Giorgio non era disposto ad essere “ uno come tanti”. Suo padre gli aveva insegnato a “ donare e fuggire”, la vanagloria non è cibo buono da gustare, né soggetto con cui stringere alleanza.
Uscendo dalla scuola, davanti a lui si presentò una scena ottimale per concretizzarne l’ apprendimento. Il cielo era denso di nubi minacciose e la pioggia veniva giù battente su tutto ciò che incontrava, scrosciava forte sui vetri e sulle porte, sugli alberi esposti alle intemperie e sui frettolosi passanti. Il vento faceva la sua parte autoritaria nell’ evento, sostenendo lo scatenarsi della tempesta. Mentre scrutava attentamente un luogo riparato dove aspettare suo padre, che stava per raggiungerlo con l’ auto, qualcosa di bagnato e grosso lo urtò pesantemente. Un uomo inciampando in una buca coperta d’ all’ acqua, era lì per crollare nella pozzanghera, ma veloce lui l’ afferrò per un braccio, gl’ infilò il proprio braccio sotto l’ ascella, lo trasse sul marciapiedi e lo guidò sotto il portico, dov’ era diretto lui stesso per ripararsi.
L’ acqua, sospinta dal vento, non esitò a far entrambi la doccia, ma Giorgio aveva altro per la testa, per non esporre al sacrificio la sua folta chioma biondo oro. L’ uomo gli si aggrappò con tutte le sue forze e poi, guardandolo in viso si espresse: “ Figlio di un ottimo padre, Grazie. Iddio ti benedica.”
Il suo compagno di classe, Alessio, arrivò sul posto in auto con suo padre e, siccome era di strada verso la casa dell’ anziano, Giorgio chiese loro di accoglierlo per dargli un passaggio. All’ arrivo di suo padre, Giorgio non riferì nulla dell’ accaduto.
Il giorno seguente, in classe, il giovane Alessio raccontò dell’ episodio e dell’ acqua spiovente che gli era entrata in auto, mentre saliva la persona anziana, e dei sedili bagnati dagli abiti dell’ ospite. Giorgio tacque sulla propria esperienza, ma ne era felice. Alessio narrò per tre giorni consecutivi l’ accaduto, fin quando un compagno di classe lo zittì, scocciato. Il pericolo sottile della vanagloria si era incuneato nell’ animo di Alessio, come un vuoto desiderio di riconoscimento e di lode, ma ne trasse scarsi profitti.
Alcuni giorni dopo, l’ anziano salvato da Giorgio e accompagnato da Alessio, era in compagnia del proprio figlio e, incontrando i due giovani studenti che uscivano insieme dal cancello della scuola, li salutò con riverenza, li ringraziò nuovamente e li indicò come suoi soccorritori, durante lo scorso giorno tempestoso. Alessio ricordò di nuovo al vecchio tutto l’ evento, mentre Giorgio taceva sorridendo.
Giorgio non aveva bisogno di raccontarsi, era suo abitus essere gentile e di aiuto per gli altri, “ vanagloria” non faceva breccia in lui. L’ anziano ricordò con affetto che, se al momento dell’ incidente fossero mancate l’ opportuna presenza e la tempestività di Giorgio, lui sarebbe prima cascato nella pozzanghera e poi finito in ospedale. Intanto giungeva il padre di Giorgio, che unitosi alla conversazione, chiarì che suo figlio nulla aveva riferito a casa dell’ accaduto.
In uno dei giorni successivi, il cielo si preparava nuovamente per la pioggia. Il padre di Giorgio fu tempestivo all’ uscita della scuola. Dopo l’ ingresso del figlio in auto e, notando sotto i portici molti studenti accalcati, in attesa dell’ autobus, si rivolse ad alcuni di essi, per offrire un passaggio fino a casa. Tutto nella norma. La cortesia in azione e la vanagloria fuori dalla loro auto. Per il giro di accompagnamento dei ragazzi, ritardarono nel ritorno a casa e al quesito della madre riferito al ritardo, Giorgio comunicò che vi erano dei ragazzi sotto la pioggia. La madre annuì sorridendo. Non vi era bisogno di altre parole. La generosità ti rende felice e potente.