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♦ Graziano Ferrero | |
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Tra le lampade rotte,
i cuscini di piuma
e le spire di fumo,
parlavo al buio.
Chiedevo di te,
dentro i miei sogni,
tra le labbra del silenzio,
ma
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Ho un po’ di sole
ancore dentro il cuore
lo vorrei dare
a chi mi sa capire
senza dare menzogne
od inganni.
Ho ancora un po’ di sole
m’è rimasto nelle mani
quando ancora riusciva
a farci sudare...
Un sole splendente
dentro queste piccole
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Musica danza su un filo di velluto viola,
ti porta là dove tutto è fatato.
Nessuno può aprire quella porta.
Musica diventa omogenea alla tua anima,
musica carpisce i pensieri più segreti
li indirizza dove tutto è magia.
Se ti amalgami alla
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E se fare le conclusioni, meglio mai.
Presto - sull’affievolirsi della giornata.
Un domani già – un ordito nuovo
può
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Il rimembrar ascende d’ogni speranza,
nel decader nel mesto di un tramonto
e nel tremolio di una stella.
D’ogni sogno umano,
sferza la vita
e s’illumina una notte
e nel silenzio
giace,
un flebile ricordo.
Pondero,
il pensier antico
che
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Giovani affranti
si muovono disorientati,
accantonando libri,
scelgono vie facili e improduttive.
Nessuna guida al loro fianco,
cadono spaesati senza appiglio.
Entusiasmo frenato dall’ipocrita
decretazione del fallimento,
ai margini di un non
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Quando
vita stessa
mi porta
a pensare,
in silenzio, alla mia vita, io
ascolto
il suono
del mare.
Mi parla, il mare.
Vorrei immergermi
nell’ onda
dell’ oblio, e
ricordare
tutto l’ amore
che, fiore
ora sfiorito, io in
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Come mai, quel giorno di Dicembre,
la tua terra trovò un punto d’incontro con il mio cielo?
L’aria d’improvviso congelò,
ma le tue parole sono pillole di sole per il mio cuore.
Lascia stare quello che dice la gente vuota,
vogliono rubarti solo
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La più profonda meraviglia m’arriva dall’arte,
sia accostamento armonico di note, parole o colori;
e quand’essa silente,
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Nel silenzio infinito odo
fra tremolanti rami l’eco della valle
che abbraccia i sogni nascosti
dentro l’anima.
Pensieri vestiti di mistero
volano col vento
e il mio “Io sensibile”
si trasferisce dentro un corpo
che non conosco,
mentre uno
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com’e soave
quel velo di tristezza
che stropiccia lo spirito
fino a renderlo immortale
alla vista dello spicchio di sole
fra i rami brumati
dall’autunno alle porte oramai
dipinsi l’anima uggiosa
dietro ad una tela anonima
guardai il
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E io non ti dirò se m’innamoro,
così saprai di me quello che sai,
né mi rivelerò se caso mai
tu fossi fra i pensieri che divoro.
Sarò il burlone, a volte, oppure no,
l’ improvvido poeta sempre solo,
colui che si nasconde dentro un volo,
in cui
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 | Incredibile mi hai guardato
e il tuo viso era di rosa
unica fra tante per grazia
straordinaria d’incarnato.
E’ stato amore di colpo
fulmineo secondo leggenda
da farmi girare la testa
e intanto un altro t’ha colto.
Ritrovati i versi
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| il silenzio non ha note
suona musica per me
hanno gli occhi le parole
scese in fretta su di te
come un’ombra ho la mia
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| Briciole di tempo, racconto o rimpianto,
tutto confluisce in un unico punto.
Il tanto o il poco inseguito
dosato,
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| Le anime più belle son privazioni,
la gente soffre solitudini e contraddizioni,
attraversata dalle lame della vita
perdendo speranze nel risanare le ferite.
Le anime più belle son trafitte
piene di scudi e feritoie,
irradiano comunque luce
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| in ginocchio schiudo il mio buio verso il timido sole del tuo cielo
poesia d’una bellezza dimenticata nel mio cuore segreto
apri le mie mani al mondo e guarda negli occhi la gioia di tuo fratello
muto silenzio portato in spalle d’una legnosa croce
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Stasera all’imbrunir
s’è accesa una nuova stella
giovane e bella
guerriera d’amore
notte
sarai un canto di sirena
il sole splenderà
oltre il triste addio
la rossa estate
germoglierà gerani nell’orto di pace
e fioriranno rose nel rosario
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Ho frugato in ogni cassetto
ma di te
nemmeno l’ombra,
quando in realtà sentivo
le tue mani accarezzare
il mio corpo
e
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Non ci fu sorti di iri a stu Vattiu
a vurpi non si vuleva moviri da casa
e facennu la dispirata telefonau a piula
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io sono qui
in giro tra le stelle
cercando una luce nella notte
che mi tenga compagnia
io sono qui
a parlare
a viso scoperto con le mie paure
a ridere di me stesso
per non piangermi addosso
io sono qui
dimenticando e ricordando
-come un
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Qualcosa è nato
dalle terre oscure
dove ogni ombra
respira l’altra
Un nuovo sogno
nero come il fiume
quando la notte
divide le rive
Qualcuno danza
oltre le paure
il presagio eterno
di qualche morte
Un nuovo regno
di fitte trame
dense
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Un uomo...
