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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’913Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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Silenzio muto si alterna
all’altrettanto muto silenzio
di un’anima
e disperde nel gelido vento
un domani che forse
più non troverà vita.
Rumore...
assordante rumore, muto
resta fermo
nello strepitio di un cuore
e nel suo dissolvere
quel
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I pensieri vagano
nella notte
su quell’anima
che occupa
spazio sotto
i palchi.
Lottano per un posto
tra cassonetti infime
cercano tesori
dove spaziano
destristi dell’uomo
futili alor vivere sono:
da buttar via.
Pasto consumano
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No, non v’è terra pulita
e verde sotto la nera coltre
che piove fuoco e peso
d’acque letali
Resteranno al riparo
gli onesti e i buoni
se crocifissi nel chiuso
delle pareti
Non v’è giustizia fuori
la mano tesa è trappola che uccide
ed un
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Malefico
come quel piccolo segno
che mi hai lasciato
sulla pelle ferita
Come le parole svanite
appena prima della sera
con il vento freddo
delle carezze mai date
Maledetto
come il sigillo d’oro
dell’amore falso
ostentato di notte
E poi
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 | Mi lasciavi una rosa appena giorno
ed io che ne ammiravo la fragranza
seguivo dietro i vetri il tuo ritorno
sul davanzale della vecchia stanza.
Mi donavi la magica illusione
che dipingevo con morbosa cura
di chi ai suoi sogni affida la
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| Ricordi
di un’America ormai lontana
ritrovata in solitudine
nel fondo di un bicchiere,
sogni affidati alla bianca scia
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| La bellezza esplode
in tutte le sue sfumature
vacua, evanescente
non conosce ostacoli
non conosce barriere.
È così ogni anno
eppure ogni volta ne sono sorpresa
Ma lo hanno tagliato
il glicine
che tanto ci piaceva
Hanno tagliato
l’unica cosa
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Fogli aspettano
d’esser scritti
da mani
in cerca di carezze,
calici di rose come nido
colme di
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Donna sei fenomenale
nel tuo violento cammino.
Amo il tuo passo felino
ch’è pura essenza animale
e t’aspetto ogni
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 | Ascoltati.
Parla un’ anima
che ti ode, la sera,
pensare
alla vita.
Ascoltami.
Parla un fiore
che nasce
dalla neve.
Io ti sento
vibrare di vita, sebbene
chiusa in una stanza.
Il silenzio e la pace
son le mie spine.
Promettimi
di
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| sento di essere lupo o più serpente
vorrei sbranar il mondo e avvelenarlo
c’è in me una
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Vant moale de toamna ma va purta spre tine, Italia!
Asteapta- ma cu- o ramura de maslin.
Acolo, pe cerul inimii
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La tua vita all’improvviso
è andata fuori strada
portandosi il sorriso
il ladro sicuro ha rimosso
abilmente l’umana
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La nostra casa
immersa nei capelli della primavera,
gioca con rondini e farfalle.
Sbadiglia al sole del primo mattino
tra l’erba fresca ed il trifoglio.
Non andar via da lei.
Il sole si spegnerebbe in un attimo.
La rugiada non bagnerebbe più
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Là ‘n fondo a la corte granda
coatro buteloti grisi e assè bei,
i fa su ‘l porco con tanta passion.
Lì su do tòle longhe e scancanè
i ga sènto brisoléte ‘n fila come soldè
che le sgossola par tera coalche gossa,
ma ‘l par che le canta:"Bandiera
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Qual è la strada,
e quanto dovrà passare
ché la notte diventi giorno,
e il fiato porti,
a quest’aria esausta,
l’acqua per spegnere
un fuoco che brucia,
adesso nemico delle ore.
Quanto dolore
dovrà conficcarsi
in questa piaga
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I rami ancor pieni d’acqua
e le grige nuvole
raccolgono gli anni miei
in questo deserto di riposi.
Docile malinconia
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 | Dipingo sogni in un tempo di freddo
lasciando per le mani profumi di gelo
spargere i giorni di tanta attesa
aspettando il domani avvolto di ieri
e dell’ombra fingere spazio
in un sentiero solitario, arrendersi.
Come potrei lascarti indietro
se
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| C’era un poeta, in cuffia e tonacato:
scriveva, assorto, alacre, in suo fervore;
nove anni aveva, al vicolo del core,
rime scorrendo, come in Cielo entrato;
madonna, in manto dal Celeste dato,
parea di chiostro di umiltà e fervore;
otto anni
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 | Volto di Pierrot attento,
con mani ingiallite
facevi fotografie.
Nel fluire del tempo,
lasciando in me immagini
indelebili di te.
