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Forse ancor natura incosciente
Emula giorni bigi d’inverno
Balugina prima il dì, silente
Bambini chiassosi, ne fanno scherno
Risa agli scherzi, di principesse un sacco
Ancor per poco il verno tiene scacco
Impettito, con gran cerimoniale
Or
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Ho bisogno di un sorso d’infinito.
Disteso inerte sull’erba bagnata
di perle di rugiada disseto le mie labbra.
Ed in
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Li abbiamo vestiti di stracci
quei bambolotti che hanno
i miei anni.
Nei sussurrati segreti
gli abbracci.
Non vergogniamoci se
intrecciamo i sogni ai
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Nel sogno una poesia io sto facendo
fatta sol di tre versi senza lima
quando una botta in testa dietro prendo
ed uno che mi dice: “Fai la rima!”.
Di tal sistema tosto mi sorprendo
ma quello d’improperi mi concima
e solo allora conto ben mi
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 | Di te rimane un pallido ricordo
come la luna in cielo un po’ velata
da passeggere nuvole biancastre
che d’improvviso
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| Rugiadoso autunno di primieri incontri,
fioche parole nella sera
speranze e pace oggi di primavera.
Tenere promesse vanno
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| Il cielo è limpido
Ho chiamato a gran voce
La voce si è persa
Chissà dove sono
Le nuvole la luce la voce
E gli altri
Seduto
setaccio con lentezza
i secondi trascorsi
filtro l’inverosimile
nel reticolo del tempo
Non serve
sperare
nella
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 | Abitudini. Foglie riattaccate ai rami,
cosparse di linfe infette, occulte.
Cose dette a poco a poco, nel passo lento di una vita
è lontano da me il grido, l’atto deliberato
io affondo nel silenzio delle ore
smemorato, candido, forse innocente
mi
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| Guizza il pennello
nel tuo color preferito,
rosso come la passione
di un cuor mai tradito.
Poesia è il tuo volto
che innesca sensazioni virili,
apre la tela a sfumature vermiglie
mentre risveglia la mia anima, le mie voglie.
Ah Paky... Che
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| a tratti ti somiglia: e dove alta posa l’arte delle fionde,
nelle curve degli occhi, dove dimora l’antica voglia di vedere:
e l’aria tutta s’infiamma e tu sei l’alba e sei l’oriente avvitato,
saltato via da un sogno.
E ti somiglia l’ora svagata,
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| Appena al bordo della discarica
tra residui tossici
e lamiere di eternit
hanno gettato limoni spremuti.
Non guardateli
non giudicateli
il padrone del circo
ha finito la sua cocaina.
Stanno distesi
in oscena preghiera
le donne con la gonna
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| L’odore e i rumori dell’infanzia.
Ancora avverto l’odore del nido (vicolo),
l’umido del tufo,
delle pozzanghere dopo la pioggia,
del latte che bolliva sul fornello,
dell’alluminio che lo conteneva,
della brillantina nei capelli di mio
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| strillai come un aquilotto
di lacrime inondai il banco:
sollevato da terra
per le orecchie
dalla capa ‘e pezza Angela
(spero oggi un angelo)
per aver iniziato il quaderno di bella
con un grossolano errore
-abusi oggi come ieri
solo che un
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Del suo amor son pregno
il mio cuor al risveglio suo sobbalza
desto son nella calda stanza
e al suo ammirar corpo mi accingo
All’alba del suo gioire
vibrano le tende all’accarezzo
bocciolo di rosa... un alito
di brezza mattutina il suo
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s’addensano flebili ombre
nei ricordi dei tuoi contorni su di me
sfuggivi ai baci
desiderosi d’affetto
mentre le voglie crescevano
dentro alle mutandine
regalati nei giorni di festa
una cascata d’acqua cheta
nei ruscelli
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 | Dammi un giudizio.
Un tempo che ricordi per parlare,
che ti manca per amare.
Negato o mai avuto.
Ti darò
il silenzio di ogni cosa.
Perché tu possa fare rumore
perché tu, possa riscriverne un ricordo.
Non ti darò un giudizio
e neppure,
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| Piccoli occhi s’intrufolano in un mondo tutto da scoprire
non sanno non immaginano a cosa vanno incontro
parole fluttuano nell’aria alla ricerca di un appoggio
inutilmente
la curiosità è forte non demorde
piedini corrono in qua e là senza
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Entro nell’essenza di quel singolo momento...
il resto svanisce, tanto sottile appare,
blocco lo sguardo, la mente è attenta,
il sangue accelera la corsa alla vita,
turbinio di passione nell’incredulo stupore.
Vesto l’attimo con quel che io
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| Pagu |
01/02/2018 07:53 | 1695 |
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I tuoi passi leggeri
nei miei
ancora appesi
ai tuoi passi di ieri
mi lavano
anima e sangue
dai pensieri più seri
e
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Hai lasciato il tuo sorriso nel mio sguardo,
carezzando la mia brulla pelle com’il vento;
i tuoi occhi m’hanno trafitto come un dardo,
trapassando il petto mio, senza tormento.
Hai levato’l tuo profumo nei penseri della sera,
c’ora addolcisce frá
leggi

