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Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95
♦ Pierfrancesco Roberti | |
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 | C’è un giorno a metà
tra le lenzuola e la notte.
Una voce che aspetta.
Qualcuno
guarda nel mio sogno;
ne ho ascoltato i passi nascosti.
I tuoi occhi.
Un richiamo di memoria.
Ho un dipinto incompleto, una cornice;
la tua voce,
leggi

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| Insolito il buio di quella sera
dagli occhi accesi di pantera.
Nessuna Maddalena per te
sul Calvario di gradini
in dirupo.
Fosti, nolente, condotta via
lasciando straziato il mio corpo
bagnato d’inutile pianto.
E la Luna di sangue
il loro
leggi

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| Che voglia che ho
di scrivere di te
ma le parole non bastano
a rendere un’idea,
a dare solo la parvenza
del profondo mio sentire...
E allora fantastico,
immagino realtà impossibili,
irrealtà di sogno
che spesso non trattengo
nelle mie
leggi

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| Si stanno sciogliendo i ghiacciai,
ci affliggono troppi alluvioni,
le scosse telluriche inoltre
danneggiano tante nazioni!
C’è l’aria ch’è sempre inquinata,
si vive in un clima di guerra,
malvagi che stupran le donne,
sciacalli che vessan gli
leggi

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| Nel freddo che fa danzare i denti
e irride i lampioni
sul viale di vetro
bussa a se stesso
il bastone di un povero
che
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 | Brillano negli occhi
di chi ama,
lieve metafora di chiarore
che scintilla.
Accendono gli sguardi,
di un sentimento nell’essere,
che vive e non dimentica
la vita e l’amore.
Lanterne votive,
di luce tenue,
nei templi birmani,
onda di
leggi

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| Eolo |
02/02/2018 00:08 | 1615 |
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 | Non mi voltai
per non vederla, sentirò la tua
mancanza? Quel bacio l’ho mandato al
vento, c’è sempre di meglio al mondo;
non è soddisfare un creditore, è quello
che sento nel cuore.
Trovare la via per
raggiungere la meta, la riflessione
è
leggi

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| Mi molce l’anima il ricordo
delle carezze e il canto serale,
della vita minima e serena,
e del passo lieve della
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Cala la notte
sulle gelide membra
prati
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Nascoste dietro falsità di comodo
stanno le idee di chi misura il passo degli altri
nemmeno fosse il cammino del giusto.
Eppure nessuno ha la decenza di guardarsi indietro
tanto meno vuole comprendere la ragione
di quella lunga fila che va ben
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Dal capezzale il singulto
della genitrice
s’infrange nel silenzio
nell’ardente camera
pregnante di dolore,
versa lacrime
sul verde stelo
dell’amata
mescolate di sofferenza
e tristezza.
Lo sgomento
aleggia sul corpo immobile
della giovane
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Una ferita
dolente
una deviazione oscura
nel sacro circuito
del cuore
all’incompiutezza del Sapiens
inesorabilmente
mi costringe.
Di maldestri dei
pernicioso
retaggio
che la Verità e la Vita
dai nostri giorni
crudelmente
leggi

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 | Lui era sempre lì, in attesa,
tutti i giorni, tutte le notti
e all’alba ... quando il sole
sorgeva ad est ... e tu c’eri.
Era sempre lui
che sussurrava il suo canto
con note a volte basse,
a volte su di tono,
ma sempre melodiose
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| La mia nave a lungo navigare
ha subito le incrostazioni del tempo
ora chiede all’alaggio di raschiare
l’opera ancora
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L’errore era mio
quando ti muovevi in controluce
e non c’era nulla da dire
alle nuvole stanche
Il silenzio era rotto dalle stelle
con il davanzale graffiato
sui muri in pena
per la scarsa speranza
Eppure la colpa era mia
perché non sapevo
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sogno che si ripete per l elogio del ripetente
la luna racconta la sua verità
bisbigliando parole
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Una bimba...
occhietti vispi...
sorriso sulle labbra...
voglia di giocare...
poi il niente...
E oggi donna...
con le
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Quando al mio cuore
serve riposo,
quando al mio pensiero
serve riparo,
quando al mio affanno
serve una carezza,
allora
leggi

