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Quando la fatica
arriva all’anima
ti consuma
ti stende
come panni
sul filo del dolore.
Quando
non è permesso
vacillare
ma solo continuare
a provare e sperare,
aggrappandosi
al muro
della resilienza
dove gli ostacoli
sono solo frutto
della
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Infuria il vento
e l’orizzonte si fa bruno
tra lampi e tuoni
il mare cambia colori
e l’onde si risveglian tumultuose.
Nel gran fragore
l’imperversar della tempesta
s’avvicina
tra sbuffi bianco argento
che nel muggir paion più
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Alla fine arrivarono i barbari
passarono i confini del Paese
invasero le strade piene di voragini
cacciarono i senatori e misero le oche.
Povera patria di Mazzini e Garibaldi
in mano ai buffi signori incapaci
vestiti con il sorriso delle
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 | Che bella l’esperienza della sera,
il buio che cala e nasconde
la città intera.
Si rivela invece l’uomo
e, dice amen
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Albeggia memoria gli occhi vegliano
in colori leggeri tinti di rosa,
in mille sfumature di cielo
Lo sguardo immortala scatti d’istanti
persi nel nulla, poi ritrovati infanti
e rinnovati in un’alba senza fine
Stanze chiuse buie senza
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 | Non sai,
quanto tempo di pensiero partecipi
e accorci le distanze.
- Lo ha scoperto il volo nel silenzio.
Hai attraversato
tutte le immagini prima del suolo.
C’era un sorriso
nella tua voce e un pianto di parole
rimaste
leggi

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Le nostre parole hanno fatto l’amore
tutta la notte in riva al mare
adesso riposano stanche sul foglio
come un lenzuolo stropicciato
ci mostra la fatica, i suoi tormenti
ci siamo amati con i suoni, con gli sguardi
ci siamo presi dentro fino
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 | Mi innamorai della luce,
sui cumuli di alloro
dove riposano gli eroi.
Dove ogni luccichio è una stella che prende forma,
ed anche Dio... si china a porgere fiori.
Mi innamorai del silenzio,
quel silenzio che guarda lontano, da un faro,
leggi

