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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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Non ho parole a ricordar quel giorno
che s’involò come svanita al vento,
con un sussulto e flebile lamento,
allor che l’alba fece buio attorno!
Un groppo in gola serra le parole
ed in singhiozzo lungo si riversa;
quell’attimo rimbomba ché l’ho
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 | Sono qui con te, ti guardo
per ascoltar la tua parola
che con saggezza ammirevole
sembra dal ciel piovuta
La tua figura consumata
dal tempo inafferrabile
i tuoi capelli bianchi
e la camminata lenta
Andiamo fuori a respirare
e prendere un po’
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 | Le metafore danzano
sulla scia silente
di qualche rimembranza.
Gocce di memoria
scandite
a passo di rime traffite
annidate nella viscere della terra.
La penna gremita di sangue
come un pianto
dipinge la vita
che non si smentisce mai.
Uno
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| Quanto giova il saper che rude vigor
un tempo operava per campi rigogliosi
nel casolar diruto dove striscia il vento
in lamentoso canto?
L’abbandono della pietra tra eriche e
gramigna imperanti parla d’incuria,
dove anime smarrite ricordano
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La solitudine
è matrigna,
con labbra ormai rinsecchite,
un arido campo
privo di erba,
col respiro del vento
come un orfano
che chiede pane.
Per compagna la pioggia,
che t’accarezza e ti lava,
toglie la polvere
come una madre.
sotto
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Nell’amplesso d’amor ci si concede
sospinti dall’intenso desiderio
d’un intimo rapporto che prevede
d’abbandonarsi poi ...
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Traffico,
ovunque traffico,
macchine, persone, dati,
traffico d’emozioni,
allucinazioni.
La vita è un film,
il film è la vita, la storia esiste e
ogni storia
è soltanto un’ invenzione.
La certezza è soltanto una fervente credenza,
così il
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In rosario camminano
i figli del mio vicino,
hanno visto morire il padre
in famelica agonia,
mentre in gemito prostrato
vegliavano la madre.
.
Rassegnato avvento
dentro un paese oltraggiato
dove pullulano fanatici
imbevuti di odio
e minacciose
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Leggeri
di insana follia
correvamo tra coni d’ombra
e guizzi di luce.
Mai stanchi
di tanta felicità
attraversati da fulgido presente
profumati di incoscienza bambina.
Correvamo
chissà quali nuvole erano
tra i capelli,
quante stelle in
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E’ tornato l’uomo del violino
a cantare l’Autunno
sotto una pioggia uggiosa
intrisa di malinconia.
Ascolto la sua
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Il vento forte
spazza via
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Ecco ora un raggio dopo tanta pioggia
cercare sui muri piccole fessure
e il vento s’alza e mi sferza il viso
acceso nelle tinte per la frescura.
Qualche passante ha già il cappello
in testa, il dì dinanzi un semplice gilè.
Mi meraviglia sul capo,
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Ad ogni ora la vita il cuor consola
ed ogni emozione che perdura è
magnificente sentore che
dall’orizzonte serenità propaga.
Innalzano pensieri fra il sorger della vita ad
estender lo spirito in sublimi Angeli del cielo,
cantico ad elevare senso
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Me ne vado giorno, non ci sarò più
tra le righe dei tuoi minuti.
Non scriverò più affannosi, stanchi momenti, che mi tirano in basso, in ondate di silenzi.
Non ondeggeró più libellula tra le spire svuotate d’ansia dei tuoi desideri.
Volteggeró in alto,
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Senza rumore un passo lieve sento
come un brusìo di fuori dalla porta
chiusa, o un leggero sibilo di vento
che l’eco sperde piano e non riporta.