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Era,
una bambina timida,
lei...
Non osava
guardar negli occhi
la gente.
Rosse divenivan
le sue guance, quando
la maestra la chiamava... Amava
danzare, nella danza
si sentiva lieta...
Era
come nuotar
fra le onde...
" Libera, voglio
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Trema il silenzio
secco
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Parto e da pozze rosse dissetato
mi son perso nei cieli inesplorati.
Sposto piano lunghi rami dorati
ma son da liane tutto
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 | Sopra i mari
sopra i monti
sopra alle cime più alte
si ode un grido,
una parola sola:
Pace!
pace implorano i bambini
soli e senza padri,
Pace!
gridano le madri
rimaste sole, a mani vuote,
Pace!
urlano i popoli,
affamati e
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| Minaccia frastuono l’aria
e nel bosco c’è già
assenza di rumori.
I cuccioli al riparo
temono il tremare
del vento.
Lievi respiri fremono
ad ogni folgore
che apre il cielo.
Tinto di viola
appare il creato
all’impotenza umana...
E l’anima va in
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 | Fiotti immobili duri
Estuari in ime gole
Bora, bora in nastri sfibra
Bandiere dei grigi alti, sui
Rami ruvidi, rami
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 | A volte
mi sembra di non ricordare il tuo volto
o di riconoscerne solo dei tratti,
tratti nascosti tra pieghe sfumate
di nebbia.
Allora prendo a correre indietro
sino all’apice dei miei ricordi,
riavvolgendomi per intero in una bobina
come un
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| Se un giorno mi cercherai
cercami nelle ombre della notte
nei sogni delle prime luci dell’alba
nella coda di una lucertola
che si dimena nella terra secca
cercami nell’acqua torbida
nel tumore della mia gola arsa
nelle nuvole in fondo al mare
nel
leggi

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Un velo di nebbia si stende sul lago
tra la malinconia delle onde.
Nelle vacue ore di cenere
la solitudine tesse l’inverno in un sogno vago.
Un manto di nebbia avvolge la sera
e segue il mio andare tenace
oltre il gelo e il disincanto
verso la
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In questa notte
senza stelle
i sogni sono cicatrici
profonde sulla pelle
piove
piove ancora
piove sulla mia anima
smarrita senza di te
dove cercarti non lo so
ho scrutato ogni angolo
del pensiero
ho percorso ogni strada
del mistero
dove
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Forse ancor natura incosciente
Emula giorni bigi d’inverno
Balugina prima il dì, silente
Bambini chiassosi, ne fanno scherno
Risa agli scherzi, di principesse un sacco
Ancor per poco il verno tiene scacco
Impettito, con gran cerimoniale
Or
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Ho bisogno di un sorso d’infinito.
Disteso inerte sull’erba bagnata
di perle di rugiada disseto le mie labbra.
Ed in
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Li abbiamo vestiti di stracci
quei bambolotti che hanno
i miei anni.
Nei sussurrati segreti
gli abbracci.
Non vergogniamoci se
intrecciamo i sogni ai
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Nel sogno una poesia io sto facendo
fatta sol di tre versi senza lima
quando una botta in testa dietro prendo
ed uno che mi dice: “Fai la rima!”.
Di tal sistema tosto mi sorprendo
ma quello d’improperi mi concima
e solo allora conto ben mi
leggi

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 | Di te rimane un pallido ricordo
come la luna in cielo un po’ velata
da passeggere nuvole biancastre
che d’improvviso
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| Rugiadoso autunno di primieri incontri,
fioche parole nella sera
speranze e pace oggi di primavera.
Tenere promesse vanno
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| Il cielo è limpido
Ho chiamato a gran voce
La voce si è persa
Chissà dove sono
Le nuvole la luce la voce
E gli altri
Seduto
setaccio con lentezza
i secondi trascorsi
filtro l’inverosimile
nel reticolo del tempo
Non serve
sperare
nella
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 | Abitudini. Foglie riattaccate ai rami,
cosparse di linfe infette, occulte.
Cose dette a poco a poco, nel passo lento di una vita
è lontano da me il grido, l’atto deliberato
io affondo nel silenzio delle ore
smemorato, candido, forse innocente
mi
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| Guizza il pennello
nel tuo color preferito,
rosso come la passione
di un cuor mai tradito.
Poesia è il tuo volto
che innesca sensazioni virili,
apre la tela a sfumature vermiglie
mentre risveglia la mia anima, le mie voglie.
Ah Paky... Che
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| a tratti ti somiglia: e dove alta posa l’arte delle fionde,
nelle curve degli occhi, dove dimora l’antica voglia di vedere:
e l’aria tutta s’infiamma e tu sei l’alba e sei l’oriente avvitato,
saltato via da un sogno.
E ti somiglia l’ora svagata,
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| Appena al bordo della discarica
tra residui tossici
e lamiere di eternit
hanno gettato limoni spremuti.
Non guardateli
non giudicateli
il padrone del circo
ha finito la sua cocaina.
Stanno distesi
in oscena preghiera
le donne con la gonna
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| L’odore e i rumori dell’infanzia.
Ancora avverto l’odore del nido (vicolo),
l’umido del tufo,
delle pozzanghere dopo la pioggia,
del latte che bolliva sul fornello,
dell’alluminio che lo conteneva,
della brillantina nei capelli di mio
leggi