Tanto strani i tuoi vestiti,
i gioielli wintage che coloravano
in bianconero il tuo collo,
amaro il tuo
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| Eolo |
12/01/2018 14:36 | 1994 |
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| Datemi da bere
portate un altro boccale
il figlio andato verso la luna
è tornato senza alcuna fortuna.
Chiamate i servi
le danzatrici dai piedi nudi
dite loro di indossare vesti rosse
e chiamate i musicanti.
Le guerre del mondo
si stanno
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Stante la rosa
Rosso vita il colore -
Sangue
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Morbide mani
Vogliose si
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Scorre la vita
dietro quel treno
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Ti scruto soltanto poco prima che si desti l’imponente astro
o all’interno del fiammante vespro
mentre discuto con me stesso
di come sarebbe stato "caldo" viverti nella libidine
e di come ci si senta soli
tra i ghiacciai di un asfissiante
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Chiano e svelto passa ‘o tiempo,
’e nu’ rilogio scassato.
Nù marchingegno senza corona
e senza sfera.
Para ‘a ieri,
tenevo vintanne mo né
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Che dìcono le Rune a’ i millenàri
Dei che i fiordi govèrnano sevèri?...
Desiàn le Norne che Freya co’ i suoi chiari
sguardi i pomi coltìvi, onde i lòr sieri
sempre la gioventù dìano, e i sudari
della vecchiaia e di Morte e i tristi
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L’affaccio da balcone di mia reggia
colma lo sguardo d’amena natura;
m’appar veliero che tra onde veleggia
appena miro
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 | Il colore della sera
la sua voce traballante nella luce.
Flebile d’una sillaba.
Ti ho parlato da lontano.
Un suono ha rimosso ai rami i ricami dell’ombra.
I volti si guardano; silenziano,
nel desiderio attratto.
E ti indovino
nell’attimo
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Forse non ci sarà più il tempo
di raccogliere il grano nel campo
o sorseggiare l’orzo quando è caldo
Sentire il caffè che gorgoglia sul fuoco
l’odore del pane tagliato di fresco
o il friggiolar delle uova nella padella
Quando al mattino apro la
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Non c’è direzione in questo vento
ci sorprende nudi e impreparati
entra nelle narici e si diffonde
non c’è salvezza al suo richiamo
non servirà parlare o restare zitti
si piegano gli alberi in un estremo sforzo
e anche la terra urla di dolore
cos’è
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la superficie dell’essere
ha tre dimensioni
ma ne esiste una quarta
e solo quella inganna
ciò che appare
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Apri il vocabolario e t’intrattieni
come fossi davanti ad un bel panorama
peccato che il tutto s’inceppi quando
davanti agli occhi risaltano
immancabilmente alcuni spropositi
parole che farebbero bene a rintanarsi dietro alla lavagna
scontando
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Angoli di buio, distratti da un’anima
che galleggia su piani di memoria,
cominciò così la mia vita...
Ora che molto ho visto
e altro ho vissuto
nel lento svolgere del tempo
vivo al centro del mio essere
uomo del presente
e rifuggo quegli angoli
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Dai
spremute di cielo,
bagnandoti di gioia,
senza tornaconti...
Sei fatta così,
generosa ma sensibile,
nel tuo carapace di stelle
che doni a piene mani
col desiderio di abbellire
i miei muri di nebbia...
Sei fatta così,
di cieli e sostanza,
di
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Natura,
fantastica e solare creatura,
tu resti
la sola cosa amata a dismisura.
Natura,
ci offri tutti i giorni un’avventura,
divina,
per lo splendore d’ogni sfumatura.
Natura,
hai l’abito d’immensa fioritura
e muovi
intensi sentimenti
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Giunto alla verità dei tanti giochi,
irti di trabocchetti, (è solo vita),
annuso l’aria a raccattare i pochi
nudi momenti di una storia antica,
nata e vissuta dentro a un labirinto,
in mezzo al quale, una stradina amica,
ben m’insegnava, e già
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Silente è il giorno
che fomenta vecchi desideri
in quest’aria frizzantina
di quiete cristallina.
Tace e sfavilla la mia anima gioiosa
nel dolce apparir di un’alba improvvisa;
accolgo il suo splendente bagliore
nel chiaror luccicante
di un
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Non ci si arrende all’infinito sovrastante
che schiaccia chi s’imbatte in folle impresa.
Titanica lotta vince in partenza
chi si abbatte senza opporre resistenza.
La vita è il dolore che preme con insistenza,
lama che attraversa ogni fibra
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 | Fronda che omaggi
la tua esistenza
alla terra e
come madre pianta
lasci la tua lacrima
in silenzio.