Passi felpati segnano il sentiero
ma il crepitar di foglie più non s’ode;
calpesta un’ombra il manto
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C’è questa leggerezza del corpo,
che elegante vorrebbe spiccare il volo
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e ti senti rondine e gabbiano...
e vuoi abbracciare le onde del
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follie nel silenzio
spogliata dal germoglio
di mani intrecciate
dalle lacrime bagnate
come un temporale nel deserto
di carezze aride
colme di fessure ove s’intravede
lo specchiarsi di visi contorti
rivestiti di vento
raccontami una
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Nel vecchio casolare del paese
Rosetta e Marco s’erano appartati
per vivere momenti di dolcezza,
da pochi giorni s’eran
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Ricordi quante volte
ti ho detto di non sfiorare
la fine delle cose
ma il loro inizio
Perché il mattino
è più puro della notte
ed ha la curiosità
del vento in cerca di luce
Ricordi tutte le volte
che ti ho raccontato
di quante stelle ho
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C’è bisogno della tempesta
per meravigliarsi ancora dell’azzurro del cielo.
Di scoprire ogni giorno la felicità di un paesaggio,
per incontrarsi ancora sorpresi a guardare le stelle
e anche se il freddo sta arrivando
ci sarà ancora una coperta a
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Ti sei aggrappato ad una linea
s’è spezzata come un fuscello
è rimasto solo un segno.
Ti sei aggrappato ad un sogno
un lungo viale
da percorrere con la tua anima.
Hai voluto credere in qualcosa
che ti desse forza e tenacia
ti è rimasto solo un
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Vitruvio Pollione
giovane liceale
soleva architettare
di notte sul portale.
Alunno di frontiera
ad Itri lui nasceva
ma senza documenti
non c’era chi sapeva.
Capace di sognare
cantò l’architettura
col fritto misto in campo
e la sua testa
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Forse ha lieve il passo
sol chi l’anima conduce
per altri lidi, più ameni,
dove la pace impera
lungi da terreni bisogni
e da quel bene o ritenuto tale,
oppio dell’umano intelletto,
polvere al tramonto ultimo.
Altra é la luce...
che a molti
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Nuvole basse rigonfie di pioggia
avvolgono monti tinti di grigio.
Venti ringhiosi minacciano i rami
di alberi stanchi
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ogni notte voli
nel mio eden di sogni
sull’altalena del vento
con ali di farfalla
dipingi cuori
col profumo di rosa
con bagliori di stelle
e sospiri d’amore
intrecci ghirlande di baci
poi
in un alone di luna
ti posi furtivo
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Soffiava il vento
nella camera alta
là sotto il tetto
nel lungo inverno
il freddo faceva
battere i denti
ma venne mia madre
prima di andare a letto
si levò il vestito
e lo stese
sopra la coperta
che copriva
io e mio fratello
il vento
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Avevo un bisogno disperato di parole
ma non sono mai arrivate,
non hanno mai colmato i miei vuoti
sostituite dal silenzio che li ha inondati
Ma il silenzio non colma il vacuo nulla dell’animo,
non avvolge l’incavo profondo di ammanchi
e non
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Non aver paura
se le parole escono dal cuore
è perché il desiderio
si fa sempre
più forte.
Se ti fa piangere e tremare,
è amore che bussa al tuo cuore.
Inutile negarlo,
inutile nasconderlo .
Lasciati andare al sentimento
lascia che io raccolga
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 | Il buio è arrivato presto
insieme alla nostalgia di te,
di un sogno che scappa via
per far spazio all’altra mania.
Si,
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| Gli stormi nel cielo abbracciano orizzonti nascosti
le pianure profondità di sguardi .
Sotto la falce della luna si raccoglie l’anima
tra le stelle i silenzi delle parole
sono ali di malinconie .
L’amore è sempre un mare senza età
un borgo
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 | Alle ombre lunghe si dispiega
redige affusolate dita e mani non umane
a spremere la nuca in un coniugio amaro.
Trascina
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 | E’ un alto- forno
la calura è davvero è troppa
ed è proprio quel troppo che ti spezza.
