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Nel veder uccidere le folle con furore
l’impallidita anima che il dolore svapora
fluttua or su l’onda e, pace mai non trova.
Ma, nel terreno pigro
rifugio di insidie immani
piangono i sfortunati.
Mentre nel vento vile
della luce del tramonto
gracchia minaccioso il corvo.
Allor in cerea volta
si eleva da nube oscura
d’un spirito la figura.
S’innalza con baldanza sul bluastro orizzonte
colando dalle bocche l’alito della morte.
Supera il confine dell’universo intero
porta il presagio del sangue e del veleno.
Passa solerte e muta sulle città grandiose
sul suo cammino segnato si leva un ululato.
Le folle con terrore guardando in alto e temono
che il sole si spenga in cielo,
mentre il cuore grida con tutto il suo dolore
alla vita decapitata sulle rotaie dell’anima.
Su sacra terra pura muore volgendo l’occhio
ascoltando il rintocco del dono dell’amor.
Così l’amor vibrante dell’uomo che non teme
arde nel ventre tremulo e, per un giorno almeno
miglior Dio lo fece. | 

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