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Antica sovrana greca, moglie del Principe di Caria,
Rembrandt ti ritrasse dipingendo la tua augusta bellezza.
Tra le braccia di Ecatomno, venisti alla luce,
Esplodendo come sovrana, in tutta la tua scaltrezza.
Mausolo ti ebbe come fidata e preziosa
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 | Stare sulle foglie il vento;
come nella pioggia i miei giorni.
Il tempo
ha raccontato ciò che sono
e sono stato ovunque raccontato.
Ho passi in ogni passo, in ogni vento
respirato il tuo respiro; nella neve
ho nascosto le mie mani alle radici
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| Probabilmente
vivere oggi nell’incertezza
è la maggior certezza
...come una cella
come ieri ...
Per domani poi
si chiede a Miss Rossella.
Però
io
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Il mondo lento scivola
verso un suo mutamento.
Non vi son più valori
...solo un dio è amato!
Viver si può
solo se dio denaro
in tasca vien dato.
Non ci son più emozioni,
la bellezza del Creato
vanità del piacere ha celato.
Non vi son
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Cu lu piaciri di ‘na tavula cunzata
si sparra di la nustra Italia malata.
Si cuminza da lu Guvernu,
chi purtò ’stu paisi ‘nta l’ infernu.
Da lu cummercianti,
ca si lamenta,
ma teni ‘nu machinuni
russu magenta.
Di l’artigianu, da lu cuntu
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Spira il vento tra questi contrafforti.
Violento distrugge porti e gli anfratti.
Ulular di cani e graffi di gatti.
Forti
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Ho colto la tua rosa
bagnata di rugiada ...
Teneramente
l’avvicino al viso
come lieve bacio
Quel suo profumo
m’inebria
nostalgia e rimpianto
ridesta in me
m’accarezza
mi veste il cuore col velluto
dei suoi petali
mi fa volare i battiti
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Riandare con la mente
a luoghi fatui e indefiniti,
innalzare nuovamente palizzate
o confidare ancora totalmente
in ancestrali miti riadattati
Ritornare sui banchi di scuola
dove non fu messo il nesso
tra quello che si disse
e quello che si
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Lungo i fiumi
fischia lo schiaffo del vento.
Sui miei occhi lontani di azzurro
lui sbuffa di grigio violento
dove l’alveo stanco riposa
la corsa frizzante del cielo bagnato.
Tutto in quest’urlo di vita s’incrina
poi, muta.
A che mi serve un
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Cosa distingue
il plesso che borda la sera
da un’onda di polveri, e per un gesto di resa
vai valva vuota per cortili
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Mia
e
tua,
la corsa
c’è un capotreno
che dorme,
i binari che si abbracciano
Taci!
Non farlo svegliare!
quando un capotreno è vigile,
i miracoli non sussistono
E dirti che sei bella, come nessun’ altra
mi pare veramente non-
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| Nero |
06/02/2018 14:32| 1633 |
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Tanto pregai; ma questa Notte è muta.
Oh vespro estinto, speme o Sogno, e cuore!
Perché i desìri miei tacesti ancora?...
fu forse eccesso chièderti portàrli
al giovinetto stame di quell’ùltima
rosa? e dovevi tu strùggermi, e urlàrmi,
e ferìrmi!... E
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 | Più del vento
i tuoi occhi
spingono le mie vele.
Dai muri bianchi, silenziosi
dove le ombre si abbracciano
e poi svaniscono nel nulla
odo, i tuoi passi nel silenzio.
Nel tuo letto, sono isole, le lenzuola
spazzate dal vento.
Come lontani
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| E’ passo che ognuno alla via procede
lasciando le tracce del proprio vissuto
che sian frugali o marcate concede
ancorando memoria nell’uomo canuto.
La mente conserva scintille di fuoco
e accecano lampi al dolce passaggio
perché d’ogni fatto di ciò
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 | Solo carezze e baci:
altro non mi rimane ...
e tu per consolarmi dici ...
che tocca rassegnare!
Dicesti abbozza se non riesci a fare
or più come una volta:
sei vecchio, e sai che al mondo
tutto finisce e muore;
D’intese, restan sguardi
e i
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 | ’U munnu è surdu
e li me’ peni sunu assai
pinseri supra pinseri...
làcrimi amari
ca nun si ponu cuntari.
Magari putissi parrari!
ma nun ci nesci nenti.
Unni sunu li cristiani
ca sannu ascutari
n’ capu ‘sta terra
cu mi po’
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| si ha uno spazio
e la terra accoglie piangendo:
qualcosa non è andata, che si è rotto?
spazio registrato, un peso un viso
il bisogno che consuma
ciò che manca per desiderio cerca
come l’ape nel fiore, autocoscienza
schiavitù
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| gli prepari il posto a tavola
come quando era in vita lo senti
vicino gli parli in sussurri e
con dolcezza
son passati tre anni da quando
lo portavi in carrozzina al parco
-nell’incipiente primavera gli alberi
mettevano folte chiome-
e ogni
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| Non è mai tardi per iniziare un percorso
quel tratto capace di aprire il sorriso
ad un mondo dove lo squallore dilaga
ovunque ragni tessono la tela
catturando a sé pensieri
armi capaci di uccidere
in ogni dove esplode la bomba
quel dardo
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Che il colore, infine, sia il problema?
Tutto questo colore che ruba la scena
a chi invece si manifesta neutro
oltre ogni maniera...
Che sia questa l’origine dell’orrore
che ogni giorno riempie pagine
creando così tanto dissapore
fra l’umana gente,
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Meravigliosa più della natura,
più bella delle stelle in firmamento,
stupendamente dolce e seducente,
farei l’amor con te
leggi

