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Da uno a dieci, mi ripetevano,
dove vuoi stare, mi chiedevano?
La scala lunga dell'amore
è composta di giorni, di
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La notte parla al silenzio
il silenzio parla alla notte
il giorno sta in silenzio
scruta sussurra mormora
un pozzo senza fondo
una voce d'aiuto
sei nato in un'epoca
sbagliata
vergogna notturna
senza respiro
l'indifferenza
inghiotte
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Ti sfiorerò la pelle, i seni, il volto.
Avvolgerò le tue mani nel velluto,
i tuoi capelli saranno aria.
Ascolta il vociare del passato,
la confusione del mondo.
Rinchiudi tutto fuori.
I suoni sono
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Firenze stesa sotto al solleone
nei pomeriggi estivi assai roventi
si presenta maestosa alla visione
di chi la vede in amorosi accenti.
I monumenti al sole essa propone
e i suoi palazzi d'arte risplendenti
che mostra a chi li osserva con
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Petali di rose
sparse sul cuscino
una mano vellutata
le sfiorava,
accarezzava il mio viso
sfiorava le mie labbra.
petali di sogni
come questo fiore
che stringo tra le mani
nessun calore
nessun profumo
ma sento sulla pelle.
chiudo gli occhi
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All’unisono s’accendono le luci.
Le strade si riempiono di giovani
che passeggiano a gruppi,
scherzando e
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Te ne stai rintanato nel cunicolo,
per non farti accecare dalla luce;
per non vedere come si riduce
il cuore nel tortuoso
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 | Gli occhi guardano, osservano
e vedono un mondo apparente
fatto di giorni tutti uguali
con la ciclicità della vita
e di un sogno dentro un cassetto.
Il tempo è incessante
passa e lascia piccole
virgole sulla pelle,
macchie,
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Parlami voce del silenzio
prima che ti spenga
come il cader del giorno
in minuscola luce al tramonto
caldo il tuo respiro un tempo
ai bordi della strada
sui rami di maggio
ora il cuore dietro alle sbarre
come rivolo inerme
fissa le
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Esistono parole che seducono
scaldano l’anima,
volano dritte al cuore,
conquistano le menti
e dolcemente scorrono
nei
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Onda marina,
ero la tua
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Tutto intorno...
solo silenzio.
Tra le pagine
di un vecchio diario,
nell’amplesso con la mente
vegetano
nuvole di emozioni,
antiche sensazioni.
Sono figlie mute dei desideri.
Storie sfumate
dalla pigra ragione
al riparo
dalle illusioni
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 | Quali eccezioni
la bontà e
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| Ma a che la sera riporta il fruscìo
del Sole che tramonta e della Luna,
non senti? No! non son che Sogni, oh cuore!
ricordi e oblio, o sussurri della Notte,
o i rimorsi che salgono a rapìrmi
da' i mausolei della mia
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Mi resta, di tutta questa solitudine
sotto un cielo stellato,
un indicibile silenzio
una poesia nell'aria
un sottile
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No no è inutile non si può andare avanti così
un giorno sì un giorno no per arrivare dove
passano ore minuti secondi e niente si pone davanti
onde ravvivare il sorriso
un’ecatombe che non ha eguale
sempre più la volontà abbandona
persino la
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 | Incantato fui
del tuo vedere
piccola... fragile
parevi cristallo
sirena tra nuvole del mare
ti guardavo
e nella magia del mio strumento sentivo il tuo vivo palpitare
tra le corde e tra le mie mani,
la musica fluiva e come sorgente
di
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| Lasciar morire farfalle
aggiustarsi le spalle,
fare catena con le sorelle,
saper da sempre,
d'esser nati per un senso,
il verso sbagliato è quello giusto,
ogni cosa indica la strada,
e ciò che impari lo dividi.
Disegni
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Lentamente
vermiglie labbra
mordono
con sapienza e voluttà
il frutto succoso
gustano...
trattengono
il
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Alzo lo sguardo
per abbeverarmi
al chiarore tremulo
e fresco delle stelle.
La gola è secca di fumo,
respira
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Un tempo i granelli di sabbia
era enormi massi
messi dalle stelle
su desideri bocciati, a tacitarli
ma questi così
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Gli artigli della risacca
cancellano impronte
sulla spiaggia dorata.
Sono lame inferte
sulla carne viva
dei nostri passi
donati ai volteggi d'amore.
