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Questa è la storia di un bardo bastrado,
costretto a correre, uomo codardo.
Questa è la storia di un triste pagliaccio,
nato dal vento, morto nel ghiaccio.
Questa è la storia di un assassino
vittima solo del proprio destino.
Vuole star solo, muto, a pensare,
nutrendo il suo sguardo di neve sul mare.
'posso venire' dice il bugiardo?
'vengo con te, uomo bastardo'.
Dietro un sorriso appena accennato:
'voglio star solo, sono malato'.
Silenzio, non pace, non cielo sereno
ma un tuono nel bosco, un grido, un veleno.
Cerca nel mare, vede uno scoglio:
No! Non è cieco.. è malato d'orgoglio.
'Eccoti o ninfa! o sirena! o mia musa!
Sento il tuo canto di vita delusa'.
Ma il mare la chiama, lei, la sirena
e lui non la segue, non spegne la pena.
Vede lei andare, piangendo, l'amava
vede lei vivere, sognare, ma schiava.
Ubbidisce soltanto alla sua libertà
che non giova ma esiste, e male non fa.
Povera lacrima costretta a cadere
perche non volare? perche non vedere?
Ormai quella donna è come un pugnale
era perfetta e per questo fa male.
Il buio ferito non ha sanguinato,
è la cictrice di un solco in un prato.
La luna è la culla della sua assenza;
la solitudine morde la lenza:
non cade nel giogo, non cede al dolore
ma è consolato dal suo stesso rancore.
La mano dell'odio però non è sola
un'ala lo sfiora, sul petto, poi vola.
Lui corre di nuovo, corre nel nulla,
salta nell'etere, vuole la culla.
ma non ci arriva e sprofonda nel mare
va a fondo: non crede di saper nuotare.
Dove son gli occhi? Dov'è l'amore?
Non vede e li chiude, nasconde il dolore
e il cieco riemerge, respira ansimando,
e non soffre più, lui la sta guardando.
La polvere d'oro divori quel giogo
profumi l 'incenso, s'accenda quel rogo.
Ora lei sfoggia la rossa livrea
ora lui vede la grande orchidea.
Resta la ruggine, sull'ala leggera
ma se ne andrà e dopo si spera.
E finalmente il bastardo è contento:
è risorto dal ghiaccio, ora vive nel vento. | 
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Elfo89 |
02/04/2008 20:42 | 3283 |
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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