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Ho portato avanti per anni
due scritture parallele
una con la penna
l’altra con la zappa
entrambe per scrivere
leggi
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Tu non ricordi
quel giorno di un’estate.
Soffiava forte il vento sulla Futa
scompigliando i capelli tuoi castani.
E tu ridevi
in impeto di giovinezza piena
e poi correvi
ti gettavi sull’erba e rotolavi
lieta soltanto
d’essere felice.
Io ti
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 | Ecco parliamo di noi!
Facciamolo con tenerezza,
se necessario restando in silenzio
lasciando parlare la coscienza.
Che siano gli sguardi
a raccogliere immagini di luce,
il respiro a dare estensione
alla nostra essenza,
in un tempo d’amore
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| Eolo |
06/02/2018 00:07 | 1604 |
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 | La notte è ancora silenziosa
i miei occhi sono avvolti dal buio
no, non è il colore della sera
ma della mia sofferenza.
C’è silenzio
c’è buio,
il pianto mio si frantuma
nel mio cuore ormai ferito
l’oscurità è dentro me
non esistono più
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Del dolce niente sono il gran profeta
sicuro di non essere un poeta
intento a coltivare la passione
che coniuga la capra col leone.
Sono la pietra nuda irrequieta
il meteorite fuso analfabeta
tuffato nella luce e l’accezione
che dorme sulla
leggi

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Fra tutti i giorni
avevo conservato proprio quello
e fra i ricordi più neri
l’alba senza più stelle
Il gelo del mattino
e la sconfitta del perdono
fra le nuvole
disegnate dalla notte
Il respiro dei sogni
graffiati sui vetri delle finestre
e
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Quei
giorni di stupore
che
dalla stessa mia essenza
traevano sostanza!
Vuoti
spettacoli d’ombre
che inaspettatamente
accoglievano
la Vita
fantasmatiche apparenze
trasfigurate
dal tocco lieve dell’anima
nel miracoloso
Sogno d’esistere.
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Vorrei trovare perle di parole
più profonde di fiori,
chiudo gli occhi
prendo la tua mano dietro il velo
che copre le
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Ero in terra straniera
non avevo vent’anni
non conoscevo l’amore
la bellezza mi prendeva
dalla testa ai piedi
e mi prese per mano, lei
la più bella di quel paese
così dopo qualche mese
dell’amore mi sentivo il re.
Lei, la mia regina
ogni sera mi
leggi
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 | De la strada cerco sempre li occhi
in un sentiero antico, perso,
quando di paura, smisi di scrivere
quel passo intriso alle pagine bianche,
svuotate di pensiero, in ogni sua parte,
e lasciate in testa come una tempesta.
Di te posso conoscere i
leggi

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Lei si fermò e mi disse;
“Siamo giunti alla fine”.
E le nebbie del nulla
rapide ci avvolsero,
brancolando la mano
forte
leggi

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Nel buio della notte
agito le braccia
voglio imparare a volare
come l’aquila
mentre l’oscurità
mi nasconde dagli
leggi

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inglobato sdegno,
avvenente miracolosa
contraccezione di feti
attempati,
un miracolo di figure
inermi
che si susseguono
dinanzi a un fuoco,
una contrazione
virginale,
una cavia lattiginosa
e satura
a ricolmare i gemiti
fanciulli,
un clamore
leggi

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| Jimbo |
05/02/2018 20:45| 609 |
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Su quell’immenso rosso
della coperta ancora grezza
tu minuta ti aggrappi
disegnando fiori di ogni tipo:
petali, gambi e cesti
che possano contenerli.
Le loro spine
sono morbide e soffici,
non fanno male
come quelle che la vita ci
leggi