Passi donati all'incanto
cesellati di vivifico respiro
di bramosia preludio
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Vorrei nutrirmi di poesia,
nettare celeste che sazia il bisogno dell'anima,
addentrarmi dove misterica voce
chiama il suono delle cose
col nome improprio,
destando la meraviglia del cielo
nel sussurro d'uccelli
che beccano il fior
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Nel respiro dell'atomo,
nell'ancestrale metafora di uomo,
nelle mani che gesticolano,
nella mia voce che racconta
sussurrando parole d'amore.
Cercami col cuore nel mio cuore,
nelle similitudini della verità,
nelle solitudini dove
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| Eolo |
28/08/2017 00:02 | 2163 |
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Vide una volta il ragno
il grappolo dell’uva,
da tempo visitato
da mosche e da altri insetti
pel dolce suo licor.
Al ragno ingannatore
cosa migliore parve
attender senza posa
il prelibato pasto
con avido stupor.
Creatasi la casa
col suo
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Continuo a preparare insalate.
Non hanno fine i gradienti del verde
e la fame è un abuso di foglie in
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 | Sonoro e profondo
respiro del mondo
s'immergono i fiumi
si perdono i sogni.
La voce del vento
giunge alla riva
e gli scogli a guardare
il mare in risacca.
Qui nasce l'alba
lì muore il giorno
splende la vita
scenario perfetto.
E tutto
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| Suon dell'usignolo
veste aria di gioia,
brilla nel ciel raggiera
di luce,
pensiero ebbro di mare
rammenta rime baciate
dal cuore.
Mani coloran sfumati bagliori
d'un tramonto ormai lontano,
sorriso insegue chimere
come onde...
l'oro del
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| Sgorga
da profondità insondabili
tracimando
oltre i bordi dell'apparenza.
Acqua lustrale
delle fontane dell'Apocalisse
che come linfa
nutre
le radici della Terra.
Essenza primigenia
della Vita tutta:
materna
inesauribile
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In questa notte
che non so dividere
con nessuno
fisso lo specchio,
mi dà la sensazione
di non essere sola.
Forse siamo in due
in un mondo animato
dal sogno...
Una festa di sensi
in un invisibile prato fiorito
o nel bosco
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| Julie |
27/08/2017 22:02 | 1300|  |
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Sono qui nel mio silenzio
e scrivo di questo
peregrinare di donna
assolata e felice
tra primule e bucaneve.
Sorelle
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Riverberi cromatici
nell'intensità dei tuoi occhi
convergono nei miei .
Tra flessuosità
di luci e
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della vita e d'altro
tutto manca
in terra desolata
sguardi
e prigionieri di muri
senza feritoie
indagano ciò che appare
alterni
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Ti rivedrò nella neve.
Nel suo morbido argento
si confonderà il tuo brillare.
E in quel solo attimo di
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 | Dentro ci sono tante stelle morte.
Lo spazio ascolta le distanze dell'aria
e un nuovo liquore ubriaca il silenzio.
Mi passo la mano sulla fronte
e tra le dita mi resta un vecchio orizzonte
umiliato da ospiti simili a squallidi inferni.
Non
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Pensavo sarebbe stato per sempre
ma non conoscevo la terra
aperta per il riposo dei giusti
e il suo profumo di frutti neri
Avevo visto il mare al tramonto
ma non sapevo che la tempesta
può uccidere ogni speranza
quando l’alba pretende la
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E dentro te ritrovo l’altro io
ambito amato spento e immacolato
che naviga nel cuore incautamente
e segue il mio clamore attentamente.
E dentro me simillimo al vissuto
io scopro la coscienza del rimorso
che aspetta inutilmente sulla soglia
e
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L'ora si spegne
e nel suo girovagar il soffio
è capriccioso.
Danzano nell'ombra
del tempo le note
in un vortice s'avvitano
vissuti e viventi.
Ed
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Ieri una donna mi ha sputato nella schiena.
Perché la trovassi vera
perché pensassi a lei.
Ma ero stanco di allusioni e senza tasche.
Le ho commutato
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Oggi son triste ma non so spiegar la mia
tristezza che l’otre dei miei dolori pieno
avevo lanciato laggiù nel profondo mare
che forse la chele di un lì vivente mostro
o meglio che sol gli aguzzi di un pesciolino
denti l’abbiano forato e
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Leggevo oggi dentro le mie lacrime
tutta la mia angoscia...