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Celare non puoi
questo moto che avvampa.
Il dolce Zeffiro
le mie rose
ti ha porto
e ti sento venir meno
tra fili corvini
e sguardi sfuggenti.
Dell’immenso tra i canti
del gelso sanguigno
tra lazzi e sorrisi
ti ho donato le sue more
alle
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 | Con i Gigli in mano
la Dama si perde
nella luce divina,
mentre stringe dolcemente
i fragili fiori
avvolti come tutto
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| cosa stai cercando?
una terra cui accostare?
non è qui
o in altro luogo
- non c’è approdo -
la deriva dell’onda
lento
ti risospinge al
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| Avrei voluto dirti che ti amavo,
desideravo tanto di passare
la vita intera in tua compagnia,
però non ti potevo avvicinare!
Tu eri bella, dolce, affascinante,
simpatica, modesta, intelligente,
vestivi in modo semplice, curato
per appagare
leggi

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| Ricordi.
s’accavallano là.
oltre il fumo
di un gesto
ormai sbiadito.
E volo
al di là
di queste mura
che impediscono passi,
legato,
circonciso nella pelle
e nella coscienza,
da mille spine di carne,
dolenti,
penetranti
come spade
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| Nuvole compatte
saldate,
vano il tentativo
di saette
a spezzarle
Sangue trasparente
scende sulla terra
a
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| Brillantezza di là dall’orizzonte
in soverchianti nuvole
che si diradano.
Promesse racchiuse nelle
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 | Così non hai avuto più occhi
per guardarmi,
né mani per abbracciarmi
o ancora voce per farti sentire
dentro di me.
Non hai avuto più sigilli
per tatuarmi il tuo amore
sul mio petto,
né orecchie sul mio cuore
per ascoltarne i battiti.
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| Eolo |
01/02/2018 00:17 | 1693 |
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| Dimmi che resta di questo rumore
l’ albero in fiore nel suo gelido andare
ha forse un nome?
Dimmi
li senti i rami?
Come gemme nervose
e mani?
che carezzano il cuore?
Potessi sentire la voce
potessi sfilare dal giorno andato
il richiamo del
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Stu tiempo me riala na jurnata
ca s’appresenta overo assistemata...
‘O sole allumma ‘e lastre d’a fenesta
e scrive dint’a ll’aria: “Ogge è festa!”
N’auciello canta allero int’a matina
cu tutt’a voce ca le volle ‘nzino
e ie ca so’ vasato ‘a chesta
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Non mi volto più indietro
a cosa serve piombare nel passato
rivedere con la sola voce del silenzio
il raccolto del
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 | Di gravità, mi chiedi l’accezione ...
Sì, forza verso Terra, proprio quella
che ha il vezzo di attirare in giù soltanto.
Non l’amo ché m’aggrava, e tutto scende:
"Cadon le braccia sul Piccì e suonando,
sudore e bave dalla faccia scorron,
mi stanca
leggi

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Quando calano le ombre
e i pensieri ingannano
quello che resta
del cielo al suo declino
Quando il buio trionfa
e non resta nulla
se non un alito di vento
al posto della speranza
Tutto sembra fermo
ma è solo l’ultimo sogno
oscuro come la
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 | Tessono tele di ragno
certi coltelli
che mentre il pane antico schivano
tagliano panini, pizze
per loro quasi tutto ciò
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| Attraversiamo pietre
per non sentire l’ombra
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La paura è un’ombra
priva di vento
trasforma in amante l’amata,
è bacio di un’ape
occhi che non riflettono il cielo
ululato di
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Non ha mentore la luna
che assurge al velo della notte
e transita supina
la resa al carcere, si sfuma in rune
di
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Il nuovo vento
ha tutto rovesciato
e nessuno più va
per le vie a piedi,
l’umanità e la natura
hanno cambiato
tradizioni,
abitudini e mestieri.
Non ci son più
per le vie artigiani,
e le campagne
son tutte deserte,
l’umanità ha perso
leggi

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Svegliarsi da un brutto
sogno
prima di dormire.
In una relazione esigente
l’indifferenza è
l’orco dentro
il mostro
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 | Non dà retta a chi le dice
che è un po’ lenta (e pure grassa)
e a nuotar nell’acqua bassa
solo lei non è capace...
Resta lì, dove le piace,
tra le onde o
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| Reduce sconfitto e mezzo storpio
dalle frontiere fumose della vita
alla mia solitudine natia son ritornato:
quanto tempo
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Scrivo per te
mentre penso alle tue fragili mani.
Inquieta e senza fine l’attesa
diventa nel tormento il mio Getsemani.
Scrivo per te
per trovare una tregua e una ragione al tuo e al mio dolore
e dare un soffio di vita
alle pareti di spettrale
leggi

