La Bugia uscì di casa appena fu giorno. No. Appena fu giorno, la Bugia uscì di casa. Ancora no. Il Giorno uscì di casa appena vide la Bugia. Insomma! Il Giorno e la Bugia uscirono di casa insieme, dandosi battaglia non appena si incontrarono! Oppure no.
Il Giorno, sempre mattiniero, era già sveglio e già fuori a giocare tra gli alberi e sul prato con il Sole, quando la Bugia schizzò fuori dal letto. Sembrava sbronza, ma solo perché non era ancora del tutto sveglia. Fece capolino dalla finestra e scorse il Giorno già fuori! Colpo grosso! Il Giorno gliela aveva fatta anche stavolta! Per darsi pace della sconfitta, s’ inventò la prima frottola di quella mattinata: il Giorno e il Sole avevano barato, e s’ affrettò ad uscire, per affrontare l’ ingiusta offesa.
Uscita sulla soglia della porta, Bugia fu colpita da un potente raggio di Sole, che dal cielo scaraventava la sua sfavillante luce sul suolo, attraverso i rami degli alberi. Si coprì gli occhi con le mani, dichiarando guerra aperta ai due furfanti, che la avevano giocata. Si preparò in fretta la colazione, borbottando che il Giorno e il Sole la avevano spaventata con le loro urla e, definita così la seconda frottola del mattino, uscì impettita nel cortile per gridare contro i due birbanti. Nessuno gli rispose. Il sole si lanciò dietro una nuvola, e il Giorno sbuffò nell’ alito del Vento che giungeva fresco dalla Notte.
“ Siete sempre i soliti furfanti!” gridò la Bugia dalla finestra ancora chiusa della cucina, promettendo loro che gliene avrebbe combinate delle brutte appena fuori. Bugia restò ancora per molto in cucina, con il latte bollente nella tazza, la marmellata di albicocche pronta e le fette di pan tostato un po’ arruffate, perché troppo abbrustolite. Terminata la mal colazione un po’ arrostita, si riversò sul prato tirandosi la porta, trascurando di prendere le chiavi di casa.
Disse gridando che lei, la Bugia, era già pronta per uscire prima di loro, impedita dal tostapane malfunzionante. Il Sole riferì di aver osservato verso casa sua e di non averla vista da nessuna parte. Il Giorno le ribatté che era ora di smettere con le menzogne, poiché era già sveglia l’ Alba, quando lui si era alzato e di Bugia nemmeno l’ ombra.
La Bugia cercò di sgranchirsi le gambe correndo, ma la bocca e la gola secche la invitava alla fontana per rinfrescarsi. Disse che la sua idea era solo di bere acqua fresca, ma era davvero arsura. Cercò di rientrare in casa, cercando la chiave in tasca e, dopo aver accusato i suoi due amici, che nel trambusto dei cattivi scherzi gliel’ avevano fatta dimenticare, ma … le toccò entrare dalla finestra della cucina, lasciata incautamente aperta.
Ancor non si piegò, Bugia, lanciando ai suoi due avversari un’ ulteriore sfida per il mattino successivo: “ Appuntamento sotto il pino grande alle ore cinque!” Lanciò la sfida la Bugia.
“ Scuse o non scuse, stanotte starò in guardia e domani vincerò. Devo aver coraggio e rispetto di me stessa.” Disse Bugia tra sé. La coerenza, in verità, non appartiene alla Bugia che, ben intenzionata com’ era, vegliò e vegliò attentamente fino al mattino, addormentandosi al suono della sveglia, come di un round superato. Quel successivo giorno fu la stessa storia e la stessa cocente ramanzina dalla Bugia verso il Giorno e il Sole. Ormai era una questione quotidiana e i suoi due avversari trovavano sempre il modo di divertirsi per conto proprio, mentre la Bugia continuò nel preparare ramanzie ingiustificate.