L'anima mia volgeva all'autunno
e alle foglie morte.
Penzolante al braccio di un ramo
pronta a lasciarsi andare,
bastava un lieve soffio di vento
una brezza mattutina.
Era cosi
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Un piccolo tratto di stradone
separava la casa cantoniera
insieme alla vastissima stazione
dal borgo, di villette a
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E’ arrivato il mattino finalmente
dopo una notte insonne e tormentata,
dove si alternavano i sogni bruscamente
con aspri risvegli tra le lenzuola, arrotolata
Sono stanchi i miei occhi e le mie ossa
prima ancor di incominciare la giornata
giorni e
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Attimi vissuti
come pillole amare,
gente tradita
da un bicchiere di vino.
Sguardi
che mormorano più di ieri.
Aspettative non ricambiate,
e specchi
a malapena arrampicati.
Destini sfiduciati,
difetti non trattenuti,
molteplici i
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"E quindi uscimmo a riveder le stelle"
scriveva il Sommo del dolce stile.
E fu tra quelle fusioni nucleari
che si intersecarono gli abbracci
nella congiunzione di un incastro perfetto,
nel profondo oceano velato dei suoi occhi
senza
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Sacro Graal, calice Divino,
sogno ricorrente della mia fantasia,
misterioso e introvabile,
disseti la mia fede di speranza e poesia.
Origine Divina che vaghi nei secoli,
donami i tuoi poteri sacri e spirituali
di cui i Templari ne furono
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Pulsa pretesti il vetro, ecco cosa,
in lacci modulanti topos
o un'offella che mi sia e che non resti.
Di sì e di no, a tratti.
Orali, perfino. Fuggevoli, per l'intanto
accadendo come tènere titubanze.
E' compenso la rosa
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Lia |
27/08/2017 21:22| 1153 |
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Sospiro quest'aria
di questa brezza marina,
che mi dondola su di un mare muto
della tua immensa presenza.
Oh brezza che
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C’è chi t’irride
con lo specchio negli occhi
osservando il tuo fare e il
tuo
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Si finge l'immagine allo specchio
distorce il sorriso
cela lo sguardo triste
Mi accarezzo i capelli
apolvero la mente da vecchi pensieri
fiera guardo i miei turgidi seni
Mi sposto,
un'ombra indefinita scruta
quello che è
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Accarezzami, come il mare accarezza la notte.
Dove si posa un tramonto nasce sempre un verso,
come un fiore nel pieno deserto del buio
e si lascia cullare dal vento
nel silenzioso frastuono di un semplice attimo
e d'oro si veste, quando incontra i
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Imperioso pensiero
maschere mute, desideri senza nome,
occhi di ghiaccio, sorrisi mancati,
sogni.
Copione scontato il silenzio dell’alba.
Il merlo che
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Insieme salivamo l’ erta via;
fitto canto d’uccelli, era de’ Estate!
Lieti andavamo al posto delle fate
tra sassi colorati
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Il tuo cuore è arido
La tua mano è chiusa
vuota di doni, senza pertugi
spiragli da rendere grandi
quanto basta a
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Uguali o meno
dimmi tu perché
lo specchio mio
riflette solo te
e la tua faccia
sembra sai la mia
nel vano
della buia sacrestia
dove un pagliaccio
ride a più non posso
e certo del suo essere
un molosso
si finge l’altro
e
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Non si dimentica
il sapore dei baci
che hai saputo consegnare
al giorno e nell'ombra della sera.
Non si dimentica
il sapore d'estate
e non vanno via
quei baci che sapevano legare
le mani e i sorrisi.
Non si
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Cerco alto nel cielo
la mia stella pregata
è cosi molto lontana
come la sua luce
è adorabile e attraversata
coi tuoi tempi
mi raggiunge
come storia passata
cosi da essermi vicino
come il pensiero
immerso nel sentiero
di queste
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Vestimi di Petricor
in quel sottile piacere
dove finisce
la pioggia e subentra il suo odore.
Cullami di quell'amore
che
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 | Discinta, nuda, però non volgare
la vera satira riflette molto,
molto riflette prima di parlare
finché nel suo bello specchio ha colto
propri vizi, difetti e perplessità.
Poi si rivolge candida al bersaglio
ed è la
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338199 poesie trovate. In questa pagina dal n° 53341 al n° 53400.
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