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| strillai come un aquilotto
di lacrime inondai il banco:
sollevato da terra
per le orecchie
dalla capa ‘e pezza Angela
(spero oggi un angelo)
per aver iniziato il quaderno di bella
con un grossolano errore
-abusi oggi come ieri
solo che un
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Del suo amor son pregno
il mio cuor al risveglio suo sobbalza
desto son nella calda stanza
e al suo ammirar corpo mi accingo
All’alba del suo gioire
vibrano le tende all’accarezzo
bocciolo di rosa... un alito
di brezza mattutina il suo
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s’addensano flebili ombre
nei ricordi dei tuoi contorni su di me
sfuggivi ai baci
desiderosi d’affetto
mentre le voglie crescevano
dentro alle mutandine
regalati nei giorni di festa
una cascata d’acqua cheta
nei ruscelli
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 | Dammi un giudizio.
Un tempo che ricordi per parlare,
che ti manca per amare.
Negato o mai avuto.
Ti darò
il silenzio di ogni cosa.
Perché tu possa fare rumore
perché tu, possa riscriverne un ricordo.
Non ti darò un giudizio
e neppure,
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| Piccoli occhi s’intrufolano in un mondo tutto da scoprire
non sanno non immaginano a cosa vanno incontro
parole fluttuano nell’aria alla ricerca di un appoggio
inutilmente
la curiosità è forte non demorde
piedini corrono in qua e là senza
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Entro nell’essenza di quel singolo momento...
il resto svanisce, tanto sottile appare,
blocco lo sguardo, la mente è attenta,
il sangue accelera la corsa alla vita,
turbinio di passione nell’incredulo stupore.
Vesto l’attimo con quel che io
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| Pagu |
01/02/2018 07:53 | 1654 |
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I tuoi passi leggeri
nei miei
ancora appesi
ai tuoi passi di ieri
mi lavano
anima e sangue
dai pensieri più seri
e
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Hai lasciato il tuo sorriso nel mio sguardo,
carezzando la mia brulla pelle com’il vento;
i tuoi occhi m’hanno trafitto come un dardo,
trapassando il petto mio, senza tormento.
Hai levato’l tuo profumo nei penseri della sera,
c’ora addolcisce frá
leggi

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Celare non puoi
questo moto che avvampa.
Il dolce Zeffiro
le mie rose
ti ha porto
e ti sento venir meno
tra fili corvini
e sguardi sfuggenti.
Dell’immenso tra i canti
del gelso sanguigno
tra lazzi e sorrisi
ti ho donato le sue more
alle
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 | Con i Gigli in mano
la Dama si perde
nella luce divina,
mentre stringe dolcemente
i fragili fiori
avvolti come tutto
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| cosa stai cercando?
una terra cui accostare?
non è qui
o in altro luogo
- non c’è approdo -
la deriva dell’onda
lento
ti risospinge al
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| Avrei voluto dirti che ti amavo,
desideravo tanto di passare
la vita intera in tua compagnia,
però non ti potevo avvicinare!
Tu eri bella, dolce, affascinante,
simpatica, modesta, intelligente,
vestivi in modo semplice, curato
per appagare
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| Ricordi.
s’accavallano là.
oltre il fumo
di un gesto
ormai sbiadito.
E volo
al di là
di queste mura
che impediscono passi,
legato,
circonciso nella pelle
e nella coscienza,
da mille spine di carne,
dolenti,
penetranti
come spade
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| Nuvole compatte
saldate,
vano il tentativo
di saette
a spezzarle
Sangue trasparente
scende sulla terra
a
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| Brillantezza di là dall’orizzonte
in soverchianti nuvole
che si diradano.
Promesse racchiuse nelle
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 | Così non hai avuto più occhi
per guardarmi,
né mani per abbracciarmi
o ancora voce per farti sentire
dentro di me.
Non hai avuto più sigilli
per tatuarmi il tuo amore
sul mio petto,
né orecchie sul mio cuore
per ascoltarne i battiti.
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| Eolo |
01/02/2018 00:17 | 1674 |
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| Dimmi che resta di questo rumore
l’ albero in fiore nel suo gelido andare
ha forse un nome?
Dimmi
li senti i rami?
Come gemme nervose
e mani?
che carezzano il cuore?
Potessi sentire la voce
potessi sfilare dal giorno andato
il richiamo del
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Stu tiempo me riala na jurnata
ca s’appresenta overo assistemata...
‘O sole allumma ‘e lastre d’a fenesta
e scrive dint’a ll’aria: “Ogge è festa!”
N’auciello canta allero int’a matina
cu tutt’a voce ca le volle ‘nzino
e ie ca so’ vasato ‘a chesta
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Cara/o Poeta Mario Arena,
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