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Cammina nell’autunno ancora acerba
mattina di bambini e di pacciame
attorno gonfie viscere – letame -
il male vomitato
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Amore
è tenersi per mano
coi segni del tempo,
con le rughe
dove dormono i sogni.
Il respiro
colonna sonora
dei giorni trascorsi
con ciò che
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sono qui
e la tua parola
ingenua aguzza
fende l’anima
il mare segna
d’un moto continuo
senza pace
e la fine immaginata
nell’inutile pulsare
delle vene
non è
ciò che sperai
sono qui
e tu splendi inaccessibile
e la luna non ha
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Rattoppo un ennesimo strappo,
stanca, arresa, silente.
L’inutile grido rimane nel cuore.
Anche le parole,
amiche e
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Quando due anime si toccano
esplodono in un connubio di sensi
e allora,
lascia quelle catene compiere il proprio destino
per occhi che non hanno bisogno di vedere
nel punto in cui l’amore sutura le ferite.
Oblio di parole ad ogni come
dimentichi
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Non conta quanto è bella la serata,
il sole é bianco come un panno steso
sopra il ponente e fa da contrappeso
alla montagna limpida e screziata.
Placido, ottobre, s’ innamora e dice,
facendo il verso all’ ultima calura,
che porterà con sé alla
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 | Parole sommesse,
lamenti a fil di voce
Pianti ... sofferenza.
In questi luoghi asettici dove
non si ferma il via vai di gente
che a casa vuol tornare.
Rompe il silenzio un campanello
nella notte ... qualcuno sta male,
in lontananza urla
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 | Riversa su di me i tuoi pensieri
e, ti sia lieta l’attesa
nell’inebriante aroma
di questa solitaria pineta
che rinfresca
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È un fiore che si sveglia
ogni mattina,
alza gli occhi al cielo e prega.
Non vuole più cantare
la sua melodia,
la sua gola è divenuta afona
di canti e di parole sperdute
Ora farà suono
solo il battito del suo cuore,
e voleranno petali di
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Spiazzo
un principio d’autunno
nel recidere il tempo
non ancora
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Amo l’autunno.
Ha tutti i colori delle mie malinconie
e un sapore dolce e languido, come di nostalgia
di quei vissuti stillati nel crogiuolo dei ricordi
per conservarne solamente il bello.
Andata è la frenesia creativa
che scuote la natura in
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Sentii una fitta
sulla cicatrice del cuore,
lo schiocco della delusione
mi colpiva era ancora sospesa
nell’aria stagnante.
In attesa di fiori di gelsomino bianco
garantiva riposo dove ancora c’era abbandono
non ero più tornata dentro quel
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In illo tempore, il nostro Creatore
era un poco indeciso sul da fare
e sentiva un leggero malumore:
vinto il dubbio, fu
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Conservo intatto
lo stupore
per la foglia rossa
e il suo valzer dirupato.
Conosco la pace
gialla
dei giardini
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Mille volti
in disguido di apparenze,
trasfigurando la pelle.
Irriconoscibile tratto di personalità
in uno scambio di opposte fattezze.
Perenne ricerca del sé,
maschera deforme in volubile aspetto
veste le spoglie dell’effimero tempo.
Polverizzato
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Nascosto
dietro al muro dell’impossibile
mi riparo dal vento
dalla pioggia della luna
dal mistero di nuvole impazzite
-polvere di gesso le parole-
Nascosto
rabbrividisco al fato
alle labbra dell’inferno
al richiamo di Dio
ai miei giochi
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Quanto or m’è d’astio il silenzio che intorno
qui sovviènmi; e il tramonto che empie cure
mi scaglia!... Oh Notte! Muòr così il giorno,
il qual suo trono or cede a tue ombre oscure
che a lòr volta di nebbie vèston. Torno
io forse nel tuo ventre,
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In ginocchio stasera per l’orrore
che oggi ho visto sul mare della morte;
anime maltrattate dalla sorte,
disperati occhi
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Adotterò una stella,
in questa notte che profuma di solitudine,
quando i fiori si nascondono nella penombra
ed il buio si veste di onnipotenza.
Canterò alla luna
tutti i rumori del silenzio
con l’ultimo filo di speranza che mi arde in gola.
Qui
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Dimentica
alzando il suo velo
esce di rosa
pelle nuova
dal morbido tocco
investita
d’ammanto
un soffio
d’incanto
nasce
nel verticale cielo
un palpito agli occhi
carezza d’istanti
di velocità troppa
sospiri
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Sui miei rami
poggiano nuvole e stelle,
tramonti incantati
e albe senza fine,
freddi cristalli di neve
e tortore
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Volevo allontanarmi da te
andare lontano senza meta,
rimanere in silenzio imitando gli eremiti,