con i suoi sogni
i suoi doveri
le sue difficoltà
e poi...
rinunciare ad ogni cosa
in silenzio
nel
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Metodico ormai mi soffermavo
sull’angolo, a lato della porta
laddove da piccino dimoravo:
e mi chiedevo se si fosse
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Fermate il mondo! Fatemi il favore ...
mi bastano soltanto due minuti,
per scender da quest’orrido vettòre
di personaggi
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Non ho amore, non ho rancore
in questa storia di raffronti
di falsi d’autore,
pensier leggero che affondi
nei sospiri
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Tutte le volte
che apro quella porta
vedo la differenza
tra cielo e terra
tra luce e buio...
È uno spazio infinito
che cattura i miei sensi
e vedo...
il sole e la pioggia
danzare insieme
musicando note
che soffici nuvole
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Dell’anima chiave
portata dal vento
smuovi le querce
ma non dissolvi
i profumi,
scorre l’acqua
tra alberi
con nidi di tortore,
le rose
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Nelle atonie,
dove la voce non sa parlare,
sopraffatta dai silenzi,
nel provare a misurare eternità
o momenti infiniti che il tempo
concede e si riprende.
Nei movimenti del cuore,
così stanco di soffrire,
nel volto intriso di lacrime di sale,
di
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Un cuore in fiamme,
un’anima accesa,
chiede una preghiera,
passa oltre non ti fermare,
è questa la strada da fare.
Sordo
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Come fossero i giorni non lo sapeva
aveva dimenticato persino il suo nome
e si aggirava furtiva sulla spiaggia
a raccogliere conchiglie e sassi piatti.
No, spiriti della notte del mare
non è dell’amore che voleva parlare
ma di una vita aggrappata
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 | Un pensiero
riesce sempre a determinare
bello o cattivo tempo,
l’uscita del sole o pioggia asciutta
dentro al cuore,
a momenti alterni,
in un continuo viaggiare
di pensieri che si accavallano
e si susseguono intercalando
momenti malinconici
a
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Il cuore nutre
Libertà di
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 | Forse le parole non sanno cosa dire
basterebbe una rosa col pensiero
a far crescere quest’alba colorata
a dorare un tramonto che già splende.
In fondo gli anni sono briciole di tempo
quando il cuore ha quel sorriso eterno
che le tracce del dolore
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Mi piace guardarti disegnare la tua pelle,
le guance, colorare le labbra, tenere il seno
tra le mani e rimodellare il corpo.
Ti guardo, ti fisso, sai mi eccita il tuo tocco,
le dita desiderano l’amore a prima vista,
sentire il corpo, i fluidi
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 | Non guardarmi
se più non vedi
l’amore
volgi lo sguardo altrove
là dove non può far male
non sfiorarmi
se nelle
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M’è ancora mesto l’autunnàl Tramonto,
e i freddi sguardi d’un Sole pallente,
e l’alba che in ritardo or lenta viene,
e le pallide foglie che a cadèr
tramortite si stanno, e cieca Notte,
assente Luna, ora dei Sogni miei.
E vi perdei,
belle chimere!
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Di notte, seduti sugli scogli
noi si ascoltava il mare
e nei giorni di calma, di quiete
si sentivano i gabbiani,
li sentivamo tornare dalle onde
poi si posavano sulla spiaggia
e come noi, lentamente
si univano a quel silenzio
alla sua anima
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 | Il cielo è una curva in preghiera
e grida la luna,
mi strappo nel petto.
E sotto
il mondo sonnecchia
distratto,
il rombo d’un tuono
non scuote la terra
che gira insolente,
criceti nel cerchio d’una scommessa.
Poi lenta,
sommessa,
è l’alba
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Passavo di qua,
alcune parole si fermarono
a raccontar l’esistere,
il vivere.