Così ho fatto io
serrata qua dentro
scribacchiando
per tante volte
la sofferenza provata
per quelle fanciulle
mai dimenticate.
Guardo il
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| I tuoi viaggi
deboli e lievi
risuonano
alla musica del mare
ti fai largo
fra le tempeste
aggrappandoti alle stelle
e alle conchiglie luminose
i tuoi versi riscaquano
quella sabbia vecchia e saggia
in cui abbandoniamo
lacrime e amori.
Ma
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Ho avuto un intesa mentale,
un fusione d’anima
col cielo stellato africano.
La luna si faceva attendere
lasciava
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La piazza era una esplosione di luce.
Il sole di Aprile accarezzava il mattino,
mentre un andirivieni di persone
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Nell’atrio dell’ombra
comincia la falla, le porte
del buio. Al visto
s’accende la trama sul viso
e strema la vita
nel
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Oggi, domani o quando sarà,
ti porterò a ballare in una notte che
parla solo di te...
Il passato non sta solo in due mani.
Nella tua vita c’è il mio cammino,
nell’aria l’odore di candele che cercano
un nuovo destino.
Ti parlerò come se tu
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Donami il tuo cuore
s’abbraccerà col mio.
Viaggeranno nella notte
affrontando paure
di chi è solo come noi.
Nero carbone
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Une vie parallèle
à une autre vie
-ma société schizophrène-
où l’individu flexible
s’adapte sans cesse, déraciné,
loin de la source.
En apparence, les rouages huilés
mais l’unité se désamorce
et le temps reconfigure.
Notre histoire nous
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Passa il silenzio
sulle nostre parole,
di noi due raccoglie tutto,
pure i tiepidi respiri
nulla dell’amore va perso,
come semi verranno piantati,
fioriranno nei nostri sì,
e saranno colti
e saranno, attesa vita:
una bellissima storia.
Nella
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Nel sonno evanescente della notte
mi risveglio nel silenzio e ti abbraccio,
quando il venticello accarezza i fiori
e il lacrimar dei muschi inebria l’aria.
Le foglie che fremono sulle fronde
parlano all’anima segretamente;
con un bisbiglio che
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 | Nuvole nere
annunciano tempesta
si agita il mare
sibila forte il vento.
Un gommone alla deriva
urla disperate,
il pianto dei figli
abbandonati e soli,
disperazione e angoscia
dov’è la salvezza?
Quella terra promessa
che a braccia aperte
ti
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| Solo una candela danzava
al ritmo del vento d’inverno
a ricordar il bel sapore dell’estate
su labbra che leggevano
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| Soave cinguettio di uccelli invisibili
tra spenti rami spogli avvolti da nuvole grigie
Ravviva lontani ricordi
di risvegli
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| Stelle smorzate
le segue la luna;
è buia la notte
su quest’isola deserta.
Permane da mesi
l’oscuro abbandono
c’è vita
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Vedo un gabbiano,
vola ansioso
alla ricerca del suo nido
e solletica
...la mia voglia di volare.
Non ci sei...
ed io non posso volare
per venire a cercarti
fra le nubi del cielo,
nelle onde del mare
e oltre l’infinito.
Solo il pensiero,
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Nidi di serpe
al passaggio della sera
e qualche volo di cristallo
con le ali nere
nel gioco del mondo
Cieli di corvo
appena sotto alle nuvole
dove i margini del bosco
han lasciato spazio
ai sogni cupi del tramonto
Non avrò mai pena
per
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un aroma di vento leggiadro
mi avvolge di crisma poetico
come una mareggiata improvvisa
rapisce la notte densa di melanconia
lasciandomi senza parola alcuna
le nuvole basse piangono sull’asfalto lucido
specchiando la luce fioca da quaranta
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Si fonde
la mia rettitudine
e scorrere
lenta
sulla pelle
serpeggiando
ogni
piegatura
fino
a
intanarsi
fra le labbra mute
che non
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Ridesto,
mi adorno di piume
e mi innalzo
al di sopra di un turpiloquio
di bocche mai sazie.
Forte,
mi infilo tra i pertugi del cuore
e mi cimento
in una danza al ritmo
del suo sincopato pulsare.
Vibrano le corde
tra le creste ondose del
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Poi una nuvola ti adombrò,
sembrava un velo
fioccato per favorirti...
invece, era un
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Il sole avvolge l’onda della vita
col tempo che naviga
a vele spiegate
e la rotta puntata sul silenzio.
Gli occhi del
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338066 poesie trovate. In questa pagina dal n° 47581 al n° 47640.
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