lontano da tutto quello che mi ha dato
felicità.
Per il tuo procedere di passi lenti
a volte un dolore immenso e
nel mio vagare senza meta un
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 | Attendo che si svegli il giorno
centellinando gli attimi
prima che dischiuda l’alba.
Trattengo l’odore del caffè
come il piacere pregustato
un raggio alla finestra
e sillabe d’oro in controluce.
Un cielo fatto casa, l’incontro
di ciò che cambia
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| Sparge oro il sole al suo tramonto.
Prezioso il suo ultimo respiro per la vista.
Ansima come un moribondo,
sforza il suo fiato corto
dalla bocca,
ancora poco tempo
al suo declino,
illumina arrabbiato
porzioni di breve cielo,
vomita rosa colore
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 | Giovane figlio
Nella sua primavera
corre veloce
Con un lento
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L’ edera non è quella pianta,
che s’arrampica al cuore,
per fiorire nel finto amore.
Una brama d’affetto,
non è frutto del potere,
né un quesito per
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 | Tu passeggiavi nella mia mente
mentre io, ti sentivo sulla bocca
cosi vicini i corpi, che si sudano
ma le carezze dell’anima
non hanno mai sapore
sono brividi estesi, lontane falde
tessute nel sole, aquitrini
queste paludi del silenzio
in riva al
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| Ai banchi, posto prendono i signori
della città, con gran sussiego e onore;
vidi i patrizi, e mi balzò, almo, il core,
fra drappi insigni, be’ brillanti, ori;
i frati, dietro al grande altare, i cori
latini intonan, sul mezzan, maggiore;
sonano a
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Discolo spensierato un Amorino
giocherellando con archetto e frecce
un dardo acuto si lasciò sfuggire
che oltrepassando di Venere il boschetto
il gluteo ferì d’un giovinetto
e il grido che strappò con la ferita
incuriosì vicina lì una ninfa
così
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Di notte, nel buio più totale
quando tutto il mondo tace
e il silenzio incombe, irreale
m’incontro con l’anima mia
e mi raccolgo in preghiera
cercando di vedere al di là nel cielo
oltre quel tenue bagliore di stelle
cosa c’è che mi
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Grilli mostrano
Melanconia
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| Julie |
09/10/2017 07:50 | 1204 |
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Siamo noi
a cercarci
nelle infinite vibrazioni
dell’universo
e ci troveremo
quando un bacio
scolpirà un cuore
sulle nostre
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Io, te e...
pensieri navigano
sensi si svegliano
al semplice ricordo,
sublime,
al baciarsi le labbra
che si schiudono lentamente,
salivando ormoni.
Io, te e...
passione erotica,
accende la mia voglia,
di farmi prendere in un modo dolce e
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La luna allattò le stelle più piccole
e le mandò a dormire
ma una prese la via della terra
allettata da una proposta
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Un po’ la segui
poi la precedi
la brezza irrazionale
folgore al viso che s’incurva
tenera taglia il mondo
da un
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Un profumo
di gelsomini pensili
che ascolto
mi trascina
al tempo di orizzonti
che odorano di sole,
ora sfoglio
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Lemme lemme l’aurora, stanca della timida notte
Schiuse il mio risveglio... con passi silenziosi,
senza far rumore, vidi la commozione del cielo che
sorridendo alla timida luna, stanca del pallido fervore
si schiarì, offrendo innocenti lacrime
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Ho trovato in te
quel fiume di porpora
che scorre lento
dentro ogni nudo desiderio.
É quel piacere così forte
penetrante goccia d’amore
a bagnare ogni pensiero.
Gridano gli sguardi
urlano le mani
ma le voci intonano
un canto
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 | Un cuore ignorantissimo
più ciuco che cavallo
cercava un intervallo
tra il sole e un’altra stella
e corse a perdifiato
in viaggio verso il tempo
convinto che stracciato
si fosse consolato.
Viaggiò per giorni e notti
con sogni ininterrotti
nel
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 | Delle parole incantate al sole
dentro questo tiepido pudore
rimangono fili e perle, profumo
di oleandro e miele.
Avevi occhi grandi,
avevi lo sguardo sperso
nel lieve sentire.
Avevi quel lontano sapore
di melagrana.
La Persefone di te
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 | Che vostra luce sia
ad ondeggiar tra le onde del mar nostro,
a rifletter dentro specchi d’acqua in strada
per un uomo che è un passante viaggiator.
A voi la goccia che attraversa pelle e cuore
e riporta al giudizio di chi ha amato
che da mente tutto
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| Mi è così dolce
restare in attesa in questo limbo
sospesa fra curiosità e amore.
A pelo d’acqua mi permetto di sognare
disillusa che ero, restavo a guardare,
il cielo e le sue stelle così belle
distanti, mi apparivano irraggiungibili,
in
leggi

