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Zump zump
tromp tromp
venghino signori della plebe
pesce fresco al mercato delle meraviglie
bambole gonfiabili
polloncini gialli e verdi
e zucchero filato per i senza occhiali.
Venghino signori venghino
la giuria popolare ha scelto bene
zump
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Tra che io fossi qui
e l’aver solo pensato
a quell’uomo solo fra le sedie
navigano vele prive di scafi
e chiglie danzanti
fra le rapide fronde
negli alti fusti delle onde
vorrei non scordarlo
nei passi dei momenti
tra le sue scuse
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Sospira il mattino
su ali d’uccelli.
Involandosi di
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Cercarsi senza sosta
mille volte in una notte
inseguendo comete
sul tappeto del cielo.
Mano nella mano
in ogni angolo di vita
disperse nel buio
di un vuoto incolmabile.
Anime vaganti
connesse e distanti,
avanzano con lentezza
e saggia
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E quando sarà ormai cessata
questa notturna battente pioggia
guarderò bolle di pensieri
come grandi gocce posate
sulle
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Lo intuì, nell’arca, il prode Farinata:
esuli siamo, dal bel Fiore antico;
ci aspetta, il Padre dei viventi, al
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Cosi leggera nell’aere è sospesa,
come un angelo si libra nel suo volo.
Nella vita e nel gioco mai ella si è arresa,
da centrale/capitano non abdica al suo ruolo!
Ormai stringe il tempo e breve sarà l’attesa,
corre forte e veloce il suo generoso
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Il tempo ha scritto sul muro
una poesia.
Pietre sono i suoi versi.
Sotto l’intonaco scrostato
leggo e rileggo
passando per la via
parole di silenzio
da una finestra schiusa
dall’uscio semiaperto
e dal balcone.
Parole dalla luce
del meriggio
che
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 | Ti accorgi del tempo che fluisce,
lo constati dalle rughe sul volto,
dalle vene in risalto,
tra le mani, in trasparenza.
Così le stagioni,
rubano il tuo sorriso
velandolo di malinconia,
come l’anima si ferma
ad osservare l’ancestralità
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| Eolo |
01/06/2018 00:24 | 1628 |
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A casa non penso mai
mi lascio andare
fra i colori pastello
e rimango ad ascoltare
Il canto delle foglie
spezzate dal vento
e i dolori del mondo
rinchiuso in una scatola
A casa non sogno mai
e ti vedo respirare
appena girata di spalle
che
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Terra sovrana
che con amor dai
e sfami e disseti
a ogni esser vivente,
non hanno uguali,
al mondo, i tuoi sapori
è tutto in perfezione
ogni tuo dente.
Ogni tuo frutto
è dolce di natura,
è consacrato
dal primo mattino
e anche il cielo
per te
leggi

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Non v’è pace
nel cuor di chi tace,
che suon non trova
il famelico ozio,
silenzioso nell’ inganno,
fulvo
nel suo
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 | E fu silenzio.
Non v’era,
che qualche sussurrio,
tenue,
dei rami del bosco.
Tutto
si fermò:
gli usignoli, i cerbiatti, perfino
i pesci, nel fiume,
tacquero,
attoniti.
I bimbi
si presero la mano,
e furono solo
cerchi di luce.
E
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Romanza di un autunno andato
nello snodarsi per le vie di Milano
passi fieri di un corteo rosso infuocato
dal tono deciso e ancora appassionato.
Melodia lontana di un tempo che fu
che torna a notte
in un manto di stelle
e dove, fra i ricordi più
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Lascio i desideri
nel cofanetto del sempre.
I sogni, quelli,
li ho venduti alla luna tempo fa.
Le ultime due monete che posseggo
nella tasca bucata
sono per Caronte,
il traghettatore ...
Le preziose: " gli Amori vissuti "
li porto con
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 | Due volti della stessa medaglia,
uno stermina colpisce e sbaraglia,
reclama a sè migliaia di vite
aggiungendo ancora altre ferite,
nato da desideri di ipocrisia
non è nient’altro che pura agonia.
L’altro può nascere in due momenti
decisa dai
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A due passi da quando disegnavi
la lingua che hanno i fiori, dei neonati.
Insieme basta poco a riconoscerla -
un cantore
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Tagliente coltello
sempre affilato
brilla di gelosia
ovunque presente.
Gentile o comprensivo
sensibile ed umano...
vane qualità
d’un essere paziente.
Non scoraggiano
il falso amico
nell’adoprar la lama
del tradimento.
Piangi e
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Odori, colorati di primavera,
pensieri inebrianti di fiori
rinati, in un sogno
di sfolgorante calore.
Destino, solerte e inesorabile,
li vedrà ingiallire, ridendo
dell’ ennesima illusione
di deluse anime.
E allegria si confonde
fondendosi
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| DaviD |
31/05/2018 16:33| 2516 |
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Osservo in silenzio quel libro fuori posto,
con un segnalibro nella pagina del cuore
ascolto il battito svelto
seduta nella poltrona percorro il tempo
corridoi pieni di involucri di plastica pieni di sogni:
i miei i tuoi, quelli di chissà
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Spegni le lanterne
mentre s’alza il vento.
Ululando entra dai vetri rotti,
strappando il filo rosso,
attorcigliato,
dei pensieri.
Si scaglia sulle braci,
rovista nel buio
lasciando volare cenere,
come silenziosa neve.
S’alza il vento
spalanca
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 | Che vuoi che me ne freghi
delle ore non vissute
se queste ore
sono ore di rumore
ho maledetto Jane Eyre
e il girasole
stramazzato a terra dal capogiro
per seguire troppo a lungo
il roteare del sole
ci vuole forza
troppa forza per amare
leggi

