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♦ Stefano La Malfa | |
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Giuliano Esse
Le 433 poesie di Giuliano Esse
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 | Su nuda terra
è nudo il mio cammino
strappato dal dolore
e dalla pica
perduto dentro un sogno
a procreare
il volo del mio spirito
immolato
su questo suolo
anima divina
per debellare il vanto
della morte
con tutta la mia fede
e il mio
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 | Guardatemi
pensatemi
cercatemi
queste catene
sono la mia vita
e per spezzarle
occorre un gran fiamma
sospesa sopra i volti
del domani
legata con caparbia
a queste mani.
Prendetemi
portatemi
reggetemi
il volo mi è impedito
ed il
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Nessuna da cantare
e ricordare
nessuna mai sentita
e custodita
nessuna nella mente
e dentro il cuore
nessuna fetta viva
del dolore
nessuna come dici
e come vuoi
nessuna maledetta
ostentazione
oblata o rinnovata
dal copione
dove nessuno
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Rosso come il sangue a me strappato
bianco come il Dio che mi ha creato
verde come foglia all’imbrunire
giallo con la luce da impazzire
grigio nei pensieri della mente
azzurro nel suo cielo più invadente
nero come il pozzo dei tuoi mai
rosa
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Tondo o quadrato
oppure circonflesso
è un mondo primordiale
e senza nesso
dipinto coi pennelli
di un bambino
con i colori
che conosci tu
e che domani
non ritrovi più.
Rombo o un trapezio
di certo compromesso
è un mondo
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Amico mio da sempre
nella miseria nera
e non di affetti
legato a queste pietre
e a questo tetto
che ha per coperta
un vecchio e vuoto cielo
e mi porta lontano
quando il tempo
taccagno nel suo vanto
e senza sole
che dona alla mi vita
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 | Nostre le stelle
nostro questo cielo
così profondo da sembrare vero
nostra la luna unica compagna
con la sua ombra mista alla fortuna
che guida i nostri sogni e ci accomuna
in questa gara strana della vita
che intreccia i nostri passi e fa
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 | Ti sei mostrata al cielo delirante
con eleganza dolce negli accenti
fin sulla cima proprio stamattina
e come il seme spingi e la foresta
a rinnovare il tempo ormai sfrontato
il canto della vita prende fiato
ed empie di profumi la sua cesta.
Ti
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Ed è risveglio
un tacito cammino
posato dal silenzio
della cova
e dal letargo
prende vita nova
e dona il suo profumo
a queste ore
spingendo il mago tempo
a festeggiare
con un tocco di classe
d’aria fina
la sua venuta
magica e
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C’eri tu c’ero io
c’era l’amore
al nostro incontro
del novantatre
un giorno atteso un’ora
in quella stanza
al Plaza grand hotel
la ventitre
sul lungomare
dietro la collina
col sole
ad indorare la mattina
e il mare in fondo
muto nella
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 | Bianca l’attesa
nera la speranza
verde il mio cielo
grigio in lontananza
rossi i tuoi baci
falsi e denudati
azzurro mare
questo cuore a pezzi
giallo l’affanno
ed è giusto un anno
rosa la fede
calda di un ritorno
scarlatto il
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 | Soglia del paradiso
vergine dell’inferno
canto innocente e puro
alba e sole futuro
cielo dai raggi accesi
stella del mio mattino
luna ridente e gaia
mosca ape operaia
fiore sale e profumo
pianta di rara essenza
grido potente e vivo
palpito
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 | In questo quarantotto universale
il cuore mio ribelle e il suo messale
consacrano alla vita il sacrificio
segnato e consumato nella sera
col canto maledetto di chi spera
di castigare il mondo col cilicio.
In questa confusione il baccanale
si alza
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E da quel caos venne fuori Adamo
che nudo nel peccato accanto ad Eva
abbandonò il giardino e le delizia
di un volo eterno dentro quel creato.
E dopo il caos giusta ricompensa
la corsa tra gli affanni e la mancanza
si circondò di semi
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Coriandoli di luce travestiti
amanti del buon senso scriteriato
rosari di un cammino snaturato
nascosti dietro volti indefiniti.