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| Tornare sui propri passi e
poi fare marcia indietro
è qualcosa che realizza
niente di stucchevole
soltanto un voler precisare
quello che nello scrigno pulsa
parole uniche
lasciano tracce indelebili
succhiando quel latte senza scadenza
in
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È rivoluzione di nuvole d’oro
il tuo nome
nell’ossigeno del cuore.
Bevo il verde dei tuoi occhi
con le mani intinte
nella cipria liquida
di un cielo di fragole mature
dove tu sei
estasi di luce
a stravolgere il pensiero.
Cresce la
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È l’urlo di anime innocenti
che muore nella notte buia
son duecento piccoli angeli
annegati nel nostro mare.
Negli occhi c’è l’ombra del gelo
nel cuore un’immensa paura.
Finalmente sono liberi
di correre dietro ai miraggi.
Volano lassù tra le
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Ti vorrei scalza
nei miei occhi
frantumanti
piccoli segreti nascosti
tra le ombre della tua schiena
nuda.
Ti vorrei raccolta
nell’infinito di mani
come mare
a rimanere
e negli incavi di pelle
scavati a morsi
l’anima
così riflessa.
Ti
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Appesi
come foglie
alla volta del cielo,
sperando utopie,
respirando infiniti...
Uniti
da un sospiro,
annusiamo odori
di vita
e sfioriamo anime
prima che si uniscano
in un suono antico...
Ora
voglio che diventi vero
quel sussurro di
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 | Tra l’onde fluttuanti ed i marosi
corre la vita verso il largo in mare
argine rompe corso irregolare...
Venti impetuosi vorticano in aria
trascinano nel turbine i detriti
e a valle fondi rotti di bottiglia
s’arenano stremati sulla riva...
Ma
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| Si veste di umiltà
il pensiero esausto sul monte dei cucù
speranza ostinata
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 | Chi ti salverà dalle tue incertezze, le tue paure...
Chi mai verrà in tuo soccorso?
Il tuo tempo a rincorrere la felicità, non supera i tuoi tormenti.
Non mi basterà una vita intera
per capirti, perché non avevo io i tuoi legacci.
Non ti basterà la
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Finirà in polvere
il tempo,
metallo
di cui ignori il nome
come fosse piombo
forte come l’acciaio;
Eppure
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Femminicidio, termine di morte!
...Uccidono in preda a gelosia,
la fidanzata oppure la consorte,
sospinti da una perfida
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Ricordo di te
la tua malinconia
i tuoi occhi cupi.
Lui che beveva
il suo vino
ed io a te vicino
con l’anima e il
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Mamma ca sape fa’
mamma ca sempe dà
mamma ca accatta e venne
mamma ca nun s’arrenne
mamma ca spercia ‘o scuro
mamma ca è maccaturo.
Mamma ch’è acqua e sale
mamma ca è tribbunale
mamma ca scose ‘o pietto
mamma senz’arricietto
mamma sole
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Questo io sono,
marinaio intrepido,
guerriero di mare
che oltre il tempo
oltrepassa l’abisso.
Viaggiatore instancabile
di essenza sicula e greca,
mercante di porpora,
pescatore visionario
tra esodi e maree.
Accarezzo il tuo volto,
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| Eolo |
10/05/2018 00:12 | 1764 |
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Potrei essere una sfera
e ruzzolare sull’asfalto
avere forma ellittica
o spingerti tra un lato
e l’altro d’un triangolo
posarti sopra un cubo ed osservarti
attraverso nuove geometrie
mentre muti mentre vaghi
ed io riscrivo le mie regole
Potrei
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Case grige e senz’anima
volti duri come un giorno pesante,
profondità da cui
dondolii e pene affiorano.
C’è da pensare...
domani scenderà la desolante quiete.
Ma tu... dove sarai?
Con le mie tele e le mie crepe
dove
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"Ne la to testa gh’è, solo:
sémole e suèntro!"
Coesto la diséa senpre
la me pòra nona Biéta,
se’l voto de la maestra,
no’l rivàa pìn su del sincoe!
Mi, séra assè contento,
che mai ciapàa voti bassi
e séra sicuro che nel servel,
no’ gh’è ‘l
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Prima di tutto
spenderò i miei primi passi
restando in silenzio
e non farò nulla per pregare
Poserò una candela
ma tornerò
dopo qualche giorno
per accendere boccioli di rosa
Osserverò il tramonto
vicino alla terra fresca
e conterò le
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Era assordante l’urlo delle onde.
Sulla battigia deserta battuta dal vento,
alghe marcite formavano cumuli,
che l’aria dei
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 | Non si era mai visto
un tira e molla così,
fatti in là che arrivo io
non mi muovo, resto qui!
Il paese sta aspettando
un governo urgentemente,
ma nessuno muove un dito
non si decide un bel niente!
Bramosia del potere
questo solo è quanto
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 | Ti ricorderai di me,
viandante.
Farai i miei pensieri,
in una giornata senza ore
e traverserai mura, come labirinti
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I giorni passano
i ricordi dormono
su cuscini scomodi.
Vagano lentamente
su estreme paludi
riverberi del sole
di un disperato ieri.
Schiuse chimere
elaborano ancora
pioggia liberatoria.
Sguardi nel cemento
ad ascoltare
passi lenti
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Un po’ di tempo fa,
l’età nasceva in un remoto pensiero,
colma d’affetto abbracciava il sorgere
di nodi da districare...
Carte da fattucchiera dispensa la vita,
distese su giorni mai indovinati
cercano il senno confuso dal
primo incontro.
Il
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 | -Di feltro la tua mano
a ricercare il fiore.
Setoso scorre un brivido
nel prato dove sono
e vorrei essere-
-Fino
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| Dammi la mano
ti guiderò
tra i generosi ulivi
delle mie colline,
inargentati
dal vento d’aprile...
ti guiderò
tra i chiassosi vicoli
dei borghi antichi
dove cantano
eterne canzoni d’amore
le vecchie fontane...
dove i castelli più
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Le mie parole di notte scivolano sul tuo corpo
nudo
vagano lentamente
tra le pieghe del tuo amore
si soffermano audaci
sull’ orlo di quella landa catartica
e rimbalzano sulle curve della tua anima
così tu apri il sipario
dei rubensiani
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Non so
se il calice
da bere
sara’ ancora
cosi’ amaro.
Figlia, ti prego,
non mi spezzare il cuore.
Ricordi?
Dormivamo
come Francesco,
umili,
a terra...
Nessuna ricchezza mai
potra’ superare
il mio amore
per voi.
Fui malata...
Non
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 | Non ci sono
giorni passati che non ritornano.
Gli sguardi delle cose per nuovi occhi.
Le grondaie fuggono di pioggia.
Si lavano i cortili di ricordi.
Pezzi di cielo luccicano d’asfalto,
- riverberi.
Le tenevi dentro una lettera le parole.
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 | Nel crepuscolo della sera
delicate emozioni
negli echi misteriosi
della notte
risvegliano i sensi
e accendono i ricordi.
La luna, complice,
strizza l’occhio alle stelle
perché facciano più luce
e risplenda tutto il cielo
per fare da cornice
a
leggi

