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Parte blanda da Santa Maria Novella
la moderna tradotta nella sua corsa,
corsa lenta e a tutte le stazioni
lei educata fa la riverente sosta.
Gremiti questi vagoni sono stasera
ognuno è pendolare di qualcosa,
ritorniamo tutti al nostro ovile
e lasciamo lo sfolgorio che sempre sorride.
Bella è Firenze nelle sue pregiate essenze
l'arte che qui ribolle è un vanto nel mondo,
mi sono inchinato venerante a tanta bellezza...
che nei secoli mantiene generosa e ricca l'impronta.
Ma ... quanta congestione lungo l'acciottolato
viale, da milioni di piedi baciato e consumato,
non manca l'umiliante prostrazione del mendico
e l'animo soffre, ma quel disegno non è immune
dalla criminale onta, che usa questi sfortunati
come salvadanaio per i loro torbidi intrallazzi.
Ti lascio città sognante nel tuo luccicar
di ricche vetrine che rubano l'occhio
e spremono il ginnico portafoglio,
tal dinamica frenesia stressa un po' la vita:
noi popolana gente di periferia
prendiamo il treno e andiamo via.
Verso mete paesane dove il cemento è meno
ingigantito e il rumore più ovattato,
la carovana continua la sua semplice corsa
e nel vagone la parola ha perso la voce,
solo quel display è il primattore
e tu a capo basso ti perdi nella nuova visione.
Oggi non è più il tempo di guardarsi
dritti negli occhi e esternar la voce,
in me si ribella umiliata la coscienza
per quel pensiero messo alla berlina,
nell'odierna giostra è in auge il nuovo
accattivante e servile istrione ...
mentre tutto il resto sbiadito perde colore. | 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.
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«Oggi la bellezza dell'arte della parola ... è soppiantata dal silenzio di un display
e col suo ruzzino ogni persona è sola...» |
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