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Chista è la fàula di dui ministreddi
ca scrisseru lu cupione pi cangiari.
Li cantastorie forti, ‘ngenui e beddi
vuliano lu
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Di quel respiro che porta vento
di queste ossa aggrovigliate e stanche
il mio mutar nei giorni
che il tempo crudelmente adopra.
Di questa incostanza alla ragione doma
di quel marxismo che non mi fa dormire
dinanzi al proliferar dei muti
gli
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Non cancello i ricordi,
perché semino altri boccioli,
boccioli di vita nuova
là nelle albe e nei tramonti
delle future nostre stagioni.
Con la mano mia nella tua
riposo ed aspetto
che si prepari il terreno
poi, pioggia sole e vento
preparano
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L’amore, anche se lo raccontassi,
non lo capirebbe nessuno.
Spesso lo si comprende fino in fondo,
solo dopo averlo vissuto.
Quando ti manca, quando hai paura
che diventi solo un ricordo.
Un altro dolore che vive di silenzi.
Di cose ormai
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era forse quell’embolo
ad allagare di visioni la mente
tutto quel rosso
come un mare di sangue
e il grido a salire
dalla vertigine del sogno
-e se sogno non era?
trovarsi diviso
tra reale e irreale -
nelle vene del buio una danza
di
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Sarebbe
- come sempre -
del rinnovamento
il tempo
e alla stazione
puntuale
si ripresenta il treno
che
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Un arcobaleno di colori si stringe attorno
dove tuffarsi raccogliendo monetine
ognuna con il suo DNA
che mai dovremmo rinnegare
cibarsi del passato diventa un dovere
quel voler rivivere a tutti i costi
affinché un domani
tutto possa nuovamente
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T’arrampicasti sposa nel suo cuore rovente
fuoco innamorato della tua smorfia dolente
o Giovanna dagli impavidi sogni di fanciulla
in mezzo al buio cavalcavi desta nella tua croce accecante
figlia della terra di Francia che vestivi libertà
fosti
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 | Un fiore sotto le coperte
donerà il suo bel colore,
un tramonto tutto sognato
sarà la porta per l’ignoto,
la persiana
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Che Dante fosse cieco
lo sospettava Omero
il quale sotto Troia
cantava al mondo intero
e attratto da Catullo
seguiva un passerotto
che Saffo conservava
con Lesbia nel salotto
fin quando la Beatrice
amica del Petrarca
insieme agli altri
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(immane pazzia...)
Innamorato
di un sogno
che vola lontano,
mi sfugge
al di là del cielo,
dietro grigi orizzonti
dove il sole arranca ad arrivare...
Ma mi fa vivere,
dona ossigeno alle mie cellule,
corrobora un cuore lacerato
da tante
leggi

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Scrivimi
le cose che pensi
e non dici,
uomo dalle forti braccia
mansueto e docile
affidi al vento
i sogni.
Tremolante
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La mela marcia
si crogiola
tra la frutta matura
celando il lezzo
in appetitosa apparenza
si crede gigante
in terra di pigmei
osserva
dalla sua “altezza”
il mondo circostante
sicura
che nulla potrà intaccare
la sua sembianza
tronfia di
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Scorribande di cani sulla spiaggia
che fra poco sarà off limits
tra ombrelloni che sembrano berretti
in rigorosa fila
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Vorrei narrarti le fiabe
della luce,
nei movimenti di un tempo
di ossidiana che fluisce
e colora di stupore lo sguardo.
Le piccole fate stanno piangendo,
ali di filigrana recise
da spine di rovi che ne impediscono
il volo,
mentre satiri
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| Eolo |
31/05/2018 00:02 | 1869 |
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 | Struggenti, al risveglio, i ricordi,
palpabile la malinconia,
compagna delle piccole ore.
Sembrano giorni normali,
perché il sole brilla in cielo
il mare smuove le onde,
i passeri beccano il cibo
e, saltellando,
cinguettano felici.
Invece no,
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| È un andare continuo il pensiero
un relitto di ricordi
in questo spazio senza tempo.
Solitudine emozioni
nel buio che
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| Il Popolo è sovrano
insieme e unito
non quando lascia
tutto ai quattro venti
e affida in mano
a pochi il suo destino
per star lontano
da fuochi bollenti.
Ma quando arriva
da lontan la torta
son tutti in fila
a volere la parte
e non
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| Ventuno e trenta
di una sera piatta di Maggio
l’ora più difficile per me
e se non bevo è peggio
perché le lacrime scendono
come un fiume sul mio deserto.
Ventuno e trenta
di una sera tiepida, primaverile
profumata ma inutile
e i pensieri sono
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Sospesa è la goccia
che l’aria ferisce
e cambia il destino
dell’umile pino
ricrea
leggi