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Vola il pensiero
tra le file
di un giorno.
Nel germogliar di nova pianta
cresce profumo dell’ora
il Seme di Gesù in Croce
circonda l’universo di pace
protegge l’umile
dalla potenza del forte.
L’amicizia come un aratro
che sprofonda
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Si va verso l’entropia amorosa
dopo una storia terminata male
come in pioggia improvvisa l’aria afosa
si trasforma durante un temporale.
L’energia accumulata è erosa,
processo irreversibile reale
il rimpianto vela quasi ogni
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Pare di non vedere
si cammina nel sollievo
il cuore s’appende a gongolare
Sprizzano gli occhi
fin dove mai arrivati
L’aria è fumosa
inspirare è soffice
S’incontrano con trapasso
fantasmi reali
presi dal fosforescente di angeli
dalle immacolate
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Tratti delicati
- d’avorio placcati -
delineano percorsi
privi di rimorsi
da trattare coi guanti
- adeguati i bianchi
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Alimenti
la trepidante attesa
con maliziosi pensieri
ben celati
in un languido sguardo
senza affanno.
Attendi lo scorrere
delle ore mattutine
sino al calare della sera
sapendo che nella notte
i cancelli dell’inibizione
senza freni
leggi
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Luminescenze
abrase da metalliche piume cadenti
Sospiri immobili
acidi di bitume nero
Rifrazioni infinite,
in un gioco
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Akragas fondata dai gelesi
con coloni cretesi e rodiesi,
dai cartaginesi fu distrutta!
Agrigento ora è alla frutta
corruzione vulcan ch’erutta
finita ormai la storia epica!
Con la mala etica politica,
oggi viviamo un’altra epoca
soldi
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C’era una volta, un gabbiano
che sognava di essere poeta
e c’era un poeta, una volta
che sognava,
sognava di essere un gabbiano
e un giorno si incontrarono
sullo scoglio numero ventitre (lo so che non esiste)
e parlarono tutta la notte fino al
leggi

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Diradi nebbie
con la tua luce
e accendi fuochi
in cuori straziati...
Cercherò sempre
il tuo sguardo
anche nel buio
e stringerò mani
che mi danno coraggio...
Io,
poi,
senza freni,
senza catene,
volerò alto
con l’impulso dato dai tuoi
leggi

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Once more
I would like to dream of a better time
to see your eyes again
and squeeze on my heart.
Once more
I would like to take your hand,
breathe your scent
and tell you that I love you.
Once more
I would like to hear your voice,
admire
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Ti conobbi a quindici anni,
trecce bionde ed occhi azzurri,
eri il simbolo radioso
della bella gioventù.
Quando avevi diciott’anni,
io ti amavo ardentemente
e in un fiume di passione
mi perdevo insieme a te.
All’età di trentun’anni
ti vedevo
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Corre lungo i vetri
in torretta
alterando visuali:
tempesta spegne
aneliti estivi.
Scolorano case,
ocra e grigio
fusi nell’acqua,
scompare il Matese:
verde rubato
dall’impeto grigio.
Fulmine strappa
cielo e anima
incendia orizzonte
di
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C’è chi scola l’ultima bottiglia
e barcamenandosi la poggia nella feritoia di un muro
poi con una sigaretta si fa una
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Sul piazzale zampilla la fontana:
ticchettio d’acqua chiara ed argentina
che scorre ininterrotta da mattina
a sera, tra
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Il caldo cocente del sud diventa destino
e anche il vento sembra evaporare
nel rovente e lussurioso mattino
dove il cielo di noi ora si scioglie nel mare.
Tutto è scritto nell’anima di quell’onda
ardente essenza di una voce che inonda
il tempo, che
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Er mare, certe volte,
ce divide, c’allontana,
come ‘na barca dalla sabbia
che ner bel mezzo der temporale,
se rilassa nella risacca.
Ar mare, certe volte,
tira solo la bonaccia
e l’acqua bella piatta
se scalla e fa da mamma
a ‘sto pensiero
leggi

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Là fuori non ci sono più sogni
ma solo erba
spazzata dal vento
prima della pioggia nera
Qualcuno ha dimenticato
di accendere le nuvole
ed ora il cielo è troppo scuro
per vedere i rimpianti
Là oltre l’orizzonte
ho perduto il mio stupore
e
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Nella vuota
penombra
senza senso e speranza
che avvolge
la tua vecchia stanza
avverto
il peso del tormento
che da lunghi
indistinguibili anni
curva
le tue spalle.
Come un testimone
impotente
ascolto
l’implacabile disquisizione
sul
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 | Vivo lo scorrer del tempo fugace
nascosto ai pensieri
così incomprensibile
del tempo deformato dalla nostalgia
così inestricabile
del tempo moderno
che sovente mi rende inadeguata
del tempo dedicato alle cose migliori
del tempo offerto all’
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| Questa notte gli angeli del cielo hanno cantato la marcia nuziale alla sposa.
La sposa che andava da sola verso l’altare di Satana.
La sposa vestita di rosso,
il rosso del peccato,
il peccato dell’ anima,
l’ anima del mondo.
I commensali felici
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| Roxy |
08/05/2018 16:18| 692 |
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Curiosa guardo nel cielo aperto
un lancio estremo di volatili
nel dubbioso ritorno di echi
e quel pensiero non chiama più.
Non chiama più quella voce
dentro oscura selva
dove ancora tra fitte spine
sotto in fondo i frutti rossi sono
leggi

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Che importa di noi?
Che siamo lontani
tra luce artificiale e noia
Che importa se poi
tiepida fiamma scalda
iI vuoto
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| LucaC |
08/05/2018 16:15 | 1433 |
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Quanto è duro il lavoro nei campi
e quale fierezza in quei visi stanchi
bruciati dal sole ...
Son uomini e donne
che parton già all’alba
ed è al tramonto
che tornan stremati
la schiena piegata
le mani tremanti
per tanta fatica.
E vengono
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In modalità astratta
catturo le forme
ancorate al piacere
e la pelle, sublimata da un brivido
cade e si libera
l’ultimo filtro, oltre l’ombra,
umido e salato
attimo tra le labbra
“contrasta la mia attesa, resa”
spasmi indiscreti
impronte
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338319 poesie trovate. In questa pagina dal n° 43021 al n° 43080.
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