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Basta
alzar lo sguardo
un po’ più lontano
per toccar con mano
opere incompiute,
opere
da anni e anni
abbandonate
tra silenzi ciechi
e sorde ombre mute.
Lasciate a dirupi
alla mercè
di poveri e migranti
che li han trasformato
a
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Dono d’inverno
cade lenta la neve
Dolce musica
Su una
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Quanto tempo è passato ormai,
solo pochi mesi tu mi dirai;
il tempo non mi ha dato conforto,
il mio cuore è ancora sconvolto.
Certo, non nego di aver sbagliato tutto
ma ero fin troppo entusiasto...
Non riuscivo a dosare la tua presenza,
ero
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Sono un figlio di Dio o un figlio di puttana?
Forse sono figlio di una sottana
al profumo di lavanda;
sicuramente sono figlio di madre
di un Angelo, una fata.
Sono figlio dei fiori o figlio dei colori?
Forse sono il figlio delle picche
delle
leggi

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Riscrivi nel cielo quelle note d’amore
affinché ogni stella rechi un messaggio
e ciascuna parola mutando in bagliore
vi tinga la volta come fosse miraggio.
Consegna alle stelle ogni bacio donato
affinché li tuteli come gemme preziose
mostrando nel
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un respiro
che profuma di libertà
(canzone che risuona dentro la pelle)
un silenzio che inerte
lo attraversa
due labbra unite
da chissà quale forza della natura
nell’eternità di un attimo
e dimenticare ogni perchè
a cui non so mai dare
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Nelle mani del buio
i silenzi brillano nel cielo
dove tra un sorriso e una lacrima
la vita sbriciola l’ultimo orizzonte
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Ti cerco tra le pieghe del tempo
nel capriccio di una nube,
nel sorriso di un bimbo,
nel ricordo di un giorno di
leggi

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 | In acque quiete
Fra i fioriti trifogli
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| Macchiato Smacchiafanti
per togliersi suo cruccio
in giorno qualunque, pensò:
- debbo levarmi lo sfizio
un giorno o
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| Sentieri oscuri
tra scaglie di nuvoloni addensati,
labirinti ascesi dalle notti;
le direzioni sparse
mai hanno ammainato le
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E’ un discorso d’incontri la prateria
un colpo di sole che t’inchioda all’aperto
fioriture d’avena che si agitano al vento.
Noi
istinti ragionevoli con gli interessi
attese disattese dei passi falsi.
Umanamente uguali umanamente soli .
(Si
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Altro non può esser vento
che pletorico guida all’ascolto
mentre il mare tuona
e tutto intorno tace.
Altro non può esser pensiero
che sfiora mani e piedi
mentre il sorriso sorseggia
e l’aria fredda mi trafigge.
Sembri quasi una
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Transumanza di emozioni
nelle alte valli dell’indifferenza,
soffio di autoreferenza,
di vaniloqui e solipsismi,
circondano e imprigionano l’istanza di altro
e ne tarpano le fugaci aspirazioni
a incrociare mille eperienze esistenziali.
Inseguire
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Ricordo i tanti no
detti al mondo
per rimanere me stesso
chiuso nella mia sostanza semplice
a parlare con il
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 | Racchiusa in delicate lingue di velluto rosso
si schiude lentamente la rosa
come le bocche degli innamorati al primo bacio.
Apre il centro del corpo
come le partoriente in sala di travaglio,
spinge se stessa fuori da se,
lotta contro la
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 | Al di là delle palpebre
c’è ancora la luce
che seguivo calpestando
la tua ombra.
Se apro gli occhi
l’orizzonte è opaco e grigio
e semina nel cuore
malinconia.
Uno spasmo stringe il petto,
il cuore comprime l’amore,
lo conserva come
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| A Kinnereth poi fecero ritorno
attraversando nuovamente il mare,
e, lasciata la barca, anche quel giorno
la gente a
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Non vi furono parole
nella notte in cui gli angeli
chinarono il capo ed io morii.
Fu quel febbraio crudele
a spargere le mie ossa altrove
senza appiglio alcuno,
neppure un riflesso
di mani amiche.
Furono visi e voci estranei
a monitorare il
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 | Poi mi sono fermato a guardare la strada.
Percorso, era solo il lato di me;
il resto era in un silenzio di ombre.
Ho raccolto i passi.
Rinchiuso nella mente le tue ultime parole.
Mi raccontavo della pioggia sui tuoi capelli.
Della luce
che
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| orfanezza del cuore
su sfiorite rive
occhi
come laghi in fremiti di vita
dove
distorto volto d’angelo
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Labbra che non sempre danzano parole d’amore,
un tenersi dentro tutto che
rende impraticabile ogni equilibrio fra
lingue,
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C’era, nel volo dei gabbiani
quella poesia che mi sfuggiva, da sempre
l’armonia dell’aria e dei loro corpi
l’eleganza e la turbante bellezza,
quel niente che riempie il tutto
la leggerezza del volo
e la follia del vento, insieme.
E farsi mare, e
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Passano sotto gli occhi scritti del passato
uno due tre fogli parlano
emanando sentimenti
da racchiudere in un forziere
stringe il cuore
un groppo alla gola sale
nell’alternarsi di situazioni
che lasciano il segno
cosa rimane se non un
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338294 poesie trovate. In questa pagina dal n° 46771 al n° 46830.
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