Non è grasso che cola
avvelena la polvere che vola...
miglioriamo le spiagge sul mar grande
l’altro lo abbiamo perso.
In molti sono già
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Viaggio nel mio silenzio cercando
un nuovo giorno,
pesante è il passo nella foresta
dei dispiaceri,
l’unica compagna è la volontà
che cerca luce...
Un raggio di meraviglia si staglia
all’orizzonte.
Odori, colori, sapori,
si affacciano in
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Schiocchi baci
al cardamomo,
sul limite dei tuoi dubbi,
riflettendo a voce roca,
i pensieri singhiozzati
nuovo swing.
Divori sorrisi agrumati
e vitamine,
con la medesima disinvoltura;
mentre il sole bussa
all’uscio d’un progetto
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Quei lingotti d’oro adagiati su velluto
attiravano l’attenzione provocando vertigini
mentre apprezzamenti correvano all’impazzata
ingenuità uscita dal guscio solo oggi
rimembra senza sosta quegli attimi
quando lo sguardo rimaneva basso
non era
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Radici e aggrappati,
come il capricorno
su vertici di roccia.
Radici e resina di mani
che si attaccano, abbracciano,
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Jim27 |
09/02/2019 11:54| 4710 |
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E quel che accadde mi segnò la vita:
quell’alba nacque grigia senza sole,
piangeva pure il cielo e la ferita
lasciò me muto, privo di parole!
La sorte avversa e ingrata s’è accanita;
il tempo non risana e ancora duole
il suo ricordo d’agonia
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Sto facendo un censimento
sulle coppie già sposate,
per saper se veramente
sono ancora innamorate,
ma scoprire soprattutto
se il marito è ben felice
di restar con la consorte
o c’è qualche cicatrice ...,
nel frattempo controllare
se la moglie
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Dolce e vaga è la sera
che pace infonde al cuore
quando la bianca luna
s’accende su nel cielo.
Dolce e vaga è la sera
quando colora il cielo
tingendosi di viola
con Venere sua Stella.
È ognor più dolce e vaga
quando dalla tua
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Indulgente la mia età
sfila via la maschera
intorpidita
in un altrove profondo
sui vetri duri del tempo rimasto.
Nell’agitarsi disarmonico
di ombre e battiti
non c’è margine di supplica
solo disegni di abiti
su parole curve
in una sarabanda
di
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Sembra inverno
ombre allungate
s’aggrovigliano
in un vortice di luce
ombre
che nel buio s’assomigliano
sembra freddo
scende nel baratro della mente
si confonde ulteriormente
e attende
sembra un isola
nel vuoto
una lancia sputa fuoco
una
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C’è una cristallina profondità
In quegli sguardi mattutini,
scevri dell’ebbrezza del sonno.
Sguardi...
lenti si posano come foglie,
nella sonnolenta alba,
mentre un cielo ancora plumbeo
ammassa le sue nuvole
per donarle al vento.
Sguardi
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Ormai è troppo tardi
anche per ricordare
e fra queste pozzanghere
non trovo più i tuoi occhi
Di un colore indefinito
forse troppo scuro
per riflettere i pensieri
e disegnare sogni
Ormai è sempre presto
per dire nuove parole
e pronunciare
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E’ grigia l’alba e il vento prima lieve
s’adira e muove le nuvole nel cielo,
vacilla una foglia sopra il ramo
cade nella terra nera poco lontano.
Tristi pensieri, sopiti a sera,
tornano vivi al sorgere del giorno
e la malinconia presto
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Core, core, core...
belle ‘e mamma toie,
t’anne spezzate ‘ndoje.
È state isse ‘o malamente,
pecché non t’ame cchiù,
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Da sempre gioisci nella mia metà di cielo,
in questa terra dei sogni offri energia al cuore,
da sempre ti amo ogni notte con le stelle
mi tieni compagnia
e sfruttando i silenzi ti chiedo consulenza.
