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A volte il talento incontra la chance
per farne della vita un grande tour
colgo nei dipinti, ogni lieve nuance
tornano
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Fossi rimasto pioggia che cade
rosse le legna m’invadono
i pensieri scendere dai piani
dai vaghi ariosi puntini
sarei scia di tracce nell’aria
rigoglio di umide sere
rissa di risa nei volti rugosi
forse
nodi di gole quiescenti
o avanzi
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Scivola su questa tela bagnata, la sera,
sovrastando il deserto delle mie spalle stanche,
tra gli ultimi sprazzi di luce... ed il buio dei tuoi occhi.
Ascolto il tuo vento: la delicata malinconia,
tra un volo di rondini ed un ultimo treno che
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Sei nel vento
fragile amore, sei nel vento
nell’autunno più silenzioso
nel vuoto che l’accompagna, sei
e sei vento che sale, su per le colline
sei persa tra i mirtilli e le bianche rose
come trovarti?
Sei nel vento, sei fragile corolla
sei nel
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Passan giorni come il vento
e noi dietro a correre
Verso mete inesistenti
Verso sabbia e polvere
Ci affanniamo sempre
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e le rose canine fioriscono...
E fioriscono le ginestre e le acacie
Bussano ai vetri della mia finestra i profumi
Guardo
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Ed ora devo andare
- amore mio -
compagna di mille passioni sulle battigie del mai,
abbracci così puri nella notte,
sorrisi, carezze sul palmo della (tua) mano,
passeggiate immaginate in bicicletta, pioggia,
che scende lieve a celare
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Come non addentrarsi nella bolgia
che ogni giorno semina il carburante
quel nettare non sempre idoneo
per chi ancora non ha centrato il percorso di vita
quel traguardo tanto desiderato
capace soltanto di fare lo sgambetto
quel dispetto
non
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Ti chiedo solo
di starmi accanto
e così riaprire
quei cassetti mai nascosti
perché sei l’angelo
che mai è sceso
oltre la coltre del mio io
perché sei l’angolo
mai appiattito
per il volere del quieto stare.
Ti chiedo solo
di
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Sei già poesia
se mi guardi così,
con sguardi che danno,
sapore di nuovo e antico,
profumo di mare calmo alla
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Vado al mare
per sentire il sapore del sale,
vado al mare
per godere il calore del sole.
Non è vero!
Vado solo a veder le ragazze
in costume
che mi danno un enorme piacere.
Mi confesso:
sono scapolo, cerco una donna
molto bella
e
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Luce nei Tuoi occhi.
La stessa del tramonto e dell’aurora.
Ombre tra i capelli.
Sono carezze delicate come piume
su di me.
Le parole scavano il cuore.
Entrano nel sangue. Fanno tanto rumore.
Le parole sono pietre dure.
Sanno dove
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 | È primavera
anche a Milano, nessuno mi può
convincere di coltri artificiali.
Sogno quest’odore ch’è glicine
tra stelle
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| Sei qui fra noi...
al tavolo un posto vuoto ricorda l’assenza,
ma anche la pienezza del tuo esserci
quotidiano.
L’abitudine non si discosta,
ricerca la voce squillante fra le stanze di un tempo,
sul cortile il limone fiorito
si offre ancora al
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| Del passato gran monte
or stampo e scia d’orme.
Nato su quattro pilastri
tenta viver su due
per morir su tre
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Il tempio d’amore
Mamma vita amore
generosità e perdono
Costola che vive
nei secoli tra le sabbie del deserto
disseta e acudisce
protegge la profondità dell’anima.
Batte il cuore al pensiero sereno
complice delle marachelle dei
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In silenzio si attende
come sul filo d’un respiro,
dalla collina solo un soffio
il brusio di memorie
che tornano nelle notti della merla
quando il freddo entra
ed il vecchio Sicano nell’antro
di Scodonì si rifugia.
Una crepa nasconde l’orma
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Ho sempre sognato
di mandare via il cielo
restare solo
e non avere più nulla
Ho sempre pensato
che un giorno
sarei stato bandito
in un silenzio di dolore
Nessuna parola
da dire e nessuna fortuna
da cercare
fra le pieghe del deserto
Ho
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 | Questi giorni partono
dai binari delle dimenticanze.
Formano chiazze sul respiro chiuso a chiave
e tornano dentro case conosciute.
Disegnano la mia radice dolce e ribelle
che non mette la firma sulla morte
e sulle abitudini della terra.
Si
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| Come
carne da macello
per i baccanali dell’Orrore
in file serrate
andavamo a morire.
Piegati
sino a sentire nella gola
il fetore malevolo
di quella terra oscura
bersaglio
delle nefandezze
di chi mai ha conosciuto il sorriso
o nella
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 | Cinque righe di foglio
note in si bemolle
quanto rumore si sfoglia sotto questo sole.
Sole di terre lontane, di approdi effimeri
accasati dal tempo in porto di colori.
La casa lontana dei pescatori.
