lo spirito
raccogliendo l’amore nell’ampolla del
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Il cielo è nei tuoi occhi
ed è più bello riflesso in te,
più vispo,
più brillante;
più ampio e spaventoso.
Spaventoso come dover provare,
come voler riuscire.
Spaventoso come una vita vissuta.
Spaventoso come la felicità più pura.
Spaventoso come
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 | Di te bambina lo specchio si colora
e ne diviene essenza ripetuta
tra le gocce di rugiada degli occhi.
Raccoglie limiti
e ne dipinge contorni
come linee asservite ai pensieri più cupi.
Ripete frasi sconnesse alle primi luci del giorno
nel
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 | Affondando nel “sesto” gradino
si dissetano le ombre
in un pozzo dove emerge
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| Il fine ultimo della vita
naviga nel mio pensiero
simile al una grossa nave
a notte fonda
nel’oceano in tempesta.
Non mi uccide questo peso,
né mi alleggerisce il domani,
mi sento spoglio: nudo,
privo di sole, luce, ed un letto.
Sento la mia
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 | Sono piccoli segreti, bagnati dalla pioggia,
sotto le scale, negli androni di palazzi antichi
nelle fessure dei muri, dei dimenticati
si sporgono alla luce, come il sangue dalle ferite
silenziosamente rubano esistenza, colore
vicino al muschio dove
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 | Chiove...!
Nu fumme scuro è ‘o cielo
’e na pioggia co singhiuzze
nfonne ‘e còre ‘e pure ‘e strade;
Ogni cosa appare comm ‘ na fotografia
de tiempe passate,: bianche ‘e nere"
Si è ‘o vere, ‘o sole rireve troppa assaje,
pur ‘e prete erane stanche
’e
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C’è il vuoto ed il silenzio, adesso che
il suo sorriso è nell’oblio del tempo
e tace! Il vento che portava al cuore
il suo profumo adorno di viole,
è già lontano da quell’alba grigia
e piovosa d’autunno senza sole!
M’attraversano l’anima i
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Nessuno sapeva neanche la luna
dove alberga il sogno di un’estate .
Niente muta quel sentire
anche ora che il tramonto
è in me voce di un silenzio mai vissuto.
Avessi osato come l’onda che s’infrange
nel suo urlo contro la scogliera
non sarei
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 | La luna fedele e silenziosa
illumina il momento
raggio mortale, vitale ed essenziale
abbracciami lupo della notte
...per la rosa della sete!
L’immagine ormai volata
non riflette il tuo disegno
non so dove
non capisco come
non sento!
Il richiamo
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La fantasia vestita da costumi sbiaditi,
trova la via dei peccati nella tua luce...
Stella ponente diventa il tuo brillio,
quando la negazione del giorno assale
ogni mio ricordo...
Scende il buio,
una nuova canzone intreccia la vita,
scivola
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Riuscire a sfondare quel bianco foglio
e vedere il domani bilanciato con il passato
illusione ottica che ti prende in contropiede
seppur quel desiderio viaggi ad oltranza
oltrepassando innevate montagne
onde raggiungere l’infinito
dove qualcuno
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Sono bella e affascinante
ora vado a passeggiare,
son curiosa di vedere
chi mi viene a corteggiare.
Mi completo con il
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Scarpe consumate,
scarpe logore
macinando chilometri,
come una maratoneta,
una maratoneta.
In giro per la casa,
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Volteggiando
come
un insetto
tra le foglie ardenti
di un liquidambar
del mio sentire
i confini
cercavo di saggiare.
Incredibilmente
prima
che
l’onda mi travolgesse
la Vita
pensavo di conoscere!