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 | Parliamo a te donna medicina,
a te che amiamo, che preghi
con le tue mani del fare,
Hai imparato a osservare
dal saggio sulla poltrona, ma
da Flora ne apprendesti ogni pazienza.
Reggi la cascata, non cedendo,
aspetti conoscendo il dono
che
leggi

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Ad aspettarti,
lascerò la porta socchiusa,
perché tu possa entrare
a parlarmi d’amore,
senza più gelosia.
Ti accoglierò con un umile
pasto,
in questo tempo intriso di silenzi
che sanno parlare più di
mille parole.
Ti racconterò ancora di
leggi

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| Eolo |
08/10/2017 20:09 | 746 |
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Perché ti sei vestita di bianco
se la sera è chiara
e la luna non riesce a capire
quando finirà il giorno?
Non tutte le ombre
nascono dal buio della notte
ed ogni respiro
può portare al puro silenzio
Quando intorno si crea il vuoto
e nessuno
leggi

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Je suis ce tendre amour
issu d’une subtile cour.
Ton parchemin vivra en moi,
à travers les siècles des émois.
Ta douleur sombrera dans l’oubli,
notre brasier éclairera l’infini.
Tu me reviendras à petits pas,
dans ce cœur au goût de
leggi

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 | "La musica si riempiva di cenere
quando era obbligata a leggere i mari addormentati,
quando era etichettata come solo un semplice ricordo,
come il nulla, come un’impronta di ieri."
Gli echi rispolveravano note di emozioni antiche e
si riscoprivano
leggi

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 | c’è il vento che soffia alto e le foglie gialle e un po’ marroni
sembra giòchino a nascondino con il tempo
lo scoiattolo non esce che a momenti e noi siamo in attesa
gli occhi sono sempre neri, neri come la notte al passaggio del treno
chi ti
leggi

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Dove sei
Cosa fai
Mi resta solo il pensiero di immaginarti lì,
nuda
Sotto la doccia che ti pulisce la giornata...
...mentre io sarò le gocce che accarezzano la pelle.
Pochi istanti
E ti raccoglierei in una coperta di braccia e petto
Asciutta e
leggi

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Vorrei saper di te
armonica lieve,
come quel suono dolce
trafigga i miei pensieri
ed a lor s’adduce
così diversa luce.
Pendo dalle tue
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 | Il cuore non sapeva
e non voleva
viaggiare controvento
e cosa strana
sentiva avvicinarsi
la buriana
la gran tempesta
torbida interiore
che brucia tempo
e vita in poche ore
e allora ben felice
di crepare
bussò alla porta
di una nuova
leggi

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Si vorrebbe certo volare.
Ma si rimane prossimi al pozzo
a sperare in connessioni
non torbide.
Noi, figli di un grembo
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 | Tu aggiustavi il nodo alla cravatta,
mentre indaffarata io
pensavo gli ultimi ritocchi!
Si, gli addobbi, luci e tavolo,
sembravano già pronti.
La musica allietava con vera maestria,
complice d’emozioni mista d’ allegria.
I figli farfugliavano tra
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| Conosciuta come Meneghini Callas
per quello Stato chiamato Ellas
dove anche il genitore
nacque come l’Armatore
che la volle far sua sposa
quando era, Lei, famosa.
Quasi fu una "rapina"
la morte della "Divina"
che, ancor giovane, tanto,
lasciò
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| rotte voci e forme
impermanenti
sotto luna menomante
anime siamo
che si cercano
fiume d’echi
la
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Gli schiamazzi insani non giungono alla Costellazione di Andromeda
si fermano prima delle porte di Tannhauser
soltanto i
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E’ all’oltre vespertino
che castigandomi
d’insonne speme giungi
facendo d’un nembo
lo scuro che all’occhi
n’una stella pasce
La luna sin qui sirocchia
sulla plaga dell’addio posa
quel sognar prostro
che d’albeggiar novello
e del cantar
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 | Assai ammirata alla stazione lesta
un’ elegante donna su quel lungo treno
stesso binario stessa ora e giorno
partiva presto sulla stessa via.
Per tanti anni e un triste giorno angoscia...
stravolta ancora la guardai di nuovo
non era più la stessa...
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Stavi ridendo di qualcosa
sulle note di un piano
O ancora una volta in fuga
in un notturno di Chopin
ferma a metà come può stare una farfalla sul vetro
quando d’improvviso si spalanca la finestra
Stavi con un rigo sulle labbra - un lungo rigo
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Ti temo,
come si teme un risveglio
la verità nascosta, inaspettata
ti temo ancora,
come un primo bacio
un ultimo incontro
come la lettera, dello sconosciuto
ti temo come l’alba,
quando fa paura il giorno
quando cadono le ore
come i massi nelle
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338176 poesie trovate. In questa pagina dal n° 51301 al n° 51360.
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