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«...l'ultima goccia di ricordo ti riempie, è la goccia che fa traboccare l'anima...» |
Inserita il 31/03/2013 |
 E poi donna che ricorda
i giorni delle cortesie,
col suo dono musicale di sogni di carne,
di terra assoldata dagli inverni dell'anima,
di pantaloni in disuso e gendarmi invadenti
E raccolgo quelle gocce dell'anima,
troppo se vuoi cercane ancora
nel delirio di chi non dimentica,
quella risata strana non l'aspettavo,
e certo non l'assoluzione della buona domenica
E la borraccia sabotata dal tempo,
vuota di un vuoto scuro, molesto, violento,
perde occhi e baci che più non ricordo,
altro che chi dimentica non riesce a star fermo,
altro che il Re fragile rimpiange, un regno sul fondo
Ed agguantare le rondini vogare in volo,
per raggiungere l'isola degli amanti smarriti,
chiamarle a gesti per andare lontano,
cantare ancor le lame e il veleno che sento
Un assoluzione chirurgica, benzene e tritolo,
per ritrovarmi dritto al dispetto di Dio,
solo viaggiare con il mio essere solo,
anche quando gli angeli trombettano il salmo,
fino a cadere le nuvole dal cuore,
e a intuire la mia nostalgia di maturità
Ma mai,
ingoiai l'ultima goccia di ricordo
E mai,
che da solo abbia fischiato il vento
Forse non ricordo e i fiumi di Bacco,
ingannano le immagini,
l'archivio ordinato di prede del ragno,
perso nell'adorazione da cartellino timbrato,
con occhi pronti, dolci, miei d'ostinazione,
con pensieri troppo veri e umani,
per essere veri
Con parole perdute che quasi carezzano il viso,
troppo se mi ami ora, accendi il cellulare
E poi vulcani, gole mute dal ghiaccio,
discese di zolfo scadente e scalate d'emozione,
fino a ritrovare quell'essere quieto,
quell'essere insieme al viaggiare da solo
e forse vincere la mia mediocrità
E poi che il mare è niente perso in una goccia,
lo dirò ai molti che spacciano ville su in cielo,
o a quelli che gelano l'atomo in un punto,
e che non sposano l'amore col pianto
E mai,
ingoiai l'ultima goccia di ricordo
e certo mai,
mi venne in mente di esser solo col mio sguardo | 

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Nero |
10/06/2010 14:56 | 5998 |
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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