Che
un uragano
di colori
potesse
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Mi alzavo tardi
per sentire le nuvole
piangere l’autunno
mentre le stanze gelate
Creavano ombre
sconosciute alle albe
ed i tuoi passi
leggeri nell’aria
Portavano silenzio
dove il buio
non era arrivato
ad accarezzare
Qualche foglia
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Il tempo varia con le sue fantasie
sia atmosferico o di passaggio
con sorprese eventi e scortesie
nuvole basse incerto miraggio
impossibile far più previsioni
umori che mutano come tuoni
istanti sospesi appuntamenti
un’era precaria colma d’
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Non parlarmi della notte, sera, non parlarmi
quando mi è suolo e fiume il mattino
nel confluirmi d’approdi
ma di canoe, dimmi, di canoe
in questa estate indiana di sole dolce sui pianori:
e non sarà mai dopo
l’annottare di respiri bianchi,
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Lia |
21/10/2019 21:04 | 934 |
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A volte in quel fruscio del cuore,
tornan soventi le risa e le parole,
immagini di ieri che lasciai e
musiche intonate che intonai...
A volte nasce la primavera e
il fruscio dell’estate fa insistente,
copiose nuvole diradano all’orizzonte...
A
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Rivendico ogni diritto
del mio esser donna.
Esser donna, oggi,
mi rende libera di ogni parola
libera di agire con coscienza.
Rivesto l’abito della fedeltà
e della dignità,
perché oggi, io sono,
si, oggi son donna!
La mia voce sarà
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Ho rivestito il cuore di lucciole
con i tormenti di ieri
e gli auspici di oggi
di notte spio a occhi chiusi
la luce dentro di me
come una danza.
Nuda la luna senza veli
senza rumore
al centro del cielo
regala raggi sul mio corpo
un
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Ciancola il merlo barcoleggia il verme
sgrulla il cerbiatto sopra il colle spoglio
la volpe grugna nella tana inerme
lo
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Vado lungo i sentieri dell’esistenza,
mi trovo solo e di speranza senza,
amo gli anni passati, svogliati,
sola, la gola mia si saziava
e volava la mente in...
mondani rifugi rupestri.
Ora, una pace non piove,
il cuore più non duole
per le
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Quante ombre di passi ancora
condannano i raggi dell’ aurora
a languir, addormentate le menti
all’oblio nei silenzi trascendenti...
Il Sol riveste il giorno di fili d’oro,
di alabrasto i cieli, suo capolavoro
e la luna irride le ardimentose
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-
.Un poeta senza nome
ha sfiorato il fiore
ha lasciato un verso
un nuovo odore.
E il vento che si coglie
tra le foglie
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Attraversi il deserto
del tuo
capolinea di vita,
ora perfetta
come armonia
del volo degli storni
Ti chiudi nel silenzio,
Tebaide
per la tua continenza
e lasci che t’aspetti,
inutile costanza,
sulle rive
degli occhi.
L’anima
libera
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Battiti, come luce pulsante,
aprono distrattamente una spelonca datata
ove dimora il nostro amore
protetto da ovattate
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Nel fluire lento dei giorni il tempo corre celere
tra il rito di consueti gesti ed abitudini antiche.
E’ un treno che passa dritto sui binari,
senza più soste, verso un cieco itinerario.
Ed il panorama intravisto è un flash che nella memoria
si
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Delusa speranza.
Giovane, un giorno ti ho amata.
Facevi parte della primavera.
Oggi,
oltre questa pioggia ostinata
che denuda gli alberi,
riscopro silenzi
che non so più leggere.
Sei enigma,
inesplorata forma dell’inatteso,
ripido bordo di
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Aledam |
21/10/2019 15:12 | 1064 |
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S’appanna il vetro
dietro il cielo che piove,
sui rami nudi
svolazzano i passeri.
Un melo offre le braccia
a un merlo stanco
e fredde nuvole
schiacciano lo spazio.
Nel diario dei ricordi
ritrovo frammenti di luce
accarezzo i miei pensieri
e
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 | Passi ostinati
su viali di foglie,
in giorni distratti
dal mormorio perpetuo
dei venti d’ autunno.
Passi ostinati
e colori pastello,
in pagine nuove - già viste;
brevi come la luce del giorno
i racconti,
infinite come le notti
le mie
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| Rolla sul mare
e, il colore è un gioco di luce
al confine dell’irreale.
Il fondale si rattrista
per le invocazioni tremolanti
dei bambini e le paure degli altri.