Vela dei giorni andati per sempre lungo la rotta.
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| Le radici si amano in nodi
telegrafica gioventù di limaccio
distesa l’afona piana interra il cielo
non sa
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Cosa scruti lontano?
L’orizzonte non cela l’infinito
il giorno che nasce
muore ove tu non vedi.
L’infinito è qui
ai tuoi piedi.
Il tuo sorriso
è un’increspatura
che cela l’inganno
a te stessa
eterna silente creatura.
Il tuo cuore di
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Delicato nei gesti
dolce e sensibile
amore, tempo
e vita
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Ho scritto alla notte,
lunghe lettere d’amore
lasciandomi avvolgere dal fato
che incarna
e riflette
tutti i miei
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La preghiera custodisce il pensiero
che scava ancora il petto,
un’altra notte cerca il suo dolce
mattino...
Corrono i silenzi in cerca dell’estate,
svegliando un mare finalmente calmo...
le onde gonfie si avvicinano svezzando
il
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Abbraccio caldo
affiora
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quella che
appare - che luccica o getta
ombre - non è la realtà
che credi
se ci pensi: perfino
quest’essere- soma non è
reale ma in divenire - carne
e proiezione del cielo
reale è ciò che non
vedi - e che ti fa dire
Amore
quando ti
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Eterna ed Immortale
Danza della solitudine
Crepuscolo di vita sommersa
In un vuoto fin troppo pieno
Balla con me
Tra le strade dei miei ricordi
Dove tu riposi e sorridi
E mi tieni al sicuro
Ora è buio qui
Non riesco ad uscire
Tu sei stata
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Mi vengono pensieri strani
dopo la mezzanotte
si entra nella zona dei sogni
e là oso pensarti in riva al mare
con i tuoi
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 | Fiuto la pioggia
che imbeve di sé
il manto d’asfalto,
e torno a flirtare
coi fiori di pitòsforo,
a rimirare incanti,
come ape operaia.
Sfioro a mani in tasca
memorie di tristezza,
mentre respiro il passato,
seduto nel parco;
i ricordi
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Si diceva frutto acerbo ma del marcio aveva dentro
nella mistica paura di mostrarsi e di parere
vecchio e glabro e nascondeva quella faccia giusto al centro
e negava al suo destino d’esser ladro e faccendiere.
Si tacciava per pompiere ma affrontava
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La festa
della mamma
di una volta
era per la famiglia
riunire
e per voler
di anime in rivolta
per mare e monti
si fece sentire.
Per dare gioia
a quei lavoratori
e alla mamma
della casa padrona,
nata per coltivar
giardini e fiori
e aprir
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Oggi come ieri
ombre bagnate dal piacere
si ritrovano
nel silenzio che profuma d’estasi
sussurri di parole
sfiorano con irruenti carezze
labbra assetate di desiderio
dirigono lingue che osano...
libere da catene
risvegliano il
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Snocciola fremente oasi di calor materno
a scegliere tra i gomitoli di pura lana vissuta
arcolaio di parole, di gesti mai dimenticati
origliando del cuore il batter suo eterno.
Del frenetico richiamo la musica perdura
i passi ovattati s’odono per le
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Nessuno colmerà il tuo vuoto mamma...
Sei luna che rischiara nella notte
sei sole che risplende dentro il cielo
sei l’alba
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Dal fascino, ammiccanti,
sgargianti o in bianco e nero
la grafica li dipinge.
Dalla porta del login
entrare tu ci puoi...
nessuno ti respinge.
Bella casa virtuale:
un salotto letterario
non da tutti visitato.
Navigando, con prudenza,
immediata
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Vorrei scrivere di te,
del nostro vivere quotidiano,
ma la mente vola verso altri lidi
che mi distolgono.
Non trova riposo
il mio pensare
e il desiderio di fare.
Non è mai sazio il mio spirito.
Ora dell’Eterno
vuole dissertare,
ora
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A quali culture ascrivere il pensiero...
al binomio mostro- essere umano
coniugando il rabbioso abbaiare
o la feroce forza leonina
all’enigma d’uno sguardo d’uomo
o forse all’intricato mistero
d’una donna sul corpo d’animale
e ad esser completo,
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Non c’è felicità che tenga
nel camminar con le mani in tasca
nel cercare al buio un golfino
e bere nel cuore della notte
una birra ghiacciata
per poi inciampar al buio
e sbatter il piede
contro uno spigolo
e dir tutte le Ave Marie che
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mi ingannano coi loro silenzi
i tuoi occhi hanno le parole
quelle che la tua bocca non riesce a dire
i tuoi occhi hanno le parole
chiuse in un diario segreto
così segreto
che l’unico custode è il cielo
i tuoi occhi hanno le parole
chiamano con un
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Mi son vestito d’ombra
a far risaltare
la luce che volevo.
Sono a mio agio
nel rimirare
il piccolo universo
racchiuso intorno al lobo.
E parlo di maree silenti
che neanche coscevo
con la mia figura
nello specchio.