E guida la incertezza la follia!
Vuolsi così colà dove magia
almeno un giorno a sbafo e senza
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Qui tra le nubi è il cuore ad agitarsi
per la tua fame avara e intestinale
e questo frutto senza alimentarsi
consuma la sua linfa innaturale.
Qui tra le nubi è il vento a dimenarsi
con le folate intente a far del male
e il cielo
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Invia un messaggio privato a Giuliano Esse.
 | Il gioco delle maschere
mi rende invulnerabile
sopra la tela effimera
del dubbio e l’esistenza
si accorge nei suoi palpiti
che non puoi farne senza.
Il gioco delle maschere
diventerà un bisogno
con la certezza viscida
dall’alto e non dal
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 | Nemica non lo so
ma è mia compagna
e vola insieme a me
per la campagna
e canta se io canto
e se sta zitta
dall’anima
del cielo suo è trafitta
e in questa maledetta
ostentazione
si apparta
solitaria
e la canzone
che il vento
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Nemica o amica
non importa niente
lei vive tra la gente
di certo molto sola
più di me
ma se la osservi bene
fa attenzione
rimane
la più candida versione
del sole che non brilla
se non c’è
e quando splende
dimmi tu
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 | Io vedo solo il buio
il male dentro
e quel silenzio vivo
e disperato
che mi circonda
e mi abbandona al caso
di questo tempo
agli occhi miei
strappato.
Io scorgo il nero
e un pavimento nudo
il desiderio assurdo
e disgraziato
che mi
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 | E vedo
solo un mondo
di cartone
che con la pioggia
svapora e scompare
nel vuoto del tuo cielo
che mi ignora
col
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 | Parla una sola lingua
quella del cuore
col sole che riscalda
e che conforta
con la sua bianca torta
dell’amore
con su le candeline
della vita
dove ogni luce
illumina quell’altra
e se si spegne
il resto tutto unito
si libra in gruppo
a dare
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La nostra strada insieme
vissuta con il sangue del domani
non trema non percuote
e non inganna
seguita con i passi
e con i sogni
che amano giocare
e rinnovare
il canto dei bisogni.
La nostra strada a tre
su questa terra patria madre e
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Demente non lo sono
ma mento a destra e a manca
e la bandiera bianca
s’inalbera e si gonfia
cercando di travolgere
le onde del tuo mare
ma dopo lei scompare
ridotta la misura
e la ribelle giura
che il tempo ha i suoi bisogni
e se tu lotti
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Tra le mie mani
vivi intensamente
convinta dal tuo cuore
che non mente
ed anche se ragiona
a modo suo
stai certa che il pensiero
è solo tuo.
Tra le tue mani
m’agito ribelle
e cerco di cambiare
vita e pelle
con tutta quella forza
di
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Non è un paese
ma un piccolo pianeta
lontano
assai lontano dalla terra
scoperto un po’ per caso
da un pirata
che veleggiava a vista
nello spazio
con la sua nave
grande come un vaso
e quando si posò
sul nuovo
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Nel paese della rosa canina
se dormi schiava ti svegli regina.
Nella terra della candida rosa
entri zitella e fuoriesci sposa.
Nel giardino della rosa caudata
da tutte le farfalle sei baciata.
Mel terreno della rosa feroce
se scorri piano
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Come fiammelle bruciano la vita
un giorno cento
un altro giorno ancora
e vagano nei sì
del mondo ardente
cercando di incontrarsi tra la gente
e sono le speranze mai lasciate
dal cuore e dalla mente accarezzate.
Come fiammelle fan da
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E’ un bene sociale
a volte esistenziale
un bisogno compreso
tra il buio
e un faro acceso
nel campo della vita
signora indefinita
caligine del giorno
ieratico contorno.
Si attiva e si accapiglia
col cuore
e non si acciglia
sommessamente
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Trecentosessantacinque piatti
cinquantadue menù
dodici occhi ardenti
ventunomilanovecento farfalline
un milionetrecentoquattordicimila
duemiladiciassette sospiri
sono i numeri di un anno
che qui arriva scoppiettante
ma non so seduta
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433 poesie trovate. In questa pagina dal n° 181 al n° 210.
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