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Impervia speranza sotto scoscesi pensieri;
illusione e inganno ti fan strada in un lampo,
un dolce avanzar nelle fauci del tempo.
La nebbia si dirada,
un baglior di luce penetrante
spalanca lo scrigno dei sentimenti;
inizia un nuovo capitolo,
leggi

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Scrivo con le dita unte
e la punta spezzata.
Scrivo che trema la penna
e le parole.
Sul foglio inchiostro di
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Zoccolo duro nella polvere
domani passeranno solo turisti
e non si cureranno della tua anima
che vaga a San Martino
alla
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Ti amo come la pioggia
che crea piccole ferite
sulla terra nuda
appena sfiorata dall’ombra.
Ti temo come il veleno
che accarezza e uccide
anche l’ultimo barlume
di speranza a tarda notte.
Ti adoro come le cose
tenute nel cassetto
le gemme di
leggi

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Serte robe i è come un muro,
fate ben,
a piombo,
in bola,
le te fa sentir sicuro.
Malte grese che se suga,
muradori
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Io sedendo a questi atrii, e qui, tra i libri
odo cantàr fanciulli che sereni
la musicante lezïòne sèguono
che la scuola per lòr esige. E sento
un vecchio pianoforte trillàr. Càntano
questi giòvini ròndini e usignuoli
che così, ergendo le voci, or
leggi

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Copiose lacrime
da lungo tempo trattenute
i miei occhi
lavavano
dalla polvere di perdute cose
sciogliendo l’afflizione
che i miei passi
così a lungo avea segnato.
Risplendeva il giorno
come mai
fosse tramontato il Sole.
A perdita
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Ormai geme la gente
per la nota persa
di una chitarra priva di corde.
Senza una ragione,
senza una domanda
che indichi il dolore.
Consapevolezza senza rituale,
senza il linguaggio
di quel che dovrebbe ancora essere
il volo dell’idea,
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Torno,
ora torno dal mirare silenzioso in languidi anfratti,
del passare del tempo ho visto gli inganni
Li or posata su candido fiore
una farfalla perduta,
oltre uno scorrer di greve voce mi porta al vecchio ruscello
e allo sciacquio d’un acqua di
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 | Oh Italia bella, oh Italia terra mia,
che sia tu sempre forte e prosperosa!
Così ti voglio! Ma anche generosa
incontestata
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 | Sei nata tra sette fratelli
ti palesi sempre con chi si conferma
già inferiore;
con la faccia della
malevolenza arrivi con livore
e con le tue movenze capziose
vuoi subornare lo schietto;
oh invidia rivale dell’altruismo
la tua grettezza é
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| Dal mondo delle idee
alla luce degli ideali
nuovamente a terra
mi ritrovo mortale
e dopo tante poesie
è bonaccia mentale.
Neanche il sogno d’amor
mi ravviva più la testa
con l’inesorabile tempo
che, ahimè, mi rattrista.
Musa mia fatale,
pur
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| Le rughe sul viso di un pittore
le mani che tremano e non si fermano
le mani che improvvisamente dipingono
tratti decisi e netti senza sbavature
i pittori non invecchiano ma si sciolgono.
Lei seduta sulla sedia di paglia
il quadro del suo ritratto
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Si rincorre la veglia
del tuo insonne respiro,
stringe a cerchio il pensiero
dilatato in un gorgo:
labirintica
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E dopo le parole arenate,
a riva i silenzi giacciono mesti
un velo d’oblio copre l’allegria
(recente memoria tra le onde del tempo)
ora l’orizzonte come una carta sporca d’inchiostro
nasconde d’un disegno a matita il tratto
Vorresti un cielo a
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 | La forza dolce ed accogliente
di un abbraccio che ti cinge,
odori che si mescolano
e divengono un unico
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 | Aspettiamo qualcosa che spunti
all’improvviso dalla nebbia,
che ci dica cosa fare, dove andare
in quale direzione è il giorno, la vita
mentre non ci fidiamo più dell’alba
e neppure del caffè che si fredda nelle mani
aspettiamo qualcosa,
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| Non facile riportare alla luce
quello che in sogno hai vissuto
difficoltà si strizzano a vicenda
spremendosi come limoni
sotto un cielo plumbeo che non aiuta
ritorna quell’affanno
in tutto il suo splendore
desiderio frutto dell’amore
come
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