Da sempre ti amo, in questo giardino
mi dai il
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Sei come l’alba
chiaro lo sguardo.
Come un fiore
t’apri in silenzio
mi doni colori
mi olezzi la pelle
il tuo respiro, respiro
Sei come il meriggio
caldo di sole
mi vesti d’oro i capelli
mi profumi come uva nel mosto
E sei tramonto
rosso
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-
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Ti spalmo il corpo di parole
con le mani umide di pioggia
dietro la schiena e giù scivolare
suoni sordi di un mattino
quando ti svegli sola, e sai amare
ti copro di suoni, di domande
di occhi smarriti e silenzi
scrivo con la bocca sul tuo
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 | Una leggera brezza gioca coi miei capelli
mentre distrattamente
guardo verso la montagna tra barbagli di sole.
Ti penso ma tu non ci sei
e sussurro un “ti amo” che va via col vento.
Si sciolgono i ricordi ma poi mi rendo sorda
ad ogni stimolo, ad
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| Sorgi sole sul mio giardino
ieri l’acqua ha lavato
foglie, petali e l’erba
ora tu fai brillare
le ultime gocce rimaste
a far da diamante
alla tua attesa presenza
ed io vorrei salire
in un reale sogno
lassù dove passi tu
ogni giorno al mio
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Il nostro amore
si è impigliato nelle reti
della nostra alterigia.
Nessuna lacrima
solca il nostro viso.
Nonostante l’angoscia
che soffoca il nostro spirito.
Mi limiterò a respirare
da lontano
il tuo sorriso.
Nell’attesa di confondermi
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Volge al tempo dei ricordi
il grande intenso amore tuo
sospiri al vento nell’ancor oggi
ad ammirar la nostra fortuna.
Nostalgica si orienta la luna
accarezza i nostri baci
e si eleva il profumo
sulla strada del nostro destino.
Bello
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Nave fantasma, vecchia e rattoppata,
solca a fatica l’onde tempestose;
c’è tanta gente nelle stive afose,
l’una schiacciata all’altra ed angosciata!
Col nodo in gola lascia disperata
la terra secca che non dà più rose
e affronta prove tanto
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Ci sono molte persone nel mondo, ma tuttavia ci sono più volti, perché ognuno ne ha diversi.
(Rainer Maria Rilke)
Buttate, perse in fondo ad un cassetto
le maschere indossate in una vita,
usate in modo nobile od abietto;
sfiorandomi la faccia
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“Perdonami, bellissima Francesca,
ti guardo mentre passi per la strada,
però non ho il coraggio di fermarti
perché tu sei
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Estinguersi al primo rintocco del mattino,
senza sentire sottopelle
un pizzico di calore
che riporti al senso della vita.
Ondeggianti ombre soffiano adagio
lungo il fiume del dolce trasporto,
dove scorre il tempo di mitiche esistenze
rivissute
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Ti cerco
come l’aria per respirare
come l’acqua per dissetarmi.
Ti cerco
e sento un fuoco divorarmi dentro.
Ansia,
malessere,
ma non posso farne a meno,
amo quel batticuore
che mi fa sentire viva
e anche tu lo sei
anche tu senti quel
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Quando mi guardavi
e fuori c’erano le stelle
pensavo spesso
a quando non saremmo
Più stati insieme
e forse qualche volta
tu mi avresti pensato
tra le pieghe di un sogno
Quando mi hai lasciato
e nel cielo tremava l’alba
sentivo già
il vuoto
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 | So l’invidia!
So segreta ammirazione
e nell’umana stagione
de sé stessi
’n’infelice affermazione.
Chi de voi è mijore
me suscita,
’a disparità è n’ingiustizia
che escrude ‘a vera amicizia.
M’attacco a donne e omini,
ma l’omini armeno
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338026 poesie trovate. In questa pagina dal n° 26041 al n° 26100.
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