La nave cerca l’approdo sicuro
per chi è fuggito dall’inferno;
per molti, questo
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| guardava le foglie coperte di neve. pensava una radice.
era la madre ed era il padre, il freddo che aveva nella bocca
e lui il bambino rimasto dentro, segnato;
guardava le ombre gocciolare ed era il buio che conteneva
di strada sotto il mare, la
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| Sono folate di vento capaci di riportare ad un mondo
quando il sorriso imperava
centellinando nel cuore quel nettare
seppur birichino sapeva suddividere occasioni
dove trovare conforto e sicurezza
senza alcun interesse
stuzzicavano quei
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| Ci sono due soggetti misteriosi
del tutto immateriali all’occhio umano
che agiscono imperterriti e in simbiosi,
mettendo in crisi il viver quotidiano.
Sappiam chi sono e ne abbiam timore,
però non li possiamo avvicinare,
son due elementi dediti
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| Ho sepolto un dolore
sotto a un vestito di fiori
e di spine conficcate sottopelle.
Ai margini del tormento
ho sepolto un
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Per la prima volta
quell’estate in riviera
lei era sola, ancor
giovane, bella e bruna.
Fu vista una sera
passeggiar verso la scogliera
tirava una brezza di vento
sul mare riflessi
della luna d’argento.
Ma in quell’armonia
dentro di sè
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 | Ci si sfinisce a volte
cercando di reinventarsi
alibi d’infinito e nuovi bisogni
forse il primo passo d’addio
alla meraviglia irripetibile di questo esistere...
Una corda a nodi grossi mi aiuta a salire
l’ enorme pietra rotonda
fa scivolare
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Una esplosione di ricordi
riaffiorano alla mente,
ricordi che fanno battere
il mio cuore.
Una lacrima bagna il mio volto,
vorrei cacciarla via
ma sto male,
vorrei gridare e stringerti al cuore,
ma non posso fare niente,
solo stare male
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Ho le mani sulla pelle
il ricordo del profumo
e la luna sfregiata
da un vento maledetto
Ho le labbra sulla lingua
il segno delle dita
e le ombre rassegnate
alla fine del cielo
Il buio che scivola
via da una carezza nera
tenuta in vita
da
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M’aggrappo al mio passato e fortemente,
lo stringo a me nell’attimo che fugge;
corre veloce il tempo, che il presente
in un batter di ciglia già distrugge
ed il rimpianto resta solamente!
Trema quell’urlo che dentro mi rugge:
grido che squarcia il
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I raspi spogli e l’odor dei tini,
delle vespe l’ebbrezza tra i pampini.
Un ronzio che s’accresce e si disperde
tra le maglie spinate d’un cancello.
Qualche foglia si stacca dal ramo,
discorde dal sole poco avaro di raggi,
qualche sparuto uccello
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E in un istante tutto cambia
il tempo accelera all’improvviso
ben oltre la mia attitudine ad armonizzare
i mutamenti dell’evoluzione attesa
che d’un essere acerbo ne fa frutto maturo.
Umanamente è la mia fatica.
Per te, mia dolce gazzella, è
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Felce sempreverde
pianta antica
folta la tua chioma
lunghi rami ondeggiano nel vento
ami l’aria umida,
ombreggiata dal sole.
Le spore tue spargi nell’aria
sul terreno nascono piccole felci.
Felce madre sorridi felice
son tutte figlie
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Brividi travolgenti d’emozione
per averti sol potuto abbracciare
nella strada d’un mondo distratto
ove avveduta ti sei concessa al tatto.
Ma vorrei baciarti la fronte
- giorno e notte - ogni istante
poco prima d’iniziar a sognare
forse noi amanti
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Nun è facili ‘nvicchiari cu sintimentu,
lassari iri ‘i pinzera dâ gioventù,
fari paci cu lu ciatu ca nun m’accumpagna
nt’acchianati dî vaneddi dû me paisi.
‘Un haiu chiù tanti ariddi pâ testa
e fici puru paci cu lu tempu ca prima mi nsulintiava:
mi
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Salta la rana
da un sasso giù nel fiume
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338036 poesie trovate. In questa pagina dal n° 26461 al n° 26520.
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