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Nel prima nella mente
è sempre sera,
a priori
c’è un terrore sordo,
un’arida brughiera
su cui il dopo
fertilizza i
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Cammino sopra i ricordi che lastricano i giorni,
dimenticando di saper amare...
il pensiero non conosce tramonto.
Non ho soldi per comprare
un altro amore...
sei la condanna senza fine.
Stella,
rinasci ogni mattina,
sciogliendo le mie
leggi

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 | La poesia è invadente.
Le appartieni quando meno te lo aspetti.
Non esiste impegno
che non si possa prorogare
o strada che non si possa abbandonare.
Si impossessa della tua mente,
e urla per essere
cantata.
Maleducata.
Stanca mente e
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| Finché tocchi i novant’anni
pochi guai, pochi malanni;
poi saranno ancor migliori
rammentandoti i peggiori.
Quando conterai cent’ anni,
ripensando i tuoi verd’anni
capirai la fregatura
della vita: quant’è dura!
Ritornar vorresti indietro,
ma
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Eppure
non c’è niente di scontato
in questa inevitabile
velocità delle cose.
Così come in tutti i tentativi
di fermare la corsa del tempo
-riducendoci a volte-
a dolcificare l’esistenza
con i racconti appannati della nostalgia.
O a sperare
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"Buongiorno", disse il giovanotto
alquanto affascinato
dalla signora tanto ben formata
mentre posava i fiori nel
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Resto inerme a guardare
il blu e l’oro
del vasto cielo arcaico
tutto rimane intrappolato
indifferente attonito
troneggia la pace
intorno a questo mare di cielo
Ma nel cuore no!
Nel cuore c’è boato
stanotte non si dorme
stanotte c’è un
leggi

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L’inquieta fanciulla s’incamminò
mise da parte i suoi vecchi pensieri
mentre incrociava nuovi sentieri
Viaggiò a lungo in paesi lontani e non le bastò
perché volle andare in fondo ad ogni potrò
poi restò sola e senza un’amore, quindi tornò
Ma da
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 | Non disse niente
sulle convergenze confuse
la lunga strada parallela
i cambi di corsia.
Tacque sui nodi
e non fiatò quando partirono
in quel viaggio lungo di distanze.
Tenne solo le mani serrate al cuore
per suturare il sangue
la testa
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| mi "nascondo" nel corpo
da me emergono alfabeti
afflati
enunciate sillabe
mentre
questo che mi contiene
ha un piede nella morte
dal mio posto protetto
complice una luna che m’ispira
mando messaggi di luce
a volte
me li suggerisce un
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Quel parco gelido, nebbioso ed alberato
due ombre lo hanno appena attraversato.
Hanno le mani afferrate
e tengon le teste abbassate.
Quel parco gelido, nebbioso ed alberato
ha reso vivo il passato.
- Ricordi i giorni felici che passammo?
E la
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 | Camminerò tanto
fin quanto i piedi
mi faranno male,
cercherò,
domanderò,
chiamerò
fino a farmi male il cuore.
Troverò quel che cerco...
cibo per l’anima,
nettare per il cuore.
Continuerò ad amare,
tu percepiscimi
sentimi dentro di
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| quando trema il vento
il fuoco si strappa,
la fiamma viva
lancia il suo lamento
come il soffio di una vena
su una spiga di grano
e questo rimane
il mio “amo”.
ho il pretesto di scriverlo
perche’ non vivo nel deserto.
e la nube, minacciosa
si
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Se rifletti la bellezza, le appartieni,
ne fai parte
come una pennellata a un quadro:
questione d’armonia
di nitidezza
proporzioni
e profumo di valori
che sottotraccia nascono migliori.
Sottende ai nostri sensi l’emozione
di godere del bello
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Ho speso quasi tutti i fiorini,
moneta dopo moneta ho comprato
il tempo agli anni.
Piccole e grandi somme
le ho investite in raccolte
di poesie.
Mi piace l’amore.
Restano pochi spiccioli,
sono costretto ora,
a rubare il tempo
per stare con
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Gh’éra na òlta la bela Maria,
fiola del ferar e de la Pina,
ma, al me paese de Marie
ghe n’éra na sincoantina:
Gh’éra la Maria Tegnìssa
e coela da la cicia fissa,
n’altra i le ciamàa la grossa Belona
e che la ghe someiàa a la me parona,
che no’
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Ho fretta di sentire
l’umido delle tue labbra
e dalle tue parole
chiedo quel profumo
penetrante e osceno
l’incedere del tuo sguardo
come quando sorge un’altra luna
tu eri cosi, più silenziosa
eri l’attesa nella notte
nelle cose più perdute,
più
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338295 poesie trovate. In questa pagina dal n° 47011 al n° 47070.
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