Qua,
é passato il viso mio rigato,
le accelerazioni anarchiche
di un cuore impazzito
e la tempesta di vento che
l’albero maestro della vita mia
ha spezzato.
Ma
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Sur tes arpèges
Narcisse te piège.
Le florilège des flatteries
couvre la glaise de ta vie.
Le peuplier n’a plus d’attrait,
arbre servile, sans intérêt.
Le fleuve doit suivre ta veine,
mais la mer, noire Comme l’ébène,
se déchaîne sous ce
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Ho sognato di te stanotte.
Mi tendevi la mano
e poi m’abbracciavi
stretta stretta a te
e piano asciugavi le lacrime mie
che copiosamente
rigavano il volto.
Allora m’ami ancora
così ho chiesto
ma d’improvviso
m’hai lasciata lì incredula
con un
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Era arcaica
Quattro mijardi e mezzo d’anni fa,
dopo avè fiottato gasse e lava,
li vurcani se inizzieno a smorzà...
pe’ er
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Sento ancora le tue grida, in quella via
dove la luce più non si posa
se non nei recessi bui del tuo cuore,
e tu piccola mia nell’angolo di una vita
che più vuol seguire quel ch’era giusto e limpido cammino
ora che nessuno più ti chiederà in
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Emozioni di carta
stropicciate da parole vuote
rimaste ad aspettare
la morbidezza di un petalo
versato
dalle labbra dell’amore...
Una
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 | Vi racconterò
ora che sono
perché mai
nella possibilità
di un giorno andare
e lontano
che nessun principio
intraprendere
una strada
con vuote tasche
private d’illusione
senza soluzione
e chi quanto
avrà da giudicare
tanto sarà
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| Se ho sottoscritto assi e
levigato fortezze,
è per non languire istanti.
Ho passato la pece e
piallando,
ho appiattito e
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 | Gioia,
bella e facinorosa,
tu incanti,
bocciolo di vile rosa.
Passi che non lasciano,
mostri che non mostrano,
ombre.
Tutto si recide.
Il fiore non si stanca
e arde, e sopravvive.
Non odio la speranza.
Odio chi ci crede,
odio chi mi segue.
Il
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Calò il sipario
nella notte del delirio
Tintinnio sul patibolo
il campanello della
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 | Nun me guarda’ ‘ncantata
nun m’appiccia’ stu sanghe
dint ‘e vvene!
Si putesse parla’ stu core
sott’a stu cielo
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| Non è scorrere di fiume
il fluire della vita
lui è costretto,
solo verso valle
scende
per l’uomo che
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 | Gli odori e le canzoni
sanno bene come catturarmi
quando nell’adesso
come fiori spudorati
il tenero rimpianto
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E non v’è paragone tra clamore e silenzio
e sonagli e trombette, burattini vestiti di carta...
E solo cocci di vetro a riflettere la luce
E’ sbocciata una rosa sul ciglio della quiete
timida nella notte generosa di stelle
Scorderò così le
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Allons forger le blé
comme deux oiseaux duvet
Prends ma main mon espoir
dérobe- moi
sur des sinuosités sans nœuds
Je veux du blanc
pour ceindre mes yeux
et brûler sous ta voix
immune comme ton fer de lance
Invente- moi
comme un phare dans ta
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Nella tua mano calda vorrei mettere
mia vita inaridita e mi stringessi
al petto se soltanto tu volessi
il tuo vagare
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Ricorderai i giorni
di quando cantavi,
il sole tra i rami
tesseva una veste.
Tutto passa
le speranze i
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In valle uno squillar di tromba
tra tempio di ercole e di giove
grande epica nell’aria rimbomba
con nebbia, sole e quando piove!
Nel 480 ac. la vittoria d’Imera,
dopo alcuni anni la fine brutta!
I fasti d’altri tempi un’altra era
dal punico
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E’ come se avessi perso le parole
il suono la sintassi e ciò che esprime.
Un vuoto strano qui, in questo rumore
all’angolo più scisso del mio volere.
Comunque e a parte, senza le parole
in questo suolo muto, di nessuno.
Eppure il verde continua a
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Sorrido ora
sullo sfondo di mille finzioni,
tornato bimbo è il pensiero
ed a raccontar torna
del tempo che fu.
Voi avete il tempo
che già fu mio
ed a ciglia
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Trattenevo
il calore delle nuvole
per il prossimo inverno
nessuna luce
Per non offendere le ombre
e negare il ritorno
agli oscuri passi del male
nelle sue tante forme
Ritornavo
al suono levigato del ricordo
nessuna lacrima
ma la pura trama
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338181 poesie trovate. In questa pagina dal n° 51841 al n° 51900.
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