Libertà e rivalsa.
Ego e
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 | Era poesia nel vento, il silenzio
poesia nell’acqua chiara
dove si specchiò il cielo
e nulla disse, immobile cent’anni
era poesia nel fiore, e nei campanili delle chiese
sulle alture innevate, era poesia
e nelle sere fresche d’autunno,
era poesia
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Nelle mani del tempo
ho affidato
il mio guarire
come ninfea galleggiante
dalle radici nascoste
ho lasciato al sole
il mio respiro
la speranza
di non affondare.
Nelle mani del tempo
ho superato le apnee
di acide piogge
dallo sguardo
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Il poeta
è come quel fiore notturno
che germoglia al buio.
I suoi versi sbocciano
nell’oscurità
della sua solitudine.
Il vate è fragrante
come un ciclamino in fiore.
La sua forza dirompente
è custodita nella sensibilità
dei suoi
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 | Quando posso
rido fino all’osso
mostrando il finto volto
del tutto disinvolto
nel salto dentro il fosso
e il suo pirata rosso
intento a rotolarsi
in mezzi ai panni sparsi
tra Marx e il mattino
col tardo biancospino.
Quando rido
non lo so se
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Frammenti di vita nel tuo esser Donna
cresciuta troppo in fretta
nel diventare Mamma.
Poche bambole ben pettinate
nei sogni interroti dell’infanzia,
mille carezze mai ricevute
nella corsa frenetica dell’esistenza.
Fiumi di parole nei tuoi
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E trovi la mia penna più segreta
il cielo nero blu di cioccolata
un sogno carezzato ed ininterrotto
la dea bendata
uguale proprio a me
che apre gli occhi e ti sorseggia un tè.
E trovi un vecchio volo in cartapesta
i tre monelli in basso
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“Non vuoi fare l’amore con me?
Mi sorridi con gran simpatia
e mi chiedo ogni volta perché
questa dolce, ma vil
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Arra d’eternità, gioia perenne
in un cuore bambino e senza onori.
Sempre la beatitudine sorprende
su questa misteriosa e
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Uno specchio bugiardo
rimanda un’immagine ignota.
Vedo, guardo,
mi spoglio.
Mi spoglio d’un corpo non mio.
Da mani violente
che tutto han preteso,
rubato, voluto.
Mi spoglio da silenzi accesi
d’urla angoscianti
ignorate, derise,
al vuoto
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Trent’anni e poco più
e noi lontani, sempre più
allora perché io, perché tu, perché noi
tutto questo, perché proprio a noi...
Domanda senza risposta in un cuore
che mai, ha smesso d’amarti
e che mai ti manca nel ricordo
anzi lo vive come se fosse
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Scarpe,
ne vedo passare tutti i giorni,
ombrelli colorati,
aperti,
chiusi,
neri,
come la vita.
Un angolo di strada,
un cartone caldo,
finché la pioggia non lo porta via.
E la fame...
quella di un profumo di pane caldo,
di dolci,
di
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 | Non conosco
la tua voce,
né i tuoi occhi
eppure
sei nei miei pensieri.
E’ più forte di me,
della mia volontà
e questo mi sconvolge.
Anche quando dormo
sei presente,
cosa significa?.
perché non riesco
a cancellarti?.
So di certo una cosa,
che
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| Esente d’un valore dentro al cuore
che desta a se e negli altri ripugnanza...
che vaglia la persona come errore
senza dare alla vita un’importanza...
vivendo con un fare qualunquista
portando sprezzo verso l’esistenza...
odiando sè e una vita che
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 | Misera Anima
che non ri-"conosci" te stessa
tracce sbavate, in ogni dove
in nome di ciò che chiami amore
è "l’a- mare", a te ignoto
quello che smuovi
ma tu,
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Al tramonto
lacrime scolpire
e l’orizzonte di stelle
e che mai lascino dormire
nei supplicanti silenzi
che accarezzano il cuore
e l’impavida è l’onda
di felice inconcludenza
nell’anima che muore
di così supplizio ma felice
questo è
piccolo
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Quando ti giungerà
l’eco del mare
tu sarai lontana
e il suo profumo svanito
Non potrai fare altro
che ricordare
il vuoto del silenzio
e spolverare
Qualche soprammobile
lasciato a ricordo
sopra i vasi rubati
dalle vecchie vetrine
Quando
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Cancellai dal cuor mio, il tuo sorriso
usai una spugna intrisa di vita
trovata adagiata sul fondo del mare
laddove tutto era più buio,
come quell’enigmatico ghigno
stampato sul tuo viso.
Non ricordo di una tua preoccupazione
nel capire il perché
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Verdeggianti
pacifiche fronde
confidenti dell’ultima ora
testimoni silenti
dell’agonia del Signore
apriste il cuore e le braccia
annodandole alla Santa Passione.
Lì, nel sicuro orto aulente
i secolari ulivi
ombreggiarono il Re
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338251 poesie trovate. In questa pagina dal n